L’inchiesta di Report sulla cinofilia rivela quello che molti sanno ma che nessuno vuole ammettere, ma non solo in questo settore

inchiesta di Report sulla cinofilia rivela quello che tutti sanno

L'inchiesta di Report sulla cinofilia rivela quello che tutti nel settore sanno, ma che nessuno vuole ammettere di fronte a una telecamera. Il mondo della cinofilia, ma sarebbe piรน giusto parlare del mondo del commercio degli animali, muove grandi interessi economici e molti appetiti, anche politici. Lo sa bene chi si occupa delle tante sfaccettature che compongono il diamante, spesso insanguinato, del commercio degli animali. Dentro a un mondo che solo apparentemente sembra composto da amanti degli animali quelli veri sono sempre troppo pochi.

L'universo della cinofilia muove molti milioni di euro in un caleidoscopio di interessi che restituisce immagini fra loro molto diverse. Un settore che i media raccontano solitamente solo in parte, in piccolissima parte. Toccando quasi sempre solo i due poli opposti del fenomeno: i maltrattamenti e l'infinito amore che molti provano per gli animali. Senza fare molto per far crescere nell'opinione pubblica concetti piรน articolati come il rispetto, il diritto a una vita dignitosa, la consapevolezza che deve essere costruita prima della convivenza con un animale. Perchรฉ la grande frattura che divide gli animali di razza, non sempre cosรฌ fortunati come potremmo credere, dal grande popolo dei randagi e dei senza padrone spesso produce identica sofferenza.

L'inchiesta di Report, realizzata da Giulia Innocenzi e dalla squadra della trasmissione, ha contribuito a sollevare il velo facendo comprendere quanto il mondo della cinofilia rappresenti un grande punto di attrazione. Per i politici, nominati dal ministro di turno a gestire l'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana senza averne le competenze. Ma anche per chi, come la deputata Michela Vittoria Brambilla, sembra impersonare troppi ruoli nella stessa commedia. Passando da conduttrice televisiva di una trasmissione che riceve finanziamenti da ENCI all'essere presidente di un'associazione che difende i diritti degli animali, senza poterne dimenticare il ruolo politico.

Quando si mescolano i piani l'informazione crea immagini distorte e chi ci rimette sono gli animali

In una societร  che si basa sull'apparenza ben si capisce come, al contrario di quanto dicono i proverbi, le bugie possano non avere affatto le gambe corte, correndo veloci. Facendo credere, per esempio, a chi compra un cane di razza che questo sia maggiormente controllato sotto il profilo sanitario e possa essere piรน equilibrato e piรน sano. Dimenticando di dire, quando si raccontano le caratteristiche peculiari di una razza, che queste sono soggette a molte variabili, che in buona parte dipendono dalla serietร  dell'allevatore. Avere un pedigree sancisce legalmente che un cane possa essere definito di razza, senza attestare in alcun modo che questo cane sia stato allevato con la giusta selezione. Proprio quella selezione che dovrebbe, in teoria, garantire grande variabilitร  genetica.

Si sfornano, cosรฌ, bouledogue francesi, razza di cani brachicefali sottoposta a maltrattamento genetico, con un muso sempre piรน piatto per avere tratti neotenici da eterni cuccioli. Poco importa se questo li porta a non respirare correttamente e a molte patologie, costringendoli a una vita di sofferenza. La parola d'ordine di troppi allevatori รจ di dare al mercato quello che il pubblico chiede, proprio come se anzichรฉ di individui si parlasse di oggetti di design! In un settore che muove decine di milioni di euro, come in ogni altro ambito commerrciale, esistono allevatori scrupolosi e pessimi mercanti.

Certo sarebbe corretto separare i piani, basandosi su etica e competenza. Difficile poter promuovere razze canine, accettando contributi da chi gestisce (spesso male) il settore dei cani di razza, tutelando nel contempo i cani senza padrone: si genera un conflitto di interesse eticamente poco accettabile. Personalmente consiglierei a Brambilla di stare lontana dal mondo degli allevatori e dei commercianti. Comprendendo in questo novero anche alcuni veterinari, specie se per decenni hanno importato e venduto animali selvatici di varie specie.

