Maggior tutela dei diritti degli animali? La danza immobile delle destre di governo!

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Maggior tutela dei diritti degli animali? La danza immobile delle destre di governo, che dicono di voler difendere i diritti, ma frenano sulle modifiche. Cercando di riportare le lancette della storia alla maggior tutela solo per gli animali che vivono con noi, escludendo gli animali selvatici e quelli allevati. Quando si parla di diritti degli animali, infatti, sembra che non si voglia arrivare a un definitivo superamento del doppio binario, nemmeno dopo il loro inserimento in Costituzione. Tanto sbandierato da troppi, ma poco efficace nella realtà essendo un articolo che sottolinea buone intenzioni, ma non reali azioni.

Il tema dei diritti degli animali non sembra essere realmente sentito, non porta a un riconoscimento a tutto tondo ma solo a una sorta di concessione. Una tutela che aumenta per cani e gatti, in buona sostanza, ma che non sembra voler aumentare i pochi diritti dei quali sono portatori gli animali in generale. Una divisione basata non su diversità o capacità oggettive del soggetto tutelato, ma solo sulla convenienza di chi promuove l’azione tutelante. Un comportamento tanto illogico, quanto vergognoso.

Questo il quadro che appare seguendo i lavori della Commissione Giustizia, che sta esaminando in queste ore diverse proposte di legge, unificate, che avrebbero dovuto portare a un cambiamento. Un provvedimento che avrebbe dovuto comportare una rivoluzione, secondo la narrazione, e che sta, invece, passando dal poter essere epocale a diventare in realtà vergognoso. Grazie agli emandamenti al testo presentati dai partiti di governo, che non vogliono incrinare il loro vincolo elettorale con cacciatori e allevatori.

La maggior tutela dei diritti degli animali resta al palo? Probabilmente si, perdendo una grande occasione di cambiamento

Le associazioni protestano, i politici minimizzano, i giornali si riempiono di notizie che raccontano, quasi sempre con stupore, il prevedibile epilogo del percorso normativo. Le destre di governo non hanno mai fatto mistero del loro sostegno al mondo venatorio e al mondo agricolo, compresa la sua parte peggiore, quella che vorrebbe sterminare i predatori. In un paese in costante campagna elettorale il sostegno di queste categorie non può essere perso, considerando che il fronte che si batte per i diritti degli animali si presenta frastagliato e diviso. Incapace, nelle urne, di condizionare il consenso dell’elettorato risultando così poco interessante per i partiti.

Non può stupire quindi che la tanto annunciata e attesa riforma possa restare al palo. Grazie a emendamenti vergognosi, come quello di Forza Italia, che vuole ridimensionare le pene per chi organizza combattimenti fra animali. Uno dei reati più odiosi e pericolosi commessi a danno di animali, dietro il quale si annidano e si nascondono anche organizazioni criminali di rilievo. Un crimine violento che dovrebbe essere contrastato con ogni mezzo e che, invece, si preferirebbere non contrastare oltre quanto già previsto.

Nei prossimi giorni si capirà quale sarà il destino dei provvedimenti che avrebbero dovuto aumentare le tutele nei confronti degli animali, di tutti gli animali. La loro sofferenza e il maltrattamento sono realtà sempre presenti, che non possono essere sanzionate in modo diverso se il fatto è commesso su un bovino o su un gatto. Abbiamo riconosciuto gli animali come esseri senzienti, abbiamo inserito la loro tutela in Costutuzione, ma quando si tratta di riconoscere diritti reali ancora troppi si voltano dall’altra parte,