Pianeta nascosto: una dichiarazione d’amore alla Terra

Pianeta nascosto

Pianeta nascosto è un libro di grande formato scritto e illustrato da Ben Rothery, con disegni davvero mozzafiato. Che denotano una grande tecnica e una conoscenza naturalistica approfondita, che si percepisce anche solo sfogliando il volume. I testi sono chiari e sono utilissimi far comprendere molte caratteristiche peculiari delle specie meno conosciute del pianeta.

cani falchi tigri e trafficanti

Il sottotitolo “una dichiarazione d’amore alla Terra” la dice lunga sull’attenzione dell’autore verso il nostro pianeta. Ma anche sulla sua attenzione alla biodiversità e alla volontà di divulgare la bellezza della natura. Una chiave di ingresso affascinante per ragazzi che siano interessati a conoscere specie decisamente poco note. Sapendo apprezzare la bellezza del disegno naturalistico che già emerge dalla copertina.

Anche questo è un libro che vi posso garantire, non solo avendolo letto ma avendolo revisionato. Conoscendo quindi i testi come se li avessi scritti io. Purtroppo, mio malgrado, lo stesso non poso dirlo per le illustrazioni, stante la mia negazione in questa nobile e meravigliosa arte.

Pianeta nascosto trascina il lettore verso il mondo naturale, raccontando di felini e di tante altre specie

Una delle particolarità di questo volume è che testi e illustrazioni siano stati fatti dall’autore. Molto spesso infatti gli autori lascano ad altri la parte delle illustrazioni. Ma in questo caso Ben Rothery è talmente concentrato sulla bellezza della natura da non riuscire a scindere il modo di raccontarla.

Questo è il libro che ho sempre desiderato leggere, e spero che possa risvegliare in voi lo stesso senso di meraviglia che io provo di fronte alla natura. Questo libro è la mia lettera d’amore verso il pianeta Terra. E’ la celebrazione delle sue specie , da quelle belle e maestose a quelle bruttine, ma interessanti. E’ la storia dei miei animali preferiti, alcuni dei quali sono in via d’estinzione. Non è un elenco completo, ma spero possa darvi un’idea della straordinaria varietà della natura, vista attraverso gli occhi di un bambino appassionato del mondo animale e dell’illustratore innamorato dei dettagli…

Ben Rothery

Un libro non particolarmente economico, ma bisogna anche considerare dimensioni e ricchezza grafica, adatto a un lettore attento, che sappia apprezzare l’impegno di realizzare contenuti di questa qualità. Una fascia d’età che parte dai 12 anni, senza limiti di età per i più grandi proprio grazie alla bellezza delle tavole e alla varietà delle curiosità svelate.

Rizzoli libri – rilegato – 95 pagine – formato 38x28cm – 25,00 euro

Telefono Azzurro che brutto messaggio racconta questo spot. Semplice e ingannevole come una televendita.

Telefono Azzurro che brutto messaggio

Telefono Azzurro che brutto messaggio hai saputo trasmettere con questo spot, che ha alzato un numero infinito di polemiche. Che potrebbero trasformarsi in un’operazione di marketing (forse), ma un’associazione dovrebbe vendere solo concetti etici. Dovrebbe far leva su empatia e coinvolgimento, creare abbracci ideali, non muri. Che già si nascondevano dietro l’innocente hasthtag #primaibambini.

Prima di chi? Dei migranti, delle donne, degli animali, degli anziani? Così, categorie gettate in ordine sparso, senza priorità. Perché di priorità in una società civile non ce ne dovrebbero essere. Tutte le categorie fragili dovrebbero essere aiutate, ascoltate, accolte. Dopo le guerre di religione volete per caso, Telefono Azzurro, far partire una guerra fra poveri? Non di mezzi economici, o non solo, ma di attenzioni. Chi vi ha ha fatto anche solo immaginare che un soccorritore, un pompiere, avrebbe fatto una scelta? Diversa da quella di salvare bimbi e cane?

Il video in questione, dopo le proteste che sono piovute da ogni parte sull’associazione il 22 novembre 2020 è stato ritirato e rimosso dal canale Youtube.

Telefono Azzurro che brutto messaggio e che pessima figura per un’associazione che si occupa di bimbi in difficoltà

Chi si occupa di cause nobili dovrebbe dimostrare, come prima cosa, di possedere quella nobiltà d’animo che vorrebbe attivare nei sostenitori. Un risultato grandemente mancato quando non si possiede la sensibilità di capire che questo spot avrebbe offeso invece, moltissime persone. Non perché cerca di far passare il messaggio che i bambini debbano venire prima degli animali, che sarebbe questione soltanto opinabile. E’ stato il trasmettere un concetto meschino, che vuole trasformare in “cattivo” anche il vigile del fuoco, che sceglie di portare via prima il cane.

