Al lupo, al lupo e l'Europa risponde con una minor protezione, perchรฉ le elezioni si stanno avvicinando rapidamente e il consenso รจ importante. Specie quando un provvedimento di contenimento del predatore รจ al centro delle richieste di allevatori e cacciatori, lobby in grado di orientare i voti. In uno scacchiere politico che vede le forze politiche progressiste minacciate dall'avanzamento dei partiti dell'ultra destra, da sempre piรน vicine a queste corporazioni. In questo gioco politico il lupo, inconsapevolmente, diventa merce di scambio, non piรน componente fondamentale dell'equilibrio faunistico.
Dopo decenni di tutela assoluta, dopo fiumi di parole spese per difendere l'importanza dei predatori la politica, assediata da ben altri predatori, sta per capitolare. Contro il parere non soltanto di animalisti e ecologisti ma anche della scienza, preoccupata da questa ennesima manifestazione di asservimento politico. Il riconoscimento dell'importanza di specie apicali come i predatori, gli unici capaci di tenere efficacemente sotto controllo le popolazioni di ungulati, non basta piรน per mantenere alta la guardia.
Da una parte si racconta all'opinione pubblica l'importanza di piani europei di ristorazione della natura e di obbiettivi di lungo periodo, dall'altra si subiscono le pressioni dei gruppi di potere. In mezzo i cittadini, che poco si informano, quasi per nulla partecipano e spesso si abbeverano a fonti inquinate di informazione. Vittime, ma non innocenti, di un potere politico che prima ha saputo creare le condizioni per allontanare le istituzioni dai cittadini e poi ha usato il disinteresse per restare in sella.
Al lupo, al lupo e l'Europa risponde cavalcando un ipotetico pericolo derivante dai predatori, nascondendo i vantaggi della presenza
La protezione dei lupi, garantita dalla Direttiva Habitat del maggio 1992, nasce per una difesa di una specie che in quegli anni era in preoccupante declino in Europa, essendo vicina al reale pericolo di scomparsa. Ora le condizioni sono mutate, anche nel nostro paese, e la popolazione di questi predatori ha avuto una sorprendente ripresa. Ma se il lupo in Europa non รจ piรน a rischio di estinzione questo non significa che possa essere abbattuto senza pensieri. Esiste infatti una logica di tutela delle specie in pericolo e un'altra che dovrebbe valutare il rapporto costi benefici derivanti dalla presenza del lupo. Senza contare la destrutturazione dei branchi, causata dagli abbattimenti, che potrtebbe essere causa di nuove problematiche.
"La concentrazione di branchi di lupi รจ diventata un pericolo reale per il bestiame e potenzialmente anche per gli esseri umani" Ursula von der Leyen Presidente Commissione europea
Poche parole ben studiate, capaci di riassumere e di sintetizzare in un concetto penetrante che il lupo rappresenta un pericolo per l'economia, ma anche per la nostra specie. Un inciampo politico ponderato, per chi ha sempre parlato dell'importanza di avere una nuova visione europea di rapporto con l'ambiente e gli altri viventi. Parole che nascondono la promessa elettorale di voler tenere in conto le esigenze delle componenti agricole e venatorie. Senza tenere in conto l'importanza della presenza dei predatori per garantire gli equilibri faunistici.
Sta crescendo la strategia della paura, suscitando timori immotivati nei cittadini verso i lupi
Nella schizofrenia che spesso accompagna in questi ultimi anni la politica si parla dei pericoli derivanti dalla presenza dei lupi e della necessitร di contenere cinghiali e altri ungulati. Mettendo quindi sullo stesso piano comunicativo sia la terapia che la patologia. La malattia รจ stata creata dal mondo venatorio, che ha immesso cinghiali balcanici di grossa taglia e molto prolifici e che gestisce gli abbattimenti con logiche perverse, agevolando la loro crescita. La cura sono i lupi, che hanno nei cinghiali la loro preda d'elezione, contribuendo a ridurne il numero in modo davvero efficace e selettivo. Su questo argomento sono intervenute associazioni come Euclipa, nata con il proposito di diffondere la conoscenza e la consapevolezza sulla crisi climatica ed ecologica.
