Criminali avvelenano dieci lupi nel Parco d’Abruzzo

Criminali avvelenano dieci lupi nel Parco d'Abruzzo

Criminali avvelenano dieci lupi nel Parco d'Abruzzo in due distinti episodi accaduti nei Comuni di Alfedena e Pescasseroli, dove a distanza di pochi giorni sono state rinvenute le spoglie degli animali. Per avere delle certezze sul tossico impiegato occorrerร  aspettare i risultati delle necroscopie che saranno eseguite dall'Istituto Zooproflilattico di Abruzzo e Molise, al quale sono state consegnate le carcasse per ordine della Procura di Sulmona.

Il territorio del PNALM non รจ nuovo a episodi di avvelenamento e anche in passato, in zone esterne al parco, erano stati uccisi lupi e avvoltoi mediante lo spargimento di bocconi avvelenati. Episodi preoccupanti nel contesto di un territorio che si รจ sempre contraddistinto per equilibrio e coesistenza fra uomo e grandi carnivori. Gesti che hanno una componente criminale, non potendo dimenticare i rischi che derivano, per l'intera comunitร , dallo spargimento indiscriminato di sostanze potenzialmente pericolose anche per persone e animali domestici.

Il clima di odio che si sta creando nei confronti del lupo, unitamente a una visione filovenatoria che viene chiaramente espressa dal governo in carica, puรฒ essere all'origine di questi gesti sconsiderati. In un territorio che รจ da sempre abituato alla coesistenza con i grandi carnivori ma che รจ anche vocato al pascolo brado di bovini e ovini, che senza le opportune difese possono diventanre preda.

La Procura di Sulmona indaga sugli avvelenamenti, con tutte le difficoltร  del caso, per arrivare all'individuazione dei responsabili

Il contesto in cui sono avvenuti gli episodi, connotato da piccole comunitร  dove tutti si conoscono, potrebbe agevolare le indagini se si spezzasse il muro di omertร  che spesso protegge il bracconaggio. Per questa ragione il Parco ha chiesto ai residenti di non proteggere gli autori di questi gesti criminali, segnalando anche semplici sospetti ai Guardiaparco o ai Carabinieri Forestali. L'esito degli esami autoptici consentirร  di determinare il tipo di principio attivo usato per confezionare i bocconi avvelenati, permettendo di avere qualche ulteriore dato per indirizzare le investigazioni.

Lo spargimento di bocconi avvelenati รจ uno dei crimini piรน difficili da perseguire, proprio per le modalitร  di commissione del reato. Per fortuna oggi le tecniche di indagine, anche per i crimini contro gli animali, hanno fatto molteplici passi avanti, consentendo di poter disporre di diverse informazioni utili, come la possibile estrazione del DNA del responsabile e una caratterizzazione precisa del tipo di veleno impiegato dagli ignoti avvelenatori.

Non va poi sottovalutato il pericolo che le esche avvelenate rappresentano per tutte le specie animali che possano anche solo occasionalmente nutrirsi dei cadaveri degli animali morti per veleno, innescando una catena di morte pericolosissima. Secondo il direttore del PNALM, Luciano Sammarone, "Il criminale che pone in essere questi comportamenti non si preoccupa dei danni che crea, nรฉ del rischio di poter uccidere uno degli orsi marsicani che popolano l'area. L'attenzione della Procura, del Parco e dei Carabinieri Forestali รจ altissima e stiamo aspettando i risultati che devono arrivare dallo Zooprofilattico, sperando che possano essere utili per fornire una svolta nelle indagini."

Strage con il veleno in Abruzzo: lupi, grifoni e corvi non hanno avuto scampo

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Foto rielaborata da immagini PNALM

Strage con il veleno in Abruzzo: lupi, grifoni e corvi non hanno avuto scampo dall'azione criminale di un bracconiere rimasto al momento ignoto. Lo comunica il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise anche se l'atto di bracconaggio รจ avvenuto al di fuori dei confini del parco nazionale, nel comune di Cocullo. In tutto sono stati uccisi nove lupi, tre grifoni e due corvi imperiali

Scrive l'ufficio stampa del PNALM che l'episodio di bracconaggio รจ avvenuto in "una localitร  nota per essere praticamente lo spartiacque tra la Valle del Giovenco, la Valle Subeacquana e la Valle Peligna. Un corridoio naturale tra il Parco Nazionale dโ€™Abruzzo, Lazio e Molise e il Parco Regionale del Sirente โ€“ Velino. Questo aspetto accresce lโ€™importanza dellโ€™area, esterna ai confini delle due aree protette ma in parte inclusa nellโ€™area contigua del Parco Nazionale dโ€™Abruzzo, Lazio e Molise; un elemento, questo, molto importante dal momento che assicura il diritto agli allevatori della zona allโ€™indennizzo dei danni provocati da lupo e orso".

