Life ursus รจ la dimostrazione di come possa fallire un progetto di reintroduzione

Life ursus รจ la dimostrazione di come possa fallire un progetto di reintroduzione
Foto di repertorio

Life Ursus รจ la dimostrazione di come possa fallire un progetto di reintroduzione quando manca il reale coinvolgimento della comunitร . I progetti di reintroduzione, specie quando riguardano animali di grandi dimensioni che possono entrare in conflitto con le attivitร  umane, vanno costruiti preventivamente. Occorre creare una cultura della coesistenza che deve essere fatta crescere prima che tutti i nodi vengano al pettine e in Trentino รจ stato fatto l'esatto contrario. Prima si sono reintrodotti gli orsi, senza creare una comunitร  ospitante consapevole, poi non si sono volute creare le condizioni per minimizzare i problemi derivanti dalla coesistenza con gli orsi e infine si รจ atteso l'incidente.

Un comportamento suicida quello dell'amministrazione trentina, che ha dimostrato tutti i limiti del mancato governo dell'operazione. Un progetto voluto anche dall'amministrazione del Trentino, anche se ora molti se ne dimenticano. Il paradosso di una provincia autonoma che prima cavalca la presenza dell'orso a fini turistici, salvo poi far finta che il plantigrado sia stato imposto sul territorio da altri. Riuscendo a far dimenticare tutte le omissioni e la totale assenza di iniziative utili alla coesistenza.

Piรน il progetto aveva successo, in termini di presenza dell'orso nelle valli del Trentino, e piรน montava l'insofferenza in una comunitร  lasciata allo sbando. Pochissima formazione e informazione, poche attivitร  sui territori, mancato posizionamento dei cassonetti per i rifiuti anti orso e assenza di cartellonistica. Scarse o nulle informazioni sui comportamenti da tenere per evitare incontri ravvicinati con i plantigradi. Nel frattempo veniva sparso a pioggia il germe della paura da parte dei cacciatori e degli agricoltori che, da sempre, vedono i predatori come avversari. Presenze a loro dire inutili, dimenticando l'importanza dei predatori apicali per il mantenimento degli equilibri faunistici.

Il 5 aprile 2023 segna uno spartiacque: muore a causa di un incontro con un'orsa Andrea Papi, incolpevole runner trentino

Il 5 aprile del 2023 Andrea Papi esce di casa per andare a correre nei boschi, la sua passione da sempre. Nessuno gli aveva perรฒ detto che in primavera le orse con i cuccioli possono avvicinarsi ai luoghi abitati. Il timore nei confronti degli uomini รจ meno forte di quello che hanno degli orsi maschi, che mirano a uccidere i cuccioli per far tornare le femmine in estro. Andrea Papi non aveva paura degli orsi, tanto da andare a correre da solo. Purtroppo, un uomo solo che corre non fa rumore, non avvisa gli animali della sua presenza. Una curva a gomito e la tragedia si concretizza, come un incubo, perchรฉ sbucando all'improvviso di fronte all'orsa si creano le condizioni che portano alla morte di Andrea.

Da quel tragico giorno la vita degli orsi in Trentino cambia, se prima erano solo presenze non gradite da tutti ora diventano nemici pericolosi. A forza di soffiare sul fuoco i comitati nati dopo la morte di Andrea riescono a far crescere non solo la paura ma anche l'odio verso i plantigradi. In una comunitร  che in buona parte pensa che la montagna sia degli uomini e solo degli uomini. Da quel momento l'ostilitร  verso il progetto Life Ursus che, nell'oramai lontano 1999 aveva riportato gli orsi sull'Adamello e in quasi tutto il Trentino dove erano praticamente scomparsi, diviene granitica, collettiva.

Non bastano piรน le catture degli orsi che hanno troppe frequentazioni con gli uomini, come avvenuto, fra gli altri, per il famosissimo ma quasi dimenticato M49. L'orso ribattezzato Papillon per la sua abilitร  nell'evadere. M49 continua a essere detenuto, oramai da anni, in una struttura di cattivitร  non idonea gestita dalla provincia. Non bastano nemmeno gli abbattimenti decisi dalla giunta Fugatti. L'odio porta a una crescita esponenziale del bracconaggio, che colpisce non solo gli orsi ma anche i lupi. Secondo quanto pubblica il Corriere della Sera sono giร  una decina gli orsi morti, dal giorno dell'incidente, in circostanze che possono far pensare al bracconaggio.

