L’orsa Kj1 รจ stata uccisa dall’ultimo ruggito del coniglio

orsa Kj1 รจ stata uccisa

L'orsa Kj1 รจ stata uccisa dall'ultimo ruggito del coniglio, dando esecuzione a un atto amministrativo che parrebbe privo di senso, sprizzando arroganza e dando corpo al delirio di onnipotenza di Fugatti. Per comprendere meglio, perรฒ, occorre smettere per un attimo di parlare dell'orsa abbattuta, per soffermarsi sui provvedimenti amministrativi. Non bisogna mai dimenticarsi degli esempi famosi, come quello di Al Capone fini malissimo per reati fiscali, non certo per essere stato il criminale incallito che era.

Da tempo Fugatti usa sempre la stessa strategia, che solo chi non vuole vedere puรฒ ritenere casuale. Il sistema รจ quello di partire con un'ordinanza di abbattimento mal combinata. Nell'ultimo caso si ordina di abbattere un orso imprecisato, senza avere certezza che sia effettivamente il responsabile di un attacco. Quest'ordinanza verrร  immediatamente impugnata dalle associazioni al TAR, che sosterranno l'assenza di prove che identifichino con certezza l'orso, per mancanza del DNA dell'animale. Il TAR non potrร  fare altro che sospenderla, per indeterminatezza.

A questo punto, ufficialmente per rimediare l'errore, viene ritirata l'ordinanza sospesa e se ne produce una nuova, con l'esatto DNA della nostra orsa Kj1. Le associazioni nuovamente impugnano e, naturalmente, l'ordinanza viene sospesa nuovamente nella parte in cui si prevede l'abbattimento. Fugatti finge di non sopportare piรน queste ingerenze che gli impediscono di abbattere l'orsa, ma il suo obiettivo รจ un altro: poter mettere il radiocollare all'orsa ufficialmente per monitorarla, in realtร  perchรฉ vuole abbatterla.

L'orsa Kj1 รจ stata uccisa dall'ultimo ruggito del coniglio, decisamente pavido ma macchiavellico

Il TAR di Trento non ha altre possibilitร  che sospendere anche la nuova ordinanza, nella parte che riguarda l'abbattimento. Rinviando a settembre il merito, ritenendo che la misura dell'abbattimento sia eccessiva rispetto all'accaduto, che non vi sia un motivo di massima urgenza. Potendo peraltro catturare il plantigrado. Questo perรฒ permette a Fugatti di ordinare ai Forestali regionali di mettere il radiocollare all'orsa. Nei limiti e nel rispetto del provvedimento amministrativo, che il nostro Macchiavelli in salsa trentina ha giร  previsto di eludere.

L'orsa con il radiocollare, a questo punto, diventa tracciabile con certa sicurezza, anche se non assoluta. Per completezza aggiungo che Kj1 รจ l'unica orsa con radiocollare di tutto il Trentino, e non รจ certo un caso. A questo punto, nella notte, Fugatti emette una nuova ordinanza di abbattimento, ripetendo il gioco delle tre carte, ma l'unica a perdere รจ come sempre l'orsa. Trattandosi di un provvedimento di urgenza diviene immediatamente eseguibile, l'orsa ha il radiocollare e quindi รจ un bersaglio facile, veloce da inviduare. Prima che la nuova ordinanza venga impugnata, parte la fucilata mortale.

Il monarca assoluto del Trentino pensa cosรฌ di essere riuscito a beffarsi, ancora una volta, della giustizia, degli orsi e degli animalisti. Che come sempre sono costretti a investire risorse per contrastare le sue irrituali e illogiche decisioni. Questo meccanismo viene messo in atto nostante quanto indicato nella seconda sentenza del TAR di Trento:

