Morta Andra, elefantessa schiava nel circo: una vergogna che non si riesce a cancellare

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E’ morta Andra elefantessa schiava in un circo, aveva 63 anni la maggioranza dei quali spesi in prigionia. Per far spettacolo, per far sorridere chi non capisce la sofferenza di un elefante, per norme costantemente disattese. Nonostante le promesse di molti governi, che si sono succeduti nel tempo, i circhi continuano ad avere animali, a essere sostenuti con i soldi dei cittadini. Nell’indifferenza colpevole della politica che non trova il modo di ridare un minimo di dignità a questi schiavi.

Eppure se le normative venissero applicate in modo rigoroso nessun circo potrebbe avere animali come elefanti e grandi felini. E nessun circo potrebbe avere il permesso di attendarsi, perché nessuna legge autorizza il circo a detenere animali in condizioni incompatibili con il loro benessere. La norma riconosce il circo come forma di spettacolo, finanziata dallo Stato. Ma non spende una parola per dire come i circhi debbano tenere gli animali. Per superare questo assurdo vuoto normativo sono arrivate le direttive CITES per i circhi, che non hanno un valore di legge, ma costituiscono almeno una traccia sulle modalità di detenzione.

Non è molto, ma anche questo poco non viene rispettato. i Comuni rilasciano licenze con verifiche sommarie sul benessere, grazie a controlli fatti dai servizi veterinari pubblici. Che spesso non sanno, altre volte non vogliono fissare paletti sufficienti a non consentire gli spettacoli. Eppure basterebbe poco perché il circo è uno spettacolo soggetto a continui controlli. A ogni spostamento, a ogni cambio di località, perché tutto deve essere collaudato. Tanti controlli che hanno fatto diventare il maltrattamento dei circhi codificato, autorizzabile e almeno all’apparenza legale.

La morte di Andra, elefantessa schiava per decenni in un circo dovrebbe essere un monito per le coscienze

Si fa tanto parlare di diritti animali, ma però poi si tollera una forma di spettacolo con gli animali indecente. Allontaniamoci dalle violenze degli addestramenti, che anche quando non usano sistemi crudeli sono coercitivi. Il circo causa maltrattamento agli animali per la sua stessa natura. Carrozzoni angusti, spazi inaccettabili quando fanno spettacolo, privazioni continue quando sono in viaggio. A ogni trasferta gli animali vivono per giorni chiusi sui carri, in condizioni spesso carenti per luce, coibentazione e spazi vitali.

Mi sono occupato di circhi per molti anni e non voglio dire che tutti i circensi siano persone crudeli. Sono cresciuti e vivono in un contesto particolare, che senza la sofferenza degli animali rappresenterebbe un mondo con un suo fascino. Ma hanno perso, o forse non hanno mai sviluppato, un’attenzione per le sofferenze degli animali. Li vedono come dei compagni di vita, quella vita itinerante che gli uomini scelgono e gli animali subiscono. Per altri invece gli animali sono all’ultimo posto nella scala dei valori: girano con automobili da decine di migliaia di euro ma trasportano tigri e leoni in carrozzoni terrificanti.

La sofferenza degli animali non dipende però dai circensi, proprio come non dipende dai proprietari la sofferenza di quelli detenuti nei peggiori zoo, negli allevamenti di animali da pelliccia e in quelli intensivi. Questa sofferenza dipende da uno Stato che la consente, da amministrazioni che non fanno fino in fondo il loro dovere, da veterinari che sono anestetizzati di fronte a vite fatte di patimenti. Che troppo spesso non segnalano alle autorità le violazioni, che autorizzano guardando i documenti e non gli occhi dei detenuti.

Nessun circo può garantire agli animali benessere e se solo fosse uno zoo secondo le leggi in vigore sarebbe stato già chiuso, per sempre

La legge sul maltrattamento di animali stabilisce che i suoi disposti non siano applicabili ai circhi, in quanto regolati da norma speciale. La Cassazione però si è espressa in modo diverso, come per altre leggi speciali, stabilendo che i circhi debbano essere assoggettati alle leggi ordinarie quando le condizioni vanno oltre alle previsioni normative. Quindi i circhi sono soggetti alla legge 189/2004 quando hanno verso gli animali condotte lesive che oltrepassano quanto stabilito dalla legge speciale (lo, so è complesso da comprendere).

