Servizi veterinari e controlli inutili: quel preavviso che agevola i reati

Servizi veterinari e controlli inutili

Servizi veterinari e controlli inutili: quel preavviso che agevola i reati perchè serve solo alla compilazione dei report che richiede la burocrazia. Un servizio di Report, realizzato da Giulia Innocenzi. ha portato alla luce un colossale traffico di carni scadute, congelate e ricongelate all'interno di un noto macello della provincia di Mantova. Nello stabilimento si macellava dal lunedì al venerdì, mentre al sabato gli operatori si dedicavano all'attivita di "ricondizionamento" di lotti di carne scaduta. Le partite di carne venivano poi ricongelate e destinate, come se niente fosse, al consumo umano.

Le truffe e le operazioni illegali nell'ambito della filiera alimentare non sono certo una novità, ci sono sempre state e ci saranno ancora. Non esiste un solo settore che sia esente da questo genere di attività illegali. Senza che vi sia alcuno scrupolo per il fatto che questi "taroccamenti" possano essere un potenziale pericolo. Ma nei macelli e negli allevamenti intensivi succede di tutto, talvolta a danno dei consumatori, molto più spesso a danno degli animali.

Una realtà che in parte dipende dalla scarsa qualità dei controlli, spesso realizzati con il "metodo così fan tutti", come diceva il compianto Maurizio Santoloci. Dall'inchiesta di Report, per l'ennesima volta, emerge il fatto che le operazioni di riconfezionamento delle carni avvenivano di sabato, giorno in cui l'ATS non esegue controlli. Che comunque, per stessa ammissione del veterinario responsabile dell'ATS Valpadana, avvengono con preavviso. La motivazione del preventivo avviso è disarmante: senza preavvisare i veterinari rischierebbero di perdere troppo tempo.

Servizi veterinari e controlli: preavvisare un'ispezione dovrebbe essere considerato reato

Spesso i cittadini si chiedono come sia possibile che negli allevamenti di animali per il consumo umano vengano trovate situazioni assurde e gravi. Come è possibile che pessime condizioni di allevamento e costanti maltrattamenti non siano rilevati dai servizi veterinari pubblici, mentre trovano pesanti conferme nelle inchieste? La risposta, in buona parte, trova una motivazione nelle modalità di controllo degli stabilimenti, che evidentemente spesso non vengono effettuati con modalità idonee al raggiungimento dell'obiettivo.

La sanità veterinaria dovrebbe costituire un presidio di legalità posto a garanzia di cittadini e animali, in grado di prevenire in massima parte i comportamenti dannosi. Comportamenti che alcune volte sono dannosi per incuria e trascuratezza, mentre altre volte rientrano nell'esecuzione di disegni criminosi complessi, che non sfuggirebbero a controlli approfonditi. Scrivo questo a ragion veduta, essendomi occupato di indagini che hanno riguardato anche gli allevamenti. Indagini che magari erano messe in campo pochi giorni dopo i controlli dei servizi veterinari pubblici, che non avevano rilevato condizioni di detenzione pessime.

Questo non significa che sia sempre così o che gli organi di controllo siano composti da personale corrotto. La realtà è che nella nomina dei dirigenti dei servizi veterinari, e non solo di ATS, la politica è invasiva peggio di una metastasi. Condizionando i ruoli alle necessità politiche, mortificando la professionalità di chi vorrebbe lavorare bene, in un'organizzazione che troppo spesso non premia il merito ma l'appartenenza. Finalizzando l'operatività non al raggiungimento di effettive garanzie per animali e cittadini ma all'assolvimento degli obblighi burocratici. Un modo semplice per non disturbare il manovratore, per non scoperchiare un pentolone che è l'inferno per milioni di animali ogni anno.

Gli investigatori delle associazioni sono bravissimi o chi ha il dovere di controllo non è efficace?

Sicuramente gli investigatori delle associazioni sono dei professionisti specializzati in investigazioni sul campo. Ma il problema, spesso, sta nella scarsa volontà di chi avrebbe il potere di controllare di arrivare al punto. Leggendo verbali di ispezioni e sentenze ci si rende conto di quanta superficialità possa esserci stata in alcune occasioni relative al maltrattamento degli animali. Come ci si può rendere conto leggendo le considerazioni dei magistrati, quando, con scarsa frequenza, i maltrattamenti di animali arrivano a sentenza.