L'uso del veleno รจ vietato da molto tempo e gli accertamenti, condotti dall'Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise, per stabilire il tipo di tossico sono ancora in corso. A giudicare dalle immagini sembra perรฒ che sia stata usata la micidiale stricnina, un pericoloso veleno usato nel passato, prima dell'avvento della normativa sulla caccia del 1977 (legge 968/77), per l'eliminazione degli animali ritenuti nocivi. Una categoria, quest'ultima, che ricomprendeva tutti i predatori: dalle volpi ai lupi, dalle faine agli orsi. Sino a quando la fauna รจ diventata (tutta) un patrimonio indisponibile dello Stato, qualificazione che non l'ha perรฒ salvata dagli atti di bracconaggio.

Strage con il veleno in Abruzzo: i lupi sono la specie target e gli altri animali sono i danni collaterali

I bocconi avvelenati, nonostante gli indennizzi, erano sicuramente destinati ai lupi ritenuti responsabili di predare gli animali al pascolo. Ma nella sua perfezione l'evoluzione non ha considerato i gesti criminali di noi sapiens, per cui ha messo in atto strategie sanitarie, grazie agli animali necrofagi, senza considerare la stupiditร  umana. Per questo sono morti i corvi, che spesso segnalano ai lupi ma anche agli avvoltoi la presenza di animali morti, proprio per ottenere un aiuto nelle azioni di "pulizia" dei cadaveri. I corvi non hanno becchi o denti per aprirli e quindi chiedono l'aiuto di altre specie che questi mezzi li possiedono.

Segnalando la presenza di cadaveri i corvi sanno che arriveranno dei competitori, ma con la saggezza evolutiva hanno imparato che รจ meglio accontentarsi che volere troppo. Agevolando cosรฌ l'arrivo di chi, "aprendo" i cadaveri gli metterร  a disposizione branbdelli di cibo, che in questo caso erano perรฒ intrisi di morte. Cosรฌ un unico boccone avvelenato รจ in grado di ammazzare piรน animali, proprio come avviene con i rapaci che predano i topi mezzi moribondi a causa dei topicidi. Il veleno, sempre il veleno, compie danni enormi alla fauna, eppure non si riesce ancora a contrastare in modo efficace il suo illecito e indiscriminato utilizzo.

Per questo le unitร  territoriali dei Carabinieri Forestali hanno messo in atto strategie di contrasto addestrando cani in grado di trovare e segnalare le esche. Utilissimi quando si scoprono avvelenamenti per bonificare i territori cosparsi di bocconi, non cosรฌ utili nella prevenzione a causa dell'esiguitร  del loro numero e dell'impossibilitร  di un costante monitoraggio del territorio. Come dimostra la strage con il veleno in Abruzzo, con i lupi come obiettivo.

Se il bracconaggio aumenta la ragione non รจ certo nella crescita numerica dei predatori ma in quella del senso di impunitร 

Mai come in questo periodo, nella storia repubblicana, un governo รจ stato cosรฌ vicino al mondo venatorio e a quello degli allevatori: due realtร  che hanno quantomeno una certa contiguitร  con il bracconaggio. I cacciatori per una mentalitร  arcaica e scientificamente marcia che fa identificare ogni predatore come un nemico, i secondi perchรจ, dopo essersi abituati per decenni all'assenza del lupo, fanno fatica a accettare che il superpredatore sia tornato. E anche in questo caso i numeri c'entrano poco perchรฉ, nonostante le dichiarazioni governative, i lupi non sono troppi e, comunque, fossero anche solo dieci prederebbero lo stesso gli animali lasciati incustoditi.