(omissis) che, in particolare, il principio di proporzionalitร  richiede che la misura si riveli idonea, necessaria e proporzionale in senso stretto; che , con riferimento al caso di specie, appare rilevante il profilo della idoneitร , intesa quale misura che sola puรฒ assicurare la tutela degli interessi prevalenti; esaminate - in questa fase cautelare monocratica in cui, si ribadisce, deve essere evitato il prodursi di effetti irreversibili nelle more della trattazione collegiale - le motivazioni addotte a sostegno della scelta di escludere il ricorso alla misura della captivazione quale forma alternativa allโ€™abbattimento;
osservato che la diversa tempistica con la quale si puรฒ procedere alla captivazione e la necessitร  di garantire la sicurezza degli operatori indicata dal provvedimento impugnato quali ragioni che giustificano lโ€™abbattimento come unica misura
praticabile, non appaiono prime facie sufficienti a sostenere, in termini di necessitร , idoneitร  e proporzionalitร , la scelta definitiva dellโ€™abbattimento;

che, in ogni caso, resta fermo il principio immanente nellโ€™ordinamento giuridico, qualora necessario, di eventuali azioni scriminate dallโ€™esercizio del diritto di difesa e dello stato di necessitร , finalizzate a tutelare lโ€™incolumitร  degli operatori forestali impegnati nelle operazioni di rimozione e di terze persone da pericoli imminenti determinati dai comportamenti dellโ€™esemplare;
ritenuta, quindi la sussistenza dei presupposti di estrema gravitร  e urgenza richiesti dallโ€™art. 56 c.p.a., tali da giustificare la sospensione temporanea, nelle more della trattazione in sede collegiale ex art. 55 c.p.a., dellโ€™ordinanza impugnata nella parte in cui dispone lโ€™immediato abbattimento dellโ€™orso stante lโ€™evidente irrimediabilitร  di una sua eventuale esecuzione nelle more della trattazione alla prima camera di consiglio utile; (omissis)

Estratto della sentenza del 22 luglio 2024 pronunciata dalla presidente Alessandra Farina

Potrebbe (forse) essere la trama di un giallo, ma ora qualcuno cerchi le prove

Questa narrazione potrebbe essere la trama di un giallo e potrei anche decidere di scriverlo. Il motivo di questa ricostruzione, che puรฒ difettare di prove ma almeno non di logica, รจ quello di spingere chi di dovere, nel momento in cui diventa di pubblico dominio, alla ricerca delle prove. Il movente certo non manca, se mai questo racconto in qualche modo potesse aderire alla realtร : quello di garantirsi il consenso elettorale. Per certo, per garantire la sicurezza dei trentini, nel peggioredei casi sarebbe stato sufficiente captivare l'orso, nel migliore monitorarne i movimenti impiegando i forestali.

Se mai la Procura della Repubblica potesse trovare verosimile questo o simili racconti sarebbe necessario e doveroso aprire un'inchiesta, in un paese dove l'azione penale รจ ancora obbligatoria. Senza contare che, oltre al profilo penale, eventuali prove raccolte in questo senso potrebbero portare a qualche addebito anche della magistratura contabile. In queste vicende Fugatti di soldi ne ha buttati davvero tanti, tutti denari dei contribuenti. Senza contare i rischi inutili fatti correre ai trentini per non aver attuato le misure di prevenzione.

Ora con colpevolissimo ritardo prende posizione contro Fugatti anche il ministro Pichetto Fratin e il Ministero dell'Ambiente. Probabilmente qualcuno sta intuendo che il bastione di Fugatti sta iniziando a presentare non poche crepe e che, per questo, conviene abbandonarlo, prima di essere coinvolti nella caduta.

Sterilizzare gli orsi del Trentino, arriva l’ultima trovata della politica

sterilizzare orsi Trentino

Sterilizzare gli orsi del Trentino, questa รจ l'ultima trovata della politica per cercare di far risalire nel gradimento il ministro dell'ambiente Pichetto Fratin. Dopo essere stato sommerso dalle critiche, per la latitanza e le controverse posizioni sulla questione degli orsi del Trentino, il ministro lancia l'idea risolutiva. Che era giร  stata oggetto di derisione negli anni scorsi quando a proporla era stata la senatrice Conzatti, sempre di Forza Italia. Nel lontano 2018 la politica aveva giร  proposto che venissero sterilizzati non solo gli orsi ma anche i lupi, per contenerne il numero.

