Togliere protezione al lupo รจ come sparare sulla coesistenza

Togliere protezione al lupo sparare coesistenza

Togliere protezione al lupo รจ come sparare sulla coesistenza perchรฉ questo predatore ci ricorda ogni giorno che convivere costa fatica. Il lupo รจ il simbolo della coesistenza, un animale totemico che sembra essere cosรฌ lontano da noi ma che, invece, ci somiglia molto, forse troppo per poterglielo perdonare. Il lupo ha una famiglia, una struttura sociale, dei legami di parentela proprio come l'uomo, รจ intelligente, studia le situazioni, difende il suo territorio. Una sorta di essere umano che cammina a quattro zampe, che non conosce cattiveria ma lotta soltanto per sopravvivere.

Il lupo ci ha sempre affascinato e ogni tanto mi chiedo se sia stato l'uomo a addomesticarlo, facendolo diventare cane, o viceversa. Che sia stato il lupo a addomesticare la nostra specie? Perchรฉ quello che non gli perdoniamo รจ proprio il fascino di predatore indomito, pieno di caratteristiche che ci hanno affascinato, tanto da farlo diventare cane. Forse รจ stato proprio il riconoscerci in tanti comportamenti che ha creato questo alone di paura: il lupo, per essere cosรฌ simile agli uomini, doveva per forza essere demoniaco. Il lupo รจ raccontato dalle scritture come l'incarnazione del male e nelle favole come un pericoloso essere che divora i bambini.

Se fai il cattivo chiamo il lupo nero dicevano una volta i genitori, magari dopo aver letto ai figli proprio Cappuccetto Rosso. Il lupo che si era mangiato la nonna, il lupo dei tre porcellini. Per arrivare sino ai licantropi, uomini che si trasformavano in lupi durante le notti di luna piena per divorare altri uomini, i terrifici mannari che prendevano vita nelle notti di plenilunio. Un terrore ancestrale che oggi, dove diventa difficile poter diffondere leggende sui lupi mannari, viene alimentata in modo sconsiderato con altri racconti terrifici.

Togliere protezione al lupo รจ come sparare sulla coesistenza, creando un pericoloso effetto domino

Non si รจ ancora spento lo sconcerto per la decisione del segretariato della Convenzione di Berna, che ha deciso di declassare il lupo togliendogli una protezione assoluta e giร  รจ aumentato il bracconaggio. Lupi di nuovo uccisi e appesi ai cartelli stradali, fatti che riportano ai tempi bui durante i quali il lupo era oramai sull'orlo dell'estinzione in Italia. Probabilmente un'altra specie, meno intelligente e meno opportunista, si sarebbe estinta. Lui no, รจ rimasto acquartierato nelle foreste dell'Abruzzo e della Calabria, quasi invisibile. Per poi riprendersi quello che era suo, la parte piรน selvatica del paese, ma non soltanto. Grazie anche a una protezione assoluta di cui, in Italia, gode dagli anni settanta.

Una capacitร  che non trova spiegazione negli strati meno informati della popolazione, che non puรฒ credere a questa paziente attesa, credendo che questo ritorno sia stato agevolato dagli ambientalisti. Pensate che, proprio l'altro giorno mi hanno scritto di non raccontare balle sui lupi, che non potevano aver fatto tutto da soli per essere cosรฌ numerosi. Motivando il ragionamento con la presenza dell'Autostrada del Sole, che non poteva essere attraversata dai lupi a causa delle alte recinzioni e quindi, visto che i lupi non hanno le ali, doveva esserci stato un aiuto umano.

Dopo i terrapiatisti, le scie chimiche e il negazionismo climatico poche cose resistono nel tempo come la leggenda dei lupi lanciati dagli elicotteri. Come le vipere, che secondo alcuni, erano lanciate dagli ambientalisti per far mordere i cacciatori. Queste leggende moderne sono l'evoluzione di Cappuccetto Rosso e del lupo nero, dei licantropi e della bestia satanica evocata nelle scritture.