La corretta informazione sui diritti degli animali passa dalla competenza e dal rispetto

La conoscenza degli animali e la tutela dei loro diritti non puรฒ e non deve passare attraverso la spettacolarizzazione del nostro rapporto con gli animali. Le specie selvatiche, ad esempio, devono essere maneggiate il meno possibile, non possono essere accarezzate e esibite come fossero cuccioli del proprio cane. Non possono essere i bambini a occuparsi di esseri viventi cosรฌ delicati e complessi come le specie selvatiche, per non trasmettere un messaggio tanto fuorviante quanto scorretto. Vedere accarezzare una volpe o un capriolo, sapendo quanto sia facile stimolarne l'imprinting, fa davvero male in qualsiasi contesto questo avvenga e in particolare in un CRAS.

Fare divulgazione รจ un lavoro meraviglioso, che richiede perรฒ competenza e conoscenza e che non prevede, in alcun modo, l'abbattimento delle barriere che ci devo essere fra uomini e selvatici. Ogni volta che noi sbagliamo il comportamento, il modo o anche semplicemente il tono nel comunicare le attivitร  apriamo la via a comportamenti scorretti e indesiderati. L'amore per gli animali รจ un sentimento vuoto se non รจ coniugato al rispetto e alla conoscenza e, su questo tema, vorrei vedere un crescente impegno di tutte le associazioni.

Non รจ piรน possibile continuare a raccontarsi cose nei corridoi senza avere il coraggio e la coerenza di dirle in pubblico. Questo accade nel mondo degli allevatori, dei commercianti, dei veterinari ma anche in quello avverso e sarebbe tempo di dirlo. Per far correggere comportamenti e insegnamenti sbagliati, per rispetto del ruolo e della mission di persone e associazioni. Tempo di dire basta, senza passar sopra a comportamenti gravi solo per spirito di squadra, quando alcuni comportamenti creano danni a battaglie che richiedono etica e professionalitร . Basta referendum inventati per farsi pubblicitร , basta salvataggi mirabolanti che terminano sempre con una pressante richiesta di quattrini, basta con protagonismi di reali e supposti influencer.

Difendere i diritti di non ne ha richiede coraggio e coerenza

Quanti difendono i diritti degli animal, se vogliono ottenere risultati, devono poter essere credibili per poter condurre una battaglia sacrosanta. Per riuscire a convincere nel difendere i temi etici serve coerenza, senza la quale si รจ destinati a ottenere soltanto consensi effimeri. Non si tratta di comprendere e giusticare i sempre possibili errori di percorso commessi in buona fede, si tratta di far modificare alcuni comportamenti dannosi. Aumentando la coerenza a scapito della convenienza.

Non si puรฒ applaudire quando Giulia Innocenzi riesce a scoprire gli altarini di ENCI senza avere poi il coraggio di chiudere il cerchio su altri temi nel campo opposto. Non รจ una questione di politica e nemmeno una questione di opinioni: ci sono comportamenti che vanno in direzione contraria a etica, tecnica, conoscenza scientifica e corretta informazione. Quando ci accorgiamo che il re รจ nudo occorre avere il coraggio e la coerenza di affermarlo senza paura.

Vendita animali su internet, un mercato fuori controllo che agevola i traffici

Vendita animali su internet

La vendita di animali su internet รจ un mercato fuori controllo che agevola i traffici grazie all'opacitร  dell'offerta. Una realtร  facilmente riscontrabile facendo un giro in rete alla ricerca di cuccioli sui siti piรน diffusi, dove risultano pubblicati migliaia e migliaia di annunci. Tutti rigorosamente opachi, pubblicati con foto accattivanti per cercare di interessare i potenziali clienti, sempre poco attenti come dimostrano le centinaia di migliaia di truffe che accadono sulla rete. Con venditori certo consapevoli del fatto che ogni mattina si alza un leone insieme a centomila gazzelle. Prima o poi una preda passerร !