Un provvedimento che nell'idea dei proponenti dovrebbe servire al controllo numerico degli orsi, senza dover ricorrere a cruenti abbattimenti. Una misura "chirurgica" che dovrebbe servire a mantenere la popolazione ursina del Trentino a livelli graditi dalla popolazione. Del resto, questa deve essere stata la riflessione ministeriale, se si adotta questa tecnica nei cani e nei gatti per contenere il randagismo perchรจ non attuarla sugli orsi? Cosรฌ giร  si parla di attrezzare una sala chirurgica nel centro di detenzione di Casteller, dove sono ancora detenuti M49, JJ4 e il piccolo orso Nino. Quest'ultimo รจ un esemplare che รจ stato soccorso e mai piรน liberato.

Il ministro per fortuna, dopo aver aperto a questa nuova quanto bizzarra ipotesi, ricorda anche all'amministrazione trentina che resta da risolvere la questione dei cassonetti. Un problema, quello della gestione dei rifiuti, che rappresenta una delle chiavi di volta perchรฉ, si sa, il cibo attira gli animali selvatici, non solo gli orsi. Realtร  che avrebbe dovuto costringere gli amministratori a mettere in sicurezza i cassonetti, evitando che potesserro costituire una sorta di self service per i plantigradi. Cosรฌ non รจ stato e l'amministrazionetrentina parla di ultimare questa operazione entro il 2028!

Sterilizzare gli orsi del Trentino rappresenta l'ennesima variante di un contenimento che potrebbe ipotecare il futuro della specie

In passato la sterilizzazione era stata proposta come alternativa all'abbattimento per l'orsa Jj4, l'esemplare che ha causato la morte del runner Andrea Papi. L'idea era stata presentata nel 2021, prima di questo brutto episodio, come ipotesi per impedire al plantigrado di riprodursi evitando, cosรฌ, atteggiamenti di protezione dei cuccioli. Il progetto fu poi abbandonato e Jj4 rimase sotto controllo, ma fertile. Difficile dire se l'operazione avrebbe sortito gli effetti desiderati e se, di conseguenza, si sarebbe potuto salvare il povero Andrea. Ma si trattava di un provvedimento ad hoc su un singolo animale, non di un metodo di contenimento.

Il progetto di ripopolamento degli orsi risale alla fine degli anni '90, come si puรฒ leggere banche sul sito della Provincia di Trento:

Nel 1999, per salvare il piccolo nucleo di orsi sopravvissuti da unโ€™ormai inevitabile estinzione, il Parco Adamello Brenta con la Provincia Autonoma di Trento e lโ€™Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, usufruendo di un finanziamento dellโ€™Unione Europea, ha dato avvio al progetto Life Ursus, finalizzato alla ricostituzione di un nucleo vitale di orsi nelle Alpi Centrali tramite il rilascio di alcuni individui provenienti dalla Slovenia.

FATTIBILITAโ€™ DELLA REINTRODUZIONE
Prima della realizzazione del progetto, lโ€™Istituto Nazionale della Fauna Selvatica viene incaricato di analizzare la fattibilitร  e la probabilitร  di successo dellโ€™immissione (Studio di fattibilitร ). Vengono analizzati 60 parametri, tra caratteristiche ambientali e aspetti socioโ€“economici, su una superficie di 6500 km2, ben oltre i confini della Provincia di Trento. I risultati sono incoraggianti: circa 1700 km2 risultano essere idonei alla presenza dellโ€™orso e piรน del 70% degli abitanti si sono detti a favore del rilascio di orsi nellโ€™area.

Tratto dal sito della Provincia Autonoma di Trento

A distanza di quasi un quarto di secolo i rifiuti sono ancora in buona parte nella disponibilitร  degli orsi. Nonostante le previsioni del progetto, proprio come รจ rimasta lettera morta la capillaritร  delle azioni per diffondere la coesistenza in sicurezza.