Il lupo viene demonizzato, ma senza predatori non c'รจ equilibrio: nella coesistenza รจ racchiusa la sopravvivenza della nostra specie

Ogni tempo ha i suoi profeti, specie in questo tempo social dove le falsitร  viaggiano veloci come il fulmine. Di leggenda in leggenda il lupo diventa peggio del diavolo, ha solo difetti e non gli si riconosce alcun pregio. Lo dicono gli allevatori di animali lasciati incustoditi. Lo dicono i cacciatori che li vedono come antagonisti . Enon solo perchรฉ hanno delle prede in comune ma perchรฉ, loro, non riescono a essere dei bioregolatori efficaci, mentre il lupo si.

In questi giorni, dopo il declassamento da "specie particolarmente protetta" a "specie protetta" si sono moltiplicati gli articoli in cui il lupo viene accusato di ogni crimine. Pochi si chiedono perรฒ i benefici che derivano dalla presenza del lupo. Pochi, nonostante la vulgata filovenatoria, i cittadini correttamente informati. Pochi, ancora troppo pochi, conoscono l'importanza di avere comportamenti attenti e prudenti con gli animali selvatici. Pochissimi queli che sanno che per proteggere uomini e selvatici occorre controllare i rifiuti. Ancor meno quelli rispettano il divieto di non alimentare i selvatici. Con i cacciatori in prima linea, che godono di leggi che agevolano i comportamenti sbagliati.

Pochi sanno che, anche senza il declassamento deciso dalla Convenzione di Berna, abbattere i lupi, con criteri selettivi e senza mettere in pericolo la specie, era possibile anche prima. Insomma molti parlano di lupi, ma troppe sono le bugie che si raccontano. Cerchiamo, invece, di diffondere la cultura della coesistenza, cosรฌ indispensabile alla nostra specie. Per farlo Il consiglio resta sempre quello: prima di credere a quanto vi raccontano tutti, me compreso, leggete e informatevi. Non fatevi vendere opinioni a buon mercato.

Le azioni di bracconaggio sui lupi sono in crescita, come l’allarme che rimbalza ad arte sui media

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Le azioni di bracconaggio sui lupi sono in crescita come in parallelo i media, sapientemente imboccati, riescono a far crescere il sentimento di paura nei confronti del predatore. Una sorta di partitura ben orchestrata che deve portare, nelle intenzioni di chi la organizza, a un via libera verso l'abbattimento selettivo dei lupi, per dare un contentino agli allevatori. Lupi uccisi a colpi di fucile un po' in tutta Italia, anche nei parchi come quello dello Stelvio o nel Parco Regionale del Matese, in Campania.

Un crescendo di uccisioni a colpi di fucile che una volta rimanevano nascoste, facendo prediligere ai bracconieri la tecnica delle tre "S": spara, scava, sotterra. Mentre ora, sarร  anche grazie alle dichiarazioni di alcuni ministri e al governo piรน filo-venatorio della Repubblica, gli episodi di bracconaggio si moltiplicano, con cadaveri lasciati volutamente in bella mostra. Come a rappresentare la possibilitร  per il bracconaggio contro i lupi di rialzare la testa. Messaggi inquietanti per chi si occupa di tutela ambientale e della difesa degli animali, ma forse anche messaggi chiari verso la politica perchรฉ adotti provvedimenti.

Quello che appare รจ un quadro a tinte fosche che vede un'esposizione preoccupante del bracconaggio, stimolato probabilmente anche dalle dichiarazioni "esuberanti" dei politici come il ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida. In un momento in cui l'idea del fare sembra prevalere rispetto all'idea di risolvere i problemi. Ben sapendo che l'abbattimento dei lupi non servirร  a risolvere il problema delle predazioni degli animali lasciati incustoditi al pascolo. Il numero delle predazioni degli animali allevati non dipende dal numero dei lupi, ma dall'attrattivitร  delle prede: se sono facili da uccidere sono cibo a basso dispendio energetico.

Azioni di bracconaggio sui lupi in crescita, senza che nemmeno il ministero dell'ambiente faccia sentire la sua voce

Le azioni di bracconaggio sono passate inosservate, anche quando un gruppo di cacciatori di cinghiali ha ucciso un lupo vicino alle case, davanti agli occhi di un bambino. Sui media solo poche righe, nessuna dichiarazione ufficiale delle autoritร  e nemmeno dei politici. Completamente assente anche il ministro dell'ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che non risulta abbia mai detto parola contro il bracconaggio., tanto da far rimpiangere persino il suo predecessore Cingolani.

