Tempo da lupi in Europa e tempi duri per i lupi europei

Tempo da lupi in Europa

Tempo da lupi in Europa e tempi duri, probabilmente durissimi, per i grandi carnivori del continente. Ancora non si sa nulla di quali saranno le possibili alleanze sullo schacchiere, ma quello che appare come una certezza è che le elezioni hanno premiato le destre. Quella parte politica che, da sempre, trova il suo grande bacino elettotrale fra cacciatori, allevatori e nella parte meno aperta al cambiamento degli agricoltori. Un dato, quello che esce dalle urne, che sposterà gli equilibri e che darà maggior forza alle forze politiche conservatrici.

Il primo partito come sempre, da troppo tempo, è quello dell'astensione, che rappresenta il 50% degli aventi diritto al voto. Un partito che non ha bisogno di fare campagna elettorale, anche perchè vince sempre a mani basse. Un partito che oramai ha occupato l'intero territorio (o quasi) della comunità europea, ferendo gravemente la democrazia ma senza bisogno di sparare un solo colpo. Questa coalizione silenziosa è stata alimentata con un prodotto che costa pochissimo, ma rende moltissimo: la sfiducia. Quella che provano i cittadini che decidono di non usare il loro diritto più importante perché sono convinti che tanto nulla cambi.

La metà della popolazione europea ritiene inutile esercitare il diritto di voto. Appare chiaro come questo sia il classico cane che si morde la coda: il mio voto nulla può cambiare, quindi non regalo alla politica il mio tempo, che però poi sarà proprio la politica a decidere come sarà speso. Un volano che alimenta l'allontanamento delle persone dalla democrazia, rallentando quando non impedendo il progresso, anche culturale, di un intero continente.

Tempo da lupi in Europa, atteso ma non per questo meno pericoloso per ambiente e società

In Italia sono mesi che stiamo assistendo alle grandi manovre per cercare di impastoiare il cambiamento, per rallentare il green deal e per non impensierire il mondo agricolo. Abbiamo visto usare strumenti legislativi, come i decreti legge, con grande disinvoltura durante la campagna elettorale, con preoccupante noncuranza dell'opinione pubblica. Se non fosse per gli allarmi poco ascoltati lanciati da molte, abitualmente persone definite "Cassandre ambientaliste", categoria alla quale mi onoro di appartenere. Allarmi che non hanno però convinto quel 50% di aventi diritto che si è astenuto a imboccare la strada dei seggi.

Nel nostro paese la destra di governo, quella che vorrebbe una drastica riduzione dei predatori seguendo motivazioni risibili, ha decisamente vinto. Quindi se già in costanza di campagna elettorale calpestavano le regole si può immaginare cosa succederà ora. Nel momento in cui anche la Commissione Europea virerà probabilmente verso destra, strizzando l'occhiolino alle componenti sovraniste. Del resto, sui predatori, già prima delle elezioni l'attuale presidente della Commissione si era già espressa a favore di un declassamento dello status di protezione del lupo.

In Italia abbiamo assistito a una campagna elettorale durante la quale gli abbattimenti di orsi e lupi sono stati un focus importante. Uccisioni promosse spesso da rozzi candidati davvero poco preoccupanti, ma anche da cariche di peso del governo, come il ministro Lollobrigida.

"La Commissione UE decide di ascoltare le richieste dell'Italia sulla protezione del lupo, promossa anche da ordini del giorno approvati dal Parlamento Italiano. Cambiare lo status, facendolo passare da 'strettamente protetto' a 'protetto', come proposto oggi dal presidente Ursula von der Leyen, è auspicabile e doveroso per garantire la sopravvivenza di altre specie messe a rischio dalla eccessiva proliferazione di questo animale. In sede europea, la nostra Nazione è stata la prima a chiedere la revisione, sulla base di dati scientifici, della direttiva Habitat per una gestione sostenibile ed efficace della fauna selvatica, sulla base di dati scientifici e non fondata su pregiudizi ideologici. Il ruolo dell'uomo deve essere di bioregolatore aiutando le specie in difficoltà e limitando lo sviluppo eccessivo di altre"

Così il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida sulle pagine del MASAF

Il rischio è quello di rallentare la transizione verde a livello del continente europeo

Ora vedremo quale sarà il prezzo da pagare dopo queste elezioni, in termini ambientali e di contrasto ai cambiamenti climatici. Il timore oggi è che questo riassestamento dell'Europa porti a una variazione delle politiche green, che già si sono dimostrate inefficaci, in quanto tardive, per contrastare la crisi attuale. Essendo finito il tempo dei proclami elettorali ora si deve arrivare a quello delle azioni, che dimostreranno in che direzione vorrà andare l'Europa nei prossimi anni.

In queste elezioni i candidati green sono stati davvero molto poco presenti. Una colpa che credo vada ripartita fra tutti i player che giocano al tavolo della tutela ambientale e della difesa dei diritti degli animali. La sconfitta è confermata, anche, dalla mancata elezione dei pochi candidati credibili dell'area ambientalista/animalista. Unica consolazione la mancata elezione di personaggi riciclati e dubbi e il restare al palo del Partito Animalista. Resta la certezza che, ancora una volta certi temi non siano in grado di attrarre elettori e su questo bisognerebbe aprire delle profonde riflessioni.

