Caccia, circo, commercio animali: puรฒ andare solo di male in peggio

Caccia, circo, commercio animali: puรฒ andare solo di male in peggio con un governo che non ha alcuna attenzione verso i diritti degli animali e per la tutela dell'ambiente. Fra una manciata di settimane, esattamente il 18 agosto, scadranno i termini previsti dalla legge delega per approvare norme che portino alla progressiva eliminazione degli animali dai circhi. Se nulla accadrร , come pare molto probabile, per la seconda volta sarร necessario ricominciare tutto da capo. La storia dell'eliminazione degli animali dai circhi parte infatti dall'oramai lontano 2017, quando prima il governo Franceschini e poi quello Conte lasciarono scadere i termini della riforma.
Nonostante le richieste delle associazioni sarร difficile che l'attuale esecutivo voglia dare seguito a una normativa che preveda l'eliminazione degli animali dai circhi. Non tanto e non soltanto perchรฉ i circensi pur essendo pochi votano ma per una questione ideologica, che vede assolutamente legittima ogni forma di sfruttamento degli animali. Lo dimostrano ogni giorno le dichiarazioni fatte dai vari ministri su allevamenti, caccia, clima e molte altre questioni. Una situazione che, oramai, rende impossibile parlare di questi temi senza schierarsi politicamente. Questa รจ la prima volta, dalla nascita della repubblica, che un esecutivo risulta cosรฌ schierato contro la tutela dell'ambiente e dei diritti di tutti gli esseri viventi.
Per il momento sembra essere cessato l'allarme per gli emendamenti "caccia selvaggia" che alcuni parlamentari, fra cui spicca anche il senatore del PD Stefano Vaccari, avevano presentato. L'approvazione degli emendamenti proposti avrebbe stravolto la giร esile tutela riconosciuta alla fauna dalla legge 157/92. La virata, improvvisa quanto imprevista, di Fratelli d'Italia ha di fatto messo i bastoni fra le ruote a un progetto di cambiamento sostenuto dalla Lega e ora si aspetta di vedere le conseguenze.
Su caccia, circo e commercio animali andrebbero prese decisioni in sintonia con la normativa europea
Se ora FdI ha compiuto un passo indietro sugli emendamenti "caccia selvaggia" รจ soltanto perchรจ in questo momento il governo รจ sotto attacco. Con il presidente Mattarella che lancia un pesante monito sulla difesa della democrazia, che non puรฒ essere asservita alle necessitร di governo. Mai come in questi giorni abbiamo assistito a una presenza molto importante di messaggi del Quirinale sui social. Questa situazione deve aver convinto la presidente Meloni a fare, almeno su materie accessorie come la caccia, un passo indietro. Per non andare contro al volere dei cittadini che la caccia, a grande maggioranza, la vorrebbero abolire.
In questo momento non รจ possibile difendere i diritti degli animali e la tutela dell'ambiente senza schierarsi, Senza dire senza mezzi termini che questo governo รจ palesemente contrario a riconoscere i diritti degli animali, e non soltanto. L'esecutivo Meloni difende l'allevamento intensivo, sostiene la caccia come se chi la pratica fosse una risorsa fondamentale per il nostro paese. Avversando i metodi alternativi come la carne coltivata e l'elenco potrebbe essere molto lungo. Un governo che risulta senza visione complessiva del problema ambientale, piรน intento a garantire almeno lo status quo a alcune categorie che non la tutela dei diritti, da quelli delle persone a quelli degli animali non umani!
Quella sofferenza muta degli animali selvatici costretti a vivere nelle nostre case
Se la fauna selvatica รจ ogni giorno a rischio, se gli animali dei circhi rischiano di restare prigionieri ancora a lungo nei carrozzoni, in pochissimi parlano della sofferenza dei pets. Un mercato sterminato, che muove milioni di euro ogni anno, coinvolgendo animali di ogni specie, dai pappagalli alle genette. Per non parlare dei suricati, dei ricci africani e di tantissime altre specie oggetto di commercio. Animali di fatto selvatici -la nascita in cattivitร non significa domesticazione- che sono detenuti molto spesso senza alcuna attenzione al loro benessere. Vittime del dominio umano che, nel chiuso delle case, vivono una vita innaturale.
Da molti mesi, esattamente dalla pubblicazione del decreto Legislativo 135/2022, si รจ in attesa dell'emanazione della cosiddetta "lista negativa", quella che indicherร le specie che non possono essere oggetto di commercio. Per motivi di prudenza, per evitare la possibilitร di ripetere invasioni come quelle dei parrocchetti, degli ibis sacri, delle nutrie e degli scoiattoli grigi ma anche per altre ragioni. Il commercio e la detenzione di animali selvatici rappresenta un rischio per la salute, per la trasmissione di possibili zoonosi, ma anche una causa di sofferenza per gli animali.
Privare un uccello della possibilitร di volare per tenerlo in gabbia รจ un atto crudele
La sofferenza che non si vede, quella che non รจ fatta di sevizie o di atti violenti ma di noia, dell' impossibilitร di soddisfare i bisogni etologici, di non poter vivere seguendo l'istinto. Una crudeltร che non ha giustificazione perchรฉ non รจ basata sulla necessitร ma soltanto sulla soddisfazione di un piacere umano. Siamo oramai talmente abituati a vedere gli uccelli nelle gabbie da dimenticare la necessitร e il piacere del volo. Non vogliamo vedere la crudeltร in un comportamento, che appartiene alla nostra storia ma che รจ contrario alle conoscenze etologiche raggiunte. Tenere in gabbia un pappagallo o un altro volatore dovrebbe essere considerato un maltrattamento, anche se ancora in pochi lo capiscono.
