Raccontare l'importanza del lupo per l'equilibrio degli ecosistemi sarebbe cosa molto semplice, che però richiede una volontà di ascolto. Dalla parte di chi vuole offrire al lupo un sempiterno riscatto sin dai tempi di Cappuccetto Rosso a chi pensa che gli abbattimenti siano l'unica soluzione alle predazioni dei lupi. La scienza però, quella con la "S" maiuscola, non è addomesticabile come l'opinione pubblica e basa le sue "convinzioni" sulla base di dati. L'equilibrio naturale è basato sull'eterno conflitto fra predatori e prede che, senza l'intervento dell'unico predatore ottuso -l'uomo- , fa sì che ogni specie contribuisca senza prevalere. Semplice, ma non banale!
Lupo, antilupo, lupisti e lupologi: per coesistere serve conoscenza e buona informazione
Purtroppo o per fortuna non basta la passione o la creazione di una tifoseria per aver ragione, per poter entrare in competizione con la scienza. I problemi si possono risolvere solo e soltanto quando si crea la volontà di capire. I lupi non sono caratteri scappati da un cartoon di Disney e non sono nemmeno creature demoniache da esorcizzare con riti religiosi (accade anche questo). I lupi non sono né buoni, nè cattivi: sono lupi, animali che per vivere predano e che, senza averne alcuna consapevolezza, mantengono l'ambiente in equilibrio. Il bello del lupo è proprio quello di fare solo il lupo. Pensate come sarebbe bello se Trump volesse fare soltanto il presidente degli Stati Uniti, senza mettere a ferro e fuoco il mondo.
L'allevatore che invoca gli abbattimenti, come unica soluzione possibile per poter lasciare gli animali al pascolo senza controllo, è lo stesso che poi si lamenterà dell'eccessivo numero di ungulati. Senza ammettere che i lupi scelgono per convenienza, non per far danno. un vitello incustodito è una preda più facile di un cinghiale. Al suo posto, facendo la spesa al supermercato, cosa scegliereste fra un prodotto di qualità scontato della metà e un altro, con identico contenuto proteico, venduto a prezzo pieno? Abbattere i lupi altera gli equilibri, proteggere il bestiame costa ma funziona: qual'è la scelta più giusta?
I lupi non sono troppi, non perché io li abbia contati personalmente, ma perchè in natura il concetto di troppi non esiste e non resiste nel tempo. Le specie animali presenti sul territorio sono, come dato medio nel tempo, quelle che quel territorio riesce a mantenere complessivamente. Quindi, al di là dei fastidi e dei problemi di noi umani, i lupi sono nel numero giusto per i territori e a noi converrebbe rispettarli. Il controllo umano delle altre specie animali non funziona perché non è efficiente come quello dei predatori. Un lupo non preda il primo cinghiale che passa, sceglie quello che potrà dargli minori problemi: un soggetto malato, ferito, deperito sarà la sua prima scelta. Che non coinciderà mai con quella del cacciatore.
I lupi non sono un totem ambientalista ma una presenza necessaria alla conservazione
Se vogliamo guardare al collettivo dobbiamo smettere di guardare nelle nostre tasche: siamo tanti, troppi, perché siamo l'unica specie che si riproduce senza tener conto delle risorse. Abbiamo, quindi, l'obbligo di capire che l'equilibrio del pianeta rappresenta un costo e un limite necessario alla nostra speranza di sopravvivenza. Difendere la biodiversità è l'unico modo efficace di difendere la nostra specie, i nostri figli e il loro futuro.
Questo non significa che non si possa rimuovere un esemplare pericoloso, troppo confidente o aggressivo verso le persone. Ma questa deve essere considerata un'eccezione, un comportamento di prevenzione visto come l'ultima scelta, non la consuetudine. Chi pensa che la rimozione o gli abbattimenti rappresentino l'unica strada per la coesistenza dimostra di non aver imparato nulla dai fallimentari modelli di gestione.