Il punto è che l’unica legge che disciplina il circo equestre è del 1968 e non dice una parola su come debbano essere tenuti gli animali. Non stabilisce un limite di specie, una misura delle gabbie e dei carrozzoni, non dice nulla. Non esiste una norma che regolamenti le condizioni di vita degli animali dei circhi. Questo significa che non possa esistere un sofferenza legale in quanto nulla autorizza a tenere gli animali nei carrozzoni o gli elefanti in catene. Non consente di tenere coccodrilli in vasche da bagno o rapaci legati a un trespolo.

In base a che criterio, a quale norma di legge i veterinari autorizzano lo svolgimento degli spettacoli quando i leoni sono costretti a vivere in spazi angusti e se gli elefanti camminano sul cemento e di notte hanno le catene? Come mai i Comuni che hanno regolamenti che prevedono norme restrittive, non riescono a farli applicare? Milano, per fare un esempio, è tappezzato di manifesti che annunciano gli spettacoli di un circo ma non sono affatto sicuro che siano state rispettate nemmeno le limitazioni del regolamento sulla tutela degli animali.

Cambiare non significa essere contro i circensi, significa che devono solo smettere di avere animali, proprio come ha fatto il Cirque du Soleil

Smettiamola anche con i luoghi comuni: chi vuole un circo senza animali non vuole eliminare il circo. Semplicemente vorrebbe poter vedere spettacoli con artisti, abilità e coreografie che siano al passo dei tempi, proprio come il famoso circo canadese. Un modo di fare circo professionale, moderno, imprenditoriale, che non prevede sofferenza. Vorremmo vedere sotto lo chapiteaux solo gli elefanti fatti di luce del Circo Roncalli, ologrammi non animali veri.

Vorremmo vedere Procure della Repubblica che ordinino indagini serie sul benessere degli animali, sulle condizioni di detenzione. Certo ci sono problemi più seri, forse, ma la civiltà e la costruzione di una società diversa passa dalla difesa dei deboli, degli indifesi. Una cosa è certa che il tempo del circo con animali deve essere considerato finito, senza ritorno. Lo hanno fatto molti paesi anche europei, come la Grecia, che ha vietato i circhi con animali proprio dopo i maltrattamenti inflitti durante una tournée nel paese ellenico proprio a Andra, l’elefantessa morta a Bergamo.

Il vero circo lo fanno i politici quando si occupano degli animali

vero circo

Il vero circo lo fanno i politici quando si occupano degli animali, sfruttandoli a piacimento per cercare di ottenere consensi. Come hanno dimostrato recentemente in regione Lombardia, dove è stata respinta la mozione che sollecitava il governo a eliminarli. Una proposta più mediatica che di sostanza, sfruttata però da tutti i contendenti.

Nella realtà la bocciatura fatta dalla giunta regionale, che ha respinto una mozione del MoVimento 5 Stelle, non ha certo peggiorato le cose. Un sollecito fatto dalla Lombardia su questo argomento non avrebbe infatti risolto. Solo il governo centrale ha il potere di modificare la legge sui circhi.

Una bocciatura che stupisce, visto che uno dei voti contrari è di Gianulca Comazzi, ex garante dei diritti degli animali nella giunta Moratti. Ma stupisce anche la proposta fatta dai 5Stelle che quando erano al governo con Salvini han fatto scadere i termini per arrivare a un circo senza animali. Una proposta che viene sventolata a intermittenza, senza portare mai all’obiettivo da vari e diversi schieramenti.

I politici non vogliono realmente eliminare gli animali dai circhi

Non lo ha fatto il ministro Franceschini quando lo aveva promesso, preferendo fare scelte politiche dilatorie, non lo ha fatto il ministro Bonisoli nonostante i molti proclami. Così come non è servita a nulla, se non a dimostrare la buona volontà, la delibera della Regione Campania. Insomma le chiacchiere, come purtroppo i fatti, stanno a zero.

Nel frattempo il circo con animali non solo continua imperterrito a tenere i suoi spettacoli ma anche a essere finanziato. Lo Stato eroga a questa forma di spettacolo cospicui contributi, grazie alle previsioni del Fondo Unico Spettacolo. Non bisogna infatti dimenticare che il circo con animali non solo è consentito, ma anche sostenuto con le tasse dei cittadini.