In quanto predatore apicale, il lupo svolge un ruolo fondamentale negli ecosistemi europei e ha un impatto diretto e indiretto sulle popolazioni di ungulati (come cervi e cinghiali), che ne costituiscono la loro preda principale. Una funzione che dovrebbe essere considerata anche sul lato economico visto che, solo in Italia โ e come afferma la stessa Coldiretti โ questi animali sono responsabili di milioni di euro lโanno di danni. Oltre alla predazione diretta, i lupi influenzano il comportamento delle loro prede attraverso la cosiddettaโ ecologia della pauraโ, ovvero la loro sola presenza induce cambiamenti comportamentali e fisiologici nelle specie predate creando un impatto positivo sul paesaggio e consentendo a molte altre piante e animali di prosperare.
Brano tratto da un comunicato lanciato da Euclipa
La realtร sta nel fatto che la tutela dell'ambiente e il contrasto allo sconsiderato strapotere delle corporazione agricole e venatorie ha bisogno dei cittadini. Senza la forza di questa massa critica, che grazie al potere del voto sarebbe in grado di orientare le scelte, la battaglia rischia di essere persa in partenza. Solo la partecipazione capillare e la nascita di una nuova coscienza sociale potrร portare a un effettivo cambiamento di strategia. Obbligando la politica a confrontarsi con cittadini consapevoli e interessati al loro futuro.
Stesso episodio ma cambia completamente il contenuto della notizia, in un comunicato dell'ufficio stampa di Barbara Mazzali, capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Lombardia:
โEโ purtroppo arrivata la prima aggressione allโuomo da parte di due lupi. Eโ successo questa mattina a Cavagliร , in provincia di Biella, e subito, fin da oggi, bisogna provvedere a un piano serio perchรฉ non succeda anche in Lombardia. Stamani verso le 7 un cacciatore del posto stava portando il suo cane a fare una passeggiata e gli si sono parati davanti due lupi, che hanno subito attaccato. Il cane adesso รจ in fin di vita e lโuomo, di 70 anni, ha riportato serie ferite ed รจ stato curato al pronto soccorso. Senza la protezione del suo fedele amico, forse ora dovremmo piangere una vita dilaniata dai lupi.
Le agenzie parlano di ipotesi, l'uomo non pare aver riportato neanche un graffio, ma la capogruppo di Fratelli d'Italia si lancia in profezie. Probabilmente, visti i precedenti e la passione per la caccia, vuole bruciare tutti sul tempo. In fondo questa notizia non fa altro che assecondare le leggende di questi giorni.
Lupi perseguitati e politici spregiudicati: bisogna creare allarme per accontentare i sostenitori
Che la capogruppo di Fratelli d'Italia non stia dalla parte dei lupi non รจ una novitร e questa linea davvero aggressiva verso la fauna รจ tipica dell'intera forza politica. Uno stile ben incarnato da Barbara Mazzali, che voleva portare la caccia nelle scuole come materia di insegnamento perchรฉ, sempre a suo dire "permetterebbe di collegare "scienze, botanica, agricoltura, chimica, geografia, cucina e storia". Evidentemente il consigliere non trova controindicazioni nell'insegnare l'uso delle armi ai ragazzi, cercando di cancellare empatia e compassione.
Per non lasciare spazio a dubbi sull'interpretazione del suo pensiero la politica non si ferma qui, ma anzi rincara la dose, riproponendo un cambiamento nella legge attuale. "Eโ successo in Piemonte, ma poteva succedere ovunque, anche in Lombardia. Per questo un anno fa avevo sottoscritto in Regione una mozione per il controllo del lupo. Sarebbe in questo senso utile pensare che la legge 157/92 sia trasformata da legge di tutela della fauna selvatica a โlegge di gestione della fauna selvaticaโ, come chiedono le associazioni agricole, e che anche ilย lupoย venga gestito, attraverso studi scientifici indipendenti, alla stregua di tutte le altre specie presenti sul territorio nazionale cosรฌ come avviene in altri Stati Europei. Forse, dopo lโaggressione di oggi, che per un soffio non รจ finita in tragedia, potremo iniziare a fare un discorso serio su questa problematica".