Dai cinghiali alle nutrie, dalle cornacchie ai piccioni, passando per cormorani e scoiattoli grigi. Sugli abbattimenti ci campano in troppi, senza che qualcuno si metta di traverso dicendo che non servono a nulla, se non a riempire le tasche di pochi che ricevono contributi per gestirli, università comprese.
E smettiamola di dire che tutti quelli che si mettono di traverso sugli abbattimenti sono solo animalisti isterici. Smettiamola di alzare barricate, sediamoci a un tavolo, simbolicamente, per trovare una modalità di coesistenza non solo perseguibile ma utile alla nostra specie. Siamo uomini e come tale provvisti di una smisurata arroganza, di poca prudenza e incapaci, troppo spesso, di scelte utili alla collettività e non solo ai propri interessi.
Meno tutele per il lupo in Europa: non è più una specie particolarmente protetta ma soltanto una specie protetta. Da questo momento la legislazione europea si adegua a quanto già deciso in precedenza dalla Commissione di Berna. Senza entrare in troppi tecnicismi giuridici da oggi il lupo viene declassato da "specie particolarmente protetta" a "specie protetta" nella UE. Il declassamento renderà più semplice per gli stati membri adottare provvedimenti di contenimento delle popolazioni. E' arrivato il tempo degli abbattimenti richiesti a gran voce dagli allevatori.
Il lupo è una specie che a livello europeo non è ancora uscita dal tunnel del pericolo di estinzione, mentre in Italia se non è in pericolo scientificamente lo è quantomeno culturalmente. Grazie a un'opera costante di demonizzazione che, sfruttando i crediti di vecchie leggende, riesce a far breccia in un'opinione pubblica ancora abbastanza distratta su queste tematiche.Una platea apparentemente polarizzata fra quanti i lupi li difendono a prescindere, sempre in lotta con quanti li odiano a prescindere, senza avere concrete motivazioni. Ma se le ali vivono in perenne agitazione sul lupo, buona parte degli italiani non si appassiona, sbagliando, a questi temi.
Meno tutele per il lupo in Europa significa ammazzare la coesistenza, concetto fantastico ma ancora immaturo
Meno tutele per il lupo in Europa, con conseguente apertura verso gli abbattimenti, non significa, comunque, caccia libera al predatore che resta pur sempre protetto. Questo provvedimento però mina la coesistenza, senza peraltro contribuire a una risoluzione nella direzione auspicata da allevatori e cacciatori. Saranno infatti possibili limitati prelievi del lupo, modulati sulla base della consistenza della popolazione e degli attacchi agli animali da reddito. Una condizione che non accontenterà gli allevatori e i cacciatori, che cercheranno di forzare sempre più la mano al politico di turno.
Per contro l'idea di coesistenza non fa ancora parte a pieno titolo del nostro bagaglio culturale, facendo si che nei predatori si veda più un potenziale pericolo che una risorsa. Questo grazie a campagne di demonizzazione dei lupi e degli altri predatori e alla persistenza di ideologie che promuovono l'uomo come padrone assoluto del pianeta. Dimenticando che non potremmo mai vivere sulla Terra senza la presenza di tutte le altre specie animali e vegetali che la popolano.
Il messaggio che passa, quindi, non solo è sbagliato, falso e fuorviante ma arriva anche in un periodo nel quale le attenzioni collettive dovrebbero muoversi in tutt'altra direzione. Il declassamento del lupo, con i conseguenti abbattimenti dell'animale totem della biodiversità, servirà a ribadire il concetto che sia sempre necessario doversi difendere dalla natura. L'uomo sembra non aver ancora capito che deve se vuole sopravvivere deve difendersi principalmente da se stesso, unica specie irrazionale che popola il pianeta. Una specie che tanto sa, ma ben poco capisce.
Abbattere le specie al vertice della catena alimentare è scientificamente una causa di squilibri
Se non ci facessimo condizionare dalla sindrome del nemico e dalle proteste di cacciatori e agricoltori capiremmo quanto l'abbattimento dei predatori sia uno sbaglio. Si decide di contenere i lupi quando, grazie alla cattiva gestione faunistica modulata sui cacciatori, abbiamo alimentato incredibili squilibri nelle popolazioni di ungulati. Cosa facciamo noi per cercare di ritornare a un situazione di equilibrio? Decidiamo di abbattere il predatore d'elezione degli ungulati, primo assoluto in efficienza e ottimo bioregolatore di queste popolazioni. Operazione decisamente poco lungimirante.