Per fortuna, almeno per il momento, esistono baluardi europei difficili da espugnare, anche per i fautori della caccia al lupo, come la Convenzione di Berna, Senza contare la legge sulla caccia che classifica il lupo come specie particolarmente protetta, che senza modifiche non consente deroghe al divieto di abbattimento. Visti i tempi non bisogna certo sentirsi rassicurati: a modificare la legge 157/92 basta un atto parlamentare. In questo momento, forse, la miglior barriera contro la caccia selvaggia al lupo sono i fondi del PNRR, che potrebbero esserci negati in caso di palesi violazioni.

Agricoltori e cacciatori rappresentano lo zoccolo duro del bacino di voti di questo esecutivo e a poco servono i dati scientifici che classificano i lupi come i piรน efficaci bioregolatori degli ungulati, come i cinghiali. Quello che vuole la piazza non รจ certo il dato scientifico. ma poter sparare sia ai lupi che ai cinghiali, cercando di tenere aperto il piรน possibile il luna park venatorio. Mentre i cittadini restano disorientati grazie a un'informazione approssimativa, orientata piรน dalle veline di Coldiretti e Federcaccia che da conoscenze scientifiche dei redattori.

Il lupo รจ il nemico numero uno degli allevatori, anche se i danni da predazione dei lupi vengono indennizzati

Le predazioni che i lupi fanno nei confronti degli animali al pascolo sono sempre indennizzate dalle Regioni. In modo insoddisfacente sentendo gli allevatori, che spesso scordano quanti incentivi riceva l'agricoltura e dimenticano come in ogni attivitร  esista il rischio di impresa. Accettato quando si parla delle grandinate, considerate un fenomeno naturale imponderabile, ma non se a provocar danni รจ un altro fenomeno della natura: il lupo. Colpevole di aver da sempre cattiva fama e di volersi comportare proprio come la natura lo ha programmato: un superpredatore ai vertici della catena alimentare.

Gli allevatori sembrano accettare piรน di buon grado le predazioni fatte dai cani randagi, seppur non ricevano in questi casi alcun indennizzo, probabilmente riconoscendosi come corresponsabili del fenomeno randagismo. Lasciando cani interi liberi di vagare sul territorio, spesso senza alcun controllo e senza essere iscritti all'anagrafe, liberi di riprodursi grazie a comportamenti irresponsabili. Cani che alcune volte possono essere causa di disgrazie, la cui unica colpa perรฒ รจ ascrivibile all'uomo, come successo per l'uccisione in Calabria di Simona Cavallaro.

La speranza รจ che, prima o poi, qualcuno si accorga che anche con il nuovo corso della politica e sino a decisione contraria il lupo resta un animale particolarmente protetto. Che non puรฒ essere ucciso impunemente da qualche delinquente a colpi di fucile, avvelenato o deliberatamente investito con l'autovettura. Senza che nulla sia lasciato intentato per assicurare i responsabili alla giustizia.

Lupi perseguitati da politici spregiudicati: come si crea l’effetto valanga

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Lupi perseguitati da politici spregiudicati, che farebbero qualsiasi cosa per arrivare alla meta tanto agognata: poter aprire agli abbattimenti. La notizia รจ rimbalzata sulle cronache e sui flash d'agenzia: un cane รจ stato aggredito (forse) da due lupi nel biellese. Un fatto che, qualora accertato, dimostrerebbe ancora una volta l'umana imprudenza di lasciare i cani liberi. Ansa pubblica una notizia sul suo portale con questo titolo: Lupi: denuncia cane aggredito da lupi, indagano forestali. Titolo, corretto, notizia che racconta di indagini in corso.

Stesso episodio ma cambia completamente il contenuto della notizia, in un comunicato dell'ufficio stampa di Barbara Mazzali, capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Lombardia:

โ€œEโ€™ purtroppo arrivata la prima aggressione allโ€™uomo da parte di due lupi. Eโ€™ successo questa mattina a Cavagliร , in provincia di Biella, e subito, fin da oggi, bisogna provvedere a un piano serio perchรฉ non succeda anche in Lombardia. Stamani verso le 7 un cacciatore del posto stava portando il suo cane a fare una passeggiata e gli si sono parati davanti due lupi, che hanno subito attaccato. Il cane adesso รจ in fin di vita e lโ€™uomo, di 70 anni, ha riportato serie ferite ed รจ stato curato al pronto soccorso. Senza la protezione del suo fedele amico, forse ora dovremmo piangere una vita dilaniata dai lupi.

