Chi c’รจ dietro gli avvelenamenti dei lupi nel Parco Abruzzo

Chi c'รจ dietro gli avvelenamenti dei lupi nel Parco Abruzzo

Chi c'รจ dietro gli avvelenamenti dei lupi nel Parco Abruzzo? Il rinvenimento dei corpi di diciotto lupi, tre volpi e una poiana in pochissimi giorni sta generando molte paure e diversi interrogativi. Da una parte il numero elevato di animali morti, rinvenuti in poco tempo in territori contigui ma non vicini, dall'altra la mancanza di un episodio scatenante, in quello che appare come un unico disegno criminoso. E' difficile, infatti, poter pensare che questi avvelenamenti possano essere ricondotti al caso, che abbia voluto che persone diverse, in territori differenti, abbiano deciso di spargere bocconi avvelenati proprio nello stesso momento.

Secondo i primi accertamenti effettuati sui cadaveri degli animali, presso l'Istituto Zooprolattico di Teramo, per avvelenare gli animali sarebbero stati usati pesticidi. Sostanze probabilmente riconducibili a prodotti non piรน in uso per la loro pericolositร , da quanto sembra trasparire da un'intervista fatta a Giampiero Scortichini, funzionario dell'istituto. Pur dietro al doveroso riserbo appare oramai confermata la pista dell'avvelenamento e bisognerร  capire se il tipo di veleno impiegato costituisce il minimo comun denominatore dei diversi episodi.

Difficile credere che questi episodi possano avere origine solo da eventuali predazioni subite dagli agricoltori. Questo gesto sembra piรน essere una sfida che una vendetta, lanciata nei confronti del Parco e degli organi di vigilanza. Da quel che appare due potrebbero essere ipotesi sui responsabili: un solo uomo che ha deciso di sfidare tutti commettendo un crimine odioso, convinto di poter restare impunito, oppure una pluralitร  di soggetti che si sono coordinati per eseguire il disegno criminoso. Ma quest'ultima ipotesi, sotto il profilo investigativo, appare, seppur possibile, meno probabile.

Spargere bocconi avvelenati รจ un comportamento criminale che mette in pericolo la collettivitร 

Lo spargimento di bocconi avvelenati sul territorio espone a un reale pericolo non solo la fauna selvatica ma anche gli animali domestici e non ultimo le persone. Un rischio evidentemente accettabile per chi ha sparso le esche, che hanno originato questa piccola ma significativa strage, in un territorio che dalla presenza dei selvatici e del Parco trae grandi benefici. Con la sola esclusione di chi abbia animali liberi al pascolo, non adeguatamente protetti che, seppur indennizzato dal Parco, potrebbe aver deciso di regolare i conti seguendo gli antichi sistemi. Ipotesi possibile, ma poco credibile per le modalitร  di esecuzione degli episodi.

Il risultato di questa azione รจ stato quello di coagulare intorno a questi episodi i piรน disparati attori, che pur in contrasto con i predatori, non potevano certo avvallare un comportamento criminale. Cosรฌ da Coldiretti alle altre associazioni di categoria รจ stato tutto un fiorire di prese di distanza e di condanna degli avvelentatori. Posizioni spesso assunte per comodo, per ruolo, spesso molto poco convinte ma reali. Ovviamente รจ stata espressa ferma condanna da parte del Parco e di tutte le associazioni protezionistiche. Perchรฉ, la storia insegna, quando si passa la misura anche chi non vorrebbe i predatori piange, lacrime di coccodrillo ma piange!

I bracconieri non brillano mai per lungimiranza, ma mettere in piedi un'azione di questa portata ora, con gli abbattimenti alle porte, รจ stata veramente una grande dimostrazione di ottusa stupiditร . Con tutti i rischi connessi perchรจ i reati commessi, numerosi e collegati fra loro, potrebbero far scattare ipotesi gravissime se commessi da piรน persone organizzate. Per questa ragione, mai dovessi scommettere, punterei tutto sull'ipotesi di un solo attore, sociopatico, narcisista patologico e disturbato.