In veritร  non se ne puรฒ piรน di sentire stupidaggini travestite da concetto scientifico e chi sostiene che i lupi sono troppi dovrebbe tornare a scuola. A differenza degli uomini infatti, che ultimamente non paiono essere benvenuti nemmeno loro, gli animali presenti in natura hanno numeri in rapporto con la "portanza ambientale" del territorio. Tutte le altre considerazioni sono basate su un'ignoranza abissale, usata in modo strumentale per ingenerare paura nelle persone e per dare ai bracconieri una patente di impunitร , che la legge non garantisce ma la politica vorrebbe. Per tornaconto elettorale, verso categorie da sempre molto riconoscenti, per completa assenza di conoscenze in materia anche da chi guida ministeri importanti, come l'ambiente.

Il bracconaggio rialza la testa quando la politica non difende l'ambiente

In questo preciso momento il bracconaggio rialza la testa proprio perchรฉ sente che il vento รจ cambiato. Aumenta la percezione che uccidere i predatori sia un reato che verrร  sempre meno perseguito, considerando che sono proprio i rappresentanti dello Stato e delle Regioni a sponsorizzare il ricorso agli abbattimenti. I predatori rappresentano un fastidio che turba le attivitร  di allevatori e cacciatori, senza scusanti perchรฉ per certa politica gli equilibri naturali non sono un valore. Se continuerร  cosรฌ le paure si tradurranno in azioni, la possibile impunitร  in certezze e i danni conseguenti a questa politica scellerata in tragedie.

Purtroppo non รจ piรน tempo per poter restare neutrali, perchรจ i danni di questa visione del mondo li pagheranno tutti.

Le azioni di bracconaggio sui lupi sono in crescita, come l’allarme che rimbalza ad arte sui media

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Le azioni di bracconaggio sui lupi sono in crescita come in parallelo i media, sapientemente imboccati, riescono a far crescere il sentimento di paura nei confronti del predatore. Una sorta di partitura ben orchestrata che deve portare, nelle intenzioni di chi la organizza, a un via libera verso l'abbattimento selettivo dei lupi, per dare un contentino agli allevatori. Lupi uccisi a colpi di fucile un po' in tutta Italia, anche nei parchi come quello dello Stelvio o nel Parco Regionale del Matese, in Campania.

Un crescendo di uccisioni a colpi di fucile che una volta rimanevano nascoste, facendo prediligere ai bracconieri la tecnica delle tre "S": spara, scava, sotterra. Mentre ora, sarร  anche grazie alle dichiarazioni di alcuni ministri e al governo piรน filo-venatorio della Repubblica, gli episodi di bracconaggio si moltiplicano, con cadaveri lasciati volutamente in bella mostra. Come a rappresentare la possibilitร  per il bracconaggio contro i lupi di rialzare la testa. Messaggi inquietanti per chi si occupa di tutela ambientale e della difesa degli animali, ma forse anche messaggi chiari verso la politica perchรฉ adotti provvedimenti.

Quello che appare รจ un quadro a tinte fosche che vede un'esposizione preoccupante del bracconaggio, stimolato probabilmente anche dalle dichiarazioni "esuberanti" dei politici come il ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida. In un momento in cui l'idea del fare sembra prevalere rispetto all'idea di risolvere i problemi. Ben sapendo che l'abbattimento dei lupi non servirร  a risolvere il problema delle predazioni degli animali lasciati incustoditi al pascolo. Il numero delle predazioni degli animali allevati non dipende dal numero dei lupi, ma dall'attrattivitร  delle prede: se sono facili da uccidere sono cibo a basso dispendio energetico.

Azioni di bracconaggio sui lupi in crescita, senza che nemmeno il ministero dell'ambiente faccia sentire la sua voce

Le azioni di bracconaggio sono passate inosservate, anche quando un gruppo di cacciatori di cinghiali ha ucciso un lupo vicino alle case, davanti agli occhi di un bambino. Sui media solo poche righe, nessuna dichiarazione ufficiale delle autoritร  e nemmeno dei politici. Completamente assente anche il ministro dell'ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che non risulta abbia mai detto parola contro il bracconaggio., tanto da far rimpiangere persino il suo predecessore Cingolani.