I lupi sono assediati da cacciatori, allevatori e politica contro ogni buon senso
La Svizzera ha chiesto al segretariato della Convenzione di Berna di declassare il lupo, da specie particolarmente protetta a protetta. Ricevendo un severo e sonoro rifiuto, argomentato e spiegato molto bene nello studio "Assessment of the conservation status of the Wolf (Canis lupus) in Europe". Dove viene illustrato, dati alla mano, come il lupo in Europa meriti ancora di essere tutelato per diverse ragioni scientificamente supportate. Ma a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria e cosรฌ, certa politica, non potendo cavalcare la conoscenza decide di diffondere e alimentare la paura.
Sapendo che molte, troppe persone si limitano a leggere i titoli senza considerare i contenuti. Una notizia per fare il giro del web non deve per forza essere vera, basta che sia verosimile, che sia in grado di colpire l'immaginario collettivo. Raccontando di come il nemico sia sempre alle porte, per giustificare la richiesta di provvedimenti eccezionali che non tutelano la collettivitร , ma alterano in compenso la percezione della realtร .
Ci vorrebbe una moratoria internazionale sulle bugie raccontate dai politici, che spesso riescono a fare piรน danno della realtร , giร di per se terribile come ci racconta questa guerra in Europa.
Abbattere i lupi รจ solo l'ultima ipotesi, nonostante i cacciatori la vedano come la prima delle possibilitร , anzi delle opportunitร . Fortunatamente le sentenze della Corte Europea vanno in altra direzione rispetto agli abbattimenti, come si puรฒ leggere negli atti relativi a un ricorso relativo alla Finlandia.
Il 10 ottobre di questa'anno la seconda sezione della Corte di Giustizia Europea ha preso in esame un rinvio pregiudiziale proprio sulla questione dell'abbattimento dei lupi in Finlandia. Dove un ente statale aveva concesso un permesso di uccisione di un numero limitato di lupi a due cacciatori finlandesi.
La decisione รจ stata impugnata all'alta corte da un'associazione finlandese e in fase pregiudiziale la magistratura europea ha stabilito che:
I permessi di caccia possono essere concessi solo in casi eccezionali, come ultima risorsa dopo che siano state messe in campo tutte le misure non letali e queste abbiano fallito.
I cacciatori raccontano una diversa storia sugli stessi lupi
Sul sito Bighunter.it รจ stato pubblicato un articolo che ha un sapore decisamente diverso e non solo nel titolo a effetto. Infatti il sito dei cacciatori scrive:
Una nuova sentenza della Corte di giustizia europea ha confermato che l'uso della caccia come strumento di gestione delle specie protette รจ compatibile con il diritto dell'UE.
Attacco dell'articolo sulla sentenza pubblicato sul sito Bighunter.it
Mentre l'organizzazione Eurogroup for animals, molto attiva sul fronte delle politiche comunitarie in materia di animali, conferma l'esatto contrario. Come si puรฒ leggere nel dispositivo del provvedimento. Gli Stati europei, dice la sentenza, devono provvedere alla protezione dei lupi, che non possono essere oggetto di caccia.
La caccia non deve quindi essere un metodo di gestione delle popolazioni dei lupi, ma viene prevista come ultimissima chance e solo in casi seriamente motivati e non diversamente risolvibili. Una politica no kill, senza deroghe.
Non si possono abbattere i lupi per tranquillizzare la popolazione
L'abbattimento puรฒ essere previsto solo in casi molto particolari, quando siano state messe in atto, preventivamente, tutte le attivitร incruente necessarie, per risolvere un problema grave causato dalla presenza dei lupi.