Siamo tornati agli avvisi di taglia, messi dalle associazioni sulla testa degli avvelenatori

Diverse organizzazioni hanno promesso ricompense a chiunque sia in grado di dare informazioni sugli autori degli avvelenamenti. Un comportamento che puรฒ non piacere, ma che certo puรฒ stimolare qualcuno a guadagnare in modo facile qualche migliaio di euro. Del resto,a Giuda in avanti, sono stati tantissimi gli emulatori che hanno cercato vantaggi fingendo di aiutare la giustizia. Non mi piace, ma posso capire chi pensa che "a brigante, brigante e mezzo", possa essere il giusto modo di comportarsi con i delinquenti. Sono convinto e spero che, per una serie di motivi, questo crimine non resterร  impunito e probabilmente non sarร  nemmeno ricommesso a breve. Criminale sicuramente, ma stupido non รจ affatto detto.

Quattro lupi morti trovati in Trentino: l’ipotesi รจ l’avvelenamento

Quattro lupi morti trovati in Trentino, non sono ancora certe le cause della morte anche se l'ipotesi piรน accreditata รจ quella dell'avvelenamento. I cadaveri dei quattro animali sono stati trovati a Barco di Levico, in Valsugana, da un ciclista che stava percorrendo la ciclabile e ha avvistato tre dei quattro esemplari. Il quarto lupo, una femmina, รจ stato trovato poco lontano dalla Forestale, intervenuta sul posto. Il numero degli animali rinvenuti morti fa presumere che siano stati uccisi usando il veleno. Al momento non ci sono perรฒ certezze e le spoglie sono state inviate allo zooprofilattico.

Per i lupi spira una brutta aria e il bracconaggio sembra essere in crescita, in parte stimolato da un governo decisamente schierato. Il bracconaggio si diffonde nel momento in cui manca il biasimo sociale verso un reato che molti non vedono come tale. Specie quando รจ la politica a condurre campagne d'odio verso i predatori, stringendo alleanze con il peggior mondo agricolo e con quello venatorio. Con troppi media che assecondano le proteste, quasi sempre senza un reale fondamento, con campagne di disinformazione contro i lupi.

Non c'รจ giorno che sulle testate non si diffondano e si amplifichino le paure verso i predatori, senza fare infornmazione obiettiva. Certo i lupi possono essere un pericolo per gli animali lasciati al pascolo incustoditi oppure per quelli domestici che vengono lasciati a catena o mandati senza controllo nei boschi. Proprio come puรฒ essere pericolosa la montagna per quanti la affrontano senza curarsi di avere il corretto equipaggiamento. Dipingere i lupi come se fossero il terrore dei boschi รจ una mistificazione della realtร , che porta a azioni gravi, come lo spargimento di esche avvelenate.

Quattro lupi morti trovati in Trentino sono un segnale preoccupante per la comunitร 

Ora anche gli amministratori iniziano a prendere le distanze da questi episodi, come riportano i giornali locali. Senza perรฒ dimostrare la volontร  di smorzare un incendio che troppo spesso รจ alimentato dalla stessa politica. Si condanna il bracconaggio ma si sostiene il contenimento dei predatori, parlando di "giustizia fai da te", come se l'uccisione dei lupi fosse un atto dovuto e giusto, soltanto messo in atto in modo sbagliato.

Il Dolomiti - Articolo online

L'associazione "Io non ho paura del lupo" ha diramato un comunicato stampa, congiuntamente con altre associazioni, per stigmatizzare l'episodio. Ma le proteste serviranno a poco fino a quando si continueranno a raccontare favole sui predatori senza parlare mai della loro importanza. Su questi argomenti solo la cultura sarร  un valido strumento per ottenere un cambiamento di rotta, senza il quale non basteranno le leggi a difendere equilibri naturali e biodiversitร .

