Life Ursus รจ la dimostrazione di come possa fallire un progetto di reintroduzione quando manca il reale coinvolgimento della comunitร . I progetti di reintroduzione, specie quando riguardano animali di grandi dimensioni che possono entrare in conflitto con le attivitร umane, vanno costruiti preventivamente. Occorre creare una cultura della coesistenza che deve essere fatta crescere prima che tutti i nodi vengano al pettine e in Trentino รจ stato fatto l'esatto contrario. Prima si sono reintrodotti gli orsi, senza creare una comunitร ospitante consapevole, poi non si sono volute creare le condizioni per minimizzare i problemi derivanti dalla coesistenza con gli orsi e infine si รจ atteso l'incidente.
Un comportamento suicida quello dell'amministrazione trentina, che ha dimostrato tutti i limiti del mancato governo dell'operazione. Un progetto voluto anche dall'amministrazione del Trentino, anche se ora molti se ne dimenticano. Il paradosso di una provincia autonoma che prima cavalca la presenza dell'orso a fini turistici, salvo poi far finta che il plantigrado sia stato imposto sul territorio da altri. Riuscendo a far dimenticare tutte le omissioni e la totale assenza di iniziative utili alla coesistenza.
Piรน il progetto aveva successo, in termini di presenza dell'orso nelle valli del Trentino, e piรน montava l'insofferenza in una comunitร lasciata allo sbando. Pochissima formazione e informazione, poche attivitร sui territori, mancato posizionamento dei cassonetti per i rifiuti anti orso e assenza di cartellonistica. Scarse o nulle informazioni sui comportamenti da tenere per evitare incontri ravvicinati con i plantigradi. Nel frattempo veniva sparso a pioggia il germe della paura da parte dei cacciatori e degli agricoltori che, da sempre, vedono i predatori come avversari. Presenze a loro dire inutili, dimenticando l'importanza dei predatori apicali per il mantenimento degli equilibri faunistici.
Il 5 aprile 2023 segna uno spartiacque: muore a causa di un incontro con un'orsa Andrea Papi, incolpevole runner trentino
Il 5 aprile del 2023 Andrea Papi esce di casa per andare a correre nei boschi, la sua passione da sempre. Nessuno gli aveva perรฒ detto che in primavera le orse con i cuccioli possono avvicinarsi ai luoghi abitati. Il timore nei confronti degli uomini รจ meno forte di quello che hanno degli orsi maschi, che mirano a uccidere i cuccioli per far tornare le femmine in estro. Andrea Papi non aveva paura degli orsi, tanto da andare a correre da solo. Purtroppo, un uomo solo che corre non fa rumore, non avvisa gli animali della sua presenza. Una curva a gomito e la tragedia si concretizza, come un incubo, perchรฉ sbucando all'improvviso di fronte all'orsa si creano le condizioni che portano alla morte di Andrea.
Da quel tragico giorno la vita degli orsi in Trentino cambia, se prima erano solo presenze non gradite da tutti ora diventano nemici pericolosi. A forza di soffiare sul fuoco i comitati nati dopo la morte di Andrea riescono a far crescere non solo la paura ma anche l'odio verso i plantigradi. In una comunitร che in buona parte pensa che la montagna sia degli uomini e solo degli uomini. Da quel momento l'ostilitร verso il progetto Life Ursus che, nell'oramai lontano 1999 aveva riportato gli orsi sull'Adamello e in quasi tutto il Trentino dove erano praticamente scomparsi, diviene granitica, collettiva.
Non bastano piรน le catture degli orsi che hanno troppe frequentazioni con gli uomini, come avvenuto, fra gli altri, per il famosissimo ma quasi dimenticato M49. L'orso ribattezzato Papillon per la sua abilitร nell'evadere. M49 continua a essere detenuto, oramai da anni, in una struttura di cattivitร non idonea gestita dalla provincia. Non bastano nemmeno gli abbattimenti decisi dalla giunta Fugatti. L'odio porta a una crescita esponenziale del bracconaggio, che colpisce non solo gli orsi ma anche i lupi. Secondo quanto pubblica il Corriere della Sera sono giร una decina gli orsi morti, dal giorno dell'incidente, in circostanze che possono far pensare al bracconaggio.