Il progetto Life Ursus รจ parzialmente riuscito, in termini di presenza degli orsi, ma รจ fallito per la mancata accettazione delle comunitร  locali

Leggendo un sondaggio commissionato dalla Provincia di Trento il 73% dei trentini vede come non gradita la presenza degli orsi. Un dato certamente influenzato dalle campagne contro orsi e lupi messe in atto da cacciatori e agricoltori, che sono riuscite a influenzare pesantemente la comunitร  locale. Tanto da vedere sui plantigradi un netto ribaltamento di opinione da parte dei turisti che frequentano il Trentino, con il 67% degli intervistati che risulta essere indifferente alla presenza dell'orso. Ed รจ bene dire che quest'ultimo sondaggio รจ stato realizzato per Trentino Marketing, l'agenzia di promozione turistica dell'amministrazione provinciale.

Unica certezza che appare chiaramente รจ quella che attesta come sia sempre piรน facile prevenire un incendio piuttosto che spegnerlo. Oggi non รจ facile individuare nuove strategie per convincere i trentini dei benefici che derivano dalla presenza degli orsi, mentre avrebbero potuto funzionare vent'anni addietro. Il futuro degli orsi trentini appare decisamente incerto, stretto fra intolleranza e bracconaggio, con un'amministrazione che usa i predatori come armi di distrazione di massa. Cosรฌ orsi e lupi diventano i migliori alleati dello stesso governo del territorio, che nulla ha fatto per stimolare la coesistenza. Un paradosso che al momento sta funzionando in termini di consenso politico per il ras del Trentino Maurizio Fugatti.

Con l'attuale governo a trazione filovenatoria il governatore del Trentino trova molte sponde sui far rimbalzare le bocce che dovrebbero andare a colpire il pallino, i predatori. La politica al momento sta andando in direzione opposta alle conoscenze scientifiche e al buon senso. Mettendo al centro della capacitร  di governo della natura l'uomo cacciatore, in un delirio di antropocentrismo venatorio degno dell'oscuramtismo medioevale.

Ucciso l’orso M91: una morte annunciata frutto di una malsana gestione politica

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Ucciso l'orso M91: una morte annunciata frutto di una malsana gestione politica che non si riesce ad arrestare. Il governatore Fugatti si comporta come se gli orsi del Trentino fossero una sua proprietร  esclusiva. Dall'avvio del progetto a oggi risultano, salvo errori, essere stati abbattuti o uccisi 64 orsi, a cui vanno aggiunti quelli imprigionati, che risultano essere tre. Al momento in cattivitร  ci sono Jurka, in un parco faunistico tedesco, mentre l'orso M49 e Jj4 sono tutt'ora rinchiusi al Casteller, in una piccola struttura, in condizioni di certa sofferenza.

La Provincia di Trento e il suo presidente sorvolano sugli orsi morti. Mentre giustificano gli abbattimenti che sarebbero sempre stati messi in atto per garantire la sicurezza dei trentini. Ma รจ proprio sul concetto di pericolositร  che gli schieramenti si dividono. Dopo la morte di Andrea Papi, che รจ stata causata da una tragica casualitร , l'amministrazione trentina vorrebbe poter far giudicare come pericoloso ogni orso visibile sul territorio. Il presidente Fugatti non vuole responsabilitร  ma, soprattutto, non vuole che accadano fatti che lo possano danneggiare politicamente.

Se gli stessi criteri di gestione fossero stati applicati anche in Abruzzo probabilmente gli orsi marsicani si sarebbero giร  estinti. Certo si puรฒ affermare che in Abruzzo gli orsi non siano stati reintrodotti ma ci siano sempre stati e si puรฒ pur invocare, come giustificazione, che i marsicani siano animali piรน pacifici. Ma non รจ in questo che si possono trovare le motivazioni di questa strage. E non si puรฒ nemmeno accettare il parallelo fra orsi uccisi, tutela delle persone e salvaguardia della specie. Il punto รจ la crescente intolleranza, alimentata dalla politica per fini elettorali.

Ucciso l'orso M91: una morte annunciata da un'amministrazione che alimenta l'intolleranza dei residenti

Un amministratore pubblico dovrebbe avere a cuore la tutela dell'ambiente, che non puรฒ essere considerato difeso se non vi รจ difesa degli equilibri. Le conoscenze scientifiche, non le opinioni da bar sport, attestano che la presenza dei predatori รจ un fattore necessario per il mantenimento degli equilibri ambientali. Un concetto facile da capire se solo si conosce il funzionamento della catena alimentare. Se si guarda a tutti gli altri animali non come avversari da battere ma come compagni di un viaggio iniziato millenni addietro e che rischia di terminare anzitempo.