Carlo Bravo, gli uccelli da richiamo e i sigilli contraffatti: storie ordinarie di caccia e politica

carlo bravo uccelli richiamo
FOTO DI REPERTORIO

Carlo Bravo, gli uccelli da richiamo e i sigilli contraffatti: storie ordinarie di caccia e politica dove si fondono incarichi pubblici e vizi privati. Durante la scorsa stagione venatoria il consigliere della Regione Lombardia Carlo Bravo, in quota Fratelli d'Italia, era stato controllato dai Carabinieri del Soarda nel suo appostamento di caccia, I militari avevano potuto riscontrare l'irregolaritร  di diversi anelli dei suoi richiami vivi. Per questa ragione vennero sequestrati dai Carabinieri tre richiami con anelli apparentemente alterati. Il consigliere Bravo, a dispetto del nome, venne denunciato per contraffazione dei sigilli dello Stato e altre violazioni.

Sino a qui la storia, anzi il prologo: per l'epilogo bisognerร  attendere il giudizio del tribunale prima e della Cassazione poi. Questo perchรฉ tecnicamente Bravo รจ innocente sino a sentenza definitiva e quindi su questa specifica vicenda occorrerร  attendere. Ci sono perรฒ alcune questioni che si possono discutere giร  da ora e sulle quali รจ giusto fare corretta informazione.

La prima parla di opportunitร  e correttezza in relazione al fatto che il consigliere Bravo sia presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lombardia. In questa veste il consigliere Bravo, il 10 aprile 2024, durante un'audizione congiunta richiesta dalle Commissioni Agricoltura e Antimafia, ha convocato come esperti gli avvocati che difendono molti bracconieri. Il punto focale non sta sui discutibilissimi ospiti, ma sul fatto che quell'audizione fosse destinata al Comandante dei Carabinieri Forestali per fare il punto sul bracconaggio.

Carlo Bravo, gli uccelli da richiamo, il bracconaggio e i Carabinieri del Soarda

Un'audizione voluta per descrivere i risultati del'Operazione Pettirosso. Operazione attraverso la quale ogni anno i Carabinieri Forestali operano controlli mirati in uno degli hotspot piรน caldi del bracconaggio:

Si รจ conclusa lโ€™operazione antibracconaggio dei Carabinieri Forestali denominata โ€œPettirossoโ€, coordinata dal Reparto Operativo - SOARDA (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali) del Raggruppamento Carabinieri CITES in sinergia con i Gruppi Carabinieri Forestali di Brescia, Bergamo, Mantova, Vicenza, Verona e Padova e il supporto di unโ€™unitร  cinofila addestrata alla ricerca di armi, munizioni, strumenti di cattura, richiami acustici, fauna selvatica. (...)

(...) Il bracconaggio in queste zone nasce da antiche tradizioni legate ai periodi carestie, guerre e situazioni di estrema povertร , ma ancora oggi รจ molto diffuso. Lโ€™avifauna รจ molto ricercata dai ristoranti locali perchรฉ ingrediente indispensabile per piatti tipici come la famosa โ€œpolenta e oseiโ€ e โ€œlo spiedoโ€. รˆ frequente anche il consumo casalingo. La seconda ragione รจ sia commerciale che amatoriale: si ha immissione sul mercato di esemplari catturati in natura ed inanellati abusivamente con modalitร  spesso cruente per essere poi destinati principalmente allโ€™uso come richiami vivi, ma talvolta anche a voliere con finalitร  riproduttive od ornamentali.
Per tali motivi i Carabinieri Forestali continuano a vigilare e garantire la tutela delle specie di avifauna che dipingono il nostro cielo con la loro variopinta livrea con il fine ultimo di salvaguardare il patrimonio ambientale che tutti abbiamo il dovere di conservare.
Eโ€™ stato effettuato un capillare controllo del territorio nelle provincie lombardo venete interessate. Lโ€™attivitร  operativa svolta ha portato alla denuncia di 123 persone per reati perpetrati contro lโ€™avifauna selvatica, n. 2 arresti per detenzione di arma clandestina e sostanze stupefacenti e al sequestro di 3564 uccelli, di cui 1433 esemplari vivi e 2131 esemplari morti, tra cui numerose specie non cacciabili e specie particolarmente protette, tutti catturati o abbattuti in modo illecito. Sono stati, inoltre, sequestrati 1338 dispositivi di cattura illegale, 75 fucili e 4055 munizioni.