Il progetto Life Ursus รจ parzialmente riuscito, in termini di presenza degli orsi, ma รจ fallito per la mancata accettazione delle comunitร locali
Leggendo un sondaggio commissionato dalla Provincia di Trento il 73% dei trentini vede come non gradita la presenza degli orsi. Un dato certamente influenzato dalle campagne contro orsi e lupi messe in atto da cacciatori e agricoltori, che sono riuscite a influenzare pesantemente la comunitร locale. Tanto da vedere sui plantigradi un netto ribaltamento di opinione da parte dei turisti che frequentano il Trentino, con il 67% degli intervistati che risulta essere indifferente alla presenza dell'orso. Ed รจ bene dire che quest'ultimo sondaggio รจ stato realizzato per Trentino Marketing, l'agenzia di promozione turistica dell'amministrazione provinciale.
Unica certezza che appare chiaramente รจ quella che attesta come sia sempre piรน facile prevenire un incendio piuttosto che spegnerlo. Oggi non รจ facile individuare nuove strategie per convincere i trentini dei benefici che derivano dalla presenza degli orsi, mentre avrebbero potuto funzionare vent'anni addietro. Il futuro degli orsi trentini appare decisamente incerto, stretto fra intolleranza e bracconaggio, con un'amministrazione che usa i predatori come armi di distrazione di massa. Cosรฌ orsi e lupi diventano i migliori alleati dello stesso governo del territorio, che nulla ha fatto per stimolare la coesistenza. Un paradosso che al momento sta funzionando in termini di consenso politico per il ras del Trentino Maurizio Fugatti.
Con l'attuale governo a trazione filovenatoria il governatore del Trentino trova molte sponde sui far rimbalzare le bocce che dovrebbero andare a colpire il pallino, i predatori. La politica al momento sta andando in direzione opposta alle conoscenze scientifiche e al buon senso. Mettendo al centro della capacitร di governo della natura l'uomo cacciatore, in un delirio di antropocentrismo venatorio degno dell'oscuramtismo medioevale.
Ucciso l'orso M91: una morte annunciata frutto di una malsana gestione politica che non si riesce ad arrestare. Il governatore Fugatti si comporta come se gli orsi del Trentino fossero una sua proprietร esclusiva. Dall'avvio del progetto a oggi risultano, salvo errori, essere stati abbattuti o uccisi 64 orsi, a cui vanno aggiunti quelli imprigionati, che risultano essere tre. Al momento in cattivitร ci sono Jurka, in un parco faunistico tedesco, mentre l'orso M49 e Jj4 sono tutt'ora rinchiusi al Casteller, in una piccola struttura, in condizioni di certa sofferenza.
Se gli stessi criteri di gestione fossero stati applicati anche in Abruzzo probabilmente gli orsi marsicani si sarebbero giร estinti. Certo si puรฒ affermare che in Abruzzo gli orsi non siano stati reintrodotti ma ci siano sempre stati e si puรฒ pur invocare, come giustificazione, che i marsicani siano animali piรน pacifici. Ma non รจ in questo che si possono trovare le motivazioni di questa strage. E non si puรฒ nemmeno accettare il parallelo fra orsi uccisi, tutela delle persone e salvaguardia della specie. Il punto รจ la crescente intolleranza, alimentata dalla politica per fini elettorali.
Ucciso l'orso M91: una morte annunciata da un'amministrazione che alimenta l'intolleranza dei residenti
Fugatti dovrebbe dire alla sua gente che i predatori sono come la grandine, come i fulmini o come le gelate in primavera: possono arrecare danni all'agricoltura, ma sono inevitabili e, in futuro, lo saranno sempre piรน. Dovrebbe raccontare che odiare i predatori non รจ un comportamento intelligente, perchรฉ senza di loro si rompe l'equilibrio faunistico. Forse dovrebbe anche raccontar loro che con le giuste attenzioni orsi e lupi, linci e sciacalli non sono un pericolo per le persone, ma anche che niente nella vita รจ privo di rischi. E che in Italia le morti piรน evitabili sono quelle sul lavoro, non certo quelle causate dagli animali selvatici.
