Orsi e lupi del Trentino, al via la consultazione popolare sulla coesistenza

Orsi e lupi del Trentino, al via la consultazione popolare sulla coesistenza

Orsi e lupi del Trentino, al via la consultazione popolare sulla coesistenza dopo la raccolta di migliaia di firme fra i residenti delle terre alte. Ancora una volta il Trentino torna alla ribalta grazie all'intolleranza di una parte consistente dei residenti nei confronti di orsi e lupi. Un malessere strisciante esploso in tutta la sua virulenza dopo la morte di Andrea Papi, il giovane runner rimasto ucciso dopo uno scontro con un'orsa con i piccoli. Un fatto che avrebbe potuto essere evitato se solo l'amministrazione provinciale avesse assolto l'obbligo di informazione verso residenti e turisti.

Il 27 ottobre si voterร , in Val di Sole e non soltanto. per una consultazione popolare senza alcun valore giuridico, promossa da comitati spontanei che non vogliono convivere con orsi e lupi. Una situazione di conflitto permanente, oramai, quella fra residenti e predatori, che dalla morte del povero Andrea non hanno mai smesso di incendiare gli animi. Una realtร  ben fotografata nel docufilm "Pericolosamente vicini", del quale avevo giร  parlato in precedenza sulle pagine del blog. Un referendum che avrร  una grande valenza mediatica e politica e non agevolerร  certamente la coesistenza.

Questa polarizzazione si sarebbe potuta evitare se la PAT avesse fatto per tempo tutte quelle azioni necessarie per informare e educare la popolazione trentina. Non solo sulle precauzioni da adottare da quando รจ stata operato il ripopolamento degli orsi ma, anche, nello spiegare alle comunitร  l'importanza di questa specie e di quella del lupo per il mantenimento degli equilibri. Dopo cosรฌ tanti anni รจ stato facile, invece, per chi gli orsi e i lupi non li vuole poter fare la voce grossa sostenendo che boschi e territori sono dell'uomo e non dei grandi carnivori.

Orsi e lupi del Trentino, al via la consultazione popolare dal risultato scontato: sarร  un plebiscito contro i predatori

Spegnere un incendio quando รจ al massimo della sua potenza non รจ mai un'operazione facile, spesso complicata da eventi e pressioni esterne. Prevenire รจ meglio che curare, sia in termini di risultati che in termini di costi e ora l'impegno di tutti dovrebbe essere impedire che questo scontro, inutile e controproducente, dilaghi. Gli abitanti delle terre alte del Trentino si devono rendere conto del fatto che il ritorno di lupi e orsi nelle loro vallate รจ una realtร  che non si puรฒ modificare. Ma รจ anche una realtร  che sarebbe poco intelligente voler cercare di cambiare a colpi di fucilate e veleno. Comportamenti incivili e poco risolutivi.

Occorre separare poi la genesi del ritorno dell'orso da quella del lupo, perchรฉ se il primo poteva essere evitato quello del lupo รจ un fenomeno naturale. Nel ritorno del lupo gli uomini hanno davvero poche responsabilitร , se non quella di aver adempiuto al dovere di proteggere una specie in via d'estinzione. Consentendo, anche per la mutata gestione del territorio, la ripresa di una popolazione che per sue caratteristiche intrinseche ha doti che ne decretano il successo. La presenza dei carnivori รจ un fatto ineluttabile e pensare che il loro sfoltimento possa essere risolutivo รจ un errore, non solo di comunicazione ma scientifico.

Su questi temi la politica dร  il peggio di sรฉ stessa: anzichรจ cercare di far comprendere l'importanza dei predatori per il mantenimento di un ambiente in equilibrio si butta a pesce sul populismo. Contribuendo a un'immotivata caccia alle streghe in cambio di un consenso che perรฒ, sul medio lungo periodo, potrebbe anche far sbranare al popolo quei politici che nel frattempo ha ingrassato. Colpevoli di aver fatto promesse false per cercare di assecondare la piazza, senza essere in grado di mantenerle.