Tratto dal comunicato stampa 2023 del Comando Carabinieri

Carlo Bravo, gli uccelli da richiamo e il rispetto delle istituzioni non dovrebbe mai piegare organismi pubblici alle convenienze di pochi

Carlo Bravo risulta essere stato denunciato dai Carabinieri Forestali nel novembre 2023, ben cinque mesi abbondanti prima dell'audizione. Nonostante questo fatto, che avrebbe consigliato l'astensione su un tema cosรฌ sovrapposto alla denuncia, Bravo convoca la commissione invitando anche gli avvocati dei cacciatori. Che durante l'audizione contestano apertamente l'operato dei Carabinieri. Sostenendo che troppe volte le accuse formulate finiscono per non trovare riscontro nei tribunali.

L'opposizione protesta, anche per il fatto che i nomi degli esperti erano stati secretati sino al momento dell'audizione. Un comportamento singolare per un organismo pubblico, dove oltre alla coerenza dovrebbe essere di casa la trasparenza. Dove chi gestisce deve o dovrebbe ricordarsi sempre l'obbligo di esercitare il mandato con dignitร  e onore. L'audizione dei cosiddetti esperti, come era prevedibile, non aggiunge niente di rilevante.

Poco tempo dopo il ministro Lollobrigida, con un decreto legge mal digerito anche dal Quirinale, scippa i Carabinieri Forestali al Ministero dell'ambiente e assoggetta la loro operativita a quello dell'agricoltura. Un ministro notoriamente cacciatore che prende il coordinamento dell'unica vera struttura che svolga attivitร  antibracconaggio. Un capolavoro, se non fossimo in un paese democratico che dovrebbe difendere, fra le altre cose, la fauna in nome dello Stato al quale la stessa appartiene! Questo non vuol dire che tutti i cacciatori difendano i bracconieri, ma resta il fatto che non sia accettabile il contenuto del provvedimento, nรจ le sue modalitร  di attuazione.

Bravo impugna il sequestro dei Carabinieri e perde, sia al Riesame che in Cassazione! La suprema corte da ragione ai Carabinieri

Contro il sequestro dei tre richiami contraffatti Carlo Bravo ricorre al Tribunale del Riesame, che il 28 novembre conferma l'operato dei Carabineri. Non pago il presidente della Commissione Agricoltura ricorre in Cassazione e la suprema corte, con sentenza 24747/24 - sezione V - del 27/02/2024, ancora una volta gli da torto. Dichiarando legittimo e conforme l'accertamento dei Carabinieri, anche nella parte relativa all'ipotesi che gli anelli identificativi vadano considerati come sigilli dello Stato.

(...) In ogni caso, si tratta di doglianza anche manifestamente infondata, poichรฉ nella relazione tecnica allegata al sequestro, รจ chiarita "l'inseparabilitร " di ciascun esemplare di fauna aviaria dall'anello che dovrebbe attestarne l'origine, salvo modificarne lecondizioni o ledere la zampa su cui รจ collocato.
Ed invero, si ricorda, da parte dell'esperto ornitologo, come ogni esemplare di fauna selvatica, appartenente al patrimonio indisponibile dello Stato, per essere lecitamentede tenuto, e quale prova della sua nascita in cattivitร , deve essere provvisto di un "anello cilindrico inamovibile", che viene infilato agevolmente, con una manovra assolutamente
indolore al tarso dell'animale e senza arrecargli danno, quando questo รจ ancora nidiaceo; con la crescita dell'animale, invero, l'anello risulta non piรน rimovibile, in quanto la zampa raggiunge il suo accrescimento massimo a completamento dello sviluppo.
Dunque, le modalitร  di apposizione dell'anello determinano la possibilitร  di verificare laliceitร  della detenzione dell'esemplare.
(...)

