Cani aggressivi e riproduzioni fuori controllo: forse questa è la chiave del problema? Un interrogativo del quale si parla poco, che però sembra essere in grado di potenziare, anche senza volerlo, le caratteristiche indesiderate di un cane. Come accaduto per le razze soggette a maltrattamento genetico, dove si sono sfruttati gli esemplari fisicamente peggiori per creare cani monstre che vivono male ma piacciono molto. Nel caso di alcune razze, come i pitbull, la deriva genetica potrebbe essere causata dai proprietari, in modo voluto o stupidamente casuale. Tutto sta nel cercare di capire la pericolosità di chi sta dall'altra parte del guinzaglio.
Ci sono razze di cani più sfortunate di altre, per sfruttamento umano, per eccesso di commercializzazione o, come nel caso dei pitbull, per "caratterizzazione sociale" di chi li possiede. Pensiamo al pastore tedesco, una razza devastata dalla popolarità Rin Tin Tin e del commissario Rex: un eccesso di domanda, una selezione distratta per stare al passo con le richieste del mercato e una lenta ma costante deriva delle sue caratteristiche. In questo caso le problematiche le han pagate a caro prezzo solo i cani, con una serie di gravi patologie invalidanti!
Per i pitbull è stato diverso, la ragione sta nel marchio di fabbrica che li vuole cani aggressivi, pericolosi, dotati di un morso potente e di una struttura fisica possente. Cani ideali per i combattimenti, sfruttati per farsi sbranare nelle arene clandestine, per combattere, spesso addestrati, o meglio torturati, senza pietà. Animali che, proprio per le loro caratteristiche fisiche, sono diventati i cani preferiti dalla delinquenza, messi a presidio dei fortini o usati come arma da offesa. Cani sfortunati, bollati da una fama che li precede senza rendergli giustizia, a sentire il parere non solo di chi li possiede ma anche degli esperti.
Cani aggressivi e riproduzioni fuori controllo: il pericolo lo abbiamo sottovalutato e ora potrebbe presentarci il conto
Se sostenere che i pitbull siano i cani dei criminali rappresenta un errore, sostenere che molti criminali vogliano soprattutto i pitbull si avvicina molto alla verità. Un binomio noto da anni anche alle forze dell'ordine, che spesso si sono viste lanciare contro questi cani da malavitosi e spacciatori. Certo la scorciatoia comunicativa del cane cattivo è un poco come quella del lupo cattivo: stimolare la paura diminuisce nelle persone la capacità di elaborare un ragionamento. Questa semplificazione, peraltro, getta tutte le colpe addosso al cane e solleva l'uomo dalle sue responsabilità. Mentre la realtà è esattamente all'opposto.
Non è colpa dei cani se diventano pistole a quattro zampe, se vengono utilizzati come clave o come mannaie. Non è colpa dei pitbull se non esiste il reato di "porto abusivo di cane potenzialmente pericoloso", ma del resto nel nostro ordinamento non esiste nemmeno il divieto di tenere animali per quanti li hanno seviziati! Forse anzichè distribuire patenti di "cattiveria" bisognerebbe iniziare a distribuire quelle di manifesta ignoranza, di grave stupidità o di colpevole inerzia! Consegnandole a quanti riescono solo a ripetere, come fosse un mantra, che "sono cani pericolosi", senza riuscire a articolare pensieri complessi e possibili soluzioni.
La questione è declinata da anni in vari modi, ma gli esperti, quelli veri, affermano con chiarezza che ogni cane è un individuo, che ogni razza ha delle caratteristiche, un carattere, una memoria di razza. Un cane non vale l'altro, non si dovrebbero scegliere per estetica, modello, colore, reputazione, prestigio sociale. Non si dovrebbero vendere e detenere come se fossero cose, senza diritti, senza bisogni e, anche, senza passato, quello che spesso si annida nella genetica e causa comportamenti problematici.
Per difendere gli uomini occorre proteggere i cani: impedendo le riproduzioni casalinghe, vietandone il commercio amatoriale, sterilizzandoli
Ogni volta che un cane uccide o ferisce gravemente una persona parte il solito carosello di giudizi su questi cani, spesso messo in piedi da chi non ha concetti da esprimere ma solo pregiudizi da raccontare. Un cane non è cattivo -la cattiveria non è una caratteristica animale- e non è corretta l'umanizzazione fatta usando scorciatoie lessicali. Un cane è solo un cane, ma per contingenze, struttura e carattere può essere potenzialmente pericoloso per l'uomo. Quindi occorre mettere in atto dei comportamenti basati sulla prudenza.
Considerando che più diminuisce l'attenzione umana verso i diritti degli animali e meno ci si preoccupa delle conseguenze della loro riproduzione. A questo punto meglio sarebbe avere un provvedimento che obblighi la sterilizzazione dei cani detenuti da privati e il divieto di detenzione per quanti hanno precedenti di polizia. La limitazione delle riproduzioni di questi cani è un punto d'arrivo non più eludibile e le riproduzioni casalinghe sono, probabilmente, il vero nocciolo del problema. Considerando, anche, che i canili sono oramai pieni di soggetti appartenenti alle razze problematiche, che non vedranno mai qualcosa di diverso dai box dove sono rinchiusi.
La sterilizzazione obbligatoria e il divieto di riproduzione sono mali necessari, indispensabili per limitare sofferenze e disgrazie. Lasciare a chiunque la libertà di poter fare allevamento con i propri animali è un criterio troppo spesso incompatibile con il loro benessere e per la sicurezza delle persone. Gli incidenti sono sempre più frequenti e con conseguenze molto gravi, fatti ai quali bisogna porre un argine con un mix di divieti e di formazione per chi li detiene. Il vero pericolo si nasconde, come sempre, nei nostri comportamenti, nelle nostre scarse attenzioni.
