Provincia di Trento e incidenti con gli orsi: l’unica responsabile รจ l’amministrazione del Trentino

Provincia Trento incidenti orsi

Provincia di Trento e incidenti con gli orsi: l'unica vera responsabile รจ l'amministrazione del Trentino. Per questo non bisogna farsi trascinare nel campo della contesa, polarizzata, fra chi difende gli orsi e chi, invece, li vuole abbattere. Un campo questo dove, localmente, vince sempre a furor di popolo l'amministrazione trentina. Ampiamente sostenuta dagli elettori che credono che chiunque difenda gli orsi sia un ambientalista da salotto. Credenza diffusa, purtroppo, anche grazie a quei sostenitori degli orsi che si fanno riconoscere sui social per affermazioni tanto emotive quanto dannose.

Attaccare i trentini non cambierร  il destino dell'orsa KJ1 mentre servirร  per creare un ulteriore pregiudizio, davvero poco utile alla causa. Il focus deve essere spostato dagli orsi e dai trentini per puntarlo sulla gestione della questione del ripopolamento di questi orsi. Un'attivitร  che oramai data quasi tre decenni, prima assentita e poi mal gestita dalla Provincia Autonoma di Trento. Se รจ vero che l'azione politica resta insindacabile รจ altrettanto vero che gli amministratori abbiano l'obbligo di esercitare tutte le necessarie azioni per circoscrivere il rischio di incidenti.

Se l'eliminazione di ogni rischio รจ di fatto impossibile ci sono azioni di mitigazione che possono essere compiute. Azioni che probabilmente avrebbero dovuto iniziare molti anni fa, anche a seguito di riflessioni e dubbi sull'attuazione del progetto. Dubbi che giร  si potevano cogliere in uno studio sulla reintroduzione degli orsi, condotto da Piero Genovesi e altri. La preoccupazione di una mancata accettazione degli orsi era, infatti, ben nota e presente nello "Studio di fattibilitร  per la reintroduzione dell'Orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi centrali" pubblicato nel 2000 dall'INFS, ora assorbito da ISPRA.

La causa ultima dell'estinzione dell'orso รจ quindi probabilmente da ricercarsi, piรน che nelle mutate condizioni ambientali (che pure hanno avuto un ruolo importante), nella persecuzione diretta operata dall'uomo che ha via via assunto un'efficienza maggiore nell'influenzare negativamente la dinamica delle popolazioni locali. Lo sfruttamento agricolo e zootecnico capillare degli ambienti montani ha sicuramente contribuito a rendere maggiormente problematico il rapporto orso-uomo (maggiori danni, minore tolleranza)e a rendere piรน efficace l'opera di persecuzione cui la
specie veniva sottoposta, incentivata a piรน riprese dal pagamento di taglie per gli orsi uccisi.

Tratto da Studio di fattibilitร  per la reintroduzione dell'Orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi centrali

Provincia di Trento e incidenti con gli orsi: un progetto di successo fallito nell'accettazione della popolazione

Appare di tutta evidenza che questo progetto, partito negli anni '90 del secolo scorso, per aver un successo "complessivo" avrebbe dovuto aver un percorso molto diverso. Un inizio che doveva prendere avvio dall'accettazione dell'orso da parte dei trentini, che andavano coinvolti non soltanto attraverso qualche dibattito e un sondaggio telefonico. Se รจ vero infatti che il sondaggio porto all'accettazione del progeto da parte della popolazione รจ altrettanto vero che l'intero percorso informativo fu un disastro.

Il progetto ha avuto successo esaminando il tasso di crescita di una popolazione oramai estinta al momento della reintroduzione. Mentre รจ completamente fallito sul fronte dell'accettazione da parte dei locali, come dimostrano i fatti. Una pessima gestione che รจ partita dalla coda piuttosto che dalla testa. Mettendo in atto una reintroduzione che dopo poco tempo, quando ha iniziato ad avere successo, รจ stata sempre piรน osteggiata. Un percorso di successo dovrebbe partire prima dalla creazione dei presupposti affinchรฉ venga accolto. Solo quando questo avviene si dovrebbe passare alla successiva fase attuativa. Perรฒ cosรฌ non รจ stato.

Gli scienziati, spesso, si affezionano piรน alla teoria che non alla pratica, piรน al successo dell'esperimento che non alla condivisione sociale. Possiamo quindi dire che, scientificamente, il progetto iniziato nel 1996 come "Life Ursus" abbia avuto successo. Peccato che sia stata perรฒ sottovalutata l'ostilitร  dei trentini, che continuano a vedere solo i problemi, senza comprendere i benefici. Del resto l'orso รจ animale complesso e molto piรน "ingombrante" di altri "predatori", pur nella sua grande utilitร  per gli equilibri di un territorio.