Nella citata sentenza, al punto 22, si fa menzione che secondo lo stesso giudice del rinvio "il lupo รจ una specie gravemente minacciata in Finlandia". Una situazione che pertanto dovrebbe giร impedire la concessioni di ulteriori deroghe.
La Finlandia aveva motivato i permessi di abbattimento concessi ai cacciatori con la necessitร di rassicurare la popolazione, turbata dalle aggressioni ad alcuni cani. Un altro motivo era stato che l'abbattimento controllato avrebbe evitato il bracconaggio, difficile da perseguire.
Dimostrando che tutto il mondo รจ paese: identiche motivazioni sono sempre presenti quando i cacciatori chiedono di poter procedere ad abbattimenti del lupo. Al momento questo round viene vinto, come la legge indica in modo chiaro, dalle esigenze di conservazione.
Il lupo ostaggio della cattiva politica? Si e non รจ una domanda retorica, ma una certezza che ogni giorno che passa trova ulteriore conferma. Un cocktail di pochi selezionati ingredienti puรฒ portare la la politica a ottenere grandi risultati. Convincendo l'opinione pubblica di un pericolo non reale, per mettere in atto azioni gradite al mondo agricolo e venatorio. Per poi riuscire a raccogliere consensi da tutti.
Questo รจ il quadro che esce dalla lunga intervista fatta a Ulrich Wotschikowsky, pubblicata dall'Alto Adige in un lungo articolo che potete leggere qui. Un racconto che spiega in modo chiaro e efficace molti dei retroscena e dei luoghi comuni che popolano le leggende sui lupi. Fatto da una persona che conosce bene l'ambiente venatorio e che, in aggiunta, รจ un grande esperto dei predatori.
La sostanza, ma leggete l'intervista integrale perchรฉ si possono comprendere molte cose in dettaglio, รจ che intorno al lupo, come sappiamo, ruotano interessi politici. Fatti di consenso e di voti in una complessa alchimia che riesce a mescolare gente comune e cacciatori, politici e pastori ma anche finti esperti.
Wotschikowsky, a dispetto del cognome impronunciabile, lo espone in maniera molto chiara, sostenendo che la gestione dei lupi a colpi di fucile, come vorrebbe la politica รจ inutile. Occorre cambiare le strategie di protezione degli animali sui pascoli, usando i sistemi di un tempo, i cani da guardiania, oppure i mezzi piรน moderni come i recinti elettrici.
Il lupo sulle Alpi non รจ un pericolo per l'uomo, ma la politica รจ un pericolo per il lupo
Secondo l'esperto รจ il lupo ostaggio della politica e non la popolazione del Trentino o dell'Italia che sia, davvero, in pericolo per la sua presenza. E di lupi sull'arco alpino ne arriveranno anche dai confini Est del paese, infatti l'espansione dell'areale del lupo รจ strettamente legata alla presenza di prede. Che nel nostro paese non mancano certo, anche grazie a dissennati ripopolamenti venatori.
ยซSo di assessori regionali e di esponenti di spicco del mondo politico altoatesino pronti a infiammare le platee parlando di risolvere il problema โlegalmente o illegalmenteโ o di sedicenti esperti che evocano le tre โsโ: sparare, scavare, seppellire.
Dall'intervista di Ulrich Wotschikowsky pubblicata sul quotidiano "Alto Adige"
Bisogna pensare che ora e in futuro non sarร piรน possibile lasciare animali incustoditi al pascolo, come si riscontra quasi sempre dove ci sono predazioni. I costi di queste protezioni, cosรฌ come gli indennizzi, devono essere considerati come collettivi: la fauna รจ di tutta la comunitร ed รจ giusto che i costi siano ripartiti su tutti i cittadini.
Il rispetto nei confronti dei predatori parte anche da una gestione veloce e corretta della liquidazione degli indennizzi a favore degli allevatori che hanno subito perdite. Occorre infatti sgomberare il campo da ogni possibile causa di contrasto. Imparando a veicolare giuste informazioni per evitare che il consenso alla cattiva politica arrivi dalle leggende messe in piedi dai cacciatori.