La questione lupo, inoltre, deve tenere ben presente una situazione nazionale che vede al governo le formazioni politiche più filovenatorie di sempre. Quei partiti che vedono nel mondo agricolo e in quello venatorio il loro bacino elettorale più fedele, quello che, infatti, sta scambiando voti con concessioni. Vedremo quanto sarà concreto il pericolo che la questione "predatori" sfugga di mano, aprendo le porte a una gestione faunistica ancora peggiore di quella attuale. Non resta che attendere gli sviluppi per avere le conferme che già immaginiamo, senza necessità di compiere particolari sforzi di fantasia.
Notizie sui lupi fuori controllo, fra allarmismi e fantasie fatte circolare ad arte al solo scopo di creare allarme nelle comunità. Una strategia volta a creare disinformazione, moltiplicando le fonti in cui si parla di pericolo per le persone e non soltanto per gli animali. Un comportamento che, oltre a procurare allarme sociale, contrasta con l'obbligo deontologico per i giornalisti di fare informazione veritiera, che nemmeno gli ordini cercano di promuovere fra gli iscritti. In questo modo il lettore che poco sa di scienza e natura e facile preda di allarmismi in stile Cappuccetto Rosso.
Lupi tra le case, la Vallesina trema: «In pochi anni si sono moltiplicati». Raffica di segnalazione al 112 e Forestali
JESI - Avvistamenti di lupi in città, ma anche nel resto della Vallesina fino addirittura alla costa. Cresce la paura, tanto che ogni giorno sono tantissime le segnalazioni al 112 e ai carabinieri forestali. Per fortuna nessuno è stato mai attaccato o, peggio, divorato. Questo perché i lupi non vedono l’uomo come una preda. E finché sarà così, non ci saranno situazioni di criticità tali da richiedere un intervento di dissuasione o trappolamento (che comunque deve essere autorizzato dal Ministero dell’Ambiente su parere tecnico dell’Ispra-Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
Secondo il Corriere dell'Adriatico è solo grazie a una fortuita casualità che nessuno sia stato ancora attaccato o peggio "divorato". In un paese che sembrerebbe invaso dai lupi, che oramai fanno tremare le gambe all'intera valle. Un po' come scrivere che è stata scoperta una bisca gestita da lupi e che il capobranco è stato arrestato insieme ai suoi sodali per associazione per delinquere. Continuando di questo passo, senza un'informazione equilibrata, sarà sempre più difficile avere notizie realistiche, che non abbiano scopi diversi dalla libera informazione.
Notizie sui lupi fuori controllo, gettate sulle prime pagine dei media per raccontare di una natura pericolosa
Le notizie false corrono molto più veloci di quelle vere e, su determinati argomenti, non corrono ma volano. Rinfocolando vecchie paure mai sopite che più che dalle cronache ci vengono dalle favole. Eppure la verità sarebbe molto più rassicurante della fantasia, desterebbe meno allarme e contribuirebbe a far crescere una cultura naturalistica indispensabile. I lupi non sono stati gettati dagli elicotteri dagli ambientalisti, da 150 anni non ci sono notizie di attacchi mortali di lupi agli uomini e, non ultimo, i lupi non sono esseri crudeli assettati di sangue. Dati di fatto non soggetti a smentite, che potrebbe comprendere chiunque abbia una minima idea della catena alimentare.