La Provincia di Trento, per decenni, ha solo cercato di risolvere con il Pacobace le criticitร  senza occuparsi delle cause

Nel 2024 si puรฒ ritenere che la responsabilitร  dell'attuale conflitto uomo/orso sia stata causata dagli amministratori della PAT. In un percorso lungo decenni dove l'ultimo รจ Maurizio Fugatti che, dal punto di vista dei risultati, รจ probabilmente il peggiore. Un presidente che crede che tutta la "questione orsi" sia risolvibile abbattendo o incarcerando. Il miglior emblema di una manifesta incapacitร  nel gestire il conflitto fra uomo e orso. Ricorrendo sempre e solo a toni muscolari, un trucco oratorio che serve a coprire una lunga catena di omissioni.

Il povero Andrea Papi, ucciso a causa di uno sfortunato incontro con l'orsa Jj4 che aveva i cuccioli, se avesse visitato una volta a Jellowstone avrebbe, forse, potuto evitare l'incidente. Non si puรฒ sapere con certezza, ma se avesse potuto ricevere la formazione che il parco di Jellowstone fa ai turisti, forse, sarebbe andato a correre nei boschi con altra modalitร . In Trentino, invece, secondo Fugatti ci sono solo troppi orsi. Omettendo di dire che c'รจ anche zero formazione, tardiva e insufficiente informazione e colpevoli mancanze nella messa in sicurezza dei rifiuti. Ma sono proprio i rifiuti il motivo di attrazione degli orsi vicino agli abitati.

Continuare a accusare gli orsi, ripetendo come un mantra che sono troppi e vanno abbattuti, รจ una dimostrazione di incapacitร . Un buon amministratore prima lavora per minimizzare i rischi, facendo corretta informazione e adottando i provvedimenti necessari. Senza ripetere editti bulgari spesso sconfessati dalla magistratura amministrativa. Una gestione complessiva che meriterebbe di essere meglio indagata anche dalla magistratura contabile.

I conflitti con le attivitร  del l'uomo rappresentano la principale causa di minaccia per la conservazione di lupo, lince e orso. รˆ ormai generalmente accettato che un'efficace conservazione dei grandi carnivori deve necessariamente passare attraverso la risoluzione o l'attenuazione di tali conflitti. Per questo motivo, nella realizzazione del presente studio, particolare attenzione รจ stata riservata all'analisi dei fattori sociali ed economici, attraverso l'utilizzo maggiore, rispetto a precedenti studi di questo tipo condotti in Italia, dei moderni strumenti di analisi deJl'atteggiamento umano
e degli aspetti finanziari dell'intervento. Oltre ai potenziali conflitti con l'uomo, anche l'ecologia dell'orso rende l'immissione di questa specie particolarmente problematica; le popolazioni di questo carnivoro, infatti, presentano densitร  molto basse, hanno requisiti spaziali enormi, sono caratterizzate da bassissimi tassi di accrescimento.

Tratto da Studio di fattibilitร  per la reintroduzione dell'Orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi centrali

Impedire che gli orsi diventino confidenti รจ importante, ma un'orsa con i cuccioli non รจ un orso confidente o pericoloso

Sostenere che abbattendo qualche orso si riducano gli incidenti รจ soltanto un proclama a effetto.Recenti studi sostengono che abbattimenti e dissuasione non siano efficaci quanto la corretta gestione dei rifiuti. Unica certezza effettiva sulle rimozioni รจ il consenso popolare che l'amministrazione ottiene, basato in gran parte sulla scarsa conoscenza delle problematiche di gestione degli orsi. Convinzioni alimentate da cattivi amministratori che non si preoccupano di mettere le basi per un'effettiva coesistenza. Ben sapendo che gli orsi oramai ci sono, che non verrร  mai permesso di abbatterli tutti e che, senza informazione, gli incidenti potranno solo ripetersi.

In Trentino si continua a non capire l'importanza e l'indotto creato dal turismo ecologico, al contrario di quanto รจ avvenuto in Abruzzo. Considerazioni oramai sempre piรน necessarie in un territorio montano in cui, con molte probabilitร , fra un decennio l'assenza di neve e di acqua renderanno sempre piรน difficile poter sciare. Un ecosistema ben conservato potrebbe essere, invece, molto piรน attrattivo, come dimostrano i flussi turistici delle zone in cui insistono aree protette. Magari cercando anche di replicare il cosiddetto "sistema Malles", che ha portato a eliminare i pesticidi in quel comune. Pesticidi che, invece, in Val Venosta sono stati trovati anche in alta quota a causa di un loro uso massiccio nelle coltivazioni delle mele.

