L'uccisione dell'orsa Amarena rischia di rimanere impunita grazie a norme poco efficaci e a un rito borbonico che ammazza i processi. Il 31 agosto 2023, in una calda notte d'estate, Andrea Leombruni decise di porre fine alla vita dell'orsa, con una fucilata, in quel di San Benedetto dei Marsi, uno dei comuni frequentati da Amarena. La colpa dell'orsa piรน famosa d'Italia e forse d'Europa, fu quella di essere entrata in un pollaio non adeguatamente protetto. Un omportamento certo non inusuale per Amarena, nota per le sue scorribande nei centri abitati. Una consuetudine che le aveva fatto piovere in testa quel nome, proprio per la sua passione per le amarene di un albero piantato dentro l'abitato di San Sebastiano dei Marsi.
A distanza di quasi tre anni da un fatto decisamente semplice, dove una fucilata uccide l'orsa e dall'altra parte del fucile c'รจ il Leombruni, il procedimento giudiziario รจ ancora fermo al palo. Per errori, questioni formali, inciampi nella formulazione delle citazioni, grazie a norme penali che rappresentano la massima espressione del formalismo. Dove basta poco, molto poco, per far ripartire ogni cosa dal via. Fino a che la magistratura non riuscirร , in questa brutta storia, a far quadrare la sostanza con la forma del rito. In un un procedimento che vede una cinquantina di realtร costituite come parti civili, una partecipazione che rischierร di rallentare ulteriormente l'iter giudiziario.
Uccidere Amarena รจ stato come compiere un attentato contro la biodiversitร italiana
In Italia oramai molti avvocati mirano piรน al raggiungimento della prescrizione che all'assoluzione dei clienti: la prescrizione, infatti, รจ una certezza mentre il proscioglimento ha pur sempre mille incognite. In questo contesto le norme che tutelano gli animali e la biodiversitร , a causa dell'esiguitร delle pene, sono le prime a essere falcidiate dalle lunghezze procedurali e dalla carenza di personale e mezzi dei tribunali. Cosรฌ, con un tasso di prescrizione altissimo e un effetto deterrente praticamente nullo, parlare di tutela reale di animali e biodiversitร rappresenta un falso senza possibilitร di appello.
Un momento, quello che viviamo, denso di problematiche su tanti, troppi argomenti. Un periodo in cui il mondo pare essere in bilico fra salvezza e baratro, come forse mai prima, con una consapevolezza che spesso sembra assente. Con i cittadini sempre piรน delusi e distaccati dalla politica, senza capacitร di ritrovare la voglia di partecipazione. Eppure non si puรฒ vincere da soli, non si possono ottenere risultati senza sentirsi una comunitร , senza provare il bisogno di essere una parte della societร .
L'Europa nei prossimi anni sarร il centro delle politiche di agricole e di tutela ambientale, di scelte che dovranno arrivare a intercettare il futuro, ben oltre ai confini di ogni singola nazione. Questa perรฒ non รจ la sola considerazione che rende importanti, anzi strategiche, le prossime elezioni: abbiamo bisogno di allontanare lo spettro di un'Europa con meno diritti, senza visione di lungo periodo, non in grado di essere realmente una nazione.
Votare per ambiente e animali in Europa, per sconfiggere le politiche di corto periodo
La scelta di andare a votare, rompendo il trend di costante crescita dell'astensione, sarebbe un segnale anche per il governo del nostro paese. Un esecutivo che non sta facendo politiche utili al cambiamento di rotta, a una maggior difesa dell'ambiente e degli animali selvatici. Andare a votare significa anche sbarrare la via a chi vorrebbe cacciare tutto l'anno, aumentando il numero delle specie che si possono abbattere e riducendo i controlli. Il voto non รจ solo per l'Europa, ma anche per dire a chiare lettere che la maggioranza degli italiani non vuole trasformare l'economia in un'arma spianata contro l'ambiente.
L'astensionismo non รจ un voto di protesta, l'astensione si traduce nel disinteresse per il futuro dell'Italia e per le scelte che l'Europa prenderร nei prossimi cinque anni. Cinque anni che saranno fondamentali per arrivare a un cambiamento, per mantenere la promessa di tutelare almeno un terzo del territorio. Per dare concretezza a politiche che superino la visione nazionale, ma che siano pensate e attuate nell'interesse di tutti i cittadini europei.