Per essere credibile, perรฒ, dovrebbe anche dire che le amministrazioni trentine che una dopo l'altra si sono succedute in un quarto di secolo non hanno fatto il loro dovere. Perchรจ se lo avesserio fatto molti incidenti sarebbero stati evitati. Il presidente Fugatti dovrebbe raccontare ai trentini che sono molte le omissioni, a cominciare dai rifiuti. Che non essendo adeguatamente custoditi attirano gli animali. Proprio come il foraggiamento degli ungulati, messo in atto dai cacciatori, che andrebbe vietato da subito. Dovrebbe dir loro solo gli animali adattabili possono evitare l'estinzione, mentre noi con le nostre rigiditร e i nostri egoismi le causiamo e prima o poi le patiremo.
Rimuovere un orso davvero pericoloso รจ un'azione ineludibile, ma se si fa guerra a tutti gli orsi con la scusa del pericolo non si รจ credibili
Fugatti, quando ancora era un semplice politico leghista, nel 2011 organizzรฒ un banchetto a base di carne d'orso, illegalmente importata dalla Slovenia. Un fatto che racconta molto, che parla della visione politica di un uomo che ora รจ a capo della provincia autonoma di Trento. Un uomo che giร allora trasgrediva le leggi dello Stato, forse perchรฉ quella Lega lo Stato non lo riconosceva. Un uomo che aveva organizzato un banchetto illegale, stoppato dai Carabinieri prima che iniziasse. Un amministratore appartenente a un partito che da sempre raccoglie voti fra allevatori e cacciatori.
Certo qualcuno potrebbe dire come la rimozione di M91 sia stata autorizzata anche da ISPRA, a seguito di reiterati comportamenti che lo avevano portato diverse volte a avvicinarsi agli insediamenti umani. Non per aggressivitร ma per la facilitร di procurarsi del cibo. Proprio quello che gli uomini gettano in cassonetti che l'amministrazione trentina da decenni non ha ancora reso inaccessibili ai plantigradi. Anno, dopo anno, dopo anno da piรน di vent'anni. Un fatto preciso, una realtร che non puรฒ essere smentita e questo fa sorgere una domanda altrettanto ineludibile. Perchรฉ una parte dei trentini addossa ogni responsabilitร agli orsi e continua a eleggere un personaggio che non ha fatto nulla per garantire la sicurezza?
Un altro dato รจ certo: che orsi e lupi non riusciranno mai a causare lo stesso numero di morti provocato dai cacciatori. Dal 1ยฐ settembre '23 al 31 gennaio 24 secondo i dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia ci sono stati 68 incidenti con vittime che hano causato 12 morti e 56 feriti. Nel corso di un'attivitร ludica, non necessaria, che non comporta alcun beneficio collettivo e che non รจ nemmeno utile per la gestione faunistica. Un dato che dovrebbe provocare non poche riflessioni fra quanti si propongono come sacri custodi dell'incolumitร pubblica.
In questo tempo รจ piรน facile diffondere odio che predicare a favore della coesistenza, un comportamento che non darร buoni frutti
Cercare di portare avanti ragionamenti di buon senso, basati su dati scientifici, su quelle che dovrebbero essere le prioritร reali non รจ pagante. Non lo รจ con una parte, non piccola, del mondo "animalista", che passa piรน tempo a insultare che non a comprendere, non lo รจ con pastori e allevatori e nemmeno con i politici. Il ragionamento comporta almeno una minima conoscenza, parte da dati di fatto, si basa su delle prioritร , porta a avere necessariamente una visione di tutela collettiva e per questo non piace. Mentre l'odio si semina con facilitร , si amplifica da solo sui social, crea proseliti e fa acquisire voti. Soprattutto fra quanti votano, che sono quelli che in buona parte esercitano il diritto pensando di ottenere un tornaconto.