L’obbiettivo credo che dovrebbe essere sempre uno solo: combattere la violenza e l’indifferenza verso qualsiasi tipo di sofferenza. Non ci sono generi e specie, non ci sono migliori e peggiori, c’è una società che troppo spesso dimentica i suoi doveri e l’importanza di coltivare la gentilezza, l’empatia e il rispetto. Esattamente quello che voi avete trasmesso a tantissimi fra quanti hanno visto questo promo, indignandosi per la “vigliaccata” di usare una scorciatoia emotiva a supporto dell’hashtag #primaibambini.

Dimenticando che la verità è proprio nell’immagine dei protagonisti: bimbi e cane, vicini, insieme, uniti sperando nel salvataggio. Senza scappare, senza dividersi perché animali e bimbi sono un binomio inscindibile. E spesso si proteggono a vicenda, come è accaduto tantissime volte. Una realtà che il vostro creativo non ha preso in considerazione. Come non ha preso in considerazione che il sensazionalismo possa andare bene per vendere un auto sportiva, non per stimolare buone azioni. Per quelle basterebbe dimostrare con certezza come vengono usati i fondi raccolti.

Oceani e Animali Straordinari: due grandi libri destinati ai ragazzi curiosi di scoprire la natura

Oceani e Animali Straordinari

Oceani e Animali Straordinari sono i due grandi libri editi da Fabbri e destinati a un pubblico giovane, interessato a conoscere le tante meraviglie del nostro pianeta. I libri sono stati scritti da Dunhia Rahwan, giornalista scientifica, divulgatrice, conduttrice radiofonica per Radio DJ con Paolo Menegatti. Ma anche molto altro ancora che potrete vedere cercando il suo profilo in rete. Le illustrazioni, accattivanti e fresche, sono di Ilaria Facciotti per Il grande libro degli Oceani. Non meno belle sono quelle de Il grande libro degli animali straordinari, realizzate da Paola Formica.

cai falchi tigri e trafficanti

I libri illustrati rappresentano, dal mio punto di vista, le chiavi per entrare nella nostra casa comune, tanto malandata in questo periodo, attraverso testi semplici e disegni. Strumenti narrativi che servono a far conoscere in modo molto intuitivo le tantissime varietà di animali e di ambienti, le curiosità e le particolarità di ognuna delle specie trattate. Portando il giovane lettore a comprendere il senso della parola biodiversità, mostrando come in natura nulla sia uguale e niente sia immutabile.

Sapete dell’esistenza della termite bussola, capace di costruire nidi di fango alti sino a tre metri nei quali possono vivere colonie formate da un numero incredibili di questi insetti, fino a 3 milioni di loro? Per caso siete a conoscenza del fatto che alcuni animali, come i wallaby della Tasmania possono drogarsi, mangiando i fiori del papavero da oppio sino a svenire? Ma questi sono solo piccoli esempi di quanto sia vario e meraviglioso l’ambiente e i suoi abitanti.

Il Grande libro degli Oceani e quello degli Animali Straordinari raccontano alcune meraviglie del pianeta

Ho letto questi due volumi parola per parola, avendo contribuito per Fabbri alla loro revisione, e vi posso garantire che meritano di essere regalati. Ogni libro ben fatto che parla di natura stimola la conoscenza: lo strumento più potente che porta al cambiamento. Saranno proprio i giovanissimi di oggi che dovranno in futuro occuparsi dei disastri fatti dagli adulti. Per questo è importante che diventino adulti attenti e consapevoli. Innamorati di tutte le forme di vita che compongono il pianeta e animati dalla volontà di difenderli.

Iniziate a parlare di ambiente e della necessità di difenderlo da quando i bimbi sono in grado di capire. Per poi interessarli a letture che possano essere non solo divertenti, ma anche educative. In questo modo l’attenzione sarà un comportamento naturale, che crescerà prima grazie alla curiosità e poi con la conoscenza. In un periodo in cui, per nostra responsabilità, il mondo è flagellato da virus che gli uomini sono andati a stanare, questi volumi possono rappresentare un messaggio positivo. Per far comprendere la necessità di tutelare l’ambiente e gli animali che, alla fine, vuol dire tutelare il futuro della nostra specie sulla Terra.