Per fortuna, almeno per il momento, esistono baluardi europei difficili da espugnare, anche per i fautori della caccia al lupo, come la Convenzione di Berna, Senza contare la legge sulla caccia che classifica il lupo come specie particolarmente protetta, che senza modifiche non consente deroghe al divieto di abbattimento. Visti i tempi non bisogna certo sentirsi rassicurati: a modificare la legge 157/92 basta un atto parlamentare. In questo momento, forse, la miglior barriera contro la caccia selvaggia al lupo sono i fondi del PNRR, che potrebbero esserci negati in caso di palesi violazioni.

Agricoltori e cacciatori rappresentano lo zoccolo duro del bacino di voti di questo esecutivo e a poco servono i dati scientifici che classificano i lupi come i piรน efficaci bioregolatori degli ungulati, come i cinghiali. Quello che vuole la piazza non รจ certo il dato scientifico. ma poter sparare sia ai lupi che ai cinghiali, cercando di tenere aperto il piรน possibile il luna park venatorio. Mentre i cittadini restano disorientati grazie a un'informazione approssimativa, orientata piรน dalle veline di Coldiretti e Federcaccia che da conoscenze scientifiche dei redattori.

Il lupo รจ il nemico numero uno degli allevatori, anche se i danni da predazione dei lupi vengono indennizzati

Le predazioni che i lupi fanno nei confronti degli animali al pascolo sono sempre indennizzate dalle Regioni. In modo insoddisfacente sentendo gli allevatori, che spesso scordano quanti incentivi riceva l'agricoltura e dimenticano come in ogni attivitร  esista il rischio di impresa. Accettato quando si parla delle grandinate, considerate un fenomeno naturale imponderabile, ma non se a provocar danni รจ un altro fenomeno della natura: il lupo. Colpevole di aver da sempre cattiva fama e di volersi comportare proprio come la natura lo ha programmato: un superpredatore ai vertici della catena alimentare.

Gli allevatori sembrano accettare piรน di buon grado le predazioni fatte dai cani randagi, seppur non ricevano in questi casi alcun indennizzo, probabilmente riconoscendosi come corresponsabili del fenomeno randagismo. Lasciando cani interi liberi di vagare sul territorio, spesso senza alcun controllo e senza essere iscritti all'anagrafe, liberi di riprodursi grazie a comportamenti irresponsabili. Cani che alcune volte possono essere causa di disgrazie, la cui unica colpa perรฒ รจ ascrivibile all'uomo, come successo per l'uccisione in Calabria di Simona Cavallaro.

La speranza รจ che, prima o poi, qualcuno si accorga che anche con il nuovo corso della politica e sino a decisione contraria il lupo resta un animale particolarmente protetto. Che non puรฒ essere ucciso impunemente da qualche delinquente a colpi di fucile, avvelenato o deliberatamente investito con l'autovettura. Senza che nulla sia lasciato intentato per assicurare i responsabili alla giustizia.

Lupi inseguiti e uccisi da un auto nel Parco dei Sibillini

lupi inseguiti uccisi auto
Foto Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Lupi inseguiti e uccisi da un auto nel Parco dei Sibillini: un vergognoso atto di bracconaggio costato la vita a due esemplari, mentre un terzo รจ stato gravemente ferito. Le indagini dei Carabinieri Forestali, subito intervenuti sul posto, si stanno indirizzando verso un noto allevatore della zona. Il fatto รจ accaduto in un punto dove le abbondanti nevicate avevano creato un percorso obbligato fra due muri di neve. In questa situazione gli animali non hanno avuto scampo, senza possibilitร  di sfuggire al fuoristrada del bracconiere.

Gli animali facevano tutti parte dello stesso branco e, con grande probabilitร , due dei lupi erano la coppia dominante. Un fatto che porterebbe alla destrutturazione del branco, con possibilitร  che i lupi restanti, in difficoltร  nella caccia, rivolgano le loro attenzione verso prede piรน facili. Proprio come gli animali d'allevamento che il presunto responsabile voleva proteggere commettendo un crimine. Il fatto, gravissimo, รจ stato accertato, dopo una segnalazione, dai Carabinieri di Fiastra del reparto Parco. I militari unitamente a personale del Parco dei Sibillini hanno prestato le prime cure alla lupa ferita.