Alcune volte รจ difficile trovare la voglia di scrivere, senza farsi prendere dallo sconforto, senza cadere nella quasi certezza che a nulla serva, perchรจ i piรน si fermeranno ai titoli. Continuando in questo modo il rischio sarร sempre piรน quello di leggere solo quelli di coda e, potete giurarci, la colpa non sarร dei predatori ma della specie che si ritiene la piรน intelligente. Quella che pensa di essere scesa dagli alberi non per custodire il pianeta, ma per dominarlo e possederlo.
Lโorso M49 รจ definitivamente prigioniero nel centro di Casteller dal 2020. Costretto a vivere in un piccolo spazio di un centro che non รจ stato pensato per lunghe detenzioni. Un luogo destinato alle cure di animali feriti, non una struttura dove mantenere in permanenza un orso. Ben sapendo che un orso selvatico abbia grandissime difficoltร , ovunque, a accettare la cattivitร . Chiunque conosca un minimo le esigenze di questi plantigradi sa quanto sia impossibile realizzare situazioni di "benessere minimo" per un orso di cattura costretto a stare recluso.
Purtroppo la storia di M49 ricorda quella di Sacco e Vanzetti: in quel caso servivano due italiani a cui far pagare una colpa non commessa mentre qui รจ bastato un orso. Al quale sono state addossate tutte le colpe, senza coinvolgere minimamente l'amministrazione trentina per le mille carenze e inadempienze nella gestione del progetto. Cosรฌ รจ lievitata a dismisura la convinzione che il problema siano gli orsi, non i comportamenti umani. In fondo M49 si potrebbe definire il primo orso detenuto per ragioni politiche. Serviva un capro espiatorio da agitare agli occhi dei trentini, proprio come la muleta davanti agli occhi del toro. Tracciando una strada che ha originato granitiche convinzioni, che saranno difficili da demolire.
Come spesso succede non รจ importante chi si trovi dalla parte della ragione e chi del torto, quanto a chi si possano efficacemente addebitare le colpe del mondo. Una volta costruita la narrazione poi tutto vien da sรจ, serve solo mantenere la via inclinata per far rotolare la valanga a valle. Chi ascolta perde interesse per la veritร e si innamora del colpevole: in fondo รจ una modalitร non infrequente anche nelle investigazioni che riguardano gli umani. Una volta aperta la breccia si puรฒ far passare di tutto: dalla pericolositร degli orsi al fatto che siano troppi.
Lโorso M49 รจ prigioniero nel centro di Casteller dal 2020, nonostante i rapporti dei Carabinieri Forestali
Il governo era quello Conte e il ministro della giustizia era Alfonso Bonafede, anch'egli pentastellato. Che nonostante la situazione apparisse molto grave, anche sotto il profilo della decenza istituzionale, ben si guardรฒ dal chiedere un'ispezione presso la procura trentina. Un atto dovuto per comprendere come mai un atto della polizia giudiziaria, in cui si documentavano situazioni costituenti reato, restasse lettera morta. Certamente l'Italia si trovava in piena pandemia, ma questo non poteva giustificare un comportamento pilatesco.
Da allora M49 รจ rimasto un sepolto vivo, un orso non ucciso fisicamente ma spiritualmente. Un animale sedato, costretto a vivere sofferenze psicologiche indicibili, tenuto vivo non per umana pietร ma perchรฉ potesse essere una bandiera, da parte di chi lo vedeva solo come il primo dei tanti orsi da rimuovere e di quanti erano certo di potergli far riconquistare la libertร . Come รจ finita lo sappiamo tutti, cosรฌ come รจ certo che l'unico a pagare un prezzo enorme sia stato l'orso M49, detto Papillon per essere riuscito a evadere dal penitenziario di Casteller.