Sentenza 24747/24 - Sezione V - Udienza del 27/02/2024

Ora le opposizioni chiedono le dimissioni, quanto mai improbabili, del consigliere Bravo, che pur innocente sino a sentenza definitiva dovrebbe capire le ragioni di opportunitร . Un consigliere regionale indagato per reati legati alla caccia e al bracconaggio dovrebbe essere cautelativamente sospeso sino a sentenza da ogni incarico attinente alla sua imputazione. Mentre invece Bravo si รจ molto adoperato per far modificare il regolamento regionale della Lonbardia in materia di anelli di identificazione degli uccelli da richiamo. Quindi il rischio รจ che gli interessi di pochi e dello stesso Bravo siano soddisfatti a scapito della collettivitร  che i fucili li vorrebbe vedere appesi al chiodo.

Regione Lombardia e Operazione Pettirosso: quando le istituzioni si piegano alla caccia

regione Lombardia operazione pettirosso

Regione Lombardia e Operazione Pettirosso: le istituzioni rimediano una brutta figura in un'audizione congiunta organizzata dalle commissioni Agricoltura e Antimafia. E' successo ieri durante una riunione pubblica durante la quale le due commissioni si sono riunite per ascoltare la relazione del generale Andrea Rispoli, comandante delle Unitร  Forestali dei Carabinieri. Oggetto della relazione era la presentazione dei risultati della oramai famosa, ma per alcuni famigerata, Operazione Pettirosso, messa in atto da anni contro il bracconaggio cosรฌ diffuso nelle prealpi lombardo venete.

Da giorni si rincorrevano le notizie di uno strappo istituzionale, dovuto alla presenza come "invitati" di tre non meglio identificati avvocati, noti per essere impegnati nella tutela legale dei cacciatori lombardi e non soltanto. Che sono stati accolti nella riunione di commissione in modo irrituale, per evidente carenza di legittimazione. Uno stridente contrasto fra la relazione dei Carabinieri Forestali, che hanno compiuto attivitร  di polizia e tutela della legalitร , e la presenza corporativa di pur stimabili professionisti, che normalmente difendono quelli che dai Carabinieri son stati denunciati.

Una presenza fuori contesto e decisamente fuori luogo, che da propro l'idea di essere stata voluta per far capire pesi e contrappesi. Per dimostrare, ancora una volta, che in Lombardia il peso della caccia e dei cacciatori non รจ terzo rispetto alle istituzioni. Una brutta pagina, tenuta sotto traccia, non per l'argomento ma per il metodo, come ha giustamente sottolineato il consigliere Majorino. Una stridente stonatura che รจ stata purtroppo letta come tale solo dall'opposizione (Michela Palestra, Paolo Romano), ma non riconosciuta dalla presidente dell'Antimafia regionale Paola Pollini.

Regione Lombardia e Operazione Pettirosso: come creare un calderone dove la legalitร  si mescola con l'arroganza

Da cittadino ho molto apprezzato la relazione del generale Rispoli, che ha snocciolato cifre e dati di attivitร  di contrasto al bracconaggio con puntuale precisione. Un racconto che dovrebbe far venire la pelle d'oca a quanti si preoccupano della tutela della biodiversitร . Dati che attestano, senza dubbio, la pervicace ostinazione distruttiva dei bracconieri, come si puรฒ leggere nel comunicato ufficiale dell'Arma.