L'animale, munito di un collare satellitare nell'ambito del progetto Wolfnet 2.0, รจ stato successivamente trasportato al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone (BO). Gli episodi di bracconaggio nei confronti dei lupi si stanno moltiplicando, probabilmente anche in virtรน delle molte, troppe, dichiarazioni del Governo sulla necessitร  di controllare i predatori. L'episodio รจ passato quasi del tutto inosservato, nonostante la sua gravitร , a causa dell'uccisione dell'orso Juan Carrito in Abruzzo che ha occupato le cronache dei media.

Lupi inseguiti e uccisi con un auto in modo deliberato, non certo per eccesso di velocitร 

Il lupo รจ un animale particolarmente protetto da normative nazionali e internazionali. Ma le leggi non riescono a costituire un deterrente efficacie nella prevenzione del bracconaggio, a causa di sanzioni troppo basse. Il lupo รจ stato sempre demonizzato dai cacciatori e dagli allevatori, sin dalla sua iniziale ricomparsa sulla penisola, dopo essere stato quasi portato all'estinzione. Il lupo rappresenta un caso di studio molto interessante: dopo anni di auto confinamento in piccole aree del centro-Sud il lupo ha iniziato una lenta ma costante espansione. Senza alcun intervento umano il predatore ha sfruttato le opportunitร  rappresentate dall'aumento degli ungulati e dallo spopolamento degli Appennini.

Il lupo nel giro di qualche decennio ha riconquistato i suoi territori. Nonostante l'intenso bracconaggio, gli investimenti e i bocconi avvelenati. Dimostrando come siano le condizioni ambientali a modificare la diffusione di una specie. Senza interferenze umane che quasi sempre sono in grado di produrre piรน danni che vantaggi. Una dimostrazione che perรฒ non ha fatto piacere nรฉ ai cacciatori, che lo hanno visto come un avversario, nรฉ tanto meno agli allevatori.

La presenza dei grandi carnivori, in particolare dei lupi, non consente piรน di lasciare gli animali al pascolo incustoditi, senza vigilanza o protezione. Questo comporta che chi alleva debba preoccuparsi, nuovamente, di difenderli, proprio come avevano sempre fatto i loro nonni, senza avere un doppio lavoro e anche senza finanziamenti europei. Prima che l'agricoltura venisse dopata da contributi dati a pioggia, capaci di generare truffe a danno di tutta la comunitร .

Quale futuro attende i lupi, in particolare nel nostro paese dove il bracconaggio dilaga

Prima di ipotizzare gli scenari che attendono i predatori รจ giusto dire che i governi, di ogni colore, che hanno di volta in volta retto il paese non hanno mai dimostrato molta attenzione verso il bracconaggio. In fondo questo fenomeno criminale viene sottovalutato nella sua devastante portata, come spesso accade con tutti i crimini verso gli animali, ma anche tollerato. Se non tutti i cacciatori sono bracconieri รจ incontrovertibile che tutti i bracconieri siano, o siano stati, cacciatori con licenza. Una caratteristica che sembra essere alla base di una legislazione morbida e anche un po' ottusa, quando non collusa, verso il mondo venatorio.

I cacciatori sono un popolo trasversale, piรน importante per certi partiti come Lega e Fratelli d'Italia, ma componente non trascurabile per tutti gli altri, Verdi esclusi. Il popolo delle doppiette รจ fedele, riconoscente, vota con attenzione, premia chi gli garantisce norme piรน estensive, pene meno severe, caccia aperta (quasi) sempre. Lo stesso argomento vale per l'altra categoria, ben rappresentata da Coldiretti, che non morde la mano che li sostiene, specie se รจ la stessa mano che tifa per far sfoltire i predatori.

Il futuro dei lupi rischia di essere grigio, proprio come il loro pelo. In un paese come il nostro dove economia e convenienza prevalgono sempre sulla tutela ambientale. Facendo dimenticare che senza equilibrio e senza difesa del capitale naturale rischiamo di fare la fine dei dinosauri, portandoci da soli all'estinzione. grazie all'asteroide gigante della nostra stupida miopia.

