Tagliare le ali alle fake news aiuta la comunicazione verde a volare

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Tagliare le ali alle fake news aiuta la comunicazione verde a volare, agevolando il cambiamento grazie a contenuti solidi e credibili. Di questi tempi la qualità dell'informazione è fondamentale, per far comprendere alle persone serietà e urgenza degli argomenti che riguardano le necessità di riscrivere la carta delle nostre priorità. Concetti concreti, chiari ma soprattutto reali, molto diversi dall'orso con le ali che illustra questo articolo. Il fine non è quello di stupire, ma quello di coinvolgere, di farci sentire parte di un tutto.

La comunicazione, per essere efficace, deve saper trasformare l'obbligo in desiderio, per poi tradurlo in azione: sono attento ai problemi ambientali non (solo) perché è giusto ma perché voglio sentirmi protagonista di un comportamento responsabile. Cercando di cambiare, sugli argomenti più controversi, quella visione che porta a identificare il centro del problema nella polarizzazione fra diversi schieramenti piuttosto che nella sua essenza. Prendiamo come esempio uno degli argomenti più spinosi che agitano le acque della comunicazione ambientale: la presenza dei predatori. Un terreno questo che è costante oggetto di scontro fra schieramenti contrapposti.

Da una parte troviamo gli interessi del mondo agricolo e di quello venatorio, sempre coalizzati su questo tema, mentre, sull'altro fronte il variegato mondo di chi li difende, decisamente molto più composito e articolato. Già questo permette di comprendere subito che sotto il profilo della comunicazione il fronte agricolo-venatorio è in grande vantaggio: identità di vedute e sovrapposizione degli obiettivi, seppur con motivazioni diverse, facilitano la narrazione. Come lo sono i motivi, semplificando moltissimo, i motivi per arginare la loro presenza! Immediati e molto semplici da comunicare, grazie alla leva della paura, molto efficace e facilissima da manovrare.

Tagliare le ali alle fake news aiuta la comunicazione positiva, quando si agevola la comprensione e si smorzano i conflitti

La teoria del nemico alle porte, costruita su concetti semplici, immediati e in grado di creare insicurezza è una delle più efficaci. Capace di coinvolgere senza troppa necessità di far comprendere. Basta qualche frase a effetto come "i lupi sono un pericolo per chi vive in campagna e non è più sicuro andare in giro". Per arrivare, poi, alla classica "i lupi di notte divorano i cani nei cortili perchè non hanno più paura di nulla, sono ibridi feroci": un racconto semplice e efficace che raggiunge il bersaglio. Un tiro facile, facile che solletica antichi timori, grazie all'uso di argomenti talmente semplici da non aver bisogno di spiegazioni.

Dall'altra parte lo schieramento è decisamente più articolato e, almeno in parte, meno populista. Dividendo quanti cercano far comprendere l'importanza dei lupi, senza usare gli argomenti della parte meno scientifica e più emotiva della compagine. Quella che maggiormente si presta all'accusa di praticare un ambientalismo da salotto. Qui il discorso si fa meno immediato e molto più complesso. Creando un percorso pieno di ostacoli comunicativi: il pericolo è una sensazione a percezione immediata quando si tratta di un predatore, mentre il beneficio garantito dall'equilibrio generato dalla sua presenza va comunicato, declinandolo in passaggi fatti di scienza e competenza. Un campo ben più insidioso, nel quale arrivare a vincere una battaglia richiede lunghi percorsi e maggiori sforzi.

Se voglio comunicare paura basta un titolo: "Lupo sbrana un capriolo alle porte del paese, lasciando il corpo del povero animale orrendamente mutilato". Se invece devo fare comunicazione positiva, per controbattere, ho maggiori difficoltà nel trovare una sintesi così efficace. Dovendo spiegare che un lupo non ha altro modo di nutrirsi se non sbranando una preda. Un fatto assolutamente naturale, considerando che è avvenuto prima dell'alba ai margini di un bosco. Questa sarebbe la spiegazione reale, che però non colpisce l'immaginario collettivo, non è immediata e efficace come il titolo dal quale siamo partiti.