Eโ€™ stato effettuato un capillare controllo del territorio nelle provincie lombardo venete interessate. Lโ€™attivitร  operativa svolta ha portato alla denuncia di 123 persone per reati perpetrati contro lโ€™avifauna selvatica, n. 2 arresti per detenzione di arma clandestina e sostanze stupefacenti e al sequestro di 3564 uccelli, di cui 1433 esemplari vivi e 2131 esemplari morti, tra cui numerose specie non cacciabili e specie particolarmente protette, tutti catturati o abbattuti in modo illecito. Sono stati, inoltre, sequestrati 1338 dispositivi di cattura illegale, 75 fucili e 4055 munizioni.ย 

Tratto dal sito dell'Arma dei Carabinieri

Davvero inspiegabile e oggetto di un pericoloso precedente la presenza dei tre avvocati del foro di Brescia (Alberto Scapaticci, Mattia Guarneri e Alberto Bonardi) che hanno avuto piรน di qualche difficoltร  a spiegare chi rappresentassero. Non realmente le associazioni venatorie, non hanno mai detto di avere un mandato formale in tal senso, ma nemmeno qualche istituzione, fatto che in qualche modo ne avrebbe legittimato il ruolo. Alla fine hanno ripiegato sul definirsi come una presenza qualificata di esperti del settore e del diritto venatorio. Ma la definizione non sana certo la crepa aperta nelle istituzioni nรฉ la tracotanza di chi ha deciso la legittimitร  della "presenza", quale unica componente estranea alle istituzioni audita in commissione.

Il messaggio alle commissioni degli "avvocati esperti" รจ stato sottile ma destabilizzante

Gli avvocati esperti, incalzati anche dall'opposizione, hanno dichiarato (e fan fede le registrazioni) che la maggioranza dei processi per bracconaggio finisce con assoluzioni. Aggiungendo che i Carabinieri dovrebbero scegliere con grande cura gli ausiliari perchรจ non sono sembrano essere cosรฌ competenti. Sottolineando come questa incompetenza porti a far liberare uccelli catturati lecitamente! Tutta la partita in Lombardia, infatti, si sta giocando sui richiami vivi e sul tentativo di arrivare a una sempre maggior liberalizzazione. Una situazione che presto o tardi sarร  causa dell'ennesima procedura d'infrazione europea.

Personalmente sono certo che questa riunione non porterร  ad alcun risultato concreto, se non a quello di aver contribuito a minare, ancora una volta, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Mettere insieme diavolo e acquasanta non ha mai portato alcun risultato, ma ha causato ben piรน di un danno. Ogni cittadino rispettoso delle istituzioni, delle regole e del vivere civile non vorrebbe mai dover vedere la legalitร  e i suo riti piegarsi alla convenienza politica e alla muscolaritร . Veramente un pessimo esempio di come debba essere servita la cosa pubblica.

"La Lega per l'abolizione della caccia ha apprezzatoย  la decisione di organizzare un'audizione davanti alla commissione Agricoltura dei Carabinieri Forestali, corpo di polizia ambientale in prima fila nella repressione del bracconaggio, dell'uccellagione e della massiccia ricettazione di selvaggina viva e morta, che proprio in Lombardia trova il principale crocevia a livello nazionale. Ma ha apprezzato decisamente meno - dice Katia Impellittiere, vice presidente LAC- alcune presenze imbarazzanti, sia nella maggioranza consiliare, con l'assessore leghista Flavio Massardi e il consigliere di Fratelli d'Italia Carlo Bravo -entrambi cacciatori denunciati per falsificazione dei sigilli identificativi apposti su richiami vivi- che nella terna dei legali, conosciuti per essere in prima linea nella difesa dei cacciatori."

L’insopportabile arroganza dei cacciatori che vogliono imbavagliare l’informazione

insopportabile arroganza cacciatori

L'insopportabile arroganza dei cacciatori che vogliono imbavagliare l'informazione, chiedendo che vengano presi provvedimenti contro la trasmissione "Indovina chi viene a cena" condotta da Sabrina Giannini. Il caso รจ scaturito da un'inchiesta su azioni bracconaggio messe in atto per catturare illecitamente gli uccelli da richiamo. Una pratica, quella della cattura, che dura praticamente da sempre, grazie a una norma che prevede sanzioni inefficaci. Trafficare uccelli da richiamo rende decine di migliaia di euro, in nero, rubando dalla natura un patrimonio collettivo destinato a essere venduto a caro prezzo.