Sembra incredibile eppure uno sparuto numero di complessi circensi, sempre più in declino e con un numero di spettatori in costante calo, continua a esercitare con successo attività di lobby. Con risultati ben più soddisfacenti, nei fatti, di quelli ottenuti da quanti continuano a chiedere la definitiva scomparsa degli animali dagli spettacoli itineranti.

Per questo è doveroso dire che il vero circo lo fa la politica, con la sua abilità nel dare sempre un colpo al cerchio e uno alla botte, nel tentativo di non perdere consensi. Intanto molti cittadini aspettano di vedere mantenute le promesse. Mentre gli animali continuano a restare imprigionati nei carrozzoni.

Vietati animali nei circhi, ma solo nei titoli dei giornali

Vietati animali nei circhi

Vietati animali nei circhi, ma solo nei titoli dei giornali: la realtà come sempre è molto diversa da annunci e dichiarazioni a effetto. Nei fatti al momento nulla è cambiato per gli animali del circo, soltanto è passato un emendamento nel Consiglio Regionale della Campania, proposto dai Verdi campani, che vincola la giunta campana a sollecitare il governo in questo senso. Quindi di fatto questo si tradurrà in uno stimolo, che non è ancora un risultato.

“Niente più animali nei circhi”, il Consiglio regionale della Campania approva la mozione dei Verdi

Titolo dell’articolo di “la Repubblica” del 9 ottobre 2019

Leggendo questo e molti altri articoli con titoli analoghi non si capisce però come la realtà sull’effettivo divieto di usare gli animali nei circhi debba ancora concretizzarsi. Al momento non ci sono certezze se non che già ai tempi dell’allora (e attuale) ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, mancò la determinazione di arrivare sino in fondo.

Il divieto promesso divenne si tradusse in un provvedimento che parlava di progressiva eliminazione degli animali, rinviando all’emanazione di decreti attuativi ad hoc da parte del parlamento. La seconda occasione mancata fu quella fatta dal Governo del cambiamento, che di fatto lasciò scadere una finestra temporale senza nulla fare. Nonostante le promesse più volte fatte e rifatte dall’allora ministro Bonisoli, mai concretizzate anche per la caduta del governo gialloverde.

Il consiglio regionale campano vota all’unanimità l’emendamento contro gli animali nei circhi.

Sicuramente un segno di attenzione al problema, importante anche per la votazione trasversale che ha visto tutti i partiti d’accordo sul punto proposto dai Verdi. Purtroppo altrettanto sicuramente resta il fatto che questo è soltanto un segnale, che non dovrebbe pertanto dar luogo a toni trionfalistici, non trattandosi di un provvedimento effettivo.

Credo che sarebbe giusto che questo Governo rimediasse davvero a un ritardo inspiegabile nel chiudere la vicenda sugli animali dei circhi. Ma chi si occupa di queste tematiche sa bene che su questi argomenti i proclami sono molti, ma i risultati concreti restano davvero pochi. Si ha sempre l’impressione che il problema circhi non lo si voglia mai affrontare in modo concreto. Nel frattempo però lo Stato continua a finanziare gli spettacoli circensi, anche quelli con animali.

Tanto rumore per nulla sui circhi con animali?

In questa fase questo sembra essere lo stato dell’arte: promesse, iniziative seppur importanti ma assenza di fatti concreti. Che prima o poi dovranno arrivare considerando che i tre quarti degli italiani è contrario al circo con animali.

Ora vediamo se questa iniziativa della regione Campania si trasformi in uno stimolo efficace che possa portare alla dismissione degli animali nei circhi. Che nel frattempo dovrebbero essere soggetti a controlli seri e costanti, cosa che non avviene in modo così diffuso e puntuale. Se venissero applicate alla lettera le norme vigenti in materia di animali e spettacolo viaggiante molte questioni sarebbero già state risolte.

Gli animali dei circhi non votano, i politici promettono agli italiani che invece votano, ma sono sempre poco inclini a presentare il conto delle troppe bugie elettorali. Insomma su questo argomento non resta che aspettare passi reali, effettivi e non solo dichiarazioni e affermazioni di principio.

Che sorte avranno le tigri del circo che hanno ucciso il domatore

tigri-del-circo

Molti si interrogano su che sorte avranno le tigri del circo che hanno ucciso il domatore Ettore Weber, mentre con uno dei molti circhi Orfei si trovava in Puglia. Gli animali sono stati portati allo zoo safari di Fasano, in sequestro, in attesa di non meglio precisati sviluppi.