La consultazione pubblica verrร  usata come pungolo alla politica, che non potrร  comunque andare contro le leggi nazionali e europee

Due previsioni facili: dalle urne uscirร  una schiacciante vittoria del fronte contro orsi e lupi ma nulla potrร  cambiare nella realtร . Questo aumenterร  la frustrazione delle comunitร  locali, che si sentiranno non ascoltate e ancor meno rappresentate da questa politica. Aprendo forse spiragli per una comunicazione diversa, che non sia sempre e solo il muro contro muro fra quanti capiscono il ruolo dei predatori e chi li vorrebbe estinti senza riserve. In questa situazione si puรฒ solo sperare si riesca a infilare una posizione mediana, in grado di far comprendere la necessitร  di un cambiamento.

Mentre il tono della contesa resta altissimo in molti si dimenticano che, in fondo, le cose stanno cambiando in modo inesorabile. Non certo a causa dei predatori ma per una serie di errori compiuti dalla nostra specie, incapace di gestire problemi complessi. La montagna soffrirร  sempre piรน della carenza di neve e questo sarร  un cambiamento importante nell'economia anche del Trentino. La seconda complessitร  รจ il fatto che l'alimentazione su base vegetale sta galoppando, erodendo velocemente quote di mercato alla carne e ai derivati. Con la carne coltivata, che sarร  disponibile a breve, ci sarร  un'ulteriore decrescita del mercato, con conseguente minor ricorso all'allevamento.

Certo non sarร  domani, ma chi avrebbe detto solo dieci anni fa che il mercato si sarebbe orientato verso cibi diversi, non solo piรน etici ma anche piรน salutari e con un'impronta ecologica piรน bassa. Questo cambierร  le economie basate sull'allevamento degli animali ma lascerร  inalterato il bisogno di restare immersi negli ambienti naturali e forse l'ecoturismo verrร  valorizzato sempre di piรน e in tempi piรน veloci del previsto. In quest'ottica orsi e lupi, come avviene in altre parti del mondo, diverrano una grande risorsa oltre all'essere creature indispensabili al mantenimento degli equilibri faunistici.

Chi ha paura del lupo cattivo? Nessuno, dicono i sondaggi!

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Chi ha paura del lupo cattivo? Nessuno, dicono i sondaggi realizzati su un campione significativo di persone che vivono in Europa nelle zone rurali. Smentendo la leggenda che narra di cittadini terrorizzati dalla presenza dei grandi carnivori vicino ai luoghi dove risiedono. Confermando ancora una volta quanto le persone siano piรน attente e consapevoli di quanto certa stampa e certi ambienti raccontino. Influenzando in questo modo la politica, spingendo per l'adozione di provvedimenti ingiustificati.

Il sondaggio รจ stato commissionato a Savanta dall'organizzazione Eurogroup for Animals, che si occupa, fra le altre cose, di fare attivitร  di lobby presso l'Europarlamento. Gli intervistati appartengono a un campione di 10.000 persone residenti nelle zone rurali di Germania, Francia, Spagna, Olanda, Italia, Belgio, Polonia, Danimarca, Svezia e Romania. I risultati del sondaggio sono stati esattamente l'opposto di quanto viene raccontato fin troppo spesso dai media, dove si parla spesso di persone esasperate dalla presenza dei grandi carnivori. Il sondaggio ha fornito, anche, risultati molto interessanti per quanto riguarda l'aspetto informativo messo in atto verso i cittadini.

Il sondaggio, correttamente, ha escluso quanti abitano nei centri urbani, dove la possibilitร  di avere incontri con i grandi carnivori รจ sicuramente piรน ridotta. Eliminando cosรฌ alla radice le possibili sporcature dei dati derivanti dalle opinioni dei cittadini. I cittadini sono persone che, secondo la narrazione comune, difendono la presenza di lupi e orsi perchรฉ non ne patiscono le conseguenze. Ma ora appare evidente che non siano i soli a avere a cuore la biodiversitร .

La paura del lupo cattivo รจ un'invenzione dei media, come emerge dal sondaggio

I cittadini europei intervistati si sono dimostrati molto piรน preoccupati dalla presenza dei cacciatori che da quella dei grandi carnivori. Ben il 76% degli italiani intervistati si รจ dichiarato favorevole al mantenimento della massima protezione dei grandi carnivori, rappresentando il dato percentualmente piรน alto fra i vari paesi europei. Una presa di coscienza, ma anche di posizione, netta e senza equivoci che dimostra come, nonostante gli allarmismi, l'opinione pubblica sia piรน avanti della politica.