Il nostro futuro รจ legato alla protezione del territorio e alla difesa della biodiversitร 

In un paese normale il responsabile dell'uccisione dei lupi nel Parco dei Monti Sibillini, una volta individuato con certezza, passerebbe un pezzo della vita a riflette sul suo gesto in carcere. Da noi se tutto va bene, ma devono esserci congiunzioni astrali veramente favorevoli per evitare che anche il reato venga investito e ucciso dalla prescrizione, il responsabile pagherร  una sanzione economica. Qualche migliaio di euro, le spese legali oltre a una pena detentiva che non sconterร  mai. Insomma poco o nulla, rispetto al gesto criminale.

Non รจ il carcere che risolve, ma una pena esemplare si, perchรฉ funziona da deterrente. Senza quest'ultimo le leggi si svuotano di contenuti, perchรฉ non sono i valori che rappresentano ma le pene che causano a servire per limitare i reati, per evitare che crimini gravi vengano trattati come marachelle. Se non difendiamo, sul serio, territorio e biodiversitร , se non diamo valore all'etica e alla legalitร  sarร  difficile vincere questa guerra. Il futuro, se vogliamo fermare il cambiamento climatico e la drammatica perdita di biodiversitร , non sarร  una passeggiata. E questo va detto con chiarezza.

La speranza per la specie homo sapiens รจ legata alla consapevolezza che saranno necessari grandi sacrifici, drastici cambi di rotta, maggiore equitร  e distribuzione delle risorse. Traguardi che sembrano irraggiungibili se non riusciamo nemmeno a tollerare che un lupo possa sbranare qualche pecora. Se il futuro del lupo sarร  davvero grigio รจ difficile pensare che il nostro sarร  migliore.

Ucciso Drago, lupo con radiocollare: il bracconaggio non si ferma con le parole ma con sanzioni severe

Ucciso Drago lupo radiocollare

Ucciso Drago, lupo con radiocollare, sulla strada fra le frazioni di Prosano e Avacelli di Arcevia, nelle Marche. La sua corsa non รจ stata fermata, come sembrava in un primo momento, dall'impatto con un'autovettura ma dal proiettile sparato da un fucile. Ennesimo episodio di bracconaggio, anche se la maggior parte passano sotto silenzio. Quello messo in atto nei confronti dei lupi non รจ il bracconaggio esibizionista, quello che esalta le sue azioni, ma รจ quello che il piรน delle volte non si vede. Protetto dalle tre "S" dei bracconieri di lupi: spara, scava, sotterra.

Cani falchi tigri e trafficanti

Contro i lupi รจ in atto una guerra, che qualcuno presenta come una necessitร  per sopravvivere. Un piccolo esercito in armi composto dalla parte peggiore del mondo della caccia e dell'allevamento. Convinti che il lupo sia un concorrente con il quale non si puรฒ scendere a patti, si puรฒ solo eliminare. Un ragionamento bieco, spietato e purtroppo molto ignorante. Il frutto avvelenato di una campagna d'odio che non racconta, non spiega ma evoca solo fantasmi.

Lo spauracchio agitato รจ la pericolositร  dei lupi, che perรฒ non hanno fatto registrare un aggressione agli uomini negli ultimi due secoli. Il lupo, nonostante questo รจ pericoloso, a prescindere. Perchรฉ รจ stato lanciato dagli elicotteri, come le truppe aviotrasportate, oppure trasportato di notte dagli ambientalisti. Solo per danneggiare i cacciatori e gli allevatori. Raccontando la piรน grande bugia sugli animali selvatici degli ultimi 50 anni. Perchรฉ non un solo lupo รจ stato liberato nel nostro paese.

Ucciso Drago, lupo con il radiocollare che indicava la sua importanza per la ricerca. Una sfida dei bracconieri a uno Stato troppo poco severo

La brutale uccisione di Drago non รจ un episodio isolato nella zona, ma anzi รจ uno dei tanti episodi, fra quelli conosciuti che hanno visto protagonisti i bracconieri marchigiani. Solo la punta di un iceberg la morte di Drago, solo la parte emersa di un fenomeno alimentato da delinquenti che pensano di poter contrastare la presenza del lupo. A fucilate, con i lacci, con i bocconi avvelenati: con qualsiasi sistema illecito che si riveli efficace. Mossi da una sfida contro lo Stato che tutela i lupi, alimentata dall'ignoranza che gli impedisce di capire l'importanza dei predatori per ogni ecosistema.