Sullo stato di custodia delle tigri sembra essere sceso il sipario e non è dato di sapere se siano ancora sopra lo stesso carrozzone che le ha ospitate, come è più che probabile, durante la loro permanenza presso il circo Marina Orfei.

L’inserimento dei felini in un gruppo già costituito non è una cosa semplice o scontata, atteso che peraltro le tigri non sono animali di branco, se non quando costrette come negli zoo o nei circhi. Questo rende molto difficile l’inserimento e il loro collocamento nei recinti di Fasano. Uno zoo peraltro oggetto di molteplici contestazioni per le condizioni di detenzione degli animali.

Lo Stato non ha strutture per la detenzione degli animali pericolosi

Il primo a essere inadempiente alle sue stesse leggi è proprio lo Stato, che non si è mai dotato di propri centri, ma ha semplicemente autorizzato le poche strutture private che avevano i requisiti. Nonostante sia prevista la confisca anche degli animali pericolosi per differenti normative, dal maltrattamento alla CITES. Animali che in questa situazione non si sa mai dove collocare.

Sarà anche per questo motivo che non si sono mai fatti grandi passi avanti verso una reale, sempre promessa e mai attuata, dismissione degli animali dai circhi. Durante la scorsa legislatura lo aveva più volte annunciato il ministro Dario Franceschini, senza però arrivare mai al provvedimento, ma rimandando grazie a una sorta di legge delega.

Ora, cambiato governo, il ministro Bonisoli non ha voluto stringere emanando i provvedimenti di “progressiva eliminazione degli animali”, in quanto, a suo dire, mancavano i tempi parlamentari. Ma di promessa in promessa è arrivata l’estate e gli animali restano dove sono.

Mancando i centri pubblici di recupero e conservazione degli animali esotici le poche strutture private fanno quello che possono, nei limiti dei fondi risicati e quasi sempre con il supporto delle associazioni. Questo stato di cose rende molto complesso sequestrare e allontanare gli animali pericolosi che sono ancora in circolazione. Che sono molti più di quanto si creda in condizioni quantomeno dubbie.

Che fine hanno fatto gli animali pericolosi che sono stati denunciati alla metà degli anni 90?

In molti casi sono rimasti nelle disponibilità di chi già li aveva, e non si parla solo di circhi e degli zoo autorizzati. Non tutti sanno che gli zoo autorizzati e muniti di licenza hanno il diritto di tenere gli animali pericolosi, ma per i circhi il discorso cambia.

Le strutture itineranti devono avere i permessi per la loro detenzione, che devono essere rilasciati dai Prefetti e autorizzare non solo il numero di animali ma anche il luogo in cui sono custoditi.

Ma non sempre è così: le autorizzazioni vengono rilasciate senza troppi controlli e, soprattutto, in pochi casi si verifica a distanza di tempo se il luogo o il carrozzone di detenzione siano ancora quelli. E che siano rimasti nelle stesse condizioni nelle quali sono stati ritenuti idonei.

Così, sotto traccia fino alla disgrazia, ci sono animali pericolosi che non solo vivono in cattività da decenni, ma che si sono anche riprodotti. Le autorizzazioni non scadono mai e la riproduzione è consentita, basta solo denunciarla agli enti preposti. Che non sapendo dove mettere gli animali in caso di sequestro non controllano con grande assiduità.

Mancano controlli approfonditi sul rispetto delle prescrizioni per gli spettacoli itineranti

In fondo la legislazione su circhi, animali esotici e animali pericolosi è complessa ma anche poco attuata. In questo modo si creano zone grigie poco indagate, si rilasciano autorizzazioni sulla base di verifiche insufficienti e nessuno sembra accorgersene. Almeno sino a che non accade una disgrazia.

Chissà se a chi indaga sulla morte di Ettore Weber sia venuta l’idea di risalire a tutti i Comuni che hanno in precedenza rilasciato una licenza di spettacolo al circo, verificando la documentazione. Magari incrociandola con i dati che sono al Ministero dei Beni culturali, che tramite il Fondo unico dello spettacolo (FUS) finanzia i circhi.