Il ministro Pichetto Fratin sostiene che in Trentino ci siano "orsi in sovrannumero"

Il concetto di "sovrannumero" sembra essere particolarmente caro a questo governo, quando parla di grandi carnivori. Il ministro Lollobrigida aveva giร  dichiarato in passato, riferendosi ai lupi, che erano "sovrabbondanti", dimenticando ogni riferimento alla portanza ambientale, che regola in modo naturale la presenza delle varie specie. Ma certo per la politica รจ meglio parlare di troppi animali e di abbattimenti, piuttosto che addentrarsi in questioni come equilibrio e coesistenza. Contribuendo cosรฌ a gettare benzina sul fuoco dell'intolleranza di quanti non vogliono capire l'importanza degli equilibri naturali.

La sterilizzazione e gli abbattimenti non risolveranno il problema degli orsi confidenti, di quelli che si sono abituati alla presenza dell'uomo a causa di comportamenti umani sbagliati. Nรจ potranno risolvere l'incognita incidenti se le persone non saranno correttamente informate sul come prevenire gli incontri e di come comportarsi in caso avvengano. Ce lo insegna il parco americano di Yellowstone, visitato nell'ultimo quinquennio da oltre 23 milioni di persone. Grazie alla corretta prevenzione degli incidenti negli ultimi cinque anni ci sono stati soltanto tre incidenti letali, che possono essere considerati tanti solo se non rapportati a altri accadimenti. In Trentino nello stesso lasso temporale, per fare un esempio, ci sono stati ben quarantadue morti sulle strade.

Un dato su cui riflettere, quindi, รจ quello relativo alla nostra percezione dei fatti, spesso ingigantiti dai media e amplificati, qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, dai social. Ai morti sulle strade, ma anche sul lavoro, ci siamo assuefatti, almeno sino a quando non accadono episodi molto rilevanti, mentre se un animale causa la morte di un uomo diventa un evento eccezionale in quanto straordinario. Un fatto che testimonia il pericolo rappresentato dalla presenza di animali selvatici potenzialmente pericolosi. Che vengono usati come arma di distrazione di massa.

Lascia l’Ambiente Sergio Costa, un ministro che ha davvero servito con dignitร  e onore il suo paese

Lascia l'Ambiente Sergio Costa

Lascia l'Ambiente Sergio Costa, ultimo ministro di un dicastero che non c'รฉ piรน. La caduta del precedente governo e l'avvento di quello di Mario Draghi hanno portato una rivoluzione. Facendo sparire il Ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare, inglobando le competenze ne nuovo ministero della Transizione Ecologica. Una scelta che personalmente non mi convince, unificando materie competenze tanto vaste quanto complesse, che certo devono essere gestite in modo olistico, ma anche credo diverso da quello proposto oggi.

Il ministro Costa non ha sempre accontentato tutti i suoi sostenitori, che su molti argomenti lo avrebbero voluto piรน barricadero, ma questo, si sa, รจ normale. E' naturale che non ci sia sempre stata condivisione per ogni azione, ma รจ difficile non apprezzare come abbia esercitato il ruolo, "senza perdere la tenerezza". Costa ha svolto il suo compito in modo sobrio, comunicando con la giusta attenzione. Mostrando una passione e una sensibilitร  sui temi ambientali che gli si deve riconoscere oltre ogni possibile critica.

Grazie al ministro abbiamo avuto un coraggioso Piano Lupo, il recupero della plastica rimasta impigliata nelle reti da pesca, l'attenzione costante per la tutela ambientale. Avremmo voluto vederlo combattere con piรน grinta sul fronte degli orsi del Trentino, non solo facendo il tifo per l'orso M49 ribattezzato Papillon. Ma Costa รจ un ufficiale dei Carabinieri Forestali, un uomo dello Stato che conosce e rispetta ruoli e gerarchie. Ha mandato a ispezionare il centro di Casteller ISPRA e i Carabinieri del CITES, sono poi altri che hanno deciso di seppellire tutto sotto una coltre, imbarazzante, di silenzio.