Ben il 76% degli italiani che vivono nelle aree rurali, dalle valli trentine allโ€™Appennino, dalla Maremma alla Lessinia, afferma quindi che รจ necessario mantenere il rigoroso status di tutela di lupi e orsi oggi assicurato dalle norme europee, giungendo a un fragoroso 80% che ritiene fermamente che i grandi carnivori abbiano tutto il diritto di esistere nel nostro Paese, in piena contrapposizione con le recenti dichiarazioni del Ministro Lollobrigida, secondo cui sarebbe necessario ridimensionare lo status di tutela dei grandi carnivori, dichiarazioni che hanno peraltro lasciato indifferenti la stragrande maggioranza dei Paesi membri dellโ€™UE, evidentemente piรน consapevoli dei desideri dei propri cittadini.

Fonte: sito LAV

Dal sondaggio emerge un altro dato molto interessante, che riguarda l'informazione dei cittadini sul comportamento da tenere quando si incontrano grandi carnivori. Ben il 74% degli italiani dichiara di non sapere come comportarsi in caso d'incontro con questi animali. Una conferma di come molti incidenti avrebbero potuto essere evitati se solo ci fosse stata una corretta informazione dei cittadini. Una responsabilitร  degli enti pubblici preposti che da anni viene segnalata, ma che inspiegabilmente non viene raccolta dalle amministrazioni competenti.

Non sono troppi lupi e orsi ma sono i decisori politici trattano questioni che non conoscono, per guadagnare consenso elettorale

La classe politica ha una grande responsabilitร  nell'azione di disinformazione costante messa in atto non per tutelare i cittadini, ma per proteggere gli interessi di alcune corporazioni. Cacciatori e mondo agricolo sono le due componenti maggioritarie nel sostegno alle politiche governative, che vorrebbero ridurre il numero dei grandi carnivori. Mentre oramai รจ dimostrato che i danni provocati da lupi e orsi sugli animali d'allevamento sarebbero decisamente trascurabile se venissero adottati idonei strumenti di prevenzione degli attacchi.

Altro dato interessante รจ che fra gli agricoltori e cacciatori che hanno partecipato al sondaggio solo una piccola parte si senta rappresentata e difesa dalle proprie organizzazioni. Confermando ancora una volta la sensazione di uno scollamento fra i cittadini portatori di interessi, come cacciatori e allevatori, e le organizzazioni settoriali che li rappresentano. Evidentemente i cittadini intervistati non si sentono adeguamente rappresentati dalle organizzazioni di categoria (assimilabili a realtร  come Coldiretti o Federcaccia) e questo dato emerge con chiarezza.

Per i partecipanti al sondaggio, i gruppi di interesse sono stati definiti come "un gruppo di persone che cerca di influenzare la politica pubblica e la legislazione su una particolare questione, interesse o preoccupazione". Quando si cerca di valutare il giudizio delle comunitร  rurali sulle attivitร  dei gruppi di interesse per la caccia e l'agricoltura, i risultati del sondaggio rivelano che le comunitร  rurali in generale non si sentono rappresentate da tali gruppi di interesse. Solo il 18% degli intervistati si sente adeguatamente rappresentato dai gruppi di interesse agricoli, mentre la percentuale scende al 12% per i gruppi di interesse venatori. รˆ interessante notare che solo un agricoltore su tre (33%) si sente ben rappresentato dai gruppi di interesse agricoli. Meno della metร  (46%) dei cacciatori si sente ben rappresentata dai gruppi di interesse sulla caccia.

Dal report Savanta sul sondaggio

L'informazione ha un ruolo fondamentale per promuovere la coesistenza, smontando leggende e pregiudizi

Appare evidente, leggendo i dati che scaturiscono dal sondaggio, che i cittadini abbiano una visione complessivamente differente e una percezione del pericolo molto diversa da quanto raccontano i media. Come dimostra il dato, che si attesta intorno al 50%, di quanti non si sentano tranquilli a andare in giro durante la stagione della caccia. Mostrando un tasso di preoccupazione molto piรน alto verso i cacciatori che non verso i grandi carnivori. Che suscitano preoccupazioni solo nel 34% degli intervistati, un dato che va letto anche in base alla lamentata carenza di informazioni e agli allarmismi lanciati dai media.