L'orso M49 รจ ancora un prigioniero politico che ha vissuto piรน di un migliaio di albe e tramonti sempre tutti uguali
Per cercare di risolvere la questione di M49 si mosse anche l'allora ministro dell'ambiente Sergio Costa, anch'egli pentastellato, senza perรฒ cavare un ragno dal buco con l'amministrazione dell'irremovibile Fugatti. Fu proprio Costa a battezzare l'orso con il nome di Papillon dopo la sua seconda evasione dal Casteller, proprio come il personaggio del libro autobiografico di Henri Charriรจre. Ma, come sappiamo, questo soprannome non bastรฒ a ridargli la libertร . Come era prevedibile: un orso tenuto per mesi o anni in gabbia, da prigioniero e non da soggetto da riabilitare, non potrร mai piรน tornare libero. Una certezza questa che dovrebbe accomunare entrambi gli schieramenti.
Ora, dopo tutte le questioni orsi che si sono succedute in questi quattro anni, dall'incarcerazione definitiva di M49, dopo ben due evasiuoni, qualcuno ancora si ricorda di lui. Della sua sofferenza, dell'essere vivente recluso a Casteller in condizioni ben lontane dal poter essere in grado di soddisfare le sue necessitร etologiche. Se ne รจ ricordata la senatrice Elena Sironi, un destino vuole che sia sempre appartenente al Movimento 5 Stelle, che รจ andata a fargli visita, trovando un animale piegato e sedato. Una visita svoltasi con protocolli di sicurezza tali da impedire, assurdo ma vero, che potesse essere accompagnata da un tecnico, da un osservatore. Ancora una volta gli animali sono tutti uguali, ma solo un senatore riesce a far visita all'orso detenuto.
La noia del vivere รจ l'amaro calice che bevono gli animali prigionieri
Protagonista di una situazione vergognosa e paradossale dove forse anche i buoni qualche responsabilitร ce l'hanno, per averlo voluto e per volerlo, ancora, tenere in vita a ogni costo. Ma albe e tramonti che si susseguono uno dopo l'altro, senza un tempo che si possa definire davvero vita, si sono trasformati in una probabile dannazione per M49!
L'orsa Kj1 รจ stata uccisa dall'ultimo ruggito del coniglio, dando esecuzione a un atto amministrativo che parrebbe privo di senso, sprizzando arroganza e dando corpo al delirio di onnipotenza di Fugatti. Per comprendere meglio, perรฒ, occorre smettere per un attimo di parlare dell'orsa abbattuta, per soffermarsi sui provvedimenti amministrativi. Non bisogna mai dimenticarsi degli esempi famosi, come quello di Al Capone fini malissimo per reati fiscali, non certo per essere stato il criminale incallito che era.
Da tempo Fugatti usa sempre la stessa strategia, che solo chi non vuole vedere puรฒ ritenere casuale. Il sistema รจ quello di partire con un'ordinanza di abbattimento mal combinata. Nell'ultimo caso si ordina di abbattere un orso imprecisato, senza avere certezza che sia effettivamente il responsabile di un attacco. Quest'ordinanza verrร immediatamente impugnata dalle associazioni al TAR, che sosterranno l'assenza di prove che identifichino con certezza l'orso, per mancanza del DNA dell'animale. Il TAR non potrร fare altro che sospenderla, per indeterminatezza.
A questo punto, ufficialmente per rimediare l'errore, viene ritirata l'ordinanza sospesa e se ne produce una nuova, con l'esatto DNA della nostra orsa Kj1. Le associazioni nuovamente impugnano e, naturalmente, l'ordinanza viene sospesa nuovamente nella parte in cui si prevede l'abbattimento. Fugatti finge di non sopportare piรน queste ingerenze che gli impediscono di abbattere l'orsa, ma il suo obiettivo รจ un altro: poter mettere il radiocollare all'orsa ufficialmente per monitorarla, in realtร perchรฉ vuole abbatterla.
L'orsa Kj1 รจ stata uccisa dall'ultimo ruggito del coniglio, decisamente pavido ma macchiavellico
Il TAR di Trento non ha altre possibilitร che sospendere anche la nuova ordinanza, nella parte che riguarda l'abbattimento. Rinviando a settembre il merito, ritenendo che la misura dell'abbattimento sia eccessiva rispetto all'accaduto, che non vi sia un motivo di massima urgenza. Potendo peraltro catturare il plantigrado. Questo perรฒ permette a Fugatti di ordinare ai Forestali regionali di mettere il radiocollare all'orsa. Nei limiti e nel rispetto del provvedimento amministrativo, che il nostro Macchiavelli in salsa trentina ha giร previsto di eludere.