La decrescita felice delle razze canine è diventata indispensabile per garantire agli animali il giusto benessere. Senza dover fare compromessi per accontentare i desideri dei padroni. Da un lato non esistono cani aggressivi a prescindere ma dall'altro è vero che sono state costruite a tavolino razze di difficile gestione. Quelle che stanno sempre più riempiendo i canili da nord a sud a causa di sequestri e abbandoni. Cani che molto difficilmente potranno avere un futuro diverso, da quello di concludere la loro vita in un box.
Occorre rivedere il concetto che un animale sia un diritto per tutti, che ognuno possa scegliere quello che gli piace, spesso senza competenza. Si deve impedire che i padroni possano far riprodurre i cani senza criterio, per poi venderli fuori dai circuiti, specie quando si tratta di pitbull o american staffordshire. Animali che molto spesso sono in mano a persone che li usano come armi, li maltrattano, li rendono aggressivi. Facendoli finire sotto sequestro e restando così a vita in un canile. Proprietari ai quali dovrebbe essere interdetto per un tempo non inferiore a dieci anni di avvicinarsi ad animali.
Si sono rivelati fallimentari gli elenchi di razze costrette a girare sempre con guinzaglio e museruola, a cui molti vorrebbero inibire l'accesso alle aree cani. Liste di proscrizione che limitano ulteriormente le condizioni di vita di cani incolpevoli.
La decrescita consapevole di certe razze eviterebbe prigionieri a vita
Chi ama queste razze e ha un ottimo e sereno rapporto con i suoi cani deve comprendere che l'interesse dei cani deve essere messo al primo posto. Chi conosce queste razze spesso conosce anche molti dei "personaggi" che hanno questi cani e come li facciano vivere malamente. Identico discorso, per motivazioni completamente diverse, riguarda i cani che sono stati creati per accontentare il gusto estetico di chi li acquista. Senza preoccuparsi se questi animali siano in condizioni di vivere un'esistenza normale.
Sono le razze brachicefale, ottenute per avere sempre caratteri neotenici che li fanno assomigliare a eterni cuccioli. Cani che non respirano correttamente, come alcune razze di gatto, e sono costretti a trascorrere un'esistenza con grandi difficoltà respiratorie e molte limitazioni, essendo costretti a vivere quasi in apnea.
Estinguere in modo dolce alcune razze di cani sarebbe responsabile
Non si può continuare a affermare che gli animali siano esseri senzienti, per poi farli prendere dal primo che passa, senza alcuna garanzia. Lasciandoli nelle mani di persone che spesso non sarebbero in grado nemmeno di accudire se stessi, per varie ragioni non di rado dovute alla dipendenze da sostanze. Parimenti non è pensabile continuare a tollerare i maltrattamenti genetici, quelli che molti veterinari da anni chiedono di far cessare, senza risultato.
I cani brachicefali non hanno una ragion di esistere e non c'è un motivo per continuare a perpetuare queste sofferenze. Mentre per alcune altre razze che possono essere problematiche nella gestione , come lupi cecoslovacchi, pitbull, american staffordshire, solo per citarne alcune, si eviterebbe di rinchiuderli a vita nei canili, visto che nessuno li adotta. Per colpa di proprietari che li hanno fatti diventare, più o meno consapevolmente, aggressivi.
Mettiamo gli animali al centro, imparando a considerare i loro bisogni
Chiunque voglia prendere un animale deve dimostrare di avere tutte le conoscenze per poterlo mantenere in buone condizioni, grazie alla consapevolezza che deriva dal conoscerne i bisogni. La maggioranza dei maltrattamenti subiti dagli animali da compagnia, che non sono identificabili solo in azioni violente, derivano proprio dall'assenza di considerazione dei bisogni degli animali, spesso più per ignoranza che per cattiveria.
Gli animali vanno visti per quello che sono: esseri viventi che provano dolore, angoscia, paura, noia e che sono portatori di diritti. Vanno considerati come tali e non possono essere invece trattati come merce, sacrificandoli sull'altare del commercio o delle libertà individuali. Occorre arrivare a una decrescita felice delle razze canine problematiche, interrompendo un circolo vizioso che pare difficile da interrompere.
Vivere con un animale deve essere una scelta consapevole
Punto di partenza potrebbe essere quella di vietare la riproduzione delle razze brachicefale e di quelle individuate come problematiche. Obbligando la sterilizzazione degli animali per arrivare a una progressiva estinzione senza traumi. Che in poco tempo potrebbe portare a un progressivo mutamento dell'approccio culturale sul possesso degli animali. Unita a un patentino obbligatorio per garantire che i detentori di animali abbiano la consapevolezza delle loro necessità.
Concetti di tutela già presenti da anni nelle convenzioni internazionali e anche in altre disposizioni generali e locali, che sino ad ora non sono stati tradotti in obblighi. Costringendo tantissimi animali a vivere in condizioni molto lontane da quelle che dovrebbero essere garantite a esseri senzienti. Se esistono cani aggressivi è perché ci sono cattivi padroni.
AGGIORNAMENTO del 11/01/2019: questo articolo ha acceso un po' di dibattito e questo in fondo era lo scopo. Si potrebbero trovare soluzioni anche meno radicali (forse) ma occorre uscire da questo stato di cose, che è una realtà certa e molto penalizzante per gli animali. A cui poco importa l'importanza genetica della loro razza.
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