Difendere l'ambiente e concretizzare scelte di salvaguardia avrร un costo al quale tutti dovremmo far fronte. Questa รจ una realtร ineludibile, spesso usata come spauracchio nei confronti dell'opinione pubblica, alla quale perรฒ si mente con costanza. Le scelte di tutela ambientale dell'Europa sono sempre sotto il tiro di questo governo per i loro costi, dimenticando di dire quanto siano costati i disastri ambientali causati dai cambiamenti climatici. Una visione miope che porta a ostacolare perfino la transizione verso scelte alimentari piรน sostenibili.
La tutela ambientale e la riduzione delle emissioni non sono opzioni su cui poter scegliere, ma obblighi da attuare
Abbiamo bisogno di un'Europa forte, in grado di contrastare le scelte egoistiche dei singoli stati, nel nome di un superiore interesse europeo. Capace di ricordare che le democrazie occidentali, seppur con declinazioni diverse, hanno fatto scelte rispettose dei diritti dei cittadini e delle minoranze. Valori che non sono negoziabili e che devono costituire la chiave di volta delle future scelte politiche. Motivo per il quale occorre un parlamento europeo dove l'estrema destra non sia maggioranza.
I partiti di governo in Italia hanno dimostrato fin troppe volte il loro disinteresse, quando non la manifesta ostilitร , verso le questioni ambientali. Introducendo reati contro chi manifesta, utilizzando in modo strumentale le forze di polizia, agevolando i cacciatori e la parte peggiore del mondo agricolo. Usando due pesi e due misure per contrastare le proteste dei trattori e quelle degli ambientalisti. Creando una deriva autoritaria che sta diventando preoccupante, un ostacolo al nostro futuro e allo sviluppo. Per queste ragioni andare a votare รจ un dovere e non soltanto un diritto! Per riprenderci un paese costituito da cittadini e per non creare un regno di sudditi.
Lega e animali in Costituzione non vanno d'accordo, al di lร delle iniziali dichiarazioni. Per cercare di bloccare il disegno di legge che dovrebbe inserire i diritti degli animali nella carta costituzionale sono stati presentati dal partito di Salvini ben 246mila emendamenti. Un numero cosรฌ elevato da togliere ogni possibile idea che siano pensati per migliorare il testo del provvedimento. Nonostante quella che pareva un'iniziale condivisione del progetto fra tutte le forze politiche al governo.
Del resto il fatto non stupisce, considerando le posizioni sempre espresse dal partito di Salvini. Piรน vicino agli interessi di cacciatori e allevatori che non degli animali nel loro complesso. La Lega infatti si รจ sempre gettata nella difesa degli animali da compagnia, per cercare consensi facili. Sapendo che una parte dell'elettorato รจ piรน attenta ai bisogni di cani e gatti che non degli animali nel loro complesso.
La scusa ufficiale รจ che il testo della proposta di modifica sia poco chiaro e confuso. Per questo viene giudicato come da riscrivere integralmente, anche se, per una volta, tutto si puรฒ dire meno che la proposta non sia correttamente formulata:
...tutela lโambiente e gli ecosistemi, come diritto fondamentale della persona e della comunitร , promuovendo le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Persegue il miglioramento delle condizioni dellโaria, delle acque, del suolo e del territorio, nel complesso e nelle sue componenti, protegge la biodiversitร e promuove il rispetto degli animali. La tutela dellโambiente รจ fondata sui princรฌpi della precauzione, dellโazione preventiva, della responsabilitร e della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati allโambiente.
Lega e animali in Costituzione sono un binomio che aveva stupito da subito chi segue questa politica del consenso facile
Salvini e il suo partito hanno appena richiesto di incrementare sanzioni e attivitร per il contrasto del randagismo e contro le zoomafie, ma questo si sa รจ tutt'altro discorso. La lotta a questo tipo di malaffare tocca solo marginalmente l'elettorato della Lega e non mina i buoni rapporti con il mondo venatorio e con quegli allevatori che vorrebbero sterminare lupi e orsi. Infatti la volontร che emerge chiara รจ quella di creare un doppio binario sui diritti degli animali: uno piรน garantista per quelli da affezione e uno piรน blando per tutti gli altri.