La stessa gente e la stessa ignoranza che impedisce di vedere i predatori come la cura di un territorio ammalato, il rimedio contro epidemie come quella di peste suina, alimentata proprio dalla caccia di selezione. I lupi, nonostante il bracconaggio e le persecuzioni occupano ugualmente i territori: le regole per gli animali selvatici non sono e non possono essere quelle degli uomini. La natura non รจ malleabile come vorrebbero certi personaggi ma รจ duttile e resiliente, capace di trovare strategia di sopravvivenza. Capace di occupare ogni nicchia ecologica che si libera, ogni spazio vitale che contiene le risorse trofiche necessarie.

Se cosรฌ non fosse l'Italia sarebbe un paese senza cinghiali, senza nutrie, senza lupi. Animali braccati, ma resilienti e resistenti, che piรน sono uccisi e cacciati, legalmente o illegalmente, e piรน restano presenti sul territorio. Se si dovesse guardare ai risultati si dovrebbe ammettere che gli animali selvatici, nonostante tutto, vincono sempre. Perdono soltanto quando le modificazioni ambientali sono cosรฌ veloci da non permettere la loro evoluzione verso nuovi equilibri. Non vengono mai sconfitti dall'uomo, se il territorio gli garantisce ambiente idoneo e risorse alimentari.

Il bracconaggio va combattuto per quello che rappresenta: un crimine contro la biodiversitร  messo in atto ai danni della collettivitร 

Lo Stato ha due doveri primari quando si parla di tutela ambientale: essere un protagonista dell'educazione e dell'informazione della sua collettivitร  e essere in grado di esercitare le necessarie tutele di un bene collettivo. Quindi deve investire molto di piรน nell'informare i cittadini sull'importanza del loro capitale naturale e deve avere un apparato repressivo in grado di tutelare il bene ambiente. Composito e composto da tutte forme di vita che fra loro interagiscono per costruire l'equilibrio. Il pilastro sul quale รจ basato un concetto funzionale di tutela della biodiversitร .

In questo momento in Italia siamo carenti su entrambi i fattori: distratti e poco solerti nel comunicare e nel fare capire alle persone che il cardine รจ il concetto contenuto in due parole: One Health ovvero un'unica salute. Il nostro benessere, l'evitare l'arrivo di nuove pandemie, il mantenimento delle nostre risorse ambientali sono fattori fra loro legati in modo indissolubile. Troppo poco efficaci nel sanzionare chi vorrebbe usare la natura a proprio uso e consumo, bracconando, uccidendo, distruggendo l'ambiente. Uccidere un lupo costa molto poco, tanto che nessuno finirebbe mai in carcere per averlo fatto.

La fauna, per legge, costituisce patrimonio indisponibile dello Stato ed รจ tutelata nell'interesse della comunitร  nazionale e internazionale. Ora dovrebbe essere un bene tutelato addirittura nella Carta Costituzionale, ma questo non basta. Specie se poi non viene tradotto in pratica, con sanzioni in grado di costituire un efficace deterrente contro il bracconaggio e non soltanto. Non รจ piรน il tempo di parlare sui temi ambientali e di conservazione ma รจ arrivato il tempo dell'agire, senza ritardi, con provvedimenti in grado di fermare chi compie crimini.


Aggiornamento del 13/04/2022 - Drago il lupo che morรฌ due volte (sui media)

Questa mattina ho ricevuto un messaggio di Elisa Berti, del Centro Tutela Fauna di Monte Adone che mi informava che l'ultimo lupo morto nelle Marche non poteva essere Drago. Quel lupo infatti era stato seguito dal loro centro, ma era stato ucciso nel gennaio del 2022. Non si capisce come sia successo ma giornali e associazioni avevano fatto un collage di notizie. Dando luogo a una sorte di doppia morte. La realtร  รจ che Drago รจ stato ucciso da un anziano bracconiere, non a fucilate ma con dei lacci metallici.

Mentre il secondo lupo, trovato ucciso ad Arcevia, dapprima sembrava essere stato investito, ma poi รจ risultato essere stato ucciso a fucilate. Un fatto accaduto e scoperto ai primi di aprile. Insomma un pasticcio che non cambia la sostanza, ma che non aiuta a fornire informazioni corrette. Per questo mi sembra giusto completare l'informazione in modo corretto.