Il sondaggio, che merita di essere letto per intero, fornisce un quadro dove emerge con chiarezza il riconoscimento dell'importanza dei predatori e la carenza informativa. Aumentando la qualitร  dell'informazione si potrebbe arrivare alla chiusura del cerchio, creando le condizioni per la pacifica coesistenza fra umani e predatori. Per questo รจ importante che salga l'attenzione sull'importanza di valutare notizie prima di condividerle, per evitare di fare il gioco di quanti vorrebbero aprire la caccia contro i grandi carnivori.


Orsi e lupi sono pericolosi come ci raccontano o la paura รจ amplificata da una narrazione sensazionalistica?

lupi orsi sono pericolosi

Orsi e lupi sono pericolosi come ci raccontano o la paura รจ amplificata da una narrazione sensazionalistica? A giudicare dai dati, non solo nazionali, il pericolo di un esito letale a seguito di un incontro con un predatore รจ decisamente irrisorio. In tutta Europa, secondo uno studio scientifico al quale ha partecipato anche il MUSE di Trento, gli attacchi di orsi dal 2000 al 2015 sono stati 291. Dei quali la maggior parte risultaavvenuta in Romania, dove l'orso รจ sottoposto a una grande pressione venatoria. Questi attacchi comprendono tutti i "contatti ravvicinati" avuti con l'uomo e la maggioranza รจ stata senza esito letale.

In Italia, in piรน di 150 anni, l'unico attacco letale di un orso รจ accaduto in Trentino nell'aprile del 2023, quando l'orsa Jj4 con i suoi cuccioli ha incontrato, tragicamente, il runner Andrea Papi. Le circostanze non sono, e non potrebbe essere diversamente, del tutto chiarite ma l'unica certezza รจ che l'orsa fosse insieme ai suoi piccoli. Un fatto che secondo lo studio citato in precedenza รจ la causa della maggior parte degli attacchi, effettivi o falsi che siano. Su 291 attacchi registrati nel mondo in quindici anni ben 137 sono dovuti alla presenza dei cuccioli e 48 da quella di cani.

Vale la pena di sottolineare che gli attacchi predatori di orsi bruni nei confronti degli esseri umani, nei quindici anni presi in esame dalla ricerca, sono stati soltanto 15 in tutto il mondo, nessuno in Italia. I lupi invece non identificano gli uomini come prede e comunque non ci sono stati attacchi letali in Europa negli ultimi 150 anni. Pochissimi sono anche gli episodi di morsicatura. Peraltro i pochi episodi accasduti in Italia sono stati con lupi resi confidenti, perlopiรน a seguito della pessima abitudine di dare cibo agli animali selvatici.

Orsi e lupi sono pericolosi, ma solo talvolta quando predano gli animali al pascolo e quasi sempre per responsabilitร  umana

Se esiste un posto dove vive probabilmente la piรน grande concentrazione di orsi questo รจ il Parco di Yellowstone negli Stati Uniti. Dove gli orsi sono sempre stati guardati anche in modo simpatico, come dimostrano i cartoni animati dell'orso Yoghi. Quando l'unico a essere in pericolo era il cestino del pic-nic. Il parco continua a ritenere che il pericolo di un evento avverso a causa di un orso sia decisamente piรน basso di tante altre cause di incidente. Grazie anche a un'informazione preventiva dei visitatori ben strutturata e completa. L'esatto contrario di quanto accade in Trentino.

Da quando Yellowstone รจ stato fondato nel 1872, otto persone sono state uccise dagli orsi nel parco. Piรน persone nel parco sono morte per annegamento (125 incidenti) e ustioni (dopo essere cadute nelle sorgenti termali, 23 incidenti) di quante ne siano state uccise dagli orsi. Per dirla in prospettiva, la probabilitร  di essere ucciso da un orso nel parco (8 incidenti) รจ solo leggermente superiore alla probabilitร  di essere ucciso da un albero che cade (7 incidenti), da una valanga (6 incidenti) o di essere colpito e ucciso da un fulmine (5 incidenti). 