Fugatti dovrebbe dire alla sua gente che i predatori sono come la grandine, come i fulmini o come le gelate in primavera: possono arrecare danni all'agricoltura, ma sono inevitabili e, in futuro, lo saranno sempre piรน. Dovrebbe raccontare che odiare i predatori non รจ un comportamento intelligente, perchรฉ senza di loro si rompe l'equilibrio faunistico. Forse dovrebbe anche raccontar loro che con le giuste attenzioni orsi e lupi, linci e sciacalli non sono un pericolo per le persone, ma anche che niente nella vita รจ privo di rischi. E che in Italia le morti piรน evitabili sono quelle sul lavoro, non certo quelle causate dagli animali selvatici.

Per essere credibile, perรฒ, dovrebbe anche dire che le amministrazioni trentine che una dopo l'altra si sono succedute in un quarto di secolo non hanno fatto il loro dovere. Perchรจ se lo avesserio fatto molti incidenti sarebbero stati evitati. Il presidente Fugatti dovrebbe raccontare ai trentini che sono molte le omissioni, a cominciare dai rifiuti. Che non essendo adeguatamente custoditi attirano gli animali. Proprio come il foraggiamento degli ungulati, messo in atto dai cacciatori, che andrebbe vietato da subito. Dovrebbe dir loro solo gli animali adattabili possono evitare l'estinzione, mentre noi con le nostre rigiditร  e i nostri egoismi le causiamo e prima o poi le patiremo.

Rimuovere un orso davvero pericoloso รจ un'azione ineludibile, ma se si fa guerra a tutti gli orsi con la scusa del pericolo non si รจ credibili

Fugatti, quando ancora era un semplice politico leghista, nel 2011 organizzรฒ un banchetto a base di carne d'orso, illegalmente importata dalla Slovenia. Un fatto che racconta molto, che parla della visione politica di un uomo che ora รจ a capo della provincia autonoma di Trento. Un uomo che giร  allora trasgrediva le leggi dello Stato, forse perchรฉ quella Lega lo Stato non lo riconosceva. Un uomo che aveva organizzato un banchetto illegale, stoppato dai Carabinieri prima che iniziasse. Un amministratore appartenente a un partito che da sempre raccoglie voti fra allevatori e cacciatori.

Certo qualcuno potrebbe dire come la rimozione di M91 sia stata autorizzata anche da ISPRA, a seguito di reiterati comportamenti che lo avevano portato diverse volte a avvicinarsi agli insediamenti umani. Non per aggressivitร  ma per la facilitร  di procurarsi del cibo. Proprio quello che gli uomini gettano in cassonetti che l'amministrazione trentina da decenni non ha ancora reso inaccessibili ai plantigradi. Anno, dopo anno, dopo anno da piรน di vent'anni. Un fatto preciso, una realtร  che non puรฒ essere smentita e questo fa sorgere una domanda altrettanto ineludibile. Perchรฉ una parte dei trentini addossa ogni responsabilitร  agli orsi e continua a eleggere un personaggio che non ha fatto nulla per garantire la sicurezza?

Un altro dato รจ certo: che orsi e lupi non riusciranno mai a causare lo stesso numero di morti provocato dai cacciatori. Dal 1ยฐ settembre '23 al 31 gennaio 24 secondo i dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia ci sono stati 68 incidenti con vittime che hano causato 12 morti e 56 feriti. Nel corso di un'attivitร  ludica, non necessaria, che non comporta alcun beneficio collettivo e che non รจ nemmeno utile per la gestione faunistica. Un dato che dovrebbe provocare non poche riflessioni fra quanti si propongono come sacri custodi dell'incolumitร  pubblica.

In questo tempo รจ piรน facile diffondere odio che predicare a favore della coesistenza, un comportamento che non darร  buoni frutti

Cercare di portare avanti ragionamenti di buon senso, basati su dati scientifici, su quelle che dovrebbero essere le prioritร  reali non รจ pagante. Non lo รจ con una parte, non piccola, del mondo "animalista", che passa piรน tempo a insultare che non a comprendere, non lo รจ con pastori e allevatori e nemmeno con i politici. Il ragionamento comporta almeno una minima conoscenza, parte da dati di fatto, si basa su delle prioritร , porta a avere necessariamente una visione di tutela collettiva e per questo non piace. Mentre l'odio si semina con facilitร , si amplifica da solo sui social, crea proseliti e fa acquisire voti. Soprattutto fra quanti votano, che sono quelli che in buona parte esercitano il diritto pensando di ottenere un tornaconto.