La Lega รจ il partito piรน spregiudicato nell'utilizzare la tutela degli animali e dell'ambiente in una declinazione composta da infinite variabili. Una per ogni segmento produttivo interessato, una sorta di credo che varia di volta in volta a seconda dell'interlocutore e degli interessi. Cosรฌ con infinite piroette il partito difende cani e gatti dai maltrattamenti, organizza banchetti a base di orso, sostiene le peggiori proposte di modifica delle leggi venatorie e protegge gli allevatori. Senza dimenticare la difesa delle tradizioni culinarie, come lo spiedo bresciano a base di piccoli uccelli canori. Tradizione che recentemente รจ stata oggetto di un pranzo fatto negli uffici pubblici di una comunitร montana a guida PD.
Per questa nuova piroetta della convenienza elettorale si sono indignati tutti: partiti e associazioni che si occupano dei diritti degli animali. Che non hanno esitato a giudicare come pretestuoso e vergognoso l'atteggiamento del partito guidato da Salvini. Forse perรฒ il ragionamento meriterebbe di essere esteso sul perchรฉ la Lega non tema, con questo genere di comportamento, di perdere voti. La risposta potrebbe essere tanto semplice quanto disarmante: la consapevolezza che agli elettori i temi sulla biodiversitร , tutela dell'ambiente e diritti dei piรน deboli abbiano una scarsa presa. Rispetto a molti altri che costituiscono il piatto forte della proposta politica leghista.
La tutela dell'ambiente e dei diritti degli animali forse in politica non paga
In effetti l'arcipelago verde, identificando in questo colore il movimento trasversale che si occupa di animali e ambiente, in Italia non sfonda. Non riescono a farlo i Verdi, che sono da tempo fuori dal parlamento, ma non lo fanno nemmeno i cosiddetti partiti animalisti. Una realtร che risulta incomprensibile paragonata a quello che accade in diversi paesi europei. Come la Germania, dove i Verdi raggiungono percentuali di consenso interessanti.
In Italia probabilmente, dopo la grande spinta ambientalista del 1989, quando i Verdi vissero il periodo di maggior splendore, sono venuti a mancare credibilitร , leadership e programmi comuni convincenti. Progetti di convivenza resi impossibili dalla sterminata pluralitร di visioni e dall'assenza di un minimo comun denominatore. In questo modo una nicchia importante per le politiche del paese รจ andata desertificandosi, a causa di una progressiva e inarrestabile discesa dei consensi.
Questa diaspora ha fatto sรฌ che molti politici attenti a questi temi confluissero in altri partiti, ma in numero non sufficiente a farli diventare un polo di attrazione. Per restare in tema questo รจ il classico gatto che si morde la coda. Ci vorrebbe una componente verde, come succede in moltissima parte d'Europa, ma quella attuale non raggiunge nemmeno la soglia di sbarramento per entrare in parlamento.
Per questo poi la politica piรน tradizionale, meno innovativa e attenta ai temi ambientali, perfettamente incarnata dalla Lega, riesce a non solo a ottenere consenso ma, anche, a costituire l'ago della bilancia su molte decisioni. Non solo a livello nazionale ma anche a livello regionale, dove si decidono provvedimenti importanti in tema di fauna e gestione del territorio. Sarebbe tempo di aprire un laboratorio innovativo su questi argomenti, che arrivi a fare sintesi per un progetto comune, capace di arginare litigiositร e protagonismi.
Ripensare, rispettare, riflettere: l'economia circolare post coronavirus deve basarsi su nuovi presupposti. Per non essere causa di nuovi disastri, ampiamente previsti ma non valutati in modo adeguato. Bisogna ripercorrere la storia umana, tornare al momento in cui abbiamo invertito l'ordine dei valori: quando denaro e economia hanno preso il posto di equitร e solidarietร .