Lascia l'Ambiente Sergio Costa e molti lo stanno giร  rimpiangendo, senza nulla togliere al suo successore

Il Ministero della Transizione Ecologica รจ stato istituito assorbendo le competenze che erano dell'Ambiente, in parte per accontentare la politica. Ma in altra parte per sottrarre alla politica un ministero cosรฌ rilevante per l'attuazione del recovery plan europeo, che รจ stato affidato a un manager di livello come Roberto Cingolani. Con ottime competenze sotto il profilo della tecnologia, ma credo digiuno di politiche ambientali.

E' pur vero che il Ministero dell'Ambiente ha ottimi funzionari, che poi sono quelli che fanno funzionare ogni ministero, ma รจ altrettanto vero che mancherร  la visione politica di Costa. Sempre attento a intercettare anche i bisogni e i suggerimenti che venivano dal basso. Ma non รจ questo il punto, non il cuore del problema: il ministero dell'Ambiente era un vessillo da non ammainare.

Anche perchรฉ quello della Transizione Ecologica ha giร  nel suo nome una temporalitร  operativa. Quella di realizzare la transizione da un modello produttivo irrispettoso dell'ambiente a un altro tipo di sviluppo, basato su energie rinnovabili, economia circolare, filiera corta e altre scelte green. Mi chiedo quale sia il pensiero del nuovo ministro su allevamenti intensivi, deforestazione, tutela dell'ambiente. Per non parlare del rispetto dei diritti degli esseri viventi in senso generale.

I governi vanno giudicati per il lavoro che fanno e, per ora, siamo solo agli inizi di un percorso

Credo che nel nostro Paese ci siano giร  troppi che commentano e giudicano ancor prima di conoscere fatti e programmi. Per questo credo che sia importante lasciar lavorare il Governo, senza peraltro dimenticare che in questa fase nulla possiamo fare di intelligente e diverso. Se non sperare che laddove manchino conoscenze e competenze ci sia la volontร  di chiedere, di circondarsi di persone capaci che sappiano di cosa parlano. Il mondo รจ interconnesso e se ogni attivitร  fatta dall'altra parte del globo puรฒ produrre effetti da questa รจ altrettanto vero che lo sono anche tutte le questioni "ambientali" sul tappeto governativo.

Non si potrร  mettere in piedi una reale transizione ecologica senza affrontare tutti i nodi che sono venuti al pettine, non facili da sciogliere, ma indispensabili da comprendere. Con il vincolo di doverli affrontare tutti in contemporanea. Una politica che tenga conto non solo della necessitร  di una veloce transizione energetica, ma anche dei nostri rapporti con l'ecosistema pianeta. Con scelte fatte secondo etica e non secondo i voleri della finanza, che ha creato una piramide fatta di disuguaglianza e eccessivo sfruttamento, per arricchirne pochissimi e affamarne moltissimi. Contribuendo a creare un'economia distruttiva e di rapina.

Nelle prossime settimane riusciremo a capire la direzione che intenderร  prendere questo nuovo ministero sui temi ambientali e dei diritti, degli umani e degli animali. Nel frattempo vi invito a guardare il commiato del ministro Sergio Costa, fatto dalla sua pagina Facebook che per comoditร  viene inclusa qui. Un modo di salutare che testimonia senso di responsabilitร  e delle istituzioni. Qualitร  che servono per servire il paese con dignitร  e onore. Grazie generale Sergio Costa.

Il piano contro il bracconaggio stenta a decollare, nonostante gli impegni presi dallo Stato

piano contro il bracconaggio

Il piano contro il bracconaggio, in particolare nei confronti dell'avifauna, รจ stato approvato dalla conferenza Stato/Regioni tre anni fa. Ma sono insufficienti i progressi raggiunti, calcolando che sono quasi esauriti i tempi preventivati dal Ministero dell'Ambiente presieduto da Sergio Costa. Nonostante questo percorso fosse stato attivato per fermare l'ennesima procedura di infrazione europea in tema di caccia e bracconaggio.