Il rischio di essere feriti o uccisi dagli orsi รจ molto basso: in Italia ogni anno muoiono almeno 20 persone a causa degli effetti delle punture di insetti. I casi di incontri/scontri con gli orsi, invece, hanno causato negli ultimi cinque anni un morto e sette feriti, molti dei quali lievi, Incidenti che potevano in parte essere evitati, con condotte corrette (cani al guinzaglio) e buona informazione. L'orsa che Fugatti vorrebbe abbattere vive in Trentino da un quarto di secolo e non ha mai causato problemi. Ora la si vorrebbe, invece, far passare per un orso pericoloso.

Senza poter dimenticare che in Trentino ci sono stati almeno 18 feriti, nell'ultimo quinquennio, a causa di incidenti legati alla caccia. Dati alla mano parrebbe essere tempo di smettere con gli allarmismi iniziando a lavorare seriamente per una pacifica coesistenza.

Trasferito orso M57 in Ungheria: una vergogna inaccettabile decisa con grande indifferenza

trasferito orso M57 Ungheria
Foto di repertorio

Trasferito l'orso M57 in Ungheria, in uno zoo che fa spettacoli con lupi addestrati, in uno spazio davvero piccolo nel quale non รจ dato sapere quanti orsi siano ospitati. Una sistemazione inadatta a un orso selvatico di recente cattura, costretto a subire la convivenza con altri orsi e la pressione del pubblico. Lo zoo di Medveotthon, in Ungheria si presenta sul suo sito come una fattoria degli orsi, con lupi addomesticati, procioni e coati.

Nulla a che vedere con un santuario, nรฉ con un centro di custodia di animali in difficoltร . Soltanto una dei tanti parchi tematici con animali, che organizza spettacoli con il branco di lupi addomesticati a beneficio dei visitatori. Uno zoo che non risulta essere iscritto all'associazione europea dei giardini zoologici (EAZA), probabilmente in quanto non rispetta i parametri minimi per poter appartenere al sodalizio. Una soluzione che ha consentito alla Provincia di Trento di liberarsi di un altro orso, dopo aver trasferito l'orsa DJ3 in Germania.

Una storia completamente diversa quella di M57, sia sotto il profilo giudiziario che del benessere degli animali. Questo giovane maschio infatti รจ stato catturato recentemente e rinchiuso nel centro di Casteller, dopo una scaramuccia con un carabiniere in vacanza ad Andalo. Un plantigrado selvatico, che per poter subire la cattivitร  รจ stato trattato con farmaci e castrato. Un orso, infatti, ha grandi difficoltร  nell'adattarsi a piccoli spazi, da dividere con altri coospecifici. Un animale che non doveva essere catturato, ma semplicemente munito di radiocollare e trasferito in un luogo piรน idoneo. Ipotesi recentemente ribadita dal Consiglio di Stato.

E' stato trasferito l'orso M57, in Ungheria in uno zoo non adatto a custodirlo in condizioni di benessere accettabili

Il Consiglio di Stato aveva infatti stabilito che l'orso potesse essere liberato, qualora ISPRA avesse dato parere favorevole. Smontando pezzo a pezzo la decisione dell'amministrazione trentina di catturarlo. Perรฒ oramai l'orso aveva conosciuto la sofferenza della gabbia, era stato sterilizzato e gli enti che avrebbero potuto stabilire diversamente, assumendosene il rischio, hanno deciso che non fosse liberabile. Fine della strada di M57 verso la libertร  e inizio di un nuovo calvario. Forse sarebbe stato piรน coraggioso e pietoso praticargli l'eutanasia, che non condannarlo all'ergastolo.

Ma si sa che il coraggio รจ merce rara, che la politica ne ha sempre di meno. Specie quando le scelte possono influire negativamente sull'immagine di chi le adotta. Ma in questa vicenda, oltre alla sofferenza di M57, si รจ rotto l'equilibrio. Nella storia degli orsi trentini si sono mescolate troppe volte le carte, talvolta truccandole, talvolta facendo leva sulla paura. Senza che nรฉ la magistratura nรฉ altri organi si impegnassero per ottenere il rispetto della legge.