Il giornalista difende il diritto all’informazione e la libertà di opinione di ogni persona; per questo ricerca, raccoglie, elabora e diffonde con la maggiore accuratezza possibile ogni dato o notizia di pubblico interesse secondo la verità sostanziale dei fatti;
Se l'articolo 2 del testo unico dei doveri del giornalista fosse correttamente applicato ci si troverebbe con un numero tale di procedimenti disciplinari da far esplodere gli ordini. Ma la sua mancata applicazione crea disordine sociale, cattiva informazione e alterazione dei presupposti della civile convivenza. Questo è il motivo per cui personalmente ho sempre rifiutato di iscrivermi all'Ordine dei Giornalisti, che non tutela la professione e nemmeno i cittadini.
Credo che non sia più possibile passare sopra a un'informazione distorta. Specie quando questa avviene non sui social, ma tramite testate giornalistiche credibili, che ricevono finanziamenti pubblici per esistere. Testate che dovrebbero rispettare deontologia e leggi, con direttori responsabili capaci di fare il loro mestiere. Che non è quello di accontentare inserzionisti e politici ma quello di dare informazioni corrette ai cittadini. Compiendo il loro lavoro, dirigendo testate che fanno informazione, non disinformazione.
Il docufilm è stato realizzato grazie all'impulso dell'associazione "Io non ho paura del lupo", con sponsor di livello come Patagonia, per cercare di far conoscere il lupo. In un momento in cui si parla di far partire gli abbattimenti, di ridurne il numero per limitare le predazioni, senza contare l'espansione del fenomeno del bracconaggio. Eppure il lupo dovrebbe essere visto come una sorta di salvatore degli equilibri, al pari di orsi e altri grandi predatori come la lince. In un momento in cui le popolazioni di ungulati hanno bisogno di essere controllate.
Perché il lupo non è solo un predatore, non è solo il nemico dei pastori che lasciano incustoditi gli animali al pascolo. Il lupo è un eccezionale bioregolatore, che ottiene ottimi risultati nel controllo di cinghiali, cervi e altri ungulati. Per accettarne la presenza occorrerebbe, però, prima di tutto saper eliminare i pregiudizi, che permeano la nostra cultura. Retaggi di favole come "Cappucceto Rosso", ma anche di suggestioni diffuse dal cristianesimo che gli hanno appicicato l'etichetta di cattivo per eccellenza. Ma non esistono animali "cattivi", un sentimento questo che appartiene in esclusiva alla nostra specie.
The Wolf Within cerca di rimettere le leggende al loro posto, senza addomesticare la realtà
Compito primario di un docufilm dovrebbe essere sempre quello di fare disinformazione, affrontando gli argomenti più scottanti a favore o contro il lupo. Questo è un compito che The Wolf Within assolve appieno, dando voce ai lupi, ma anche a pastori e cacciatori. Dando voce alle conoscenze scientifiche, grazie al racconto di Mia Canestrini, e all'importanza di una corretta divulgazione come ci ricorda Daniela D'Amico del PNALM. Il territorio del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è infatti un bellissimo laboratorio culturale, che promuove la coesistenza in un territorio dove orsi e lupi non sono mai scomparsi.
Del resto la divulgazione, pulita e senza eccessi, è il tratto distintivo dell'associazione Io non ho paura del lupo, che da anni opera per promuovere coesistenza e convivenza. Il consiglio è quello di andare a vedere il film, possibilmente al cinema dove il grande schermo riesce a farci entrare negli splendidi panorami del nostro bellissimo paese. Dalla Lunigiana all'Abruzzo The Wolf Within porta lo spettatore, quasi per mano, nei boschi, in un viaggio in compagnia dei lupi e dei loro ululati.
Così parlò Lupo Blu è un libro per ragazzi che non vuole soltanto essere avvincente, ma si propone di dare spunti di riflessione. Parlando di principi, di diritti e anche delle inevitabili difficoltà che fanno parte della vita di ogni essere vivente. Elisabetta Dami è la persona giusta per svolgere al meglio il compito di realizzare un libro con queste caratteristiche. Dopo aver dedicato la sua vita alla letteratura per ragazzi, creando uno dei topi più famosi del mondo letterario: Geronimo Stilton.