Il primo obiettivo dell'uomo non รจ stato piรน quello d trovare la miglior strategia per sopravvivere, per garantire l'esistenza del branco. Non ne avevamo piรน bisogno per sopravvivere perchรฉ il passaggio da cacciatori/raccoglitori a agricoltori ci aveva regalato nuove opportunitร . Che non abbiamo avuto la capacitร di saper condividere, di utilizzare per il bene comune ma solo per far crescere il potere dell'individuo.
Ma per quanto grandi non siamo i padroni del pianeta e il coronavirus ci deve insegnare ad avere rispetto
Questa situazione, inconsueta e terribile, non deve evocare solo scenari apocalittici, ma deve essere vista anche come un'opportunitร , per cambiare il nostro modello di sviluppo. Ragionando sul fatto che siamo tutti tasselli dello stesso mosaico. Legati, senza possibilitร alcuna di sottrarci alla catena azione/reazione, che coinvolge sul pianeta ogni essere umano.
Questo virus รจ portatore di due concetti: siamo esseri viventi come tutti gli altri e non siamo onnipotenti, abbiamo bisogno di garantire maggiore equitร , rispetto e tutele verso uomini e animali. Verso un pianeta che abbiamo portato allo stremo, lasciando che la ricchezza diventasse piรน importante della biodiversitร e dei diritti. Facendo prendere il comando all'economia, sopprimendo la voce dell'etica con lo stesso comportamento che Pinocchio ebbe con il Grillo Parlante.
Questo virus, nonostante le voci dei complottisti, non viene da un laboratorio umano, ma da quel grande laboratorio che รจ il nostro pianeta. Un laboratorio che produce molto piรน di quanto noi immaginiamo, in continua evoluzione e in continuo movimento. Possiamo usare molti dei prodotti che derivano da questa attivitร incessante, ma non possiamo illuderci di poter controllare tutto quanto accade.
Il corona virus รจ frutto di un'economia circolare alterata, non armonica, non rispettosa
Sono davvero molti anni che la scienza sostiene che gli allevamenti intensivi, l'allevamento di specie selvatiche in condizioni pessime per scopi alimentari e il consumo di carne senza controlli rappresenti un pericolo. Avvisi inascoltati e spesso derisi, che ora perรฒ ci dicono che il coronavirus che sta attaccando la nostra specie รจ transitato, probabilmente, attraverso pangolini e pipistrelli.
โGli umani si ammalano mangiando o essendo esposti alla fauna selvatica in questi mercati;ย le popolazioni di animali selvatici si stanno esaurendo mentre vengono cacciate in camicia e cacciate per questi mercati;ย e le economie e i poveri sono danneggiati mentre l'abbattimento di massa degli animali in risposta a questi focolai aumenta il costo delle proteine โโanimali di base (animali da allevamento domestici come polli e maiali) che colpiscono i poveri piรน duramente. "
Il futuro della specie uomo รจ nelle nostre mani, dipende dalle nostre scelte
Come รจ rimasto inascoltato il pericolo derivante da un uso eccessivo degli antibiotici nell'allevamento degli animali. Creando problematiche di antibiotico resistenza negli umani, con conseguente strascico di morti sottovalutate. Una densitร eccessiva di animali, costretti a vivere in condizioni igieniche precarie e sotto costante stress non รจ stata vista come un problema da risolvere, cambiando metodiche di allevamento. Si รจ preferito riempire gli animali di sostanze che minimizzassero gli effetti, consentendo di rendere la carne un prodotto a basso costo.
Quante altre occasioni i sapiens potranno avere prima di un disastro ancora piรน drammatico di questa pandemia? Non siamo in grado di poter dire cosa succederร quando le emergenze si sommeranno, nรฉ di sapere quando questo accadrร . Perรฒ siamo certi, purtroppo, che tutto questo succederร se non proveremo a cambiare il nostro modello di sviluppo. Pagando in fondo un prezzo molto piรน basso di quello che ci sarร messo di fronte se anche questa esperienza ci scivolerร addosso, come l'acqua sulle penne delle anatre.
Mi piacciono gli umani e difendo gli animali non umani, da abusi, maltrattamenti o semplice insensibilitร . Pensare che la chiave di volta, o meglio di svolta, sia quella dell'estinzione della nostra specie mi fa inorridire. Una cura peggiore del male, un non senso tante volte gridato ai quattro venti da chi lo invoca come unica soluzione.