Facendo una breve ricerca su uno dei siti piรน conosciuti, Subito.it, ci si rende conto della portata del problema. ci sono inserzionisti che in pochi mesi hanno pubblicato centinaia di annunci, ma hanno pochissime recensioni. La vendita non si perfeziona sul sito, che serve solo da esca per trovare sempre nuove prede. Persone da convincere, avvolgendole in una ragnatela che riporta a siti spesso scalcinati, ma sempre patinati. Perchรฉ l'acquirente si fa convincere dalle foto di star e campioni dello sport, di gente famosa che esibisce i cuccioli sui social.

Sono oramai decenni che con periodica cadenza si ricorda alle persone che la rete, per il commercio degli animali, va evitata come se fosse la peste. Ma sono altrettanti anni che la rete rende felici i trafficanti e tutte le persone che sugli animali ci campano, nel senso peggiore del termine. Per capire quanto questo sia vero basterebbe scorrere con occhio critico annunci e siti, per capire come la truffa sia dietro l'angolo.

Vendita animali su internet, ogni giorno vengono venduti animali come se fossero oggetti inanimati

Dietro questi commerci si annida il rischio, anzi la certezza, di contribuire a alimentare un mercato malsano, dove gli animali sono solo merce di scambio. Cuccioli di finta razza spacciati per campioni, animali senza pedigree e quindi simpaticissimi "bastardi di razza" ceduti come campioni di un prestigioso affisso! Allevamenti quasi sempre inesistenti, che non sono iscitti all'ENCI, e venditori spesso non tracciabili sono i protagonisti di questa savana, dove ci sono molti leoni ma anche un numero pressochรฉ infinito di gazzelle.

Mai servisse una dimostrazione di quanto questo mercato sia truffaldino consiglio di sedersi su un divanetto di un centro commerciale di una grande cittร  come Milano. In un'oretta scarsa vedrete sfilare un numero di bouledogue francesi, il cane del momento, che rappresentano appieno il problema. Senza uno standard di razza rispettato, con soggetti che possono stare in una borsetta a cani cosรฌ massicci da sembrare bulldog inglesi. Il frutto perverso di selezioni casalinghe, di cani allevati nei paesi dell'Est.

Cani che hanno il muso talmente piatto da sentirli rantolare, con la lingua sempre a penzoloni che quasi non sta in bocca, con gli occhi di fuori e l'incedere affannato. Cani che non ci sarebbero se gli acquirenti fossero piรน attenti, un poco piรน attenti dei trafficanti. Se gli acquirenti fossero consapevoli che alimentano un mercato vergognoso, fatto di puppy mills e di truffatori, di cani maltrattati e di una scia di cuccioli morti.

Vendita animali su internet, un mercato fuori controllo che รจ complice dei maltrattamenti

Non si puรฒ girarci tanto intorno: chi compra animali in rete, di qualsiasi genere, si rende complice di maltrattamenti e traffici. Gli animali non andrebbero acquistati, per tanti che ce ne sono da adottare. Ma, per certo, se mai questa deve essere la scelta che non sia fatta su internet. Meglio andare in un allevamento iscritto all'ENCI, verificando la presenza dei genitori. Chi non mostra i genitori non รจ un allevamentoi, รจ un truffatore che si spaccia per allevatore.

Pensateci questo Natale: un animale non รจ un oggetto da mettere sotto l'albero ma un essere vivente. Se non volete adottare non arrichite, almeno, chi gli animali li sfrutta!

Caccia, circo, commercio animali: puรฒ andare solo di male in peggio

caccia circo commercio animali

Caccia, circo, commercio animali: puรฒ andare solo di male in peggio con un governo che non ha alcuna attenzione verso i diritti degli animali e per la tutela dell'ambiente. Fra una manciata di settimane, esattamente il 18 agosto, scadranno i termini previsti dalla legge delega per approvare norme che portino alla progressiva eliminazione degli animali dai circhi. Se nulla accadrร , come pare molto probabile, per la seconda volta sarร  necessario ricominciare tutto da capo. La storia dell'eliminazione degli animali dai circhi parte infatti dall'oramai lontano 2017, quando prima il governo Franceschini e poi quello Conte lasciarono scadere i termini della riforma.

