Sul divieto di circo con animali PACMA inciampa sul nostro paese

divieto di circo con animali

Forse confuso dalle tante dichiarazioni fatte dal Governo sull’uso degli animali nel circo anche il PACMA, il partito animalista spagnolo, è stato preso in contropiede. Nonostante sia uno dei movimenti meglio organizzati in Europa sul fronte dei diritti, animali e umani.

Così ha fatto un tweet in cui anche il nostro paese è stato messo fra quanti avevano abolito la possibilità di usare gli animali nei circhi. In realtà non è così, perché come ho scritto in questo articolo I circhi ringraziano il Governo del cambiamento l’occasione c’era stata ma è andata persa.

🗺️ Más de la mitad de los países de la UE han prohibido el uso de animales en circos 🚫🎪🐘

La falta de interés y de valentía política para prohibirlos, condena a muchos animales a vivir una vida de látigos y cadenas.

Desde PACMA trabajamos para prohibir los circos con animales pic.twitter.com/kqXxwkcjPi— PACMA (@PartidoPACMA) May 7, 2019

L’italia consente ancora il circo con animali

Oramai per arrivare a vietare l’impiego degli animali nei circhi sarà necessario iniziare un iter parlamentare nuovo, che porti a una legge che contenga il divieto. La possibilità di utilizzare il provvedimento messo in campo dal precedente governo è scemata, per chiusura della finestra temporale.

Per correttezza è bene dire che nessun Governo della nostra repubblica si è mai adoperato realmente per abolire l’uso degli animali nei circhi. Ma nemmeno per regolamentarne l’attività in senso restrittivo, cercando di migliorare le condizioni di vita in attesa di provvedimenti più incisivi.

Nel frattempo bisogna far crescere l’attenzione dell’opinione pubblica informandola sulle sofferenze degli animali in cattività. Da quelli reclusi nei circhi ma anche degli animali da compagnia che teniamo segregati in gabbie o terrari nelle nostre case.

La società sta cambiando sempre più velocemente, non sempre in meglio pare giusto sottolineare, ma l’attenzione verso i diritti degli animali e la tutela ambientale è in crescita. Certo una crescita lenta, per alcuni troppo lenta, ma sicuramente importante.

Saranno i cambiamenti culturali a spazzare via una serie di tradizioni e di attività oramai fuori dal tempo, che non sono più accettate dalla maggioranza degli italiani. Come il circo e come la caccia, che stanno vivendo tempi di fisiologico declino, lento ma inarrestabile.

Cavalli nel fuoco: la crudeltà della festa de “Las luminarias”

 

 

cavalli nel fuoco

Cavalli nel fuoco, la festa de “Las Luminarias”, dove crudeltà verso gli animali, malinteso coraggio e fiumi di alcol danno vita a un rito pagano indegno di un paese della Comunità Europea.

Succede a San Bartolomé de Pinares , vicino alla città di Avila, dove nel corso di una delle tante feste spagnole in cui gli animali sono sottoposti a incredibili maltrattamenti: da 500 anni i cavalli vengono lanciati nel fuoco dai cavalieri, per dimostrare il loro coraggio.

Se già la festa non fosse l’apoteosi dell’assurdità e della crudeltà farebbe ancora più indignare il fatto che Las Luminarias“avvenga proprio durante la festa di Sant’Antonio abate, protettore degli animali. Ancora una volta questa barbara tradizione travalica i canali nazionali grazie al PACMA, il partito politico spagnolo che si occupa della difesa degli animali, dell’ambiente e delle categorie più fragili.

Guardando il filmato realizzato dal PACMA si vedono chiaramente cavalli e cavalieri attraversare enormi falò, denominati “las hogueras“, e negli occhi degli animali si legge il terrore puro, mentre a giudicare dalle riprese nelle vene dei cavalieri scorre tanto, troppo alcol fatto prodromico a ogni sorta di maltrattamento verso gli animali.

Il tutto si compie previa benedizione del prete locale, evidentemente rimasto consapevolmente intrappolato in quel misto di sacro e profano, di sacro e pagano che accompagna ancora le feste tradizionali spagnole, dove sono sempre gli animali a pagare il prezzo più alto.

 

Al PACMA il merito di far conoscere queste feste, di aver messo al centro del suo programma la tutela degli animali e di farlo in modo serio e professionale che certamente avremmo necessità di importare anche in Italia, dove i politici o gli aspiranti tali si gettano spesso sul carro animalista solo per cercare di ottenere consenso.