Le agenzie parlano di ipotesi, l'uomo non pare aver riportato neanche un graffio, ma la capogruppo di Fratelli d'Italia si lancia in profezie. Probabilmente, visti i precedenti e la passione per la caccia, vuole bruciare tutti sul tempo. In fondo questa notizia non fa altro che assecondare le leggende di questi giorni.

Lupi perseguitati e politici spregiudicati: bisogna creare allarme per accontentare i sostenitori

Che la capogruppo di Fratelli d'Italia non stia dalla parte dei lupi non รจ una novitร  e questa linea davvero aggressiva verso la fauna รจ tipica dell'intera forza politica. Uno stile ben incarnato da Barbara Mazzali, che voleva portare la caccia nelle scuole come materia di insegnamento perchรฉ, sempre a suo dire "permetterebbe di collegare "scienze, botanica, agricoltura, chimica, geografia, cucina e storia". Evidentemente il consigliere non trova controindicazioni nell'insegnare l'uso delle armi ai ragazzi, cercando di cancellare empatia e compassione.

Per non lasciare spazio a dubbi sull'interpretazione del suo pensiero la politica non si ferma qui, ma anzi rincara la dose, riproponendo un cambiamento nella legge attuale. "Eโ€™ successo in Piemonte, ma poteva succedere ovunque, anche in Lombardia. Per questo un anno fa avevo sottoscritto in Regione una mozione per il controllo del lupo. Sarebbe in questo senso utile pensare che la legge 157/92 sia trasformata da legge di tutela della fauna selvatica a โ€œlegge di gestione della fauna selvaticaโ€, come chiedono le associazioni agricole, e che anche ilย lupoย venga gestito, attraverso studi scientifici indipendenti, alla stregua di tutte le altre specie presenti sul territorio nazionale cosรฌ come avviene in altri Stati Europei. Forse, dopo lโ€™aggressione di oggi, che per un soffio non รจ finita in tragedia, potremo iniziare a fare un discorso serio su questa problematica".

I lupi sono assediati da cacciatori, allevatori e politica contro ogni buon senso

La Svizzera ha chiesto al segretariato della Convenzione di Berna di declassare il lupo, da specie particolarmente protetta a protetta. Ricevendo un severo e sonoro rifiuto, argomentato e spiegato molto bene nello studio "Assessment of the conservation status of the Wolf (Canis lupus) in Europe". Dove viene illustrato, dati alla mano, come il lupo in Europa meriti ancora di essere tutelato per diverse ragioni scientificamente supportate. Ma a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria e cosรฌ, certa politica, non potendo cavalcare la conoscenza decide di diffondere e alimentare la paura.

Sapendo che molte, troppe persone si limitano a leggere i titoli senza considerare i contenuti. Una notizia per fare il giro del web non deve per forza essere vera, basta che sia verosimile, che sia in grado di colpire l'immaginario collettivo. Raccontando di come il nemico sia sempre alle porte, per giustificare la richiesta di provvedimenti eccezionali che non tutelano la collettivitร , ma alterano in compenso la percezione della realtร .

Ci vorrebbe una moratoria internazionale sulle bugie raccontate dai politici, che spesso riescono a fare piรน danno della realtร , giร  di per se terribile come ci racconta questa guerra in Europa.


La Regione Piemonte combatte le fake news con giornalisti formati e preparati

Piemonte Parchi combatte fake

La Regione Piemonte combatte le fake news naturalistiche grazie all'idea dell'ufficio stampa diffuso. Un'intuizione che sta dando buoni frutti, con un percorso non ancora completato ma ricco di soddisfazioni. Soprattutto per gli appassionati di natura, che potranno sempre contare su informazioni di qualitร , in grado di sconfiggere il giornalismo sensazionalistico. Non c'รจ giorno, infatti, in cui non si leggano notizie false, approssimative che molto spesso riguardano argomenti divisivi, come possono essere i lupi.

Cani falchi tigri e trafficanti

Per questo รจ importante che chi si occupa di comunicazione naturalistica abbia i piedi ben radicati al suolo, conosca gli argomenti e supporti chi deve fare informazione. Da qui nasce l'idea della regione, che ha deciso di formare dei professionisti della comunicazione, in modo che in futuro ogni parco possa contare su un ufficio stampa competente. Oggi ben cinque parchi sui dieci operativi possono giร  contare sulla presenza di giornalisti come addetti stampa: un fiore allโ€™occhiello per la regione, ma anche una garanzia per il sistema delle Aree naturali protette piemontesi.