Il 30 marzo del 2017 la conferenza Stato/Regioni aveva approvato l'intero piano predisposto dal Ministero dell'Ambiente con ISPRA. Una road map che doveva portare a una serie di misure a tutela dell'avifauna. Per contrastare un bracconaggio che in Italia rappresenta un fenomeno davvero imperante. Anche a causa dei rischi esigui per i responsabili di azioni di criminali nei confronti del nostro capitale naturale.

Una stortura che l'Unione Europea ci aveva richiesto di correggere quanto prima, per non aprire l'ennesima procedura di infrazione, che ci sarebbe costata milioni di Euro. Il nostro paese, infatti, รจ una delle culle del bracconaggio, con attivitร  che spaziano dalle catture di uccelli canori per spiedi o gabbie alle vasche illegali per la caccia agli anatidi, specie nel Sud del paese.

Il piano contro il bracconaggio nell'aprile 2020 รจ ancora pieno di azioni incompiute e di informazioni non pervenute

Leggendo il documento redatto dal ministero, nel quale รจ obbligato a rendicontare lo stato dell'arte della sua esecuzione, ci sono molte informazioni non pervenute e azioni rimaste incompiute. Come l'effettivo recupero delle Polizie Provinciali che rappresentavano un cardine indispensabile per il contrasto al bracconaggio e non solo. Smantellate quasi ovunque in tutto il paese dopo la "quasi abolizione" delle province, al termine di una delle tante riforme incompiute.

Nonostante la loro dichiarata inutilitร  le Polizie Provinciali, per diffusione e impegno, spesso erano i veri baluardi della tutela contro il bracconaggio, molto piรน del trasformato Corpo Forestale dello Stato. Ora inglobato nei Carabinieri, disperso in mille compiti e con un organico ridotto rispetto alle necessitร . E quindi in questo delicato settore emerge l'importanza del servizio di vigilanza assicurato dal volontariato. Importante, ma che dovrebbe essere ausiliario rispetto a un controllo esercitato dagli enti pubblici.

Ora siamo molto vicini al rischio di incorrere in una nuova procedura di infrazione, in quanto i tre anni non sono serviti a completare il piano nelle parti forse piรน importanti. L'incremento dei servizi di vigilanza, l'uniformitร  della legislazione in materia in sede regionale e l'inasprimento delle sanzioni. Tre fronti su i quali la difesa della fauna selvatica ha raggiunto la sua Caporetto. Per ammissione dello stesso ministero.

Sono a macchia di leopardo anche i controlli messi in atto dai Carabinieri Forestali e un cambio di normativa resta sempre all'orizzonte

Secondo il rapporto che prende in esame il 2019 i controlli sono stati molto diversi in base alle regioni, sia su base popolazione che territorio. Cosรฌ si possono riscontrare 7.773 controlli in Abruzzo, con l'individuazione di 22 reati, contro un numero esiguo di controlli effettuati in Lombardia, solo 2.563 controlli. Che perรฒ hanno portato perรฒ all'accertamento di ben 250 reati. Dimostrando un tasso di crimini accertati molto elevato, nonostante i pochi controlli effettuati, spesso in concorso con le guardie volontarie.

Il cambio di normativa invece, anche per la capacitร  di rallentare l'iter politico da parte delle associazioni venatorie, resta sempre all'orizzonte, in attesa dell'approvazione del collegato ambientale. Che dovrebbe trasformare in delitti molti reati contravvenzionali ora previsti, per chi abbatte animali protetti o mette in atto azioni contro l'avifauna. Ma resta, al momento, sempre un'attesa che in un paese come il nostro, che ha una legge vecchia di trent'anni, rischia di restar tale per molto tempo.

