Queste razze sono vittime di un maltrattamento genetico, grazie a una selezione che non ha premiato la forma fisica ma bensì l'estetica. I cani brachicefali hanno subito una deformazione del cranio che li ha portati a avere un muso più largo che lungo, per farli assomigliare sempre più a dei bambini. Una perversione estetica, che non ha più alcuna ragione funzionale come poteva essere per i cani da presa, dove il muso schiacciato aumentava la potenza e la tenuta del morso. Oggi queste razze trovano giustificazione solo per una richiesta puramente estetica del mercato, che è la causa di questi maltrattamenti inferti agli animali.
I proprietari li amano e contribuiscono a perpetuare il loro commercio perchè, si sa, è la domanda che genera l'offerta. Una richiesta di cuccioli talmente alta che, oltre a alimentare traffici e maltrattamenti, ha azzerato o quasi la selezione. Per capirlo basta guardare quanta variabilità ci sia negli esemplari di bulldog francese. Cani che non sembrano avere più caratteristiche compatibili nemmeno con i già discutibili standard di razza. La ricerca del basso prezzo, l'acquisto attraverso la rete, la presenza sul mercato di un numero altissimo di animali senza pedigree ha stravolto ogni regola. Complicando molto, la vita di questi animali, prime vittime del loro aspetto accattivante.
I responsabili dei maltrattamenti? Chiunque alimenta questo mercato, dai trafficanti ai compratori
Mentre in Europa sono diverse le campagne contro il commercio degli animali brachicefali in Italia siamo ancora molto tiepidi su questo tema. Sarà Il numero degli animali o l'ampiezza di un mercato in costante espansione, ma quale che sia la causa in pochi si vogliono mettere di traverso, puntando l'indice su questa sofferenza. Così troviamo brachicefali nelle pubblicità , nei video, nei film, sulle affissioni: quasi ovunque tranne che in campagne educative che contribuiscano a fare cultura, contro il maltrattamento genetico.
Animali brachicefali e influencer: sarebbe meglio pensare alla loro sofferenza prima di ogni altra considerazione estetica. Per evitare che quello che nasce come atto d'amore si riveli un'arma che comporta un maltrattamento per gli animali, costretti a vivere in apnea. Federica Pellegrini ha postato recentemente sui social una foto del tatuaggio che si è fatta per amore dei suoi bouledogue francesi, animali che non respirano, appartenenti a razze portatrici di gravi patologie che ne limitano grandemente il benessere, aumentando le patologie. In tutto il mondo i veterinari fanno campagne contro la moda degli animali brachicefali mentre proprio una ex nuotatrice invoglia a comprarli.
Non ho idea se Federica Pellegrini sia consapevole della sofferenza che queste razze devono subire per estetica. Non ho idea neanche se sia a conoscenza del fatto che moltissimi di questi cani provengano dalla famigerata "tratta dei cuccioli". Quando però si hanno ben quattro bouledogue francesi è difficile credere che nessun veterinario le abbia parlato della BAOS o BOAS, la sindrome respiratoria che colpisce gli animali a "faccia piatta". Ma so per certo che ogni foto postata con i suoi bouledogue fa crescere la richiesta.
La brachicefalia è già a un punto di crisi e compromette il benessere dei cani. Come ben sapete, i cani brachicefali sono molto più a rischio di varie condizioni di salute debilitanti e angoscianti, tra cui la sindrome delle vie aeree ostruttive brachicefale (BOAS). Molti di questi cani hanno le vie aeree ostruite e narici e tubature anormalmente strette. Questo significa che devono lottare costantemente per respirare normalmente. Ma i problemi di respirazione non sono gli unici a colpire questi cani. A causa della loro forma corporea estrema, questi amati animali da compagnia soffrono spesso di malattie croniche, deformità spinali, problemi della pelle, problemi dentali e dolorosi problemi agli occhi che riducono la loro aspettativa di vita e sono estremamente angoscianti sia per gli animali che per i loro proprietari.
Tratto dalla lettera scritta nel 2023 dall'associazione RSPCA al Kennel Club inglese
Animali brachicefali e influencer: occorre senso di responsabilità per non diffondere mode pericolose
Personaggi che alcune volte hanno ricevuto in regalo, e pubblicizzato, cani provenienti da commercianti inquisiti e condannati per la tratta dei cuccioli. Un fenomeno, questo, che anzichè contrarsi con il passare del tempo sta crescendo in modo esponenziale, alimentato da persone che non cercano un cane, un essere vivente con cui condividere la vita, ma un soggetto instagrammabile. Senza rendersi conto del danno che provocano, anche quando questa azione è fatta in buona fede e per amore dei propri cani.
Quindi il consiglio è quello di leggere prima di comprare, di cercare in rete le tante informazioni sulle patologie di cui soffrono gli animali brachicefali per causa nostra. Per averli plasmati in modo da avere perenni tratti da neotenici, da cuccioli, per assomigliare sempre più ai bambini umani. Per assecondare il mercato, senza avere rispetto per le loro funzioni vitali, senza considerazione per la sofferenza che si porteranno dietro per tutta la vita. Un prezzo inaccettabile, pagato per estetica e per vanità , che questi animali patiranno ogni giorno della loro complicata esistenza.