L'orsa con il radiocollare, a questo punto, diventa tracciabile con certa sicurezza, anche se non assoluta. Per completezza aggiungo che Kj1 รจ l'unica orsa con radiocollare di tutto il Trentino, e non รจ certo un caso. A questo punto, nella notte, Fugatti emette una nuova ordinanza di abbattimento, ripetendo il gioco delle tre carte, ma l'unica a perdere รจ come sempre l'orsa. Trattandosi di un provvedimento di urgenza diviene immediatamente eseguibile, l'orsa ha il radiocollare e quindi รจ un bersaglio facile, veloce da inviduare. Prima che la nuova ordinanza venga impugnata, parte la fucilata mortale.
Il monarca assoluto del Trentino pensa cosรฌ di essere riuscito a beffarsi, ancora una volta, della giustizia, degli orsi e degli animalisti. Che come sempre sono costretti a investire risorse per contrastare le sue irrituali e illogiche decisioni. Questo meccanismo viene messo in atto nostante quanto indicato nella seconda sentenza del TAR di Trento:
(omissis) che, in particolare, il principio di proporzionalitร richiede che la misura si riveli idonea, necessaria e proporzionale in senso stretto; che , con riferimento al caso di specie, appare rilevante il profilo della idoneitร , intesa quale misura che sola puรฒ assicurare la tutela degli interessi prevalenti; esaminate - in questa fase cautelare monocratica in cui, si ribadisce, deve essere evitato il prodursi di effetti irreversibili nelle more della trattazione collegiale - le motivazioni addotte a sostegno della scelta di escludere il ricorso alla misura della captivazione quale forma alternativa allโabbattimento; osservato che la diversa tempistica con la quale si puรฒ procedere alla captivazione e la necessitร di garantire la sicurezza degli operatori indicata dal provvedimento impugnato quali ragioni che giustificano lโabbattimento come unica misura praticabile, non appaiono prime facie sufficienti a sostenere, in termini di necessitร , idoneitร e proporzionalitร , la scelta definitiva dellโabbattimento; che, in ogni caso, resta fermo il principio immanente nellโordinamento giuridico, qualora necessario, di eventuali azioni scriminate dallโesercizio del diritto di difesa e dello stato di necessitร , finalizzate a tutelare lโincolumitร degli operatori forestali impegnati nelle operazioni di rimozione e di terze persone da pericoli imminenti determinati dai comportamenti dellโesemplare; ritenuta, quindi la sussistenza dei presupposti di estrema gravitร e urgenza richiesti dallโart. 56 c.p.a., tali da giustificare la sospensione temporanea, nelle more della trattazione in sede collegiale ex art. 55 c.p.a., dellโordinanza impugnata nella parte in cui dispone lโimmediato abbattimento dellโorso stante lโevidente irrimediabilitร di una sua eventuale esecuzione nelle more della trattazione alla prima camera di consiglio utile; (omissis)
Estratto della sentenza del 22 luglio 2024 pronunciata dalla presidente Alessandra Farina
Potrebbe (forse) essere la trama di un giallo, ma ora qualcuno cerchi le prove
Questa narrazione potrebbe essere la trama di un giallo e potrei anche decidere di scriverlo. Il motivo di questa ricostruzione, che puรฒ difettare di prove ma almeno non di logica, รจ quello di spingere chi di dovere, nel momento in cui diventa di pubblico dominio, alla ricerca delle prove. Il movente certo non manca, se mai questo racconto in qualche modo potesse aderire alla realtร : quello di garantirsi il consenso elettorale. Per certo, per garantire la sicurezza dei trentini, nel peggioredei casi sarebbe stato sufficiente captivare l'orso, nel migliore monitorarne i movimenti impiegando i forestali.