La pandemia ha le sue colpe, da dividere con il nostro parlamento

Sicuramente la pandemia ha fatto ritardare l'approvazione delle normative, ma vero รจ che nonostante le buona intenzioni del ministro Costa, le pressioni venatorie restano comunque forti. Quel che รจ certo รจ che nessuno voleva metterci mano prima delle elezioni regionali e amministrative. La politica รจ sempre molto prudente quando sfiora certi argomenti e dobbiamo ringraziare le pressioni dell'Europa. Ora speriamo che il provvedimento riesca a trovare l'approvazione definitiva.

Anche se le sanzioni proposte siano spesso sotto i limiti della sospensione condizionale e non prevedano un sequestro per equivalente dei beni, in relazione agli illeciti guadagni. Sanzioni inadeguate per danni irreparabili. Per questo bisognerebbe calcolare il valore per la collettivitร  di ogni animale ucciso, che andrebbe aggiunto alla sanzione penale.

Sergio Costa resterร  ministro dell’ambiente o sarร  sostituito?

Sergio Costa resterร  ministro dell'ambiente

Sergio Costa resterร  ministro dell'ambiente oppure, come suggerirebbero i rumors, sarebbe ritenuto sacrificabile anche dal MoVimento 5 Stelle? In effetti Italia il Ministero dell'Ambiente non รจ visto, purtroppo, come uno dei dicasteri piรน importanti dalla politica.

Questo potrebbe significare che il ministro Costa diventi una merce di scambio per diversi motivi, il primo dei quali รจ che in effetti non รจ nella pianta organica di un partito. L'indipendenza non sempre viene vista come un valore aggiunto, cosรฌ come l'indipendenza di pensiero che certo non รจ mancata a Sergio Costa. Nel bene e nel male.

In queste ore molti media nemmeno considerano il ministero dell'ambiente quando partecipano al toto ministri, quasi fosse un dicastero trasparente. Una dimostrazione di come la tutela ambientale sia considerata piรน un argomento di facciata, da spendere per aver consensi, senza perรฒ spendersi troppo per ottenere risultati.

Sarebbe una buona scelta confermare Sergio Costa

Sergio Costa ha alle spalle una carriera e indagini che parlano da sole, ha realizzato il Piano Lupo con indicazioni coerenti e coraggiose , ha mantenuto la schiena dritta con le Regioni. Anche con quelle amministrate da partiti che facevano parte del governo.

In queste ore ancora non si conosce il nome di chi dirigerร  politicamente il Ministero dell'Ambiente, ma si puรฒ solo augurarsi che il prescelto sia una figura di livello. Resta il fatto che sarebbe stata un'ottima scelta quella di far proseguire a Sergio Costa il lavoro che aveva iniziato. Con grande passione e indipendenza di giudizio.

Un ministro che ha parlato sempre con i fatti e che ha avuto la dignitร  del suo ruolo, senza sconfinamenti, senza invasioni di campo. Un modo di operare diverso, in un governo sin troppo occupato a comunicare, molto piรน di quanto sia stato effettivamente realizzato.

Sergio Costa resterร  allora ministro dell'ambiente?

Dovendo fare una previsione, sulla base di quello che si puรฒ leggere sui media ma anche sulla base di quanto detto dai rispettivi schieramenti, la risposta, dovrebbe essere no.

Nemmeno il capo politico del MoVimento, Luigi Di Maio, sembra abbia speso parole per ottenere la sua riconferma. Appare certo che la figura e la poltrona di Costa sia vista da molti come una posizione sacrificabile.

Preoccupa che nel nostro paese i temi ambientali non siano ritenuti prioritari, nemmeno in un momento come questo, dove dovrebbero essere i primi dell'agenda politica.

In un momento in cui non รจ ancora chiara quale sarร  la sorte dei Carabinieri Forestali, che rischiano di essere sempre piรน inglobati nell'Arma dei Carabinieri. Mentre avrebbero dovuto restare una specialitร , un settore strategico da potenziare, da far crescere per un efficace contrasto dei crimini ambientali.

In breve si potrร  avere comunque la risposta certa a questo quesito.