Ma la sua passione per il mondo naturale e la voglia di difenderlo e farlo conoscere l’ha portata, anche, a impegnarsi nel sociale, ricoprendo per anni la carica di consigliera all’interno del WWF Italia. In uno dei suoi tanti viaggi Elisabetta è stata adottata dal Clan del Lupo, un sodalizio creato dalla tribù Cherokee che le ha riconosciuto il ruolo di “storyteller” del mondo naturale, assegnandole il nominativo di Usti Waya (Piccolo Lupo). Da questo incontro è nato “Così parlo Lupo Blu”, una storia “diversa”, considerando che il protagonista è un lupo che non vuole cacciare.
Il racconto della vita nel branco, dell’importanza suprema che riveste per tutti i suoi membri, è un messaggio sul valore dello stare insieme, che davvero costituisce il punto di forza, in una famiglia, come in un gruppo di amici o in un branco di lupi.
Lupo Blu è con una zampa nel mondo reale e con le altre in quello della fantasia
Allora mia madre strappo una rosa selvatica (racconta Lupo Blu nel libro) e, tenendola delicatamente tra le zanne, la posò sull’erba davanti a noi. “Vieni. Osserva questo fiore dai petali profumati, è così bello. Se stacchi un petalo, il fiore conserva la sua bellezza, ma il petalo… che cos’è da solo? Tienilo a mente Figlio: il Fiore è il Branco. E tu sei un petalo. Come puoi pensare di vivere lontano dal tuo Fiore?”.
Ma, se un petalo senza fiore è nulla, è vero anche che ogni petalo ha il diritto di fare le sue scelte, che spesso non corrispondono a quelle della convenienza, ma solo a quelle che ci vengono dettate dal nostro sentire, da come siamo fatti. Certo un branco di lupi è un gruppo rassicurante, dove i suoi membri rappresentano una famiglia. Molto simile a quella umana, molto più di quanto noi uomini siamo portati a credere, a causa dei pregiudizi verso tutti i predatori ma anche dei luoghi comuni sulle capacità di sentire e di provare sentimenti degli animali. Credendo e sbagliando che tutti i loro comportamenti siano soltanto motivati da puro istinto, senza né emozioni né ragionamento.
Lupo Blu è un lupo diverso da tutti gli altri del suo branco, perché ha altre idee per il suo futuro che lo porteranno a percorrere strade inaspettate. Con il coraggio di cambiare quello che sembra essere un destino segnato, immutabile, per un lupo, ma anche con la consapevolezza della difficoltà del percorso e con la paura di non potercela fare. Con grande rispetto e attenzione verso l’amicizia, che nel libro vedrà risvolti inaspettati e inattesi che porteranno il giovane lettore a chiedersi quanto importante sia il tempo trascorso con gli amici.
L'amicizia è un valore importante da trasmettere ai giovani
“Ciò che abbiamo oggi è la nostra amicizia, ma non ci è dato sapere quando e come si trasformerà” Il nostro futuro è vago e inafferrabile come il Vento dell’Est. E il senso dell’amicizia è proprio questo: vivere insieme con gioia ogni momento, librandoci in equilibrio tra la bellezza di oggi e il mistero di ciò che sarà domani”.
Un libro dolce amaro che non nasconde nulla delle difficoltà della vita, non ammorbidisce gli spigoli che questa riserva, ma cerca di dare qualche spunto per capire l’importanza del coraggio, del rispetto delle regole, ma anche della capacità di cambiarle quando pensiamo che non facciano per noi. Con la coscienza che in ogni lupo, ma anche in ogni uomo, ci siano due spiriti opposti in perenne combattimento fra di loro: “Ricorda, dentro di te esistono due lupi: il crudele Lupo d’Ombra e il generoso Lupo di Luce. Chi vince vuoi sapere? La loro lotta è la tua vita…”
Usiamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere ad informazioni sul dispositivo. Lo facciamo per migliorare l'esperienza di navigazione e mostrare annunci personalizzati. Fornire il consenso a queste tecnologie ci consente di elaborare dati quali il comportamento durante la navigazione o ID univoche su questo sito. Non fornire o ritirare il consenso potrebbe influire negativamente su alcune funzionalità e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.