Fabbri Editori – rilegati con illustrazioni a colori – 14,90 euro

David Attenborough fornisce la soluzione raccontando la sua vita sul pianeta

David Attenborough fornisce soluzione

David Attenborough fornisce la soluzione e lo fa come sempre a suo modo: portandoci dentro il mondo naturale attraverso un documentario. Raccontando in poco più di un’ora, in un film che potrete trovare su Netflix, com’era il pianeta quando ha cominciato a esplorarlo. Ricco di tantissima biodiversità, quella che in meno di un secolo l’umanità ha letteralmente divorato, non conoscendo limiti. A 93 anni suonati questo fantastico divulgatore ci fa capire, con una semplicità davvero incredibile, come abbiamo invaso e semi-distrutto la Terra.

cai falchi tigri e trafficanti

Quest’uomo, incredibile, per vitalità e capacità divulgativa, ci conduce per mano con grande semplicità ed efficacia negli ambienti che esplorava da giovane e in quello che ne rimane oggi. Una landa spesso deserta che l’uomo ha alterato per procurarsi ricchezza senza considerare l’equilibrio. Consumando terra e mari come se si trattasse di risorse infinte, immodificabili dalle aggressioni umane. Pur comprendendo che questo comportamento di rapina avrebbe portato enormi danni a livello ambientale.

Secondo David Attenborough solo il 3% degli animali che vivono ora sulla Terra sono selvatici. Gli altri sono animali d’allevamento. prodotti come machine per uso alimentare e Attenborough non lascia scampo a quest’errore: il pianeta non può sopportare miliardi di grandi carnivori. Dimostrando come un’alimentazione variata e diversa possa essere perfettamente rinnovabile, mentre le nostre abitudini alimentari sono soltanto distruttive.

David Attenborough ci fornisce la soluzione per arrestare i danni dei cambiamenti climatici

In questo docufilm, che trascorre tenendovi letteralmente incollati allo schermo, viene indicata in modo chiaro la soluzione ai problemi. Un diverso modo di produrre risorse, come da tempo fanno gli olandesi in agricoltura, che con uno territorio molto piccolo sono diventati i quarti esportatori di cibo. Ma anche grazie a una dieta diversa e alla rinaturalizzazione dell’ambiente, che non può prescindere da una riduzione della nostra pressione demografica. Raggiungibile in modo dolce, rimodulando il modello di sviluppo e la trasmissione di modelli culturali vincenti.

Vedere un uomo della sua età, così lucido e pieno di entusiasmo, disponibile a spendersi per andare a parlare ai potenti, per cercare di ottenere dei cambiamenti mi ha confermato che il cambiamento è dentro di noi. Che la vita è dentro di noi, con le sue positività e il suo male. Con una specie fatta si (anche) di bastardi senza gloria, ma con un gran numero di persone meravigliose. Capaci di avere la voglia di metterci faccia e fatica per difendere la nostra vita sulla Terra. Certo Attenborough è un gigante, una varietà non così diffusa nella specie umana, ma il mondo è pieno anche di uomini meno “eclatanti”, ma altrettanto disponibili e puri.

Guardare questo docufilm apre gli occhi sulla realtà e il cuore alla speranza, che si chiama equità e cultura

Quando avrete finito di vedere la rinascita ambientale di Chernobyl, avrete capito l’importanza di lasciare che la natura si riprenda una parte dei suoi spazi: la vita sul pianeta è infatti basata sull’armonia, come si trattasse di una enorme orchestra. Non possiamo permetterci di perdere, ancora, nemmeno una delle più insignificanti comparse che creano ogni giorno il meraviglioso spettacolo che il nostro pianeta ci offre. Ogni specie fornisce il suo contributo e lo stesso dovrebbe fare anche ogni essere umano, la specie più intelligente ma purtroppo anche la più avida e numerosa che abita la Terra.

Dobbiamo fare il possibile per uscire dall’Antropocene in cui siamo sprofondati in poco meno di un secolo, per tornare all’Olocene e ai suoi equilibri, che sono stati i più stabili sino alla seconda metà del secolo scorso. Siamo ancora in tempo, non diamoci per vinti, combattiamo per cambiare le cose e per far comprendere che un modello diverso non è un’utopia, ma una realtà.

Lupo cattivo e orso problematico: quando smetteremo di giocare con il significato delle parole?

Lupo cattivo e orso problematico

Lupo cattivo e orso problematico, sono due inizi di una frase che gioca con il significato delle parole, travisa il senso degli aggettivi. Per restituire in un baleno la mistificazione di un concetto, che colpisce chi legge spesso in modo superficiale. Secondo qualcuno può esserci davvero un lupo cattivo? Come quello della favola di Cappuccetto Rosso, ucciso dal cacciatore che rappresenta nella storia il valore positivo opposto?