I circensi hanno le loro responsabilità ma è giusto dire che per ogni spostamento un circo riceve un’autorizzazione comunale per poter fare spettacolo. Autorizzazione rilasciata sulla base degli accertamenti fatti dalle Commissioni comunali o provinciali di vigilanza che, quasi sempre in via preventiva, devono o dovrebbero fare tutti i controlli.

Le verifiche dovrebbero comprendere la sicurezza del circo a 360°. Da quella del personale a quella del pubblico. Senza omettere il controllo delle condizioni di detenzione, che devono garantire non vi sia pericolo di fuga degli animali ma anche la presenza delle attrezzature per intervenire in emergenza. Fondamentale per gli animali è che siano rispettati i parametri indicati dalla Commissione scientifica CITES.

Le leggi ci sono ma sembra che pochi le conoscano a fondo e ancor meno le applichino. Anche in questo settore vige il metodo “così fan tutti” e il risultato si vede. Occorrerebbero meno chiacchiere, meno insulti sui social, più controlli e la volontà di far rispettare la legge da parte dello Stato, in tutte le sue emanazioni centrali e periferiche.

Il rigore nei controlli dovrebbe essere la norma e non costituire l’eccezione

Maggior rigore nei controlli significherebbero una vita migliore per gli animali del circo, limitando l’arbitrio di chi li tiene in modo ancora peggiore del consentito. Trincerandosi dietro l’aver ottenuto la licenza di spettacolo.

Il rispetto delle regole, in tutti i settori ove ci siano animali, contribuisce a migliorare le loro condizioni di vita, e non è cosa da poco. Invece leggi e regolamenti vengono spesso applicati poco e male: così i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ora si resta in attesa di conoscere che sorte avranno le tigri del circo custodite a Fasano: non è una garanzia che siano presso lo zoo safari, che come detto è una struttura che ha ricevuto molte contestazioni sul benessere animale.

A partire da quello degli orsi polari che certo non vedono il loro habitat d’elezione fra le masserie della Puglia, nemmeno con i cambiamenti climatici,

Sul divieto di circo con animali PACMA inciampa sul nostro paese

divieto di circo con animali

Forse confuso dalle tante dichiarazioni fatte dal Governo sull’uso degli animali nel circo anche il PACMA, il partito animalista spagnolo, è stato preso in contropiede. Nonostante sia uno dei movimenti meglio organizzati in Europa sul fronte dei diritti, animali e umani.

Così ha fatto un tweet in cui anche il nostro paese è stato messo fra quanti avevano abolito la possibilità di usare gli animali nei circhi. In realtà non è così, perché come ho scritto in questo articolo I circhi ringraziano il Governo del cambiamento l’occasione c’era stata ma è andata persa.

🗺️ Más de la mitad de los países de la UE han prohibido el uso de animales en circos 🚫🎪🐘

La falta de interés y de valentía política para prohibirlos, condena a muchos animales a vivir una vida de látigos y cadenas.

Desde PACMA trabajamos para prohibir los circos con animales pic.twitter.com/kqXxwkcjPi— PACMA (@PartidoPACMA) May 7, 2019

L’italia consente ancora il circo con animali

Oramai per arrivare a vietare l’impiego degli animali nei circhi sarà necessario iniziare un iter parlamentare nuovo, che porti a una legge che contenga il divieto. La possibilità di utilizzare il provvedimento messo in campo dal precedente governo è scemata, per chiusura della finestra temporale.

Per correttezza è bene dire che nessun Governo della nostra repubblica si è mai adoperato realmente per abolire l’uso degli animali nei circhi. Ma nemmeno per regolamentarne l’attività in senso restrittivo, cercando di migliorare le condizioni di vita in attesa di provvedimenti più incisivi.

Nel frattempo bisogna far crescere l’attenzione dell’opinione pubblica informandola sulle sofferenze degli animali in cattività. Da quelli reclusi nei circhi ma anche degli animali da compagnia che teniamo segregati in gabbie o terrari nelle nostre case.

La società sta cambiando sempre più velocemente, non sempre in meglio pare giusto sottolineare, ma l’attenzione verso i diritti degli animali e la tutela ambientale è in crescita. Certo una crescita lenta, per alcuni troppo lenta, ma sicuramente importante.

Saranno i cambiamenti culturali a spazzare via una serie di tradizioni e di attività oramai fuori dal tempo, che non sono più accettate dalla maggioranza degli italiani. Come il circo e come la caccia, che stanno vivendo tempi di fisiologico declino, lento ma inarrestabile.