Le fake news volano, mentre i ragionamenti complessi restano al palo e non bucano sui social

Comprese le differenze si può capire con facilità perché certe notizie volano sui media, mentre altre stentano a decollare. Restano al palo perchè si legge sempre meno e sempre più ci si ferma ai titoli, mentre per ottenere la comprensione da cui parte la condivisione serve altro. Come sapere le ragioni per cui è indispensabile tutelare i lupi. Partendo dalla loro funzione in natura: quella di predatori apicali che svolgono il ruolo importante di bioregolatori. I lupi, infatti, controllano in modo efficace, ben più e meglio di quanto faccia la caccia, le popolazioni degli ungulati. Il contenimento di cinghiali, cervi e caprioli operato dai lupi è talmente efficace che oramai se ne sono accorti anche allevatori e agricoltori. Certo, una piccola parte di quel mondo, piccola ma molto importante per attestare un successo che serve per avviare e un cambiamento.

Un argomento divisivo e complesso va affrontato in modo attento e senza scivoloni. Per questo è importante il contributo di tutti per arginare le fake news, per non essere complici nella diffusione di informazioni false o molto approssimative. Per promuovere l'informazione di qualità, per contribuire a far comprendere l'importanza di perdere qualche minuto per approfondire, cercando di diffondere solo notizie vere che, spesso, trovano poco spazio sulla rete. Come è successo a uno studio che ha dimostrato statisticamente come i cittadini europei non si sentano in pericolo a causa dei lupi. Contrariamente a quanto si cerca di far credere spargendo fake news.

Sul tema della disinformazione si sta combattendo una grande battaglia sui media, vista la presenza di vere e proprie centrali che operano in questo delicato campo. Strumenti illegali, pagati da gruppi politici o da lobbies, capaci di influenzare la percezione dei cittadini su una pluralità di argomenti, usando centinaia di migliaia di profili falsi, i cosiddetti troll. L'apporto che ognuno può dare alla buona informazione è fondamentale: interrompere le catene che consentono di diffondere notizie false è l'obiettivo e grazie all'impegno di tutti può essere a portata di click! Quindi prima di condividere leggete con attenzione e valutate la veridicità di quanto volete condividere con la vostra comunità.

Sfondare le gabbie della comunicazione sugli animali, per non parlare solo ai sostenitori

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Sfondare le gabbie della comunicazione sugli animali, liberandosi dalla ricerca del consenso e mirando a fare informazione di qualità. Cambiando il tipo di informazione, liberandola dagli stereotipi e cercando di essere coinvolgenti. Per non parlare sempre alla platea delle persone già attente, ma per coinvolgere quanti, ai temi dei diritti animali, non si sono mai avvicinati. Qualcuno potrebbe pensare che sia una cosa ovvia, ma per chi si occupa di comunicazione non lo è affatto. La ricerca del consenso e del sostegno, anche economico, porta a investire molto sempre sulla stessa platea e troppo poco sul grande pubblico.

Certo la comunicazione emotiva rappresenta una facile scorciatoia, capace di creare consensi, like e condivisioni. Se l'obiettivo, però, è quello di diffondere buona informazione in questo modo ci si allontana, e molto, dallo scopo. La necessità è quella di coinvolgere non solo i cosiddetti "animalisti", termine orrendo, ma di intercettare chi potrebbe essere interessato a ricevere nuovi spunti di informazione. Per farlo occorre uscire da alcuni recinti mentali, non sempre così disinteressati, e puntare diritti verso l'obiettivo: per cambiare le cose serve aumentare il numero di orecchie e di occhi. Smettendo di accontentarsi di parlare sempre solo a chi è già d'accordo.

