La crudeltà del trasporto via mare degli animali vivi è una forma di maltrattamento evitabile, facendo viaggiare le carni e non gli animali. In questi giorni, per l'ennesima volta, una nave partita dall'Uruguay è alla fonda davanti al porto turco di Bandirma. La nave stalla Spiridon II, che ha oltre mezzo secolo di vita, è ancorata al largo della Turchia con il suo carico di circa tremila bovini per alcune irregolarità documentali. Le autorità portuali turche non consentono lo scarico degli animali con motivazioni sanitarie. Mentre gli animali sono oramai allo stremo, dopo quasi due mesi di navigazione.
La vecchia stalla galleggiante è ferma dal 22 ottobre, con scorte in esaurimento di cibo e acqua e con oltre una cinquantina di bovini deceduti. Ma questo non è un incidente isolato: anche se si parla poco del trasporto marittimo di animali come pecore e vacche il fenomeno è molto più diffuso di quanto ci si immagini. La ragione di questi viaggi è legata al mero profitto che impone, per molteplici ragioni, di far viaggiare animali vivi piuttosto che le loro carni. Basta un piccolo errore e il "carico" viene rifiutato, quasi sempre per ragioni sanitarie.
Ma dopo oltre 55 giorni di navigazione i bovini della nave dovranno ancora soffrire, prima di finire al macello o di morire di stenti. Nel frattempo poche troppe poche voci si alzano per far cessare questi viaggi intrisi di sofferenza e maltrattamenti.
Il trasporto di animali vivi è sempre causa di grande sofferenza, ma le navi stalla si possono rivelare delle trappole senza scampo per gli animali. Il grande pubblico spesso ha un'idea sommaria delle sofferenze che sono causate dal trasporto su gomma, ma la maggioranza non sospetta neppure che animali da reddito viaggino via mare. Per ragioni commerciali, incrementando la sofferenza già patita negli allevamenti intensivi. Una vergogna che l'Europa non può più far finta di non vedere.
Da molto tempo le associazioni che si occupano dei diritti degli animali si battono contro il trasporto di animali vivi. Costretti molte volte a compiere tragitti lunghi migliaia di chilometri, in ogni stagione, con ogni tempo. Per essere quasi sempre macellati una volta giunti a destino, dopo viaggi che possono durare giorni oppure anche mesi, come sta accadendo a due navi stalla nel Mediterraneo. Con il loro carico di migliaia di bovini costretti a un viaggio infernale, verso un destino certo: la morte.
Entrambe le navi cargo sono partite per il loro viaggio da porti spagnoli, con destinazione Medio Oriente. Per diverse ragioni il viaggio, eticamente sempre inaccettabile, non è andato come doveva e le due navi, la Karim Allah e la Elbeik, sono rimaste, per mesi, in alto mare. Scaraventando quando occorreva i capi morti durante questo viaggio atroce nelle acque del Mediterraneo. Gli oltre 800 vitelli della Karim Allah sono alla fine stati sbarcati nel porto di Escombreras in Cartagena, in Spagna. Per essere macellati sul posto in quanto affetti dal virus della lingua blu, una malattia che li aveva fatti rifiutare dal paese di destinazione.
Non si capisce perché l'ispezione veterinaria ufficiale non abbia testato gli animali per verificare se erano malati. Il governo spagnolo ha agito con pochissima trasparenza in questo caso e molti dubbi restano da risolvere. Ci auguriamo che questo scandalo serva almeno a porre fine all'esportazione di animali vivi in paesi al di fuori dell'Unione europea.
La sofferenza causata solo per profitto è la peggiore forma di crudeltà, non avendo nulla a che vedere nemmeno con le esigenze alimentari. Questi maltrattamenti sono compiuti soltanto per ottenere un maggior profitto dagli animali, senza altro tipo di giustificazione. Le navi stalla sono purtroppo una realtà planetaria, che non coinvolge solo i paesi del bacino del Mediterraneo. Le navi stalla riguardano anche milioni di ovini che vengono trasportati dall'Australia sino ai Paesi asiatici o del Medioriente.
Molti di questi viaggi sono destinati verso paesi che praticano l'uccisione degli animali senza stordimento preventivo
Ma se peri bovini stipati sulla Karim Allah la questione si è tragicamente risolta, con il loro abbattimento in un porto spagnolo, lo stesso non si può ancora dire per gli animali, più di 1.700, trasportati sul cargo Elbeik. Attualmente alla fonda in un porto greco, dove solo grazie alle pressioni esercitate dall'organizzazione internazionale Compassion in World Farming (CIWF), i bovini hanno ricevuto cibo e assistenza. Non ci sono ancora certezze sul loro destino, nonostante siano in viaggio dalla metà di dicembre verso i porti della Libia e della Turchia.
Una vera e crudele tortura della quale qualcuno dovrebbe essere chiamato a rispondere. Per non aver fatto esami preventivi sullo stato di salute degli animali, che sono anche loro risultati positivi al virus della Blue Tongue.
Affonda nave stalla con migliaia di pecore a bordo, poco dopo aver lasciato il porto di Costanza in Romania. La nave aveva a bordo circa 15.000 ovini e si è ribaltata poco fuori dal porto, forse a causa di un carico eccessivo o forse per un repentino spostamento degli animali.
Quello che è certo è la strage di animali che è seguita all'incidente, ovini che erano destinati al mercato arabo, una vergogna alla quale la Comunità Europea sembra non voler mettere freno.Le navi stalla, con molte migliaia di animali a bordo, non sono purtroppo una novità, ma sino a poco tempo fa partivano soprattutto dall'Australia e non da porti europei.
Da tempo invece la Romania è diventata un porto di partenza di questi carichi, sempre destinati al Medio Oriente. Fra le proteste delle organizzazioni internazionali che tutelano i diritti degli animali, da sempre contrarie al trasporto di animali vivi.
L'affondamento della nave stalla a Costanza deve far riflettere
L'Europa non può continuare a chiudere gli occhi sul trasporto degli animali vivi destinati alla macellazione, una delle maggiori cause di sofferenza. Occorrono politiche che mettano un freno a queste pratiche e vietino la possibilità di stipare migliaia di animali su una nave. Per arrivare vivi, in questo caso, in Arabia Saudita per essere poi macellati secondo le pratiche halal.
Devono cambiare le leggi europee che consentono deroghe sulle modalità di macellazione secondo i precetti religiosi di ebrei e musulmani. Una cosa è tutelare, giustamente, libertà di culto e di credo religioso, altra è quella di consentire che in nome della religione vengano perpetrati maltrattamenti.
La macellazione senza preventivo stordimento è una pratica barbara e inaccettabile, che non ha più una ragion di esistere essendo nata per motivazioni sanitarie. Come spesso accade con i precetti religiosi che sono scaturiti anche per ragioni diverse dalla cura dello spirito.
Il problema non è soltanto etico, ma economico: ci sono paesi che ricavano ingenti profitti fornendo ovini e bovini a questi mercati, che hanno difficoltà nell'allevamento in loco. Alimentando così una catena di sofferenze davvero non più accettabile. E' urgente che la Commissione Europea si occupi al più presto di questo problema e del trasporto di animali vivi in generale.
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