Qui non si parla piรน di animalismo, di difesa a oltranza di un orso. Questa storia parla di diritti calpestati, di leggi non applicate, di silenzi assordanti. Per concludersi, poi, con scelte inaccettabili sul destino di un orso. Una vicenda che ha reso il maltrattamento di un animale selvatico, particolarmente protetto, una situazione legale, non perseguita. Sia per M49 che per M57, costretti a vivere in un centro inadatto, sottoposti a condizioni afflittive, rivelate anche dai Carabinieri Forestali. Il rapporto รจ rimasto in un cassetto della Procura di Trento, al momento sembra senza nรฉ indagini nรฉ indagati. Nonostante le proteste, i ricorsi delle associazioni e le pronunce della magistratura amministrativa.

Non dovrebbero esistere zone franche, nemmeno quando si parla di animali, e la legge dovrebbe essere sempre applicata

Cosรฌ non รจ stato, sino dall'inizio di questa storia della reintroduzione degli orsi in Trentino. Un'idea scientificamente fantastica che si รจ rivelata una trappola per gli orsi. Che si sono trovati, loro malgrado, in un'area fortemente antropizzata, priva di corridoi faunistici che consentissero lo il loro spostamento. Senza aver considerato, evidentemente, la filopatria delle femmine, che rende molto difficili i loro spostamenti. Le orse difficilmente si allontanano dal territorio dove nascono. E i maschi non si disperdono in modo efficace se non trovano femmine sull'arco alpino. Un progetto finanziato dall'Europa che molto probabilmente era sbagliato nei presupposti, sicuramente nei risultati.

Questo perรฒ non giustifica prendere un animale e rinchiuderlo in condizioni di maltrattamento, a causa degli errori umani. Non dovrebbe consentire agli amministratori di passare attraverso le maglie della legge, perchรฉ il maltrattamento di animali รจ un reato. Non spiega perchรฉ un rapporto stilato dai Carabinieri, dal quale si evince il maltrattamento, resti lettera morta. Cosรฌ come sono rimasti lettera morta gli interventi, seppur illegali, dei ragazzi del Centro Sociale Bruno di Trento e le inchieste delle Iene. Per arrivare a questo tristissimo epilogo, dove l'orso, di notte per evitare contestazioni, viene portato in Ungheria, in un centro che di fatto รจ un luna park degli animali.

Dare il permesso al trasferimento di M57 nella fattoria degli orsi ungherese รจ un atto incomprensibile

La sensazione che si ricava da questa scellerata operazione รจ duplice: che le leggi sono uguali per tutti ma che, come diceva Orwell, non tutti sono uguali davanti alla legge. La seconda idea รจ che le amministrazioni, quando si tratta di difendersi a vicenda ci sono sempre, anche andando incontro a comportamenti che stridono con quanto indicato dalla magistratura amministrativa.

Questa storia, a ben pensarci, non ha soltanto mandato all'ergastolo un orso senza colpe, perchรฉ semmai bisognava rimuovere chi aveva lasciato i cassonetti dei rifiuti senza protezione. Contribuendo in modo determinante all'avvicinamento del plantigrado, che solo per questa ragione si era scontrato con un carabiniere imprudente. La decisione di deportare M57 in Ungheria รจ stato l'epilogo di una storia che ha mandato in frantumi il concetto di legalitร  e di correttezza. Sotto il profilo morale sarebbe stato discutibile, ma sarebbe stato molto piรน coraggioso se Maurizio Fugatti, l'attuale doge del Trentino, avesse ordinato, a suo tempo di sparare all'orso.

Si sarebbe risparmiata tanta sofferenza, qualcuno si sarebbe assunto responsabilitร  reali in questa orrenda tattica, che in campo calcistico verrebbe definita come una spregevole melina. L'orso avrebbe sofferto molto meno, qualcuno sarebbe magari finito sotto processo, si sarebbero chiariti molti aspetti e ci sarebbe stata un'utilitร  nel sacrificio dell'ignaroM57. In questo modo invece abbiamo perso proprio tutti e questo รจ davvero inaccettabile in uno stato di diritto.


ARTICOLO MODIFICATO IN DATA 23/12/2021

L'articolo รจ stato modificato nella parte relativa al parere della commissione CITES italiana, che non risultava essere obbligatorio per l'esportazione dell'orso M57. Quindi รจ stato rilasciato un certificato, essendo l'orso bruno in Appendice II della Convenzione CITES, ma il parere sull'idoneitร  del luogo di destinazione viene rilasciato dall'ente di gestione ungherese della CITES. Quindi il tipo di valutazione sull'idoneitร  viene assunto per quanto riguarda l'Italia solo dall'amministrazione provinciale del Trentino. Mi scuso dell'errore con i lettori e con gli interessati.