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Sentenza N. 13798/23 R.G. Tribunale di Milano del 22/07/2025 relativa a un procedimento penale attivato dalle Guardie Zoofile di ENPA Milano di cui ero responsabile, nel 2019. all'epoca dei fatti.

Orrori al macello, reati prescritti e un bel colpo di spugna

orrori al macello
Foto di repertorio

Orrori al macello, reati prescritti e un bel colpo di spugna che cancellerà per sempre le responsabilità. Inutile invocare aumenti di pena in un paese in cui non si riescono a tenere i processi nei tempi previsti. Con una prescrizione troppo breve rispetto alla realtà di quanto avviene. Vanificando il lavoro degli investigatori, ma cancellando anche le punizioni previste per chi maltratta gli animali.

Conosco da molto tempo e sufficientemente bene il meccanismo della giustizia per non provare stupore, solo tristezza e dolore per l'ennesimo caso di giustizia negata a uomini e animali. A chi ha avuto il coraggio di denunciare e a chi ha dovuto solo subire, percosse e maltrattamenti anche prima di morire.

Un caso riportato alla ribalta delle cronache da un articolo pubblicato oggi da Repubblica, scritto da Ottavia Giustetti, con coraggio e puntigliosa precisione. Una vicenda che ha il sapore della beffa, che trasmette la sensazione palpabile di un'ingiustizia. La sentenza è prevista per il 20 novembre prossimo, ma tutto quanto non ancora prescritto lo diventerà. Sarà sufficiente fare ricorso in appello e via. Senza bisogno di aspettare la sentenza per essere certi di non aver conseguenze.

Gli orrori al macello resteranno impuniti

Nel frattempo però lo Stato avrà speso decine di migliaia di euro per non arrivare a punire i responsabili. Con un rito fatto di bizantinismi, di errori formali, di rinvii e sospensioni. Il processo penale, com'è strutturato, fornisce maggiori garanzie, troppo spesso, a chi ha le disponibilità economiche necessarie per affrontarlo al meglio.

Quelle che servono per pagare i migliori avvocati, per presentare perizie e controperizie, per poter chiamare in aula un'infinità di testi. Su una materia che non è facile da comprendere, forse, ma che alcuni giudici non vogliono nemmeno fare uno sforzo di conoscenza per comprendere la sofferenza animale.

(...)  il processo davanti al giudice Paola Odilia Meroni dovrebbe chiudersi con una messa alla prova degli imputati e con il risarcimento di una veterinaria che si era ribellata a quelle crudeltà, Raffaella Ruà. Che veniva minacciata da Roberto Chiabotto all'incirca così: "Potevi farti amare, potevi farti voler bene, adesso ti farò diventare una scribacchina a 1000 euro al mese"

Tratto dall'articolo di Repubblica scritto da Ottavia Giustetti

Inutile promettere l'inasprimento delle pene

Al di la del fatto che più che inasprire le pene sarebbe opportuno aggiungere misure di prevenzione e interdizioni, è il senso della pena che viene a mancare. La punizione non arriva e chi ha subito maggiormente, come la veterinaria che ha avuto il coraggio di denunciare, resterà un eroe civile senza giustizia. Mentre in un paese normale sarebbe soltanto una persona che ha compiuto il proprio dovere.

Usciranno senza danni o quasi anche i veterinari pubblici che dovevano controllare, che come ufficiali di Polizia Giudiziaria avevano precisi doveri. La componente con maggiori responsabilità, per il ruolo, per i doveri non assolti, per aver seguito paura e convenienza piuttosto che il rispetto delle regole imposte dal loro ruolo.

Qualcuno verrà sembra messo alla prova, avrà diritto di accedere a pene alternative per estinguere i reati. Proprio come chi ruba il cibo per fame in un supermercato o chi commette piccoli reati. Davvero difficile non indignarsi e la politica speriamo risparmi il consueto teatrino, fatto di promesse che non si concretizzano mai.

L'articolo su Repubblica va letto, con attenzione, e non solo da chi rispetta gli animali ma anche da parte di chiunque creda che la giustizia ci dovrebbe essere davvero.