Avere un giornalista in ogni parco, significa superare il concetto per cui la natura fa notizia solo quando รจ cartolina (e quindi bellissima, da visitare) oppure tragedia (e quindi, vittima, delle azioni dellโ€™uomo). La natura รจ questo ma รจ anche molto di piรน. Un capitale naturale che ha un valore nella nostra quotidianitร , in grado di produrre servizi ecosistemici ancora poco conosciuti. Utilissimi per ribaltare lโ€™idea della conservazione:ย  da fastidioso vincolo, a risorsa anche economica.

La Regione Piemonte combatte le fake news con l'ufficio stampa diffuso, frammentato nei parchi a garanzia della buona informazione

Il percorso, iniziato solo due anni fa, รจ tuttora in itinere e su dieci enti di gestione ben cinque possono giร  contare di un proprio giornalista come addetto stampa (Aree protette delle Alpi Cozie, Po piemontese, Marittime, Monviso, Appennino piemontese). Altri due sono giร  in dirittura d'arrivo (Ticino e Lago Maggiore e Paleontologico astigiano), portando la copertura al 70% delle aree regionali. Un bellissimo traguardo raggiunto in poco tempo, che ha il pregio di aver aperto una strada che non potrร  piรน essere chiusa. Servendo da esempio anche per molte altre regioni.

Racconta Emanuela Celona, direttore responsabile di Piemonte Parchi: "Siamo stati capaci di trasformare una una debolezza in un punto di forza. Tanto รจ vero che questo ufficio stampa โ€˜diffusoโ€™ dei parchi piemontesi nasce proprio dalla frustrazione di chi si occupa di comunicazione/informazione allโ€™interno di unโ€™area protetta (e, probabilmente, non solo). Della serie, tutti comunichiamo, e quindi tutti siamo capaci a farlo! Poco importa, invece, se alla base di una buona comunicazione, e soprattutto di una corretta informazione, ci sia analisi, studio, ricerca, verifica (!) delle fonti e una deontologia che dovrebbe essere il faro di ogni giornalista."

La considerazione che l'informazione debba rappresentare una prioritร  per un'area naturalistica รจ un concetto ancora poco apprezzato. Molto meno di quanto, grazie a questa intuizione, non siano "diffusi" gli addetti stampa, che presto saranno una realtร  presente in tutte le aree protette regionali. Non รจ stata cosa facile, le novitร  spesso spaventano, ma perseveranza e risultati hanno alla fine avuto la meglio. Riuscendo a convincere anche i presidenti e i direttori piรน riottosi. Grazie all'entusiasmo di chi ha pensato e lavorato a questo progetto.

L'osmosi funziona anche per far funzionare Piemonte Parchi, la rivista tematica che si occupa di aree protette

Una considerazione che fa propria Emanuela Celona, che conferma questa impressione: "Si, รจ vero questo ufficio stampa โ€˜diffusoโ€™ โ€“ ci piace chiamarlo cosรฌ! โ€“ รจ linfa vitale per la rivista โ€˜Piemonte Parchiโ€™ che pubblica con continuitร  articoli di colleghi neo-giornalisti, qualificati e appassionati. La speranza รจ che si possa dedicare il tempo necessario a questo progetto, e alla comunicazione dei parchi in genere, per fare un bel lavoro."

La volontร  di fare un buon lavoro la si percepisce dalle dichiarazioni di chi รจ in forza al progetto nelle varie realtร  protette. Come quella di Nadia Faure, addetta stampa Parchi Alpi Cozie: โ€œPoter essere accompagnata dal gruppo redazionale che Piemonte Parchi ha creato รจ un grande aiuto: avere con chi condividere i propri contenuti รจ una grande sicurezza e poi a ogni articolo, si apre un mondoโ€ฆ e si conoscono nuove persone che arricchiscono!"

A cui fa eco la sua collega Laura Succi, addetta stampa Po piemontese: "Diventare addetto stampa di unโ€™area protetta significa diventare uno strumento in piรน per lavorare a salvaguardia della natura. In un momento come questo, "l'epoca della transizione ecologica", i parchi dovrebbero far viaggiare la macchina della comunicazione a mille chilometri l'ora!"