Lo dimostra anche l'ottimo risultato di Alleanza Verdi Sinistra, che però a dispetto del nome ha schierato come candidati di bandiera due persone che poco c'entrano con ambiente e animali. Ilaria Salis e Mimmo Lucano hanno sicuramente raccolto moltissime preferenze ma, forse, non hanno attratto gli elettori della parte maggiormente attenta alle tematiche verdi. In futuro servirà avere maggior credibilità e autorevolezza, con la creazione di un movimento d'opinionea davvero capace di attrarre la parte migliore di quanti sono interessati alla tutela dei diritti degli animali e della difesa dell'ambiente.

I cani, la mia vita: il racconto di un’esperienza di anni in una realtà difficile come la Romania

cani ma mia vita

I cani, la mia vita è il libro scritto da Sara Turetta che parla di scelte di vita, di randagismo e di difficoltà, mescolate come sempre a alterni successi e insuccessi. La strada di chi sceglie di affrontare un problema, nel suo piccolo, non con la speranza di una risoluzione universale ma con l'idea di poter essere un esempio da seguire. Scelta difficile perché si parte con mille speranze, in parte destinate a infrangersi contro la dura realtà.

cani falchi tigri e trafficanti

Partendo come una piccola goccia in un mare di indifferenza, con determinazione e talvolta con disperazione. Per arrivare a creare una realtà solida, modellata e rimodellata più volte, per necessità spesso più che per scelta. Che alla fine ha permesso alla sua associazione di creare un canile modello, con annessa clinica veterinaria, che è diventata nel tempo un punto di riferimento. Per sterilizzazioni e cure di animali in difficolta, che vanno dai cani agli asini, alla quale hanno cominciato a rivolgersi anche i padroni responsabili.

Nel libro Sara racconta la sua partenza dall'Italia, che è stata stimolata proprio da una campagna stampa che avevo curato personalmente per ENPA. In tempi, erano i primi anni duemila, in cui i cani a Bucarest venivano gettati, senza distinzione fra vivi e morti, nei cassonetti della spazzatura. Per poi essere dati alle fiamme con un'indifferenza verso la sofferenza difficile da comprendere. Per questo era stata acquistata una pagina sul Corriere della Sera, per cercare di dare uno scossone che potesse attivare la comunità internazionale. Che resto immobile come spesso accade sotto il profilo istituzionale.

I cani, la mia vita racconta non solo di cani, tratteggiando uno spaccato di anime dolenti come i ragazzi di strada

La Romania del post comunismo non aveva eliminato i problemi con uno schiocco di dita, tutt'altro. Lasciando inalterate le distanze siderali fra chi aveva molto, per vari motivi, e quanti non avevano nulla come i ragazzi di strada. Giovani costretti a vivere sottoterra, dove passano i condotti del teleriscaldamento, per sopportare i rigori dell'inverno. Spesso stroncando il proprio futuro annusando colla, per drogarsi a basso costo con i vapori dei solventi, con danni immaginabili e spesso mortali.

Ho conosciuto la Romania prima di Sara e, in tempi successivi, ho operato con Sara in diverse occasioni. Un mondo difficile da dimenticare, per me che sono tornato quando Save The Dogs aveva già delle strutture, e ancor più per chi, come Sara, ha iniziato questa avventura senza avere certezze. Non operative, non di successo o di durata ma che, nonostante questo, è riuscita negli anni a salvare tantissimi animali, dando loro un futuro migliore. Come ha fatto per molti collaboratori che si sono succeduti in Romania, ai quali ha dato un lavoro e una vita migliore. Un comportamento non sempre ripagato da gratitudine, ma poco importa.

Il libro scorre fra ricordi personali e storie di animali salvati, ma anche rivivendo le inevitabili situazioni disperate che solo chi ha operato in zone di frontiera ha incontrato. Storie difficili da ricordare e anche da raccontare, che hanno contribuito però a fare la differenza, nella battaglia contro pessimi comportamenti e randagismo, sofferenza e affari illeciti.

Save The Dogs è una realtà che si è consolidata nel tempo, iniziando a lavorare anche a progetti in Italia

Una piccola realtà che con il tempo è stato capace di darsi una struttura, un'ossatura portante, come viene raccontato nel libro. In grado di fornire aiuto anche alla comunità degli uomini, in modo fattivo e concreto. Il racconto, mio malgrado, include anche una parte della mia vita ma questa è altra storia. Posso comunque dire che le mie attività in Romania mi hanno permesso di conoscere realtà che avevo vissuto in paesi poveri del mondo ma che credevo inimmaginabili in Europa.

Come i villaggi fatti di mattoni di fango e paglia, dove dei bellissimi bambini, con occhi che brillavano, potevano essere conquistati con un sorriso. Vivendo in condizioni di degrado sociale e ambientale difficili da scordare. Disposti però ad aiutarti, pur senza capire una parola, a recuperare un animale in difficoltà. Grazie a una complicità fatta di occhiate. Una delle tante storie vissute da Sara e raccontate nel libro I cani la mia vita.

Edizione Sonda – rilegato – 203 pagine - 18,00 euro (diritti d'autore devoluti a Save The Dogs)