Gli animali e l'inchiesta di Presa Diretta, la trasmissione d'inchiesta di RAI 3: forse troppa carne al fuoco fanno si che l'indagine un po' si diluisca nel costume. Rivelando eccessi del nostro rapporto con gli animali da compagnia, ma anche mode, traffici, delinquenza e pericoli per la salute. La trasmissione ha messo sul tavolo molti argomenti, giocando forse un po' troppo su piani diversi, molto differenti fra loro, cosa che ha fatto sorgere qualche polemica. Non sempre ingiustificata, pur apprezzando molto la volontà di parlare di questi temi.
Giudicando questa puntata da addetto ai lavori credo che vada promossa per l'impegno e rimandata agli esami di riparazione per lo sviluppo di alcuni contenuti. Esistono eccessi di amore, quelli che portano gli animali a essere sottoposti a trattamenti di bellezza che francamente sono discutibili, se non ridicoli. Cani completamente snaturati da padroni, nel senso letterale del termine, che li costringono a sottoporsi a costosi trattamenti di bellezza. Un mondo patinato che rivela tutte le fragilità umane e le aspettative riversate su animali costretti a subire. Maltrattati per eccesso di benessere.
Il nostro rapporto con i pet spesso non è equilibrato, costruito in una relazione solo apparentemente biunivoca dove, in realtà , gli animali spesso subiscono senza difesa. Un circolo chiuso che per alcune cose si trasforma quasi una setta, dove gli adepti difendono a spada tratta le scelte fatte, che spesso si traducono in sofferenza gratuita. Un esempio sotto gli occhi di tutti sono i cani brachicefali, tema spinoso affrontato anche dall'inchiesta "Amore bestiale" di Presa Diretta. L'allevamento e il commercio dei cani che vivono in apnea per restare eterni cuccioli. Per piacere a padroni che li adorano e sono la causa del loro maltrattano, in un rapporto d'amore malato.
Gli animali nell'inchiesta di Presa Diretta sono presentati sempre in bilico fra eccessi di amore e maltrattamenti di ogni tipo
Cani che abbiamo modificato geneticamente compiendo un percorso inverso a quello che avrebbe fatto l'evoluzione. Per creare animali che assomiglino a eterni bambini sono stati incrociati i soggetti peggiori, quelli portatori di caratteristiche che racchiudono sia desideri estetici che patologie severe. Animali che non dovrebbe essere permesso far riprodurre, che andrebbero fatti estinguere dolcemente per non perpetuare la sofferenza. Una richiesta che i veterinari fanno da tempo, inascoltati. Mentre questi cani continuano a essere allevati in sordidi posti in angoli sperduti dei paesi dell'Est Europa, diventati i leader di questo mercato. Che dovrebbe fare orrore e che invece risulta essere florido e fiorente.
Presa Diretta, trasmissione di giornalismo investigativo ha avuto il grande merito di aver svelato tanti altarini, proprio come Report sempre su RAI 3. Ma questa volta è stata meno graffiante e incisiva di quanto si sperava. Così il risultato finale è stato una via di mezzo fra un'inchiesta e un'indagine sul costume, che ha un poco scolorito il tema dei diritti e della sofferenza. Puntando molto sui rapporti malati che abbiamo costruito con gli animali che, per amore o per forza, condividono le loro vite con la nostra. Senza purtroppo affrontare temi scottanti come randagismo e canili.
Grazie comunque a Presa diretta per aver trattato un tema scottante
Bisogna riuscire a fare educazione, anche attraverso le trasmissioni d'inchiesta e il giornalismo investigativo, ma con maggior tempo per affrontare i problemi che sono molti e più complessi rispetto a quanto appare. Nel grande mare del rapporto fra uomo e animali da compagnia si annida molta più sofferenza di quanto ci si possa immaginare. Che non può essere cancellata dalla devozione o dalla replica di riti umani, come la sepoltura in cimiteri per animali.
Dobbiamo imparare a seppellire per sempre i maltrattamenti inflitti agli animali per il nostro egoismo. Ringraziando trasmissioni come Presa Diretta quando portano nelle case italiani spezzoni di un modo sconosciuto a molti. Un contributo importante dato all'informazione su temi spesso trascurati, come i diritti e il benessere degli animali.
Il bulldog è da mozzare fiato: selezionato per sembrare un eterno bimbo, poco importa ai sui padroni, che lo vogliono con il muso sempre più piatto, che faccia fatica a respirare. Oramai è una moda planetaria, dove questa è la razza più cool del momento. Tutti la vogliono, molti ce l'hanno e sempre più spesso è presente come cane attore nelle pubblicità . Ne hanno uno divi del cinema, piloti, calciatori e anche famose influencer come Chiara Ferragni.