Alcune volte รจ difficile trovare la voglia di scrivere, senza farsi prendere dallo sconforto, senza cadere nella quasi certezza che a nulla serva, perchรจ i piรน si fermeranno ai titoli. Continuando in questo modo il rischio sarร  sempre piรน quello di leggere solo quelli di coda e, potete giurarci, la colpa non sarร  dei predatori ma della specie che si ritiene la piรน intelligente. Quella che pensa di essere scesa dagli alberi non per custodire il pianeta, ma per dominarlo e possederlo.

Pericolosamente vicini, un docufilm sugli orsi del Trentino

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Pericolosamente vicini, un docufilm sugli orsi del Trentino che analizza i vari aspetti della difficile convivenza fra orsi e trentini, in particolare con gli abitanti della Val di Sole. Ho potuto vederlo a Milano in un'anteprima e l'ho trovato obiettivo, anche se purtroppo contenuto dai tempi filmici e quindi senza possibilitร  di approfondire molte questioni. Una fra tutte la mancata azione delle amministrazioni provinciali, che viene tratteggiata ma non approfondita.

Quello che appare chiaramente dal film, che vi consiglio come strumento di comprensione, รจ la polarizzazione fra le componenti. Che di fatto ha portato a uno scontro permanente. Scontro che non gioverร  agli orsi e ai lupi, ma neanche ai trentini e nemmeno a chi vorrebbe difendere i diritti degli orsi. Spesso piรน con la pancia, sull'onda dell'emozione che non con la testa e il ragionamento. Il quadro che ne esce รจ quello di un progetto all'italiana, ahimรฉ, pieno di sbavature, di non detti e con troppi non fatti.

La narrazione riesce a far percepire con chiarezza quanto sia facile per Fugatti gettare benzina sul fuoco, in una comunitร  che oramai pare aver costruito un muro contro gli orsi. Muro che si รจ trasformato in Fort Alamo dopo la morte di Andrea Papi, diventato una sorta di emblema di questa rivolta. Difficile non comprendere i genitori, non provare compassione per la grande sofferenza che li devasta. Difficile non provar nausea verso chi cavalca per ragioni politiche lo sconforto dei familiari.

Pericolosamente vicini รจ un docufilm sugli orsi che attraversa il sentire della comunitร  trentina e le sue lacerazioni

Come non concordare con quanto detto da Massimo Vitturi, che in un frammento di intervista afferma che LAV non avrebbe mai sostenuto il progetto di reimmissione. Uno dei motivi per cui piรน volte ho definito Life Ursus un fallimento di successo, dove l'unico successo รจ il tasso riproduttivo degli orsi e il vero fallimento sta nella mancata accettazione dei trentini. Come รจ difficile non ascoltare le perplessitร  del responsabile del centro Stiftung fรผr Bรคren โ€“ Wildtier- und Artenschutz (Fondazione per gli orsi - Conservazione della fauna e delle specie selvatiche) che ospita l'orsa Dj3 sulla qualitร  di vita degli orsi in cattivitร , a suo dire "peggiore di una fucilata".

Pericolosamente vicini da voce anche agli allevatori del Trentino, al loro uso della montagna che ritengono un diritto esclusivo ma, anche, al problema degli indennizzi. Soldi che faticano a arrivare, burocrazia defaticante e spese di smaltimento degli animali predati a loro carico. Un'ingiustizia che certo alimenta piรน l'insofferenza che la convivenza, purtroppo mal canalizzata visto che il nemico viene identificato nell'orso e non in chi li governa.

La difesa degli orsi passa da un radicale cambiamento di rotta, certo non facile ma nemmeno impossibile

Lo scontro continuo non troverร  vincitori, ma รจ inutile credere che la rimozione di qualche orso possa essere risolutiva. Deve capirlo la comunitร  trentina, che deve isolare una politica vergognosa che cerca consenso senza risolvere, ma devono capirlo anche le altri parti in gioco. Che dovrebbero potersi sedere a un tavolo, auspicabilmente dopo una caduta di Fugatti e dei personaggi della sua giunta, inconcludente e pericolosa per la gestione della coesistenza.