Pessima gestione degli orsi in Trentino e la PAT incassa un’altra sconfitta di fronte al Consiglio di Stato

pessima gestione orsi Trentino

Per la pessima gestione degli orsi in Trentino la Provincia Autonoma di Trento incassa una nuova bocciatura dal Consiglio di Stato. In un'articolata sentenza il massimo organo amministrativo accoglie il ricorso delle associazioni protezionistiche ENPA e OIPA, con analoghe motivazioni di altre pronunce. Alla fine, senza entrare troppo nelle pieghe normative, la realtร  รจ che l'ennesima bacchettata arriva a causa di decisioni arbitrarie, carenze istruttorie e decisioni sproporzionate.

Una decisione che sbatte la porta in faccia a Maurizio Fugatti e ai suoi deliri di onnipotenza. La gestione degli orsi in Trentino deve seguire le normative e non possono esistere scorciatoie, messe in atto a danno degli orsi. L'unica parte della sentenza che personalmente giudico molto discutibile รจ che le spese siano state compensate fra le parti. Mentre sarebbe stato giusto che la PAT fosse condannata a risarcirle. Per eccesso di arroganza, per dar corpo al danno erariale. Ma questo resta solo un parere che non sminuisce la portata della decisione.

Quindi l'orso M57, l'oggetto della contesa giudiziaria non รจ colpevole di aver aggredito una persona ma forse viceversa. Il comportamento del carabiniere che si รจ scontrato con l'orso รจ stato imprudente. Mentre l'atteggiamento dell'orso รจ stato inizialmente dettato da mera curiositร . Sino a quando la persona non ha deciso di mettere in atto comportamenti scorretti. Forse anche un poco da bullo, visto che di notte dopo aver visto l'orso cerca di spaventarlo. Mentre avrebbe dovuto arretrare con tranquillitร . Peraltro una persona che, per mestiere, dovrebbe sapere come evitare inutili situazioni di pericolo.

La pessima gestione degli orsi in Trentino porterร  alla liberazione dell'orso M57, imprigionato senza motivazioni?

Solo nelle prossime settimane si vedrร  quale sarร  il destino dell'orso M57. Dopo che il Consiglio di Stato ha sancito che la sua captivazione รจ stata un abuso. Dopo che รจ stato nuovamente scritto che le condizioni di detenzione a Casteller, il luogo di prigionia di M49 e M57, possono essere viste come un maltrattamento. Qualcosa dovrebbe quindi succedere e l'ipotesi, che scaturisce dalla sentenza รจ che in linea di principio nulla osta a un'eventuale liberazione. Condizionata perรฒ a una valutazione di pericolositร , ma anche legata al tempo autunnale e ai danni subiti. Il letargo, fra l'altro, incombe.

Senza poter dimenticare che M57, al pari del suo compagno di prigionia, รจ stato sottoposto a castrazione. Una situazione complessiva che seppur in mera teoria pare favorevole a un'ipotesi di liberazione temo che si scontrerร  con altra realtร . I lunghi mesi di prigionia, le sofferenze patite, la castrazione, la somministrazione di sedativi e la vicinanza con l'uomo potrebbero aver prodotto danni. Un'ipotesi tutt'altro che remota. Gli animali selvatici sono delicati, anche quando sono grossi quanto un orso.

Qualcuno si prenderร  la responsabilitร  di decidere per la liberazione dell'orso? Certo sarebbe giusto, un piccolo ma grande risarcimento per il male subito. Il giudizio รจ stato lasciato perรฒ alla Provincia di Trento, sentito il parere dell'ISPRA e questo, salvo sviluppi davvero clamorosi, fa pensare a un prolungamento della detenzione. Ingiustificata quando รจ stata disposta, forse difficile da revocare oggi. Dimostrando che i tempi della natura e quelli della giustizia sono incompatibili. Il rischio di questa vicenda รจ che si trasformi in una vittoria di Pirro. Inutile per M57.

Gli animali avrebbero diritto a un risarcimento per ingiusta detenzione e i responsabili meriterebbero una condanna

La vicenda di M57 non รจ una questione che riguarda un orso. Rappresenta la dimostrazione dei danni che possono essere prodotti da una cattiva politica. Dall'arroganza di chi pensa di poter fare quello che vuole, con lo scopo di mantenere il consenso elettorale. Passando via attraverso le maglie troppo larghe di una giustizia che arriva, ma quasi sempre con tempi inaccettabili. Almeno per poter essere applicata in un caso come quello dell'orso M57.