Comunicare correttamente si basa su veridicitร  della notizia e qualitร  dei contenuti

Fare informazione di qualitร  ha come presupposto la verifica delle notizie, senza usare sensazionalismi e rispettando il lettore. Ma chi legge deve imparare a separare le notizie dalle fake news, impegnandosi a verificare che quanto legge sia credibile, prima di condividerlo. Troppo spesso oggi le dita scivolano veloci sulle tastiere dei telefoni, prima ancora che sia compreso il contenuto. Magari perchรฉ non si legge, ci si ferma alla foto o al titolo.

Ma le notizie false sono come il lupo della foto, che sembra essersi travestito da pecora. Possono essere ben costruite ma se non siamo convinti della veridicitร  dobbiamo evitare di diffonderle senza criterio. Meglio un like in meno di una fake news in piรน.

Il lupo mannaro e il contadino ovvero le fantasie di una articolista

Il lupo mannaro e il contadino Il lupo mannaro e il contadino ovvero le fantasie di un'articolista de La Nazione. Giร  segnalata, inutilmente, all'ordine dei giornalisti. Precedente segnalazione che l'Ordine dei Giornalisti ha archiviato con la piรน semplice delle motivazioni: chi ha scritto l'articolo non รจ un giornalista. E il direttore non รจ censurabile. La libertร  di stampa รจ sacra, ci mancherebbe, perรฒ bisognerebbe poter sanzionare chi mette in giroย fake news, e non solo sui lupi. Su questo tema sono stati scritti molti articoli, anche su questo blog (leggi qui), ma purtroppo nulla sembra cambiare se l'argomento รจ il lupo. Che da predatore non pericoloso per l'uomo, si trasforma in lupo mannaro. Pronto a sbranare un povero contadino inerme. Partiamo dal titolo del pezzo:ย ยซUn brutto incontro con un lupo. Ha cercato di attaccarmiยป e le parole sono quelle che l'agricoltore avrebbe detto a Ilenia Pistolesi, l'articolista de La Nazione. Ma l'estensore del pezzo e il racconto non si fermano qui purtroppo. Scrivono di lupo che sbadiglia, sicuramente per fame, e di agricoltore che si salva dopo essere stato attaccato mentre era sul trattore.
Ma vien da sรฉ che questa emergenza, scandita da una convivenza uomo-lupo praticamente impossibile, stia raggiungendo il suo apice.ย ย ยซI lupi circolano liberi vicino ai nostri poderi โ€“ ci spiega ancora lโ€™agricoltore, scampato allโ€™attacco del predatore โ€“ che cosa dobbiamo fare, barricarci dentro casa? Conosco tanti pastori disperati, subiscono attacchi continui. Quando cinque pecore, quando dieci: รจ una mattanza infinitaยป.

Le notizie false pubblicate sui giornali sono una vergogna per il settore

Per quanto tempo ancora si dovrร  leggere sui giornali, che magari prendono anche sovvenzioni statali grazie alla legge sull'editoria, notizie senza fondamento scientifico, false, ridicole. Per quanto sarร  concesso seminare paura per fare qualche click? Dove finisce l'etica di chi scrive, al di la di ogni appartenenza a un ordine professionale, quando le notizie sono esasperate, ingigantite, montate come la panna? Parlare di attacchi di lupi famelici che minacciano uomini, dopo due secoli di assenza di ogni testimonianza in questo senso. Una follia. Esiste un mondo reale, di lupi che come predatori possono anche attaccare il bestiame domestico, che quasi sempre si scopre essere incustodito. Esiste un mondo di fantasia dove il vivono il lupo mannaro e il contadino. Descritto solo per spaventare, per far sensazione. Non stupiamoci allora se si trovano lupi presi a fucilate, uccisi con una scarica di pallettoni come รจ capitato recentemente in Lessinia (leggi qui): il risultato di una campagna di terrore e di interessi, quelli dei cacciatori. Che detestano il lupo perchรฉ gli sottrae prede, regola il numero di cinghiali e cervi, meglio di loro. Bisogna inasprire le sanzioni contro i bracconieri, ma anche per chi diffonde fake news.ย Specie se lo fa dalle colonne di un giornale prestigioso come La Nazione.