Gli animali non umani non sono migliori di noi, sono semplicemente creature differenti da noi. Quando qualcuno sostiene il contrario credo lo faccia perchรฉ l'emotivitร ha preso il sopravvento, impedendo un ragionamento sereno. Gli animali non umani sono esseri senzienti, possono provare sentimenti, soffrono per dolore e a causa delle condizioni di vita, ma non sono uomini. Non migliori, non peggiori, soltanto diversi.
Fra umani e non umani si possono creare ponti comunicativi fantastici, rapporti particolari che sono fonte di un piacere intenso, molto spesso reciproco, ma talvolta univoco e non bidirezionale. Come quando imponiamo agli animali non domestici la nostra compagnia, tenendoli in gabbia, facendogli condurre una vita innaturale.
Noi animali umani siamo diversi, per questo abbiamo delle responsabilitร
Probabilmente non siamo capaci di accettare che nell'animo umano esista il bene assoluto e il suo opposto, la capacitร di donare la propria vita ma anche quella di rubare le vite degli altri. E forse non lavoriamo abbastanza per strappare molti uomini a un'esistenza che esalta la loro componente peggiore. Non abbiamo, forse, ancora compreso che l'educazione al rispetto, la cultura, l'equitร sociale e il bilanciamento fra diritti e doveri rappresentano l'unico percorso possibile per una societร migliore.
Spesso molti, quando falliscono i rapporti fra umani, si rifugiano in quelli con gli animali, che non prevedono discussione, critica e confronto. Si immergono in un rapporto che non รจ completo, ma anestetizza il dolore della privazione, la sofferenza dell'insuccesso nelle relazioni fra simili. Vedendo negli altri umani la causa dell'infelicitร e attribuendo agli animali un valore salvifico, terapeutico. Spesso ricevendo molto da questo rapporto, senza chiedersi troppo se costi e benefici siano equamente ripartiti fra animali umani e non umani.
Il riconoscere gli animali non umani come esseri viventi diversi ci deve portare a considerare i nostri doveri verso di loro, ma anche quelli verso i nostri conspecifici. Non ci si puรฒ commuovere per un cucciolo maltrattato e restare distaccati dalla sofferenza di un altro uomo, di un bimbo, di un vicino di casa. Non si deve ritenere che gli animali siano migliori degli uomini per la loro assenza di crudeltร , di aviditร , di corruzione. Gli animali non hanno questi difetti proprio in virtรน del loro essere differenti: non una scelta quindi ma bensรฌ una condizione.
Un animale non ruba per arricchirsi perchรฉ, giustamente, non conosce il denaro
Mentre non esistono animali migliori degli uomini, ma solo animali diversi per natura, esistono uomini migliori e uomini peggiori. Alcuni per scelta, altri per condizione: non si deve perรฒ cadere nel tranello del lupo, quello messo in atto dai cacciatori per convincere che questo predatore sia pericoloso. Una gran parte degli uomini, infatti, la potremmo mettere in una zona neutra: non pericolosi, non particolarmente altruisti, non attenti alla societร ma comunque produttivi e dediti ai propri affetti. Quelli pericolosi sono tanti ma percentualmente pochissimi rispetto alla popolazione, mentre sono piรน numerosi quelli attenti ai bisogni altrui, alla solidarietร , alle esigenze sociali.
Alcune volte noi non vogliamo vedere quante persone positive, seppur con differenti valori, ci siano rispetto alla parte peggiore e in molti casi criminale della nostra societร . Sono proprio queste persone che potrebbero fare la differenza, se si impegnassero nel fare qualcosa di sociale e non solo sulle tastiere dei social. La vita virtuale puรฒ rappresentare solo un prolungamento di quella reale, non la sua sostituzione.
E ricordiamo sempre cosa diceva San Filippo Neri: fate i buoni, se potete! E essere educati e non violenti anche sui social รจ uno sforzo che costa davvero poco e contribuisce a migliorare la nostra societร . Con esempi, non soltanto con parole.
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