La speranza, che temo vana, รจ che questo ennesimo precedente porti a dei cambiamenti. Che si arrivi a individuare le responsabilitร  di chi ha ristretto gli orsi in condizioni di maltrattamento. L'attivazione seppur tardiva della magistratura penale, che in tutta questa vicenda รจ stata la grande assente. Il convitato di pietra che รจ passato sopra ai maltrattamenti inferti agli orsi e messi nero su bianco dai Carabinieri Forestali. Sarebbe giusto che chi ha fatto il danno sia portato a risponderne, senza che questo possa togliere la sofferenza inutilmente patita da un orso che poteva restare libero.

Orsi e ricorsi in Trentino per una contesa insensata che la PAT non vuole far cessare

orsi ricorsi Trentino

Orsi e ricorsi in Trentino sono diventati la normalitร : la giunta provinciale emette provvedimenti prepotenti e le associazioni fanno ricorso. L'amministrazione quasi sempre perde davanti ai tribunali amministrativi e riceve sonori schiaffoni dalle sentenze del Consiglio di Stato. Ma non molla la presa. Una guerra santa per dimostrare ai trentini chi comanda, per cercare di non perdere consenso in una provincia dove il problema principale non sono gli orsi, ma i pesticidi. Come ogni volta dimostrano le inchieste televisive.

Cani falchi tigri e trafficanti

Questa volta al centro della contesa sono le linee guide sulla gestione degli orsi, che la provincia ha ben pensato di poter stravolgere. Scordando che tecnicamente l'autonomia concessa non puรฒ essere intesa come extraterritorialitร . Gli orsi, e non solo loro, sono inseriti in un patrimonio faunistico collettivo che appartiene all'intero paese. Per questo regioni e province possono gestirlo, ma rispettando la normativa di riferimento nazionale. Senza possibilitร  per Fugatti e la giunta di adottare provvedimenti che gli possano consentire di abbattere un orso alla prima occasione.

Quello che sconforta รจ questo costante scontro fra i poteri dello Stato. Sollecitati dalle associazioni che non possono tollerare i ripetuti abusi, fatti a spese dei cittadini, e in questo caso anche degli orsi. Quando le norme sono chiare, e quelle che regolano la gestione degli orsi anche in Trentino lo sono, non รจ tollerabile che l'amministrazione provinciale prenda sempre scorciatoie. Anche quando appare da subito palese che i provvedimenti adottati vadano oltre il lecito. Come ritenere che la Provincia di Trento possa emettere senza contraddittorio ordinanze di abbattimento di orsi senza seguire il percorso previsto dai piani di gestione.

Orsi e ricorsi in Trentino: scelte che sembrano costruite a tavolino per mantenere alto il conflitto senza affrontare il problema

Arriva la sconfitta presso il TAR di Trento che annulla la possibilitร  che sia l'amministrazione trentina, in autonomia, a decidere se abbattere un orso giudicato dalla stessa problematico? Fugatti non demorde, dando mandato all'ufficio legale di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza. Con la consapevolezza che in punto diritto la sentenza non potrร  essere ribaltata. Questo gesto, l'ennesimo, serve a mostrare i muscoli a favore degli elettori, cercando di minimizzare le sconfitte e di distogliere dagli errori.

Il miglior modo per evitare scontri fra orsi e persone รจ quello di evitare incontri ravvicinati, come รจ stato detto piรน volte. Per ottenere questo risultato occorre un'idea di gestione intelligente e il rispetto di alcune regole. Uno dei problemi tardivamente affrontati e ben lungi dall'essere risolti รจ la gestione della frazione umida dei rifiuti. Quelli che noi vediamo come scarti alimentari per gli orsi sono invece risorse a basso costo energetico. Quindi se il Trentino non si dota, in tutti i Comuni interessati dalla presenza degli orsi, di contenitori di rifiuti appositamente realizzati sarร  impossibile evitare che gli orsi si avvicinino agli insediamenti umani.

Occorre informare i turisti, ma anche i locali, dei corretti comportamenti da tenere e imporre che nelle zone frequentate da orsi, specie in primavera, i cani siano tenuti al guinzaglio. In particolari periodi, come avviene in Abruzzo, potrร  essere necessario chiudere dei sentieri per evitare invasioni di campo da parte degli umani. Diffondendo il concetto che il territorio debba essere condiviso rispettando le diverse necessitร . Mettendo in campo informazioni, sanzioni e controlli per evitare che i turisti inseguano gli orsi per fare riprese video e selfie per dimostrare il loro coraggio, che piรน banalmente รจ semplice stupiditร .