Senza dimenticare che il clima Trentino sta avvicinando anche i vicini di casa, con il grande rischio che il progetto di ripopolamento delle Alpi orientali fallisca definitivamente. Oggi nessuno vuole dare spazio agli orsi grazie al clima che si รจ creato, ma senza far comprendere l'importanza di questa specie ombrello gli orsi resteranno imbottigliati in Trentino. Tanti argomenti, molta complessitร , sfida difficile che vale la pena di essere affrontata. Con la buona volontร , ma anche con la professionalitร , di tutti i giocatori.

Il docufilm Pericolosamente vicini sarร  nelle sale da settembre grazie a Wanted Cinema Ricercato.

Una nota a margine: il capo dei veterinari dell'Amministrazione di Trento, Roberto Guadagnini, lamenta che gli errori con il narcotico possono sempre capitare. Questo perchรฉ un cane lo si pesa prima di essere sedato dal veterinario, ma gli orsi nella gabbia a tubo non possono essere pesati e le stime possono, quindi, essere errate. Questa รจ una grave colpa perchรฉ esiste la tecnologia e dotare di un sensore che pesi gli orsi catturati con le gabbie a tubo sarebbe veramente semplicissimo. Questa dichiarazione davvero non si puรฒ sentire!

Provincia di Trento e incidenti con gli orsi: l’unica responsabile รจ l’amministrazione del Trentino

Provincia Trento incidenti orsi

Provincia di Trento e incidenti con gli orsi: l'unica vera responsabile รจ l'amministrazione del Trentino. Per questo non bisogna farsi trascinare nel campo della contesa, polarizzata, fra chi difende gli orsi e chi, invece, li vuole abbattere. Un campo questo dove, localmente, vince sempre a furor di popolo l'amministrazione trentina. Ampiamente sostenuta dagli elettori che credono che chiunque difenda gli orsi sia un ambientalista da salotto. Credenza diffusa, purtroppo, anche grazie a quei sostenitori degli orsi che si fanno riconoscere sui social per affermazioni tanto emotive quanto dannose.

Attaccare i trentini non cambierร  il destino dell'orsa KJ1 mentre servirร  per creare un ulteriore pregiudizio, davvero poco utile alla causa. Il focus deve essere spostato dagli orsi e dai trentini per puntarlo sulla gestione della questione del ripopolamento di questi orsi. Un'attivitร  che oramai data quasi tre decenni, prima assentita e poi mal gestita dalla Provincia Autonoma di Trento. Se รจ vero che l'azione politica resta insindacabile รจ altrettanto vero che gli amministratori abbiano l'obbligo di esercitare tutte le necessarie azioni per circoscrivere il rischio di incidenti.

Se l'eliminazione di ogni rischio รจ di fatto impossibile ci sono azioni di mitigazione che possono essere compiute. Azioni che probabilmente avrebbero dovuto iniziare molti anni fa, anche a seguito di riflessioni e dubbi sull'attuazione del progetto. Dubbi che giร  si potevano cogliere in uno studio sulla reintroduzione degli orsi, condotto da Piero Genovesi e altri. La preoccupazione di una mancata accettazione degli orsi era, infatti, ben nota e presente nello "Studio di fattibilitร  per la reintroduzione dell'Orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi centrali" pubblicato nel 2000 dall'INFS, ora assorbito da ISPRA.

La causa ultima dell'estinzione dell'orso รจ quindi probabilmente da ricercarsi, piรน che nelle mutate condizioni ambientali (che pure hanno avuto un ruolo importante), nella persecuzione diretta operata dall'uomo che ha via via assunto un'efficienza maggiore nell'influenzare negativamente la dinamica delle popolazioni locali. Lo sfruttamento agricolo e zootecnico capillare degli ambienti montani ha sicuramente contribuito a rendere maggiormente problematico il rapporto orso-uomo (maggiori danni, minore tolleranza)e a rendere piรน efficace l'opera di persecuzione cui la
specie veniva sottoposta, incentivata a piรน riprese dal pagamento di taglie per gli orsi uccisi.

Tratto da Studio di fattibilitร  per la reintroduzione dell'Orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi centrali

Provincia di Trento e incidenti con gli orsi: un progetto di successo fallito nell'accettazione della popolazione

Appare di tutta evidenza che questo progetto, partito negli anni '90 del secolo scorso, per aver un successo "complessivo" avrebbe dovuto aver un percorso molto diverso. Un inizio che doveva prendere avvio dall'accettazione dell'orso da parte dei trentini, che andavano coinvolti non soltanto attraverso qualche dibattito e un sondaggio telefonico. Se รจ vero infatti che il sondaggio porto all'accettazione del progeto da parte della popolazione รจ altrettanto vero che l'intero percorso informativo fu un disastro.