Tratto dal sito internet del Partco di Yellowstone

Complessivamente รจ di tutta evidenza che i grandi carnivori in Europa non costituiscano un pericolo concreto per l'incolumitร  delle persone. Sicuramente fanno piรน vittime innocenti i cacciatori durante lo svolgimento della loro attivitร  ludica. Senza che per questo nessuno ancora li identifichi come un reale minaccia per la sicurezza delle persone. L'avversitร  contro i grandi carnivori e i predatori in generale cresce, forse anche a causa di un governo decisamente filo venatorio e legato alla cordata di allevatori e agricoltori.

I media soffiano sul fuoco perchรฉ niente come la paura produce click, mentre il ragionamento allontana i lettori

Ogni volta che accade una predazione su animali al pascolo gli organi di informazione si lanciano in titoli a effetto, per spaventare! In questo gioco al massacro finisce addirittura "La Gazzetta dello Sport" che titola cosรฌ: "Auronzo di Cadore, lupo sbrana un cervo nel giardino di un hotel". Dove nulla รจ casuale, non il termine sbranare, volutamente truculento, nรฉ il luogo che contribuisce a far percepire il predatore come sfacciato e pericoloso. Aggiungendo una nota surreale nel corpo dell'articolo "Finora, nonostante la loro presenza sulle Dolomiti, non sono mai stati registrati attacchi all'uomo da parte dei lupi. I piรน colpiti sono gli allevatori che, invece, vedono i propri animali spesso sbranati dai lupi della zona"

Poco importa che un predatore sbfrani perchรฉ non puรฒ usare un coltello e che in questo non si possa vedere un segno di crudeltร . L'importante รจ creare paura, sensazionalismo, anche su un giornale che dovrebbe occuparsi d'altro. Ma che non resiste al fascino dei click, che piacciono tanto agli investitori pubblicitari. Il valore di un articolo non sono piรน i contenuti, ma quanti click ottiene grazie a titoli ad effetto. Cosรฌ anche un giornale sportivo si ritrova a parlare di lupi. Un po' come se un giornale sulla caccia pubblicasse un articolo a favore del referendum per abolirla.

Del resto si sa che il lettore medio spesso si ferma ai titoli, senza nemmeno leggere i sottotitoli. Oramai commentare senza leggere รจ una regola sui social. In questo modo poche persone si rendono conto di quanto siano manipolabili, di quanto sia facile far credere veritร  una bugia senza nรฉ capo, nรฉ coda. Cosรฌ quando un ministro dichiara che i lupi sono troppi il gregge finisce per credere che anche il termine "troppi" possa avere dignitร  di valore scientifico. Indipendentemente dalla conoscenza sul tema di chi lo afferma. Grazie a questo comportamento i veri predatori dilaniano il diritto a avere informazione veritiera e di qualitร , diventando l'oracolo. Chi cerca di ragionare, invece, รจ considerato spesso un teppistello del web.


Quando il lupo diventa simpatrico

lupo diventa simpatrico

Quando il lupo diventa simpatrico con il cane iniziano a crearsi problemi e leggende. Chiariamo subito che laย simpatriaย non รจ un errore di battitura ย ma bensรฌ un errore di gestione.ย  Il lupo italiano (canis lupus italicus) e il cane domestico (canis familiaris)ย sono sottospecie della stessa specie e, nel caso in cui vengano a contatto fra loro per sovrapposizione di territori, possono accoppiarsi dando origine a una prole, fertile, ibrida. Cani e lupi dovrebbero occupare territori molto diversi e soprattutto i cani non dovrebbero venire a contatto con i lupi per una ragione semplice: il cane domestico dovrebbe essere custodito e gestito da un proprietario anche nelle zone rurali. Nel caso fossero lasciati liberi di vagare i cani dovrebbero essere sterilizzati. Per buon senso o per legge, ma quest'ultima non c'รจ. Cosรฌ quando il lupo diventa simpatrico con il cane nasce il problema. Quando questo avviene, se la presenza di cani vaganti sul territorio (randagi e/o di proprietร ) rappresenta una costante, รจ possibile che vi siano accoppiamenti indesiderati fra cani domestici e lupi. Questa probabilitร  si crea in modo particolare quando i gruppi familiari dei lupi vengono destrutturati. A seguito di episodi di bracconaggio, incidenti, cause naturali oppure quando si tratti di giovani lupi in cerca di nuovi territori.