I conflitti con gli allevatori vanno limitati grazie a capillari sistemi di dissuasione e protezione

Oltre alla gestione dei rifiuti, che รจ il principale motivo di avvicinamento dei selvatici ai centri urbani, come avviene per i cinghiali, occorre proteggere e gestire gli animali al pascolo. Se i malgari si sono abituati a essere da decenni senza predatori devono rendersi conto che, per fortuna, molti predatori sono tornati, o perchรฉ reimmessi come gli orsi o in quanto arrivati spontaneamente come i lupi. Quindi se non vogliono avere perdite devono comportarsi come i loro bisnonni, che non lasciavano gli animali al pascolo senza sorveglianza.

Allevare animali in natura non puรฒ essere fatto da dilettanti drogati dai fondi europei, dati a pioggia anche a chi svolge questa attivitร  come secondo lavoro. Una situazione che non puรฒ piรน essere tollerata. Contro la quale devono battersi anche le amministrazioni, senza essere conniventi con comportamenti spesso ai limiti del lecito. Difendere le comunitร  locali non puรฒ e non deve prescindere dal dovere di far comprendere l'importanza dell'ambiente e del patrimonio faunistico, nell'interesse anche di chi in Trentino ci vive.

Nel frattempo fra orsi e ricorsi non bisogna dimenticarsi dei due orsi che restano prigionieri in condizioni inaccettabili a Casteller. Un fatto su cui in tantissimi si aspettavano un intervento mai arrivato della magistratura.

Scegliere di convivere con gli animali selvatici non รจ una scelta, ma una necessitร 

scegliere convivere animali selvatici

Scegliere di convivere con gli animali selvatici non rappresenta soltanto un'opzione, ma una necessitร  per il mantenimento degli equilibri. Un comportamento che deve essere attuato per tutelare la fauna, ma certamente non solo per questo motivo. La creazione di un rapporto armonico con la natura รจ inevitabilmente la via maestra per tutelare la nostra sopravvivenza. Se non arriviamo a comprendere l'importanza della convivenza rischiamo di non avere un futuro, sicuramente di non averlo sereno. Un errore che sconteranno le nuove generazioni.

Cani falchi tigri e trafficanti

Orsi, e lupi, rappresentano un banco di prova per una rivoluzione culturale, che non puรฒ piรน anteporre gli interessi umani a ogni altra considerazione. Rappresentano una sfida, quanto lo รจ sempre stato il rapporto in generale con i predatori. Per questo il cambiamento di passo puรฒ prendere avvio proprio da questo rapporto conflittuale da molto, troppo tempo. Iniziare con le situazioni piรน problematiche rappresenta un buon viatico per una risoluzione molto piรน ampia dei problemi ambientali. Per evitare che i cambiamenti siano ancora una volta di facciata e non contemplino soluzioni che mirino al cuore delle questioni sul tavolo.

Quando si parla di convivenza occorre ricordare la biunivocitร  del termine: convivere significa dividere spazi e diritti, creando situazioni armoniche. L'idea che questa situazione possa essere basata sul predominio degli interessi umani rappresenterebbe un errore irrimediabile. Abbiamo bisogno di reinventare un mondo nel quale la nostra specie non pensi di poter risolvere costantemente i problemi creando conflitti. Lo abbiamo fatto con gli uomini, quasi mai riuscendo a raggiungere gli scopi prefissati, lo facciamo da sempre con il regno animale.

Scegliere di convivere con gli animali selvatici significa avere la volontร  di restituire territori

Con il piano di #GenerationRestoration รจ stato chiesto a livello mondiale di restituire alla natura circa un terzo delle terre emerse e degli oceani. Per quanto riguarda le terre non possiamo pensare di restituire e rigenerare solo quelle improduttive, ma dobbiamo fare valutazioni piรน ampie. Che devono comprendere soluzioni intelligenti, prive di pregiudizi, sulla condivisione dei territori. Fino a poco prima dell'inizio della sesta estinzione di massa l'uomo era abituato a difendere le sue proprietร  dagli altri animali, con recinti, vigilando sugli animali al pascolo. Poi dalla difesa l'uomo รจ passato all'attacco e con ogni sistema possibile ha provato a sterminare i predatori.

Abbandono delle campagne, diversificazione dello sfruttamento della montagna, intensificazione degli allevamenti intensivi e delle popolazioni di prede hanno consentito nuove ricolonizzazioni del territorio. Unitamente alla messa in atto di progetti di ripopolamento, come quello avvenuto per gli orsi in Tentino. Mentre il ritorno del lupo รจ stato graduale e del tutto spontaneo. Ma dal tempo della riconquista dei territori con lupi e orsi sembra essersi aperto un conflitto permanente che non ha nรฉ vinti, nรฉ vincitori.