Il progetto ha avuto successo esaminando il tasso di crescita di una popolazione oramai estinta al momento della reintroduzione. Mentre รจ completamente fallito sul fronte dell'accettazione da parte dei locali, come dimostrano i fatti. Una pessima gestione che รจ partita dalla coda piuttosto che dalla testa. Mettendo in atto una reintroduzione che dopo poco tempo, quando ha iniziato ad avere successo, รจ stata sempre piรน osteggiata. Un percorso di successo dovrebbe partire prima dalla creazione dei presupposti affinchรฉ venga accolto. Solo quando questo avviene si dovrebbe passare alla successiva fase attuativa. Perรฒ cosรฌ non รจ stato.

Gli scienziati, spesso, si affezionano piรน alla teoria che non alla pratica, piรน al successo dell'esperimento che non alla condivisione sociale. Possiamo quindi dire che, scientificamente, il progetto iniziato nel 1996 come "Life Ursus" abbia avuto successo. Peccato che sia stata perรฒ sottovalutata l'ostilitร  dei trentini, che continuano a vedere solo i problemi, senza comprendere i benefici. Del resto l'orso รจ animale complesso e molto piรน "ingombrante" di altri "predatori", pur nella sua grande utilitร  per gli equilibri di un territorio.

La Provincia di Trento, per decenni, ha solo cercato di risolvere con il Pacobace le criticitร  senza occuparsi delle cause

Nel 2024 si puรฒ ritenere che la responsabilitร  dell'attuale conflitto uomo/orso sia stata causata dagli amministratori della PAT. In un percorso lungo decenni dove l'ultimo รจ Maurizio Fugatti che, dal punto di vista dei risultati, รจ probabilmente il peggiore. Un presidente che crede che tutta la "questione orsi" sia risolvibile abbattendo o incarcerando. Il miglior emblema di una manifesta incapacitร  nel gestire il conflitto fra uomo e orso. Ricorrendo sempre e solo a toni muscolari, un trucco oratorio che serve a coprire una lunga catena di omissioni.

Il povero Andrea Papi, ucciso a causa di uno sfortunato incontro con l'orsa Jj4 che aveva i cuccioli, se avesse visitato una volta a Jellowstone avrebbe, forse, potuto evitare l'incidente. Non si puรฒ sapere con certezza, ma se avesse potuto ricevere la formazione che il parco di Jellowstone fa ai turisti, forse, sarebbe andato a correre nei boschi con altra modalitร . In Trentino, invece, secondo Fugatti ci sono solo troppi orsi. Omettendo di dire che c'รจ anche zero formazione, tardiva e insufficiente informazione e colpevoli mancanze nella messa in sicurezza dei rifiuti. Ma sono proprio i rifiuti il motivo di attrazione degli orsi vicino agli abitati.

Continuare a accusare gli orsi, ripetendo come un mantra che sono troppi e vanno abbattuti, รจ una dimostrazione di incapacitร . Un buon amministratore prima lavora per minimizzare i rischi, facendo corretta informazione e adottando i provvedimenti necessari. Senza ripetere editti bulgari spesso sconfessati dalla magistratura amministrativa. Una gestione complessiva che meriterebbe di essere meglio indagata anche dalla magistratura contabile.

I conflitti con le attivitร  del l'uomo rappresentano la principale causa di minaccia per la conservazione di lupo, lince e orso. รˆ ormai generalmente accettato che un'efficace conservazione dei grandi carnivori deve necessariamente passare attraverso la risoluzione o l'attenuazione di tali conflitti. Per questo motivo, nella realizzazione del presente studio, particolare attenzione รจ stata riservata all'analisi dei fattori sociali ed economici, attraverso l'utilizzo maggiore, rispetto a precedenti studi di questo tipo condotti in Italia, dei moderni strumenti di analisi deJl'atteggiamento umano
e degli aspetti finanziari dell'intervento. Oltre ai potenziali conflitti con l'uomo, anche l'ecologia dell'orso rende l'immissione di questa specie particolarmente problematica; le popolazioni di questo carnivoro, infatti, presentano densitร  molto basse, hanno requisiti spaziali enormi, sono caratterizzate da bassissimi tassi di accrescimento.