Nonostante le richieste delle associazioni sarร  difficile che l'attuale esecutivo voglia dare seguito a una normativa che preveda l'eliminazione degli animali dai circhi. Non tanto e non soltanto perchรฉ i circensi pur essendo pochi votano ma per una questione ideologica, che vede assolutamente legittima ogni forma di sfruttamento degli animali. Lo dimostrano ogni giorno le dichiarazioni fatte dai vari ministri su allevamenti, caccia, clima e molte altre questioni. Una situazione che, oramai, rende impossibile parlare di questi temi senza schierarsi politicamente. Questa รจ la prima volta, dalla nascita della repubblica, che un esecutivo risulta cosรฌ schierato contro la tutela dell'ambiente e dei diritti di tutti gli esseri viventi.

Per il momento sembra essere cessato l'allarme per gli emendamenti "caccia selvaggia" che alcuni parlamentari, fra cui spicca anche il senatore del PD Stefano Vaccari, avevano presentato. L'approvazione degli emendamenti proposti avrebbe stravolto la giร  esile tutela riconosciuta alla fauna dalla legge 157/92. La virata, improvvisa quanto imprevista, di Fratelli d'Italia ha di fatto messo i bastoni fra le ruote a un progetto di cambiamento sostenuto dalla Lega e ora si aspetta di vedere le conseguenze.

Su caccia, circo e commercio animali andrebbero prese decisioni in sintonia con la normativa europea

Se ora FdI ha compiuto un passo indietro sugli emendamenti "caccia selvaggia" รจ soltanto perchรจ in questo momento il governo รจ sotto attacco. Con il presidente Mattarella che lancia un pesante monito sulla difesa della democrazia, che non puรฒ essere asservita alle necessitร  di governo. Mai come in questi giorni abbiamo assistito a una presenza molto importante di messaggi del Quirinale sui social. Questa situazione deve aver convinto la presidente Meloni a fare, almeno su materie accessorie come la caccia, un passo indietro. Per non andare contro al volere dei cittadini che la caccia, a grande maggioranza, la vorrebbero abolire.

In questo momento non รจ possibile difendere i diritti degli animali e la tutela dell'ambiente senza schierarsi, Senza dire senza mezzi termini che questo governo รจ palesemente contrario a riconoscere i diritti degli animali, e non soltanto. L'esecutivo Meloni difende l'allevamento intensivo, sostiene la caccia come se chi la pratica fosse una risorsa fondamentale per il nostro paese. Avversando i metodi alternativi come la carne coltivata e l'elenco potrebbe essere molto lungo. Un governo che risulta senza visione complessiva del problema ambientale, piรน intento a garantire almeno lo status quo a alcune categorie che non la tutela dei diritti, da quelli delle persone a quelli degli animali non umani!

Quella sofferenza muta degli animali selvatici costretti a vivere nelle nostre case

Se la fauna selvatica รจ ogni giorno a rischio, se gli animali dei circhi rischiano di restare prigionieri ancora a lungo nei carrozzoni, in pochissimi parlano della sofferenza dei pets. Un mercato sterminato, che muove milioni di euro ogni anno, coinvolgendo animali di ogni specie, dai pappagalli alle genette. Per non parlare dei suricati, dei ricci africani e di tantissime altre specie oggetto di commercio. Animali di fatto selvatici -la nascita in cattivitร  non significa domesticazione- che sono detenuti molto spesso senza alcuna attenzione al loro benessere. Vittime del dominio umano che, nel chiuso delle case, vivono una vita innaturale.

Da molti mesi, esattamente dalla pubblicazione del decreto Legislativo 135/2022, si รจ in attesa dell'emanazione della cosiddetta "lista negativa", quella che indicherร  le specie che non possono essere oggetto di commercio. Per motivi di prudenza, per evitare la possibilitร  di ripetere invasioni come quelle dei parrocchetti, degli ibis sacri, delle nutrie e degli scoiattoli grigi ma anche per altre ragioni. Il commercio e la detenzione di animali selvatici rappresenta un rischio per la salute, per la trasmissione di possibili zoonosi, ma anche una causa di sofferenza per gli animali.