Se mai la Procura della Repubblica potesse trovare verosimile questo o simili racconti sarebbe necessario e doveroso aprire un'inchiesta, in un paese dove l'azione penale รจ ancora obbligatoria. Senza contare che, oltre al profilo penale, eventuali prove raccolte in questo senso potrebbero portare a qualche addebito anche della magistratura contabile. In queste vicende Fugatti di soldi ne ha buttati davvero tanti, tutti denari dei contribuenti. Senza contare i rischi inutili fatti correre ai trentini per non aver attuato le misure di prevenzione.
Ora con colpevolissimo ritardo prende posizione contro Fugatti anche il ministro Pichetto Fratin e il Ministero dell'Ambiente. Probabilmente qualcuno sta intuendo che il bastione di Fugatti sta iniziando a presentare non poche crepe e che, per questo, conviene abbandonarlo, prima di essere coinvolti nella caduta.
Abbattimento degli orsi in Trentino: le bugie hanno le zampe corte quando le persone hanno voglia di capire. Nel mirino ora รจ finito l'orso M90, chiamato Sonny, reo di aver incontrato due ragazzi che camminavano sopra Mezzana, in Val di Sole. L'orso non ha avuto comportamenti aggressivi e l'incontro si รจ risolto senza problemi eppure il solo l'episodio rischia di diventare motivo di un ordine di abbattimento. Dopo anni in cui poco si รจ fatto per la convivenza, mentre molto รจ stato fatto per creare allarme nei residenti, sembrano essere sempre piรน vicini gli abbattimenti sistematici degli orsi.
Una decisione presa per mantenere la popolazione di orsi a un livello accettabile, secondo la Provincia autonoma. Una scelta scellerata che potrebbe portare all'estinzione della popolazione trentina secondo alcuni esperti. Un tormentone sulla testa dei plantigradi che ha poco di scientifico e molto di politico. In un contesto nel quale i grandi carnivori come orsi e lupi sembrano essere diventati l'unico serio problema del territorio. Il comitato spontaneo nato dopo la morte di Andrea Papi, il giovane runner morto a seguito di un incontro con un'orsa e i suoi piccoli, รจ diventato un supporter della linea del presidente Maurizio Fugatti. Chiedendo azioni concrete contro orsi e lupi.
Due schieramenti divisi fra chi non vuole grandi carnivori e invoca abbattimenti piรน o meno selettivi e quanti invocano equilibrio, consapevoli dell'importanza di queste specie. Una guerra senza esclusione di colpi, vinta nel campo dell'emotivitร dall'amministrazione Fugatti ma persa quasi sempre nelle aule dei tribunali. Con un dispendio di risorse e energie che, se fossero state da tempo canalizzate per cercare di affrontare il tema convivenza, sarebbero state decisamente meglio investite.
Sull'abbattimento degli orsi in Trentino si continuano a raccontare bugie alla popolazione
Quello che i trentini devono capire รจ un punto incontestabile che rende falso il ragionamento: gli abbattimenti non possono risolvere. La gestione della popolazione dei predatori a fucilate potrebbe essere efficace solo con lo sterminio delle due specie. Il contenimento basato sul tentativo di non far crescere la popolazione รจ ingannevole, proprio come il fondale di un teatro. Simula una realtร che รจ solo apparente, facile da realizzare ma utile soltanto per creare un'illusione, coprendo quanto avviene dietro. Un trucco acchiappa consensi!
La soluzione, unica realisticamente possibile, resta quella della convivenza nell'interesse comune, con la consapevolezza dell'esistenza delle inevitabili problematiche. Nodi che vanno affrontati, non nascosti sotto il tappeto per far contenta la parte meno attenta della popolazione. Abbattendo qualche orso e qualche lupo, va detto con chiarezza, non diminuiranno i rischi di predazione, nรจ la possibilitร di fare incontri con i predatori. Una popolazione informata, invece, puรฒ fare molto per minimizzare il rischio di incidenti, perchรฉ il rischio di un evento negativo resta pur sempre una possibilitร ineludibile.
Orsi, lupi, calabroni, motocicli e monopattini, ma anche scale, cantieri e caccia creano rischi di incidenti
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