Tratto da Studio di fattibilitร  per la reintroduzione dell'Orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi centrali

Impedire che gli orsi diventino confidenti รจ importante, ma un'orsa con i cuccioli non รจ un orso confidente o pericoloso

Sostenere che abbattendo qualche orso si riducano gli incidenti รจ soltanto un proclama a effetto.Recenti studi sostengono che abbattimenti e dissuasione non siano efficaci quanto la corretta gestione dei rifiuti. Unica certezza effettiva sulle rimozioni รจ il consenso popolare che l'amministrazione ottiene, basato in gran parte sulla scarsa conoscenza delle problematiche di gestione degli orsi. Convinzioni alimentate da cattivi amministratori che non si preoccupano di mettere le basi per un'effettiva coesistenza. Ben sapendo che gli orsi oramai ci sono, che non verrร  mai permesso di abbatterli tutti e che, senza informazione, gli incidenti potranno solo ripetersi.

In Trentino si continua a non capire l'importanza e l'indotto creato dal turismo ecologico, al contrario di quanto รจ avvenuto in Abruzzo. Considerazioni oramai sempre piรน necessarie in un territorio montano in cui, con molte probabilitร , fra un decennio l'assenza di neve e di acqua renderanno sempre piรน difficile poter sciare. Un ecosistema ben conservato potrebbe essere, invece, molto piรน attrattivo, come dimostrano i flussi turistici delle zone in cui insistono aree protette. Magari cercando anche di replicare il cosiddetto "sistema Malles", che ha portato a eliminare i pesticidi in quel comune. Pesticidi che, invece, in Val Venosta sono stati trovati anche in alta quota a causa di un loro uso massiccio nelle coltivazioni delle mele.

Il rischio di essere feriti o uccisi dagli orsi รจ molto basso: in Italia ogni anno muoiono almeno 20 persone a causa degli effetti delle punture di insetti. I casi di incontri/scontri con gli orsi, invece, hanno causato negli ultimi cinque anni un morto e sette feriti, molti dei quali lievi, Incidenti che potevano in parte essere evitati, con condotte corrette (cani al guinzaglio) e buona informazione. L'orsa che Fugatti vorrebbe abbattere vive in Trentino da un quarto di secolo e non ha mai causato problemi. Ora la si vorrebbe, invece, far passare per un orso pericoloso.

Senza poter dimenticare che in Trentino ci sono stati almeno 18 feriti, nell'ultimo quinquennio, a causa di incidenti legati alla caccia. Dati alla mano parrebbe essere tempo di smettere con gli allarmismi iniziando a lavorare seriamente per una pacifica coesistenza.

Sterilizzare gli orsi del Trentino, arriva l’ultima trovata della politica

sterilizzare orsi Trentino

Sterilizzare gli orsi del Trentino, questa รจ l'ultima trovata della politica per cercare di far risalire nel gradimento il ministro dell'ambiente Pichetto Fratin. Dopo essere stato sommerso dalle critiche, per la latitanza e le controverse posizioni sulla questione degli orsi del Trentino, il ministro lancia l'idea risolutiva. Che era giร  stata oggetto di derisione negli anni scorsi quando a proporla era stata la senatrice Conzatti, sempre di Forza Italia. Nel lontano 2018 la politica aveva giร  proposto che venissero sterilizzati non solo gli orsi ma anche i lupi, per contenerne il numero.

Un provvedimento che nell'idea dei proponenti dovrebbe servire al controllo numerico degli orsi, senza dover ricorrere a cruenti abbattimenti. Una misura "chirurgica" che dovrebbe servire a mantenere la popolazione ursina del Trentino a livelli graditi dalla popolazione. Del resto, questa deve essere stata la riflessione ministeriale, se si adotta questa tecnica nei cani e nei gatti per contenere il randagismo perchรจ non attuarla sugli orsi? Cosรฌ giร  si parla di attrezzare una sala chirurgica nel centro di detenzione di Casteller, dove sono ancora detenuti M49, JJ4 e il piccolo orso Nino. Quest'ultimo รจ un esemplare che รจ stato soccorso e mai piรน liberato.

Il ministro per fortuna, dopo aver aperto a questa nuova quanto bizzarra ipotesi, ricorda anche all'amministrazione trentina che resta da risolvere la questione dei cassonetti. Un problema, quello della gestione dei rifiuti, che rappresenta una delle chiavi di volta perchรฉ, si sa, il cibo attira gli animali selvatici, non solo gli orsi. Realtร  che avrebbe dovuto costringere gli amministratori a mettere in sicurezza i cassonetti, evitando che potesserro costituire una sorta di self service per i plantigradi. Cosรฌ non รจ stato e l'amministrazionetrentina parla di ultimare questa operazione entro il 2028!