Privare un uccello della possibilitร  di volare per tenerlo in gabbia รจ un atto crudele

La sofferenza che non si vede, quella che non รจ fatta di sevizie o di atti violenti ma di noia, dell' impossibilitร  di soddisfare i bisogni etologici, di non poter vivere seguendo l'istinto. Una crudeltร  che non ha giustificazione perchรฉ non รจ basata sulla necessitร  ma soltanto sulla soddisfazione di un piacere umano. Siamo oramai talmente abituati a vedere gli uccelli nelle gabbie da dimenticare la necessitร  e il piacere del volo. Non vogliamo vedere la crudeltร  in un comportamento, che appartiene alla nostra storia ma che รจ contrario alle conoscenze etologiche raggiunte. Tenere in gabbia un pappagallo o un altro volatore dovrebbe essere considerato un maltrattamento, anche se ancora in pochi lo capiscono.

Parrocchetti contro rondoni: una competizione causata dal commercio degli animali tenuti come pet

parrocchetti contro rondoni

Parrocchetti contro rondoni per la competizione dei siti di nidificazione: entrambe le specie usano le cavitร  per riprodursi e spesso sono i parrocchetti ad avere la meglio. Un problema che puรฒ essere risolto, specie nelle cavitร  degli edifici usati dai rondoni, riducendo le dimensioni dell'accesso. Una questione che ancora una volta evidenzia il problema del commercio degli animali. Capace di creare molteplici problemi, destinati a ricadere sulla collettivitร .

Quando una specie alloctona, come i parrocchetti, riesce a acclimatarsi e a riprodursi, creando colonie stabili, il danno รจ irrimediabile. A nulla servono le soluzioni cruente, che non sono comunque in grado di risolvere, e occorre mettere in campo strategie in grado di limitare la competizione. Come sempre avviene in natura le specie che hanno un tasso piรน elevato di specializzazione sono quelle a maggior rischio. L'essere animali adattabili aiuta la sopravvivenza e anche la dispersione sul territorio, proprio come รจ successo per l'essere umano.

I danni creati dal commercio dei pet esotici, unito alla loro introduzione volontaria in ambiente di altre specie, ha creato problematiche impossibili da gestire. In un'operazione dove gli unici a trarne guadagno sono i commercianti, che non hanno mai pagato per questo neppure una tassa di scopo. Che consentisse di avere risorse per limitare i danni che ricadono sull'intera collettivitร . Un'idea saggia che unita a una stretta molto rigida del commercio avrebbe mitigato il peso di scelte scellerate.

Parrocchetti contro rondoni per la competizione sui nidi, ma siamo stati noi a creare il danno

La lista degli animali alloctoni che si sono riprodotti a causa di liberazioni, volontarie o accidentali, รจ davvero molto lungao. Un elenco che oramai molti hanno cominciato a conoscere e che in parte proviene proprio dal mercato dei pet. Scoiattoli americani, pesci rossi, parrocchetti dal collare e monaci, testuggini della Florida, in tutte le loro varietร , ma anche procioni, nutrie, pesci siluro, trote alloctone, minilepri, ibis sacri e rane toro. Un bestiario destinato ad allungarsi se non verrร  vietato il commercio degli animali esotici.

Eppure, nonostante le evidenze e anche le mattanze, il commercio non si vuole fermare. Devono essere promulgati i decreti legislativi di attuazione della legge 55/2021 che, inizialmente, avrebbero dovuto vietare il commercio degli animali esotici. Non per buon senso, non per etica, ma soltanto per evitare rischi sanitari. Ora perรฒ si รจ creato un movimento trasversale, composto da operatori del settore, politici, veterinari che hanno dato vita al movimento "Esotici ma familiari", proprio per impedire il divieto di commercio.

Giร  si parla di una white list o lista positiva, di specie esotiche che potranno continuare a essere detenute e commerciate. Certo si tratterร  di animali riprodotti in cattivitร , meno impattanti sotto l'aspetto sanitario, ma altrettanto pericolosi per l'ambiente. Senza contare, come sempre accade quando ci sono in gioco interessi economici rilevanti, la sofferenza che la prigionia causa a questi animali. Senza voler vedere che i cambiamenti climatici renderanno sempre piรน ospitali per le specie alloctone determinati territori.