Ma se i veterinari chiedono a gran voce di interrompere questo maltrattamento genetico, poco viene detto da chi gli animali li deve difendere. Eppure le motivazioni non mancano per contrastare quanti scelgono di comprare queste razze, causando sofferenze agli animali. Che più hanno il muso piatto, come il soggetto della foto, e più piacciono al mercato.
Ma se il bulldog francese è un cane da mozzare il fiato, non è certo l'unica razza di animali che vive in apnea
RSI, la televisione della Svizzera Italiana, dedica loro una parte di una puntata di Falò, trasmissione di inchiesta, che ancora una volta si è occupata di animali. Per raccontare storie di persone che li salvano, di cani sottratti alle perreras spagnole o ai canili della Romania, ma anche di bulldog e carlini. E di operazioni chirurgiche necessarie per dar loro la speranza di respirare meglio.
Nel video si vedono persone che attraversano l'Europa per dare una seconda chance a cani in situazioni disperate e altre che guadagnano vendendo cani di razza. Una realtà che esiste e sempre esisterà , ma che deve essere contrastata quando il benessere degli animali viene negato per ragioni estetiche. Guardando la puntata di Falò si possono capire molte cose sul mondo che gravita intorno al miglior amico dell'uomo.
Il veterinario costretto a operare i cani che non respirano racconta, nel filmato, che il fenomeno è in crescita. Che sono sempre più i cani di queste razze a cui devono essere aperte chirurgicamente le narici, asportando anche un pezzo di palato molle. A causa di una genetica che seleziona i soggetti che in natura non avrebbero una sola speranza di vita. Per creare un cane da mozzare il fiato, il suo: un bulldog che assomigli sempre più a un essere umano.
Il maltrattamento genetico dovrebbe essere vietato, al pari del taglio della coda e delle orecchie
C'è chi si danna per dare una speranza di vita migliore a un cane, chi invece si preoccupa di soddisfare una sua necessità , di poter avere l'oggetto del desiderio, non un compagno di viaggio nella sua vita.. Forse per imitare i VIP che ne possiedono uno, ma molto spesso per colmare vuoti nella propria vita. Dove un cane che assomiglia a un cucciolo di uomo può servire spesso come surrogato di quello che la vita non ha concesso.
Ma se gli acquirenti colmano i loro bisogni affettivi, spesso diventando inconsapevoli cause di una sofferenza, gli allevatori ben conoscono le conseguenze di una selezione inversa. Nella quale vengono scelti per la riproduzione soggetti che sono portatori di difetti funzionali, ma che diventano pregi sotto il profilo estetico. Per questo sarebbe necessario fissare un divieto di riproduzione, interrompendo una catena infinita di sofferenze. Lo chiedono i veterinari, ma lo imporrebbe anche il buon senso.
Gli animali brachicefali soffrono per un capriccio umano, siano cani come carlini e bulldog o gatti come i persiani. Chi difende queste razze è come se difendesse il maltrattamento: creare animali che non respirano correttamente e hanno altre patologie indotte è una crudeltà .
Eppure ogni volta che vengono scritte queste cose ci sono allevatori che vogliono spiegare che non è vero. Ci sono proprietari che giurano che il loro cane o il loro gatto sono felici e respirano benissimo. Ma nessuno riesce a spiegare il motivo per il quale in natura non esistono felidi o canidi brachicefali.
Evidentemente l'evoluzione ha privilegiato conformazioni diverse, più funzionali all'essere in buona salute che all'estetica. Queste razze sono il frutto di manipolazioni genetiche al contrario: non vengono fatte per migliorare le caratteristiche, ma per esaltare un difetto. Che però piace agli acquirenti.
I veterinari chiedono di non esasperare le peggiori caratteristiche
Non solo sono stati creati animali senza preoccuparsi delle loro difficoltà respiratorie, ma queste sono state esasperate oltre ogni accettabilità . Ci sono anche altre caratteristiche che questa tipologia morfologica ha alterato, come per esempio la dentatura che non consente una corretta masticazione.
I disturbi specifici più comuni sono stati il ​​disturbo da pelo (12,7%), la malattia dentale (11,3%), le problematiche alle unghie (7,2%) e la secrezione oculare (5,8%).
La malattia dentale era più comune nei maschi, mentre i problemi di artigli / unghie erano più comuni nelle femmine.
Le cause più comuni di morte sono state le malattie renali (23,4%) e il cancro (8,5%).
La durata media della vita di un gatto persiano è di 13,5 anni.
Nella foto si vede chiaramente la differenza fra le due morfologie del gatto
Non possiamo continuare a fare scelte puramente estetiche, creando serie problematiche agli animali, solo per un trascurabile apprezzamento umano. Al primo posto dovrebbe essere sempre la salute e non l'aspetto.
Non è responsabile far credere al pubblico che cani e gatti brachicefali siano animali come tutti gli altri e possano avere identico benessere di cani e gatti con scatole craniche "normali". Bisogna pensare che dividere la propria vita con un animale non può essere una decisione basata su una scelta estetica.
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