Con piani intelligenti di comunicazione e con un sistema che non penalizzi gli allevatori si sottrae ossigeno sia alla cattiva politica che al raccordo fra allevatori e cacciatori. Riportando la gestione faunistica in un contesto che non veda al centro gli interessi venatori, la competizione per le prede e l'idea che i cacciatori siano i migliori regolatori perchรฉ cosรฌ non รฉ, come dimostrano i fatti.
I lupi sbranano i cani secondo i cacciatori. Per questo la categoria si sente molto vicina a quella degli agricoltori.
Secondo la C.C.T. (Confederazione cacciatori toscani) i lupi sono troppi e, per giunta, attaccano i loro cani durante le battute.
Per questa ragione i cacciatori appoggiano agricoltori e pastori che lamentano danni causati dalla presenza del lupo. Sovrastimata in piรน di 1.000 esemplari.
La notizia viene riportata dal giornale onlineย La dea della cacciaย in un articolo che, come sempre, usa toni apocalittici sulla presenza dei lupi in Toscana. Che devono essere catturati o abbattuti perchรฉ fanno troppi danni. Avanzando dubbi anche sulla loro funzione nel controllo degli ungulati.
Infatti oltre alle dinamiche ed interazioni tra Lupo e fauna selvatica, ancora da verificare ed approfondire, dobbiamo rilevare che per il mondo venatorio uno dei problemi attuali รจ dato anche della specializzazione del Lupo e Ibridi, sempre piรน marcata, nellโattacco/uccisione verso i cani da caccia durante le varie pratiche venatorie. (dall'articolo pubblicato da La dea della caccia).
I lupi ma anche gli ibridi si sarebbero specializzati quindi nell'attacco ai cani dei cacciatori. Un'idea davvero balzana questa, che purtroppo รจ portata avanti da molti. I pastori sostengono che i lupi si sono specializzati nell'attacco del bestiame, i cacciatori dei cani e i piรน allarmisti mettono in dubbio la sicurezza delle persone.
Fornendo numeri di fantasia perchรฉ non รจ vero che nella sola Toscana i lupi siano piรน di mille, come sostiene il mondo agricolo e quello venatorio, senza poter citare fonti e dimostrare i dati. Parti di menti fantasiose che servono perรฒ a tenere alto il livello del conflitto, ma anche quello della paura.
Certo il problema degli ibridi รจ reale e le motivazioni sono note: il vagantismo dei cani di proprietร in zone rurali e la presenza di animali randagi (leggi qui) . Da qui a sostenere perรฒ che gli ibridi possano essersi specializzati, insieme ai lupi, nella caccia ai cani รจ davvero una fantasia.
Sugli esemplari ibridi circolano leggende, come sui lupi reintrodotti, che li vogliono piรน aggressivi verso il bestiame perchรฉ maggiormente confidenti verso l'uomo. Ma questa ipotesi non ha alcun fondamento scientifico, semmai il contrario. Come dimostra la storia di ibridi catturati, sterilizzati e muniti di radiocollari (leggi qui).
Inutile salire sulle barricate, come fanno cacciatori e agricoltori. Il lupo รจ tornato, rappresenta un bioregolatore importante come evidenziano i dati scientifici e una volta raggiunta la portanza ambientale non cresce numericamente. La sua presenza comporta, inevitabilmente, di rivedere le modalitร di gestione degli animali al pascolo. Ma senza creare inutili allarmismi.
Secondo l'attuale visione agricolo venatoria la gestione della fauna si basa su un solo aggettivo: troppi. Sono troppi i cinghiali, i cervi, i caprioli, ma anche le volpi e i lupi. I primi per poter continuare a cacciarli, i secondi perchรฉ contengono numericamente i primi. Bisognerebbe gestire la fauna seguendo linee guida scientifiche, non secondo convenienza.
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