Alla Spagna e alla Commissione Europea il grande demerito di non essere capaci di scrivere la parola fine a queste feste tradizionali dove si celebra solo la barbarie e null’altro che possa essere in qualche modo ricondotto a qualcosa di vagamente religioso. Allo stesso biasimo va accomunata anche la chiesa di Papa Francesco che, nonostante aperture e attenzioni, dimostra di essere insensibile verso tradizioni crudeli e pagane amministrate dallo stesso clero, incurante evidentemente del maltrattamento di incolpevoli animali.

Il trattato di Lisbona non è bastato per far cessare le manifestazioni più crudeli, dove il terrore domina gli animali e per i quali il fuoco rappresenta il maggiore degli incubi. Senza nulla togliere alla crudeltà di altre manifestazioni come il Toro de La Vega o la corrida.

cavalli nel fuoco

L’Italia e l’Europa devono fare pressioni sul governo della Spagna per far cessare da subito queste terribili manifestazioni, dove vengono costretti cavalli nel fuoco senza aver alcun rispetto della loro indole, del terrore e nemmeno della negatività del messaggio che viene trasmesso alle giovani generazioni, con la complicità della chiesa locale.

Parlarne e far girare la notizia è un modo per far conoscere un maltrattamento, quello della festa de “Las luminarias“, ancora poco conosciuto.

#PACMA #LasLuminarias

Toro de la Vega: tutto il mondo parla della manifestazione

toro de la vega

La manifestazione contro il Toro de la Vega che ha percorso le strade di Madrid il 12 settembre resterà negli annali di chi si occupa dei diritti degli animali.

100.000 persone hanno sfilato per manifestare tutto il loro dissenso contro una delle più storiche e barbare feste tradizionali, dove ogni anno un toro viene torturato a morte usando delle lance.

Organizzata dal PACMA – Partido Animalista la manifestazione ha rappresentato un momento di grandissima partecipazione popolare, con numeri sicuramente mai raggiunti in Europa, quale che fosse l’argomento in difesa degli animali.

Certo questa massiccia partecipazione dimostra che il paese è stufo di dover subire una serie di barbarie agite contro gli animali, specie durante le feste tradizionali che si tengono nelle zone più rurali del paese, ma anche dimostrato la straordinaria capacità organizzativa del PACMA.

Organizzazione impeccabile della manifestazione

Visitando il loro sito internet si riceve un’impressione di concretezza e di trasparenza: pochi fronzoli, un programma chiaro, proposto e non urlato, bilanci disponibili che dimostrano come seppur con pochi fondi si possano fare grandi cose. Gli obiettivi del PACMA sono ambiziosi per quanto concerne gli animali.

Oltre ad essere contro ogni forma di corrida sottolineano l’importanza di fare una scelta vegetariana, se non vegana, per tutelare gli animali e l’ambiente, occupandosi anche di difendere i diritti della popolazione per un’economia più equa. In questo momento in Spagna sono una forza politica di tutto rispetto, seppur fuori dal parlamento, guadagnando maggiori consensi ad ogni elezione alla quale si presentano.

Nonostante la straordinaria partecipazione alla manifestazione di Madrid questa non è bastata per evitare che Rompisuelas, il nome del Toro de la Vega di quest’anno, fosse prima torturato in modo davvero barbaro e poi ucciso per accontentare i pochi abitanti di Tordesillas.

El Toro de la Vega è una barbarie che non va confusa con una festa tradizionale

Certo non si poteva sperare in un paese come la Spagna, intriso di queste tradizioni anacronistiche in cui si maltrattano gli animali per puro divertimento, che il Toro de la Vega venisse annullato, ma vale la pena di guardare, invece, il video della manifestazione di Madrid per vedere come il vento stia cambiando:

In Italia non si è mai riusciti, nemmeno quando si trattava di temi molto sentiti come la caccia e la vivisezione, ad avere un successo di questo genere, nonostante il nostro sia un paese con un alto tasso di sensibilità nei confronti degli animali, anche se sicuramente con una fortissima accentuazione nei confronti di cani e gatti.

Forse il sentimento degli italiani nei confronti degli animali è più legato all’emotività che non a una reale militanza informata, ma purtroppo si sa:  il cuore muove più i consensi sulla rete che non i piedi sulla strada per una reale partecipazione.

La manifestazione contro il Toro de la Vega di Madrid segnerà comunque uno spartiacque, un confine dopo il quale chi si occupa della tutela dei diritti animali dovrà chiedersi per quali alchimie e con quale organizzazione il PACMA sia riuscito a fare quello che da noi è sempre stato impossibile: portare in piazza 100.000 persone per rompere una lancia contro il Toro de la Vega.

Personalmente ritengo che la vera chiave di volta di questo successo sia il modo gentile di porsi e proporsi del PACMA, di offrire i loro programmi, di essere trasparenti e certo anche quello di avere un’ottima e coinvolgente organizzazione.