Il lupo diventa simpatrico quando i cani non sono custoditi in modo corretto

Senza dimenticare che i cani vaganti non sono soltanto un pericolo per i lupi ma rappresentano la sorgente del randagismo, un problema ancora non seriamente combattuto dalle istituzioni e alimentato da proprietari irresponsabili. Ma come รจ scritto nella pagina FB del progetto LIFE Mircolupo (qui) "Il lupo non merita una vita da cani e il cane non merita una vita da lupi" . Per questo bisogna fare il possibile per evitare la presenza di ibridi fertili. Per impedire che si possano nuovamente accoppiare dando vita a nuovi esemplari ibridi di seconda generazione. Il progetto LIFE Mircolupo si occupa di studiare il fenomeno dell'ibridazione e di contenerlo. Mediante campagne di informazione rivolte in modo particolare agli allevatori che vivono in montagna con i cani, spesso lasciati liberi di vagare. La vera particolaritร  di questo progetto perรฒ รจ costituita dalla metodica incruenta di rimozione degli ibridi.ย  Svolta con azioni di TNR (trap/neuter/release) ovvero di cattura, sterilizzazione e rilascio.

L'importanza del progetto LIFE M.I.R.CO Lupo

Secondo progetto il piccolo ma efficiente team del Wolf Apennine Center si occupa di individuare gli ibridi mediante catture, alle quali seguono analisi genetiche per essere certi che non si tratti di lupi puri. Se non ci sono dubbi sulla purezza del lupo catturato, dopo prelievi e rilievi di rito, l'animale viene munito di radiocollare e rilasciato. Nei casi sospetti il lupo viene trattenuto in attesa delle analisi genetiche. Se ibrido, viene sterilizzato e reimmesso velocemente nel branco di provenienza, in modo da non modificare i rapporti sociali e gerarchici. Sugli ibridi si raccontano tantissime bugie, prive di ogni riscontro scientifico, come peraltro sui lupi in genere, cercando di far passareย fake news come veritร  indiscutibili. Grazie a queste falsitร  gli ibridi sono dipinti come piรน pericolosi dei lupi, piรน aggressivi nei confronti dell'uomo, che non temono come invece fanno i lupi puri, piรน portati a predare il bestiame domestico. Ma tutte queste caratteristiche non hanno alcun riscontro in evidenze scientifiche e sono da considerarsi senza fondamento.

Non ci sono evidenze scientifiche sulla pericolositร  degli ibridi

Le falsitร  che circolano su lupi e ibridi non solo creano disinformazione, alimentando inutili paure, ma provocano un danno a tutti quanti stanno lavorando per cercare di risolvere un problema serio, utilizzando metodi ecologici che non prevedono abbattimenti. Non poco considerando le strampalate idee del ministro dell'ambiente in tema di lupi e non solo. Ma quello degli ibridi รจ soltanto uno dei problemi per la conservazione dei lupi. Il loro futuro potrร  passare solo dalla consapevolezza di tutti dell'importanza che hanno i predatori. Per il loro ruolo di vertice nella catena alimentare e nell'equilibrio degli ecosistemi. Torneremo a parlarne perchรฉ dal futuro dei lupi, dalla modalitร  di gestire il problema, passa anche il destino di altre specie. Nel frattempo, quando si va in giro per boschi con il cane, specie se non sterilizzato, occorre tenerlo sempre al guinzaglio. Infatti quando il lupo diventa simpatrico con il cane questo non rappresenta un fatto positivo. Senza dimenticare che i cani disturbano inutilmente la fauna e, per questo, devono sempre essere custoditi, specie nella stagione riproduttiva. Per non mettere in pericolo i cani stessi e gli animali selvatici.

I lupi e le iene

I lupi e le iene

I lupi e le iene, ovvero quando una trasmissione televisiva che dovrebbe fare giornalismo d'inchiesta trasforma la realtร  per fare sensazione. La trasmissione "Le iene" di Italia 1 ha mandato in onda ieri sera un servizio sui lupi pieno di falsitร  e infarcito di luoghi comuni.

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