Esistono ma solo nelle novelle, perché i lupi cattivi possono stare rinchiusi esclusivamente nel recinto che custodisce la fantasia. Quello fatto d’immaginazione, di umanizzazione e di un mondo fantastico che non trova un riscontro nella realtà. Il lupo non è cattivo per un motivo molto semplice: non può esserlo. La cattiveria è una qualità che possiamo attribuire a un essere umano, ma mai e poi mai a un animale. Perché l’essere cattivi rappresenta la determinazione nel voler il male di qualcuno e questa intenzionalità non può appartenere al mondo animale.

È l’opposto di buono, in quasi tutti i suoi significati. 1. a. Nel senso morale, malvagio, perverso, disposto al male: un uomo c.; un ragazzo c.; gente c.; un c. soggetto; persona di animo cattivo. Per estens., di animali (in quanto si attribuisca loro, oltre alla ferocia, anche malvagità e volontà di fare il male): un cane c.; chiamare il lupo c. (per minaccia ai bambini). Di atti e comportamenti, disonesto, o comunque non retto, riprovevole, degno di biasimo o di condanna morale:

Dal vocabolario Treccani

Lupo cattivo e orso problematico sono attributi che non possono essere avvicinati agli animali

Così come il lupo non può essere cattivo anche un orso non dovrebbe essere definito problematico. Specie quando poi l’orso altro non fa che non mettere in atto il suo agire da orso, che sostanzialmente ha tre connotazioni principali: restare vivo, perpetuare i propri geni e difendere (se è un’orsa) la sua prole. Nelle intenzioni dell’orso l’ultima delle sue volontà sarebbe quella di creare deliberatamente problemi all’uomo.

Cani, falchi tigri e trafficanti

Ma aggettivare, anziché oggettivare, gli animali ha un vantaggio in alcuni casi: renderli simili a noi, avvicinandoli a comportamenti umani. In modo da poterli identificare come “nemici” che vogliono causarci un danno, non come creature che al pari di ogni vivente, cercano di condurre la loro vita nel migliore dei modi. E se si tratta di fomentare l’odio, di poter puntare il dito contro il diverso, questo gioco si usa anche con gli umani.

Così i migranti che vengono soccorsi in mare diventano tout court dei clandestini, quando nella realtà, sino a che non ricevono il rifiuto di potersi trattenere in un paese, sono tecnicamente migranti o richiedenti asilo. Ma questi sono termini neutri, che non evocano la paura, come invece è capace di sollevare l’aggettivo clandestino. Aggettivo che attribuisce alla persona la volontà di entrare in un posto con la frode. Concetto che poco si potrebbe avvicinare a chi scappa da guerre, fame o miseria.

Iniziando a usare le parole con il giusto significato daremmo un grande aiuto all’informazione, facendo cultura del rispetto

Una volta i grandi felini e altri predatori erano definiti belve feroci, ma anche la ferocia è termine che se ben si attaglia agli umani ed è fuori luogo con gli animali. Che nemmeno nei comportamenti brutali, come la predazione, sono mossi dalla volontà di fare un danno a un altro essere vivente ma hanno il solo scopo di procurarsi il cibo. Solo l’uomo uccide spesso con fini diversi da quelli legati alle sue esigenze vitali e lo fa anche con i suoi simili, per motivi certamente meno “naturali” di quelli legati alla trasmissione genetica.

Gli animali, nel bene e nel male, non andrebbero mai antropomorfizzati perché sono “altro” dagli uomini, con un diverso percorso evolutivo e differenti abilità. E se molte cose ci uniscono, come il poter provare sofferenza ed emozioni o avere una capacità di ragionamento, moltissime ci dividono. E fra queste la volontà nel procurare un danno deliberato agli altri per poter avere un vantaggio personale.

Sarebbe quindi meglio parlare di uomini problematici, che per calcolo hanno preso denaro dall’Europa per introdurre gli orsi in Trentino, senza valutare con attenzione alcune conseguenze. Gli orsi, al massimo, hanno ereditato i problemi che gli stanno causando le scelte problematiche della politica, pagandole, come fossero dissidenti, con la vita o il carcere duro. Oppure i lupi, che proprio come gli oppositori di taluni regimi, sono fatti sparire senza lasciar traccia, come dimostrano studi fatti in Italia dove si registra che il turn over nei branchi è di circa tre anni. La motivazione è la loro morte e la causa, per lo più, si chiama bracconaggio.

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