Il bracconaggio, gli investimenti stradali e le altre azioni che minano la convivenza con i carnivori non riescono, per fortuna, a mettere seriamente in pericolo le popolazioni. Questi animali godono di un livello di protezione, che seppur minimo, non consente piรน le stragi di un tempo. Quando tutti i predatori erano considerati nocivi e potevano essere uccisi con ogni mezzo e in ogni tempo. Ora perรฒ servono strategie nuove e diverse, non basate su abbattimenti e catture ma sulla restituzione di territori e sulla difesa delle aree sfruttate dall'uomo. Ma anche sulla diffusione delle attivitร  di prevenzione, per evitare che i nostri errori nella gestione delle risorse alimentari, diventino una causa di conflitti.

Il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha delegato la problematica all'ISPRA

Secondo un recente articolo comparso sull'Adige il ministro Cingolani ha lasciato la questione degli orsi trentini, ma non solo, in mano ai tecnici dell'ISPRA. Gli stessi che avevano giร  contribuito in modo rilevante alla gestione dei carnivori, ottenendo risultati non sempre lusinghieri, specie per quanto concerne le questioni degli orsi trentini. Dando, ad esempio, una valutazione positiva alla struttura del centro di Casteller, dove sono stati rinchiusi tutti gli orsi sopravvissuti alle catture. Una realtร  oggetto di forti critiche non solo delle associazioni di protezione degli animali ma anche da parte dei Carabinieri della CITES, mandati a fare un'ispezione dall'allora ministro Sergio Costa.

Secondo quanto riportato dall'organo di stampa il ministro Cingolani ha proposto all'amministrazione del Trentino la creazione di una grande area recintata per la custodia degli orsi problematici. Dichiarando che l'idea degli abbattimenti degli orsi lo faccia inorridire. Mentre saperli in questo momento rinchiusi, senza reali motivi, nel centro di Casteller in condizioni di maltrattamento non pare suscitare le stesse emozioni rispetto agli eventuali abbattimenti. Senza considerare che per un orso di cattura la prigionia possa essere anche peggiore della morte.

Io ho un background un poโ€™ diverso anche per origine professionale. A casa ho gatti, pappagalli, cani. A me gli animali piacciono moltissimo, ma mi rendo conto che in questi casi trovare un equilibrio fra la salvaguardia dellโ€™animale, che ha diritto alla sua libertร , e la sicurezza delle persone รจ molto complesso. Mi dicevano al mio Dipartimento che la soluzione che รจ stata trovata รจ buona, quindi spero che sia buona. Io penso che la prima cosa รจ garantire che non ci siano rischi per le persone. Dallโ€™altra, perรฒ, anche agli animali va creato un habitat piรน ampio dove siano liberi di muoversi, ma con la sicurezza per noi bipedi che ci viviamo intorno.

Dichiarazioni attribuite al ministro Roberto Cingolani pubblicate sull'Adige nell'articolo linkato.

Prima di progettare nuovi centri di detenzione sarebbe molto meglio investire in prevenzione

Se si vogliono trovare dei rimedi efficaci occorre modificare le politiche, considerando che quelle attuali hanno dato cattivi risultati. Senza essere riuscite a incidere sul problema. Sarebbe quindi necessario creare una to do list, basata sulle prioritร  reali e non su quelle elettorali. La prima delle quali รจ la messa in sicurezza dei rifiuti su tutto il territorio frequentato dagli orsi, con una zona di rispetto di almeno una decina di chilometri. Il secondo punto da attuare รจ la creazione di corridoi faunistici sicuri, per consentire alla fauna di potersi spostare. Il terzo e non meno importante sono le campagne di informazione, che devono essere efficaci e capillari.

Tutti sanno che nel progetto originario gli orsi liberati in Trentino avrebbero dovuto ripopolare l'intero arco alpino. Un'ipotesi che รจ restata tale anche per l'assenza dei corridoi faunistici. Un progetto dovrebbe prima attuare le necessitร  preliminari e, solo dopo averlo fatto, dovrebbe essere avviato. Per evitare che tutte le attivitร  non portate a termine rappresentino un ostacolo insormontabile all'effettiva realizzazione, nonostante i molti fondi impegnati dalla Comunitร  Europea e, dunque, dalla collettivitร . Ma cosรฌ non รจ stato.

Gli errori di percorso costituiscono una mina difficile da disinnescare, capace di far saltare in aria tutti i progetti di tutela ambientale e faunistica. Se riusciremo a comprendere gli errori del passato, chiamandoli con il loro nome, avremo migliori possibilitร  di non ripeterli in futuro. Gestendo i progetti di convivenza secondo modalitร  realistiche e possibili.