La caccia con i richiami vivi rappresenta la peggior pratica del mondo venatorio, la piรน vile e quella che causa maggiori sofferenze, eppure trova ancora molti sostenitori. Personaggi capaci di difendere la caccia con i richiami, attaccando la RAI e Sabrina Giannini per un'inchiesta sul bracconaggio. Senza sentirsi nemmeno in obbligo di spendere una sola parola di condanna nei confronti dei predoni di natura. Giannini al rogo e cacciatori sempre e comunque sugli altari.

Paolo Sparvoli, presidente di Libera Caccia sulla rivista Big Hunter

L'insopportabile arroganza dei cacciatori monta sempre piรน, grazie a una politica che li supporta

Se il mondo venatorio difende anche i bracconieri significa che la misura รจ davvero colma. Sembra essersi rotto anche quell'ultimo argine di apparente sostegno alla legalitร , che portava a fare dei distinguo fra chi le regole le segue e chi le infrange. Un ladro resta pur sempre un ladro, sia se ruba un prtafoglio sull'autobus che se cattura illegalmente animali, che sono riconosciuti come bene indisponibile dello Stato. Una questione, ben si dovrebbe capire, questa che travalica la difesa degli animali e la richiesta di avere rispetto per loro.

Certo la politica ci mette del suo, perchรฉ quando i bracconieri finiscono nei guai, per aver alterato gli anelli che identificano i richiami, tocca aiutarli. Cosรฌ la Regione Lombardia decide di risolvere il problema in un attimo: se mettere gli anelli agli uccelli di cattura รจ cosรฌ problematico, meglio cambiare contrassegno identificativo. Con un colpo di mano l'anello chiuso, con diametri che impediscono di poterlo apporre sugli animali adulti, si trasforma in una fascetta in plastica. Proprio come quelle da cablaggio degli elettricisti. Non c'รจ trucco, non c'รจ inganno e legalizza gli animali durante tutto l'anno! Un aiutino possibile grazie a una modifica della legge lombarda.

Il governo avrebbe potuto impugnare la legge della Lombardia perchรฉ in contrasto con norme nazionali e europee? Certamente, ma ha preferito non disturbare il manovratore facendo finta di nulla. Sino a quando non arriverร  l'ennesima pronuncia europea che aprirร  una procedura d'infrazione contro l'Italia. Un danno economico che pagheranno tutti gli italiani, trattandosi di una multa che sarร  onorata con soldi pubblici. Nel frattempo migliaia di richiami di dubbia provenienza verranno legalizzati, legittimando un danno alla collettivitร .

Il problema, quindi, non sono i bracconieri, ma Sabrina Giannini e la sua trasmissione che porta gli italiani a vedere i Carabinieri Forestali all'opera

Ogni volta che qualcuno esprime una posizione contro la caccia la risposta รจ sempre la stessa: sono cittadini che pagano le tasse e hanno un'autorizzazione per poterlo fare. Vero, ma se รจ sempre legittimo essere contrari in un paese libero a un'attivitร  pur lecita, diventa un atto dovuto quando chi va caccia ruba pezzi di biodiversitร . Una grande differenza che non รจ davvero da poco: chi rispetta le regole รจ un cacciatore, ma chi le trasgredisce รจ un ladro e se questo ladro ruba migliaia di uccelli diventa anche un predone di natura. Contro il quale bisognerebbe poter avere sanzioni adeguate, come la confisca dei beni per equivalente.

Sabrina Giannini nella puntata di Indovina chi viene a cena ha seguito i Carabinieri Forestali in Italia e gli attivisti del CABS in Polonia, in azione con polizia. In entrambe le situazioni i responsabili erano italiani che trafficavano in uccelli catturati illecitamente. A dimostrazione che il mercato nero รจ fiorente e che il crimine, commesso a danno della natura, paga. Grazie a leggi che consentono mille scappatoie e che, anche quando vengono applicate, rappresentano una misera gabella in confronto agli illeciti profitti realizzati.