Sterilizzare gli orsi del Trentino rappresenta l'ennesima variante di un contenimento che potrebbe ipotecare il futuro della specie

In passato la sterilizzazione era stata proposta come alternativa all'abbattimento per l'orsa Jj4, l'esemplare che ha causato la morte del runner Andrea Papi. L'idea era stata presentata nel 2021, prima di questo brutto episodio, come ipotesi per impedire al plantigrado di riprodursi evitando, cosรฌ, atteggiamenti di protezione dei cuccioli. Il progetto fu poi abbandonato e Jj4 rimase sotto controllo, ma fertile. Difficile dire se l'operazione avrebbe sortito gli effetti desiderati e se, di conseguenza, si sarebbe potuto salvare il povero Andrea. Ma si trattava di un provvedimento ad hoc su un singolo animale, non di un metodo di contenimento.

Il progetto di ripopolamento degli orsi risale alla fine degli anni '90, come si puรฒ leggere banche sul sito della Provincia di Trento:

Nel 1999, per salvare il piccolo nucleo di orsi sopravvissuti da unโ€™ormai inevitabile estinzione, il Parco Adamello Brenta con la Provincia Autonoma di Trento e lโ€™Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, usufruendo di un finanziamento dellโ€™Unione Europea, ha dato avvio al progetto Life Ursus, finalizzato alla ricostituzione di un nucleo vitale di orsi nelle Alpi Centrali tramite il rilascio di alcuni individui provenienti dalla Slovenia.

FATTIBILITAโ€™ DELLA REINTRODUZIONE
Prima della realizzazione del progetto, lโ€™Istituto Nazionale della Fauna Selvatica viene incaricato di analizzare la fattibilitร  e la probabilitร  di successo dellโ€™immissione (Studio di fattibilitร ). Vengono analizzati 60 parametri, tra caratteristiche ambientali e aspetti socioโ€“economici, su una superficie di 6500 km2, ben oltre i confini della Provincia di Trento. I risultati sono incoraggianti: circa 1700 km2 risultano essere idonei alla presenza dellโ€™orso e piรน del 70% degli abitanti si sono detti a favore del rilascio di orsi nellโ€™area.

Tratto dal sito della Provincia Autonoma di Trento

A distanza di quasi un quarto di secolo i rifiuti sono ancora in buona parte nella disponibilitร  degli orsi. Nonostante le previsioni del progetto, proprio come รจ rimasta lettera morta la capillaritร  delle azioni per diffondere la coesistenza in sicurezza.

Il ministro Pichetto Fratin sostiene che in Trentino ci siano "orsi in sovrannumero"

Il concetto di "sovrannumero" sembra essere particolarmente caro a questo governo, quando parla di grandi carnivori. Il ministro Lollobrigida aveva giร  dichiarato in passato, riferendosi ai lupi, che erano "sovrabbondanti", dimenticando ogni riferimento alla portanza ambientale, che regola in modo naturale la presenza delle varie specie. Ma certo per la politica รจ meglio parlare di troppi animali e di abbattimenti, piuttosto che addentrarsi in questioni come equilibrio e coesistenza. Contribuendo cosรฌ a gettare benzina sul fuoco dell'intolleranza di quanti non vogliono capire l'importanza degli equilibri naturali.

La sterilizzazione e gli abbattimenti non risolveranno il problema degli orsi confidenti, di quelli che si sono abituati alla presenza dell'uomo a causa di comportamenti umani sbagliati. Nรจ potranno risolvere l'incognita incidenti se le persone non saranno correttamente informate sul come prevenire gli incontri e di come comportarsi in caso avvengano. Ce lo insegna il parco americano di Yellowstone, visitato nell'ultimo quinquennio da oltre 23 milioni di persone. Grazie alla corretta prevenzione degli incidenti negli ultimi cinque anni ci sono stati soltanto tre incidenti letali, che possono essere considerati tanti solo se non rapportati a altri accadimenti. In Trentino nello stesso lasso temporale, per fare un esempio, ci sono stati ben quarantadue morti sulle strade.

Un dato su cui riflettere, quindi, รจ quello relativo alla nostra percezione dei fatti, spesso ingigantiti dai media e amplificati, qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, dai social. Ai morti sulle strade, ma anche sul lavoro, ci siamo assuefatti, almeno sino a quando non accadono episodi molto rilevanti, mentre se un animale causa la morte di un uomo diventa un evento eccezionale in quanto straordinario. Un fatto che testimonia il pericolo rappresentato dalla presenza di animali selvatici potenzialmente pericolosi. Che vengono usati come arma di distrazione di massa.