I diritti degli animali vanno comunicati, ma anche scomposti: esistono i diritti, che hanno un valore fondamentale costituito da rispetto, compassione e empatia. Solo dopo arrivano le sotto categorie, le divisioni lessicali, ma prima di essere umani o animali i diritti costituiscono valori inalienabili. Che andrebbero sempre difesi con le unghie e con i denti, anche a costo di graffiare. Se il concetto è condivisibile allora potrete continuare nella letteratura, diversamente questo articolo non fa al caso vostro.

Sfondare le gabbie della comunicazione sugli animali è possibile cambiando la costruzione del racconto

La natura non è disneyana, non è affatto buona per definizione, ma segue precisi disegni che a seconda degli occhi di chi li vive, possono cambiare di prospettiva. I lupi, per usare un animale divisivo, non sono simpatici per definizione, semmai sono indispensabili al mantenimento degli equilibri naturali. Ci sono persone che non condivideranno mai il concetto "io amo i lupi", ma che potrebbero diventare degli strenui difensori del predatore se conoscessero meglio l'importanza della sua presenza. Perché questo avvenga è importante riuscire a divulgare le informazioni in modo corretto: il fine è quello di informare, non di compiacere.

Sfondare le gabbie della comunicazione sugli animali è molto più complesso che fare una dichiarazione d'amore. Amare qualcuno è una buona partenza, ma solo quando questo sentimento è perfettamente sovrapponibile al rispetto. Per questo l'obiettivo dovrebbe essere, sempre, quello di far comprendere il valore del rispetto, senza mai disgiungerlo da quello dell'amore. Sentimento che certe volte, per troppi animali, si trasforma in una gabbia dalla quale è impossibile scappare. Basti pensare a quanti dichiarano di amare il proprio cane, dimenticandosi dei suoi bisogni per soddisfare i propri desideri.

Un esempio d mancanza di comunicazione positiva lo troviamo spesso proprio in molti che si professano amati degli animali. Costringendoli a vivere in gabbia oppure alimentando il commercio dei cuccioli della tratta o ancora comprando cani brachicefali che non respirano. Forse per amore, certamente per egoismo. Per questo è importante allargare la platea di chi può essere coinvolto nella difesa dei diritti, rispetto a quanti si limitano a sollecitare solo la loro componente emotiva.

Difendere i diritti degli animali può voler dire anche andare contro corrente

Cercare di fare corretta informazione può creare spazi di critica, una cosa che deve essere accettata sino a quando tutto si svolge nel contesto di commenti educati. Il pensiero resta libero e non esistono verità assolute, in nessun campo; certo più ci si avventura sui sentieri fin troppo battuti della propaganda e più si rischia di inciampare. Proprio come fanno quelle persone che ancora oggi sono capaci di affermare che i lupi sono stati reintrodotti in Italia. magari con l'aiuto degli elicotteri.

Nonostante le mille emergenze ambientali e la perdita verticale di biodiversità, l'attenzione verso questi problemi non è ancora sufficientemente alta. Eppure per garantite il diritto di esistere, a persone e animali, dobbiamo tutti cercare di essere parte attiva, forse del più grande e rapido cambiamento che sia mai stato richiesto alla nostra specie. Che dopo anni di allarmi inascoltati, si trova di fronte a un bivio senz'appello: cambiare o vivere il peggiore degli incubi. Se non arrivare realmente all'estinzione entro l'Antropocene.

Questo è uno dei motivi sul perché sia così importante cambiare anche i modelli comunicativi. Bisogna essere attenti a non condividere notizie false, solo perché verosimili, non bisogna credere a tutto quello che circola in rete senza verificare, senza guardare la realtà con occhio critico. Quando l'informazione veritiera è difficile da veicolare quella che alimenta il mondo del falso sembra sempre ottenere sempre più credito. Ognuno di noi può fare la differenza, perché fra i diritti da difendere c'è anche quello alla verità e tutti possiamo essere ambasciatori del cambiamento.