La santa alleanza fra quanti traggono guadagni dai pet sconfiggerร  il buon senso e il principio di cautela

La normativa come si diceva parte dai rischi sanitari per la nostra specie, causati da zoonosi che, come abbiamo visto, possono facilmente trasformarsi in pandemie. Su un pianeta dove l'uomo รจ oramai ovunque e giร  si parla di decine di migliaia di virus che rischiano di essere stanati. proprio dalle attivitร  umane, rischiando di dare vita a nuove e sconosciute pandemie. La legge non tiene quindi in giusta considerazione gli aspetti legai ai danni collaterali del commercio di animali, rispetto a quelli sanitari.

Continueranno probabilmente a poter essere detenuti e commerciati gli animali che giร  ora provengono da riproduzioni controllate e non da catture. In questo lungo elenco saranno compresi probabilmente i pappagalli, specie molto amate dal pubblico, ma ad alto tasso di sofferenza quando sono tenute in cattivitร . Specie intelligenti e adattabili che, con la complicitร  del clima, potranno tranquillamente vivere e riprodursi alle nostre latitudini, proprio come hanno fatto i parrocchetti. A cui presto potrebbero trovarsi a fare compagnia amazzoni e cocorite, ara e calopsite.

Ma se quello dei pappagalli รจ un esempio di scuola รจ evidente che la chiusura del commercio di tutti li animali da gabbia e da terrario sarebbe una scelta responsabile. Non รจ piรน accettabile considerare l'esistenza di animali ornamentali, appartenenti a specie non domestiche che vengono "addomesticate" per il nostro piacere. Che corrisponde quasi sempre al loro dispiacere, al quale quasi sempre facciamo soltanto finta di interessarci.


Animali: inchiesta di Presa Diretta sul nostro rapporto con cani e dintorni, fra amore e crimine

animali inchiesta presa diretta

Gli animali e l'inchiesta di Presa Diretta, la trasmissione d'inchiesta di RAI 3: forse troppa carne al fuoco fanno si che l'indagine un po' si diluisca nel costume. Rivelando eccessi del nostro rapporto con gli animali da compagnia, ma anche mode, traffici, delinquenza e pericoli per la salute. La trasmissione ha messo sul tavolo molti argomenti, giocando forse un po' troppo su piani diversi, molto differenti fra loro, cosa che ha fatto sorgere qualche polemica. Non sempre ingiustificata, pur apprezzando molto la volontร  di parlare di questi temi.

Cani falchi tigri e trafficanti

Giudicando questa puntata da addetto ai lavori credo che vada promossa per l'impegno e rimandata agli esami di riparazione per lo sviluppo di alcuni contenuti. Esistono eccessi di amore, quelli che portano gli animali a essere sottoposti a trattamenti di bellezza che francamente sono discutibili, se non ridicoli. Cani completamente snaturati da padroni, nel senso letterale del termine, che li costringono a sottoporsi a costosi trattamenti di bellezza. Un mondo patinato che rivela tutte le fragilitร  umane e le aspettative riversate su animali costretti a subire. Maltrattati per eccesso di benessere.

Il nostro rapporto con i pet spesso non รจ equilibrato, costruito in una relazione solo apparentemente biunivoca dove, in realtร , gli animali spesso subiscono senza difesa. Un circolo chiuso che per alcune cose si trasforma quasi una setta, dove gli adepti difendono a spada tratta le scelte fatte, che spesso si traducono in sofferenza gratuita. Un esempio sotto gli occhi di tutti sono i cani brachicefali, tema spinoso affrontato anche dall'inchiesta "Amore bestiale" di Presa Diretta. L'allevamento e il commercio dei cani che vivono in apnea per restare eterni cuccioli. Per piacere a padroni che li adorano e sono la causa del loro maltrattano, in un rapporto d'amore malato.

Gli animali nell'inchiesta di Presa Diretta sono presentati sempre in bilico fra eccessi di amore e maltrattamenti di ogni tipo

Un mondo quello dei pet che smuove miliardi di euro, che conquista sempre piรน segmenti di mercato, in una societร  che troppo spesso parla poco con i suoi simili e si rifugia in rapporti di comodo. I cani amano il proprio custode senza riserve, non possono giudicare, non possono sapere delle umane debolezze. Una favola simile a quella di Cappuccetto Rosso, dove si dice che il lupo abbia occhi grandi per guardare meglio la bambina, mentre per i bulldog questo difetto รจ stato esasperato solo per piacere. Occhi frontali grandi come quelli umani, un aspetto da cucciolo e un nasino appena accennato, che purtroppo gli impedisce di respirare.

Cani che abbiamo modificato geneticamente compiendo un percorso inverso a quello che avrebbe fatto l'evoluzione. Per creare animali che assomiglino a eterni bambini sono stati incrociati i soggetti peggiori, quelli portatori di caratteristiche che racchiudono sia desideri estetici che patologie severe. Animali che non dovrebbe essere permesso far riprodurre, che andrebbero fatti estinguere dolcemente per non perpetuare la sofferenza. Una richiesta che i veterinari fanno da tempo, inascoltati. Mentre questi cani continuano a essere allevati in sordidi posti in angoli sperduti dei paesi dell'Est Europa, diventati i leader di questo mercato. Che dovrebbe fare orrore e che invece risulta essere florido e fiorente.

L'inchiesta di Presa Diretta ad alcuni non รจ piaciuta, come a Roberto Marchesini, perchรฉ ha toccato troppi punti e talvolta in modo sommario o, secondo Marchesini, addirittura mistificante. Senza affondare come forse avrebbe potuto, per mancanza di tempo, per vastitร  di argomenti e anche perchรฉ entrava in un mondo forse non cosรฌ ben conosciuto. Argomenti giร  visti in TV, trattati anche con maggior piglio da Sabrina Giannini, che non sempre trovano le giuste casse di risonanza, perchรฉ quello degli animali rappresenta una sorta di mondo di mezzo.

La tratta dei cuccioli, il maltrattamento genetico, il commercio senza freni e senza controlli sono temi ancora poco indagati

Una realtร  composita, che comprende, inevitabilmente, anche sostenitori di diverse associazioni, che in Italia sono molto tiepide nello scontrarsi con i proprietari, con le star e con gli influencer, che hanno reso questi animali veri oggetti del desiderio. Purtroppo mai soggetti di diritto, nonostante il recente inserimento degli animali in Costituzione.

Presa Diretta, trasmissione di giornalismo investigativo ha avuto il grande merito di aver svelato tanti altarini, proprio come Report sempre su RAI 3. Ma questa volta รจ stata meno graffiante e incisiva di quanto si sperava. Cosรฌ il risultato finale รจ stato una via di mezzo fra un'inchiesta e un'indagine sul costume, che ha un poco scolorito il tema dei diritti e della sofferenza. Puntando molto sui rapporti malati che abbiamo costruito con gli animali che, per amore o per forza, condividono le loro vite con la nostra. Senza purtroppo affrontare temi scottanti come randagismo e canili.

La strada รจ ancora lunga e speriamo che altre inchieste seguano e indaghino questi temi. Il traffico, lo sfruttamento, il commercio e il maltrattamento genetico sono creati dalla domanda. L'offerta, quella dei trafficanti e di chi lucra su vite, รจ modulata su quello che le persone chiedono. E se Matilda, il bulldog francese di Chiara Ferragni, ha centinaia di migliaia di follower sulla sua pagina Instagram questo contribuirร  a far aumentare sempre piรน la domanda. Persone che vogliono possedere queste razze, senza conoscere, senza giudizio e senza criterio. Figlie di un tempo dove molto, se non tutto, รจ solo apparenza.

Grazie comunque a Presa diretta per aver trattato un tema scottante

Bisogna riuscire a fare educazione, anche attraverso le trasmissioni d'inchiesta e il giornalismo investigativo, ma con maggior tempo per affrontare i problemi che sono molti e piรน complessi rispetto a quanto appare. Nel grande mare del rapporto fra uomo e animali da compagnia si annida molta piรน sofferenza di quanto ci si possa immaginare. Che non puรฒ essere cancellata dalla devozione o dalla replica di riti umani, come la sepoltura in cimiteri per animali.

Dobbiamo imparare a seppellire per sempre i maltrattamenti inflitti agli animali per il nostro egoismo. Ringraziando trasmissioni come Presa Diretta quando portano nelle case italiani spezzoni di un modo sconosciuto a molti. Un contributo importante dato all'informazione su temi spesso